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Tre “sliding doors” che avrebbero cambiato per sempre il mondo della birra

Avete presente il film Sliding Doors, in cui la vita della protagonista (Gwyneth Paltrow) cambia radicalmente all’avversarsi o meno di un evento apparentemente trascurabile (prendere o perdere la metropolitana)? Qualunque sia la vostra considerazione del concetto di “destino”, è indubbio che esercizi mentali del genere sono molto affascinanti e ci permettono di divagare con la mente per qualche istante. Ed è quello che faremo con il post di oggi, che in mancanza di eventi birrari di rilievo di concentra sul classico tema d’evasione del venerdì. Applichiamo il meccanismo Sliding Doors ad alcune vicende brassicole del passato e vediamo come sarebbe potuto evolvere il nostro mondo. Ovviamente con molta ironia 🙂 .

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La slindig door del Reinheitsgebot

Il 23 aprile del 1516 Guglielmo IV di Baviera promulgò nella città di Ingolstadt una norma atta a regolamentare la produzione e la vendita di birra in Baviera, passata alla storia con il nome di Reinheitsgebot (“Editto della Purezza”). Come saprete la legge obbligò i birrai a utilizzare solo i 3 ingredienti base: acqua, luppolo e orzo, con un’eccezione per il frumento – il lievito all’epoca ancora non era stato scoperto dall’uomo. L’obiettivo dell’editto era di preservare i cereali diversi dall’orzo (come la segale) per la panificazione, vietandone l’uso nella produzione brassicola ma limitando molto la libertà creativa. Sembrerebbe che i motivi alla base di questa decisione sarebbero da ricercare in alcuni pesanti periodi di carestia che la Baviera stava vivendo all’epoca.

Ma cosa sarebbe successo se quelle carestie non si fossero mai verificate e non si fosse sentito il bisogno di promulgare il Reinheitsgebot? Oggi questo sarebbe potuto essere un articolo di Cronache di Birra:

Chiuso l’Oktoberfest 2015 con il record di birre aromatizzate

A qualche mese dalla fine dell’Oktoberfest, arrivano alcune interessanti statistiche sull’edizione 2015 della più importante manifestazione birraria del mondo. Per l’occasione le “sei sorelle” – i sei birrifici ammessi all’evento – hanno proposto complessivamente la bellezza di 280 birre diverse, che non solo hanno abbracciato tutti i principali stili brassicoli, ma si sono spinte ben oltre. Il tema di quest’anno è stata la birra aromatizzata al maiale: in particolare è stata apprezzata la Paulaner Schweinshaxe, realizzata con un “dry hopping” di stinchi interi di maiale. La giuria popolare però ha eletto a miglior birra dell’Oktoberfest l’Augustiner Super Weiss, aromatizzata con coriandolo, lime, rafano e weisswurst ottenuti da suini alimentati con le stesse trebbie del birrificio. Ora l’appuntamento è con l’Oktoberfest 2016, dove le stranezze brassicole di certo non mancheranno.

La sliding door delle Blanche

Una delle storie birrarie più belle da raccontare è sicuramente quella delle Blanche e del suo salvatore: Pierre Celis. La tipica birra di frumento belga era praticamente scomparsa a metà del XX secolo, quando l’ultimo custode dei suoi segreti, il birraio Louis Tomsis, chiuse i battenti. Per fortuna dieci anni dopo un piccolo uomo che aveva lavorato per Tomsis aprì un suo birrificio e decise di riportare alla vita quella ricetta, salvando dall’oblio lo stile delle Blanche.

Oggi le “bianche” del Belgio godono di buona salute, ma cosa sarebbe successo se negli anni ’60 Celis avesse rinunciato ad aprire il suo birrificio al fine di mettere da parte i soldi per partecipare al festival di Woodstock? Probabilmente le Blanche sarebbero totalmente scomparse e questo sarebbe stato un post di Cronache di Birra:

Nuovi dettagli sul mitologico stile delle Blanchebier

L’Associazione Belga per la Tutela delle Tradizioni Brassicole ha recentemente reso noti ulteriori dettagli sulle Blanchebier, l’antico stile che secondo i documenti si sarebbe diffuso nell’area del Brabante intorno al XVIII secolo. Fino a oggi i dettagli della ricetta sono rimasti avvolti nel mistero, ma sembra ormai abbastanza certo che queste birre fossero realizzate con una discreta percentuale di frumento. Ancora non è chiaro se l’aggettivo “blanche” si riferisca all’uso di questo cereale o all’ipotesi che lo stile fosse destinato ai cittadini bianchi delle colonie belghe in Africa. Nel secondo caso si spiegherebbe l’aromatizzazione – data ormai per assodata – con coriandolo, dragoncello, zenzero e succo di mela: tutte aggiunte che servivano per nascondere i difetti delle birre esposte a lunghi viaggi. È possibile che nei prossimi giorni siano svelati ulteriori dettagli.

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La sliding door dell’homebrewing in Italia

Gli homebrewer italiani dovrebbero festeggiare ogni 26 ottobre, perché quel giorno di circa 20 anni fa la produzione casalinga di birra fu ufficialmente riconosciuta dalla legge italiana. Il decreto legislativo n° 504 del 26 ottobre 1995, infatti, citò per la prima volta la birra “prodotta da un privato e consumata dallo stesso produttore, dai suoi familiari e dai suoi ospiti”, liberalizzando di fatto l’attività. Prima di allora, in teoria, chi brassava tra le mura domestiche era a rischio. Il governo che si occupò del decreto fu quello tecnico di Lamberto Dini, che il 17 gennaio 1995 subentrò dopo lo scioglimento del Berlusconi I.

Ma cosa sarebbe successo se qualche giorno prima Forza Italia non avesse perso la fiducia di Lega Nord e Popolari, continuando ad avere la maggioranza alla Camera? Forse il decreto non avrebbe mai visto la luce nella forma che conosciamo oggi e magari l’homebrewing in Italia sarebbe ancora potenzialmente illegale.Questo allora sarebbe potuto essere un articolo di Cronache di Birra sull’argomento:

Catturati Bertinotti e Faraggi, la coppia della birra clandestina

Dopo una latitanza durata quasi dieci anni, questa mattina il corpo della Polizia di Stato ha finalmente arrestato Davide BertinottiMassimo Faraggi – quest’ultimo soprannominato “Max” per il rispetto di cui gode negli ambienti della malavita. Dagli inizi degli anni ’90 i due hanno operato in totale clandestinità, costruendo un impero economico grazie alla produzione illegale di birra casalinga. Pesanti i capi d’accusa contestati a entrambi, in particolare quello di tentata strage per una cotta andata a male durante il festival di Pasturana del 2002. Ciononostante i due negli anni hanno raccolto l’approvazione di tanti fanatici, che hanno favorito l’attività clandestina con il contrabbando di materie prime e la circolazione sottobanco di manuali di produzione.

Queste le dichiarazioni dell’imperatore Silvio Berlusconi, che ha personalmente seguito la vicenda dal suo castello di Arcore: “Finalmente possiamo rallegrarci per la cattura dei due lestofanti, che per anni hanno messo in cattiva luce tutto il settore brassicolo nazionale. La produzione casalinga di birra è un attività demoniaca e pericolosa e – mi si consenta – non è un caso che sia stata messa in atto da una persona che di cognome fa Bertinotti”.

Avete altre sliding door birrarie da proporre?

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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3 Commenti

  1. Michael Jackson non pubblica 500 birre: il concetto di beer hunting (inteso come andare in un posto SOLO per la birra a prescindere da aspetti di natura turistica), probabilmente nemmeno sarebbe esistito. Giusto per contestualizzare:

    A) mondo prima di MJ: sono stato a Washington. Città fantastica e ho bevuto birre magnifiche;

    B) mondo dopo MJ: sono stato a Washington e mi sono ritagliato un pomeriggio per andare ad Hyattsville per bere da Old Dominion.

  2. Questo passaggio è fantastico “Ancora non è chiaro se l’aggettivo “blanche” si riferisca all’uso di questo cereale o all’ipotesi che lo stile fosse destinato ai cittadini bianchi delle colonie belghe in Africa”

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