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Nuove birre da Pontino, Turbacci, L’Olmaia, Birra Perugia e altri

LA_CALAVERA_MEDAGLIAMolti tra voi probabilmente saranno reduci da un week end passato in qualche festival birrario, tuttavia la speranza è che abbiate ancora sete perché cominciamo la settimana con un post sulle novità brassicole dei nostri birrifici. Partiamo allora dal Lazio e dal Birrificio Pontino, che si conferma sempre molto attivo. Una delle ultime creature dei ragazzi di Latina è La Calavera, che si distingue per appartenere allo stile delle Mexican Lager. È infatti una bassa fermentazione realizzata con un ceppo di lievito proveniente direttamente da Città del Messico, capace di mantenere la pulizia di una bassa fermentazione ma a fronte di un ventaglio aromatico complesso e incisivo. Per il resto sono impiegati luppoli europei e malto Pils. L’ho provata recentemente ed è davvero eccezionale, perfetta per le calde giornate all’orizzonte. Bello scoprire per la sua prima Lager il Pontino ha deciso di riscoprire un lievito tanto particolare.

big mamaAllo Spring Beer Festival del passato week end il Pontino ha presentato un’altra novità, di cui però vi parlerò più avanti. La manifestazione capitolina appena conclusa ha rappresentato il banco di prova anche per l’ultima nata in casa Turbacci, storico birrificio del Lazio. La birra si chiama Big Mama e si ispira alle Imperial Pils, dettaglio suggerito dalla presenza in etichetta del nome della Pils della casa (Quinn). Ho avuto modo di berla sabato e l’ho trovata decisamente gradevole, con la capacità di nascondere in modo impressionante l’elevato contenuto alcolico (10%). Chiaramente è caratterizzata da una trama maltata piuttosto “ingombrante”, ma che è bilanciata a perfezione dalla generosa luppolatura.

loc-hopRimaniamo in zona per l’ultima novità targata Birrificio Aurelio, presentata lo scorso venerdì in contemporanea in 6 diversi pub (oltre che allo Spring). Si chiama Loc Hop ed è una single hop, cioè una produzione realizzata con una sola varietà di luppolo. Nello specifico si tratta del giapponese Sorachi Ace, che naturalmente monopolizza le sensazioni organolettiche con i suoi aromi agrumati e speziati. La birra scorre facile e fresca, candidandosi a nuova hit dell’estate per l’azienda di Ladispoli (RM).

starship revolutionLasciamo il Lazio per spostarci in Toscana, dove il birrificio L’Olmaia ha in serbo una nuova creatura – e considerando che non è un produttore troppo incline alle novità in successione, la notizia non passa certo inosservata. L’ultima nata si chiama Starship Revolution e, come forse avrete capito, è un’evoluzione della Starship. La novità sostanziale è nella selezione dei luppoli, che passano da varietà inglesi ad americane. Il risultato è dunque uno spostamento della Bitter dell’Olmaia verso confini di stampo statunitense, quindi – se vogliamo – anche più modaioli. Ho avuto occasione di berla in una delle sue prime versioni e anche in questo caso siamo al cospetto di una signora birra. Dovrebbe essere disponibile proprio in questi giorni in alcuni locali della Toscana e di Roma, ma non è da escludere un altro “tour” italiano come quello organizzato per il lancio della Starship.

suburbiaSenza muoverci troppo spostiamoci in Umbria, per raccontare le novità a firma Birra Perugia. La prima è una collaboration beer realizzata con Bruno Carilli di Toccalmatto e chiamata Suburbia, in onore dello storico locale umbro che promosse l’ondata new wave italiana degli anni ’80. Come riporta il Corriere Nazionale, una birra del genere non poteva che essere in pieno stile anglosassone: siamo dunque al cospetto di una English IPA che gioca sull’equilibrio tra le sue varie componenti, senza tuttavia rinunciare a una luppolatura decisa con note resinose e balsamiche. È stata presentata a metà aprile, quindi dovrebbe essere disponibile in giro senza troppi problemi.

La seconda novità in arrivo dal Birrificio Perugia si chiama invece Calibro 7 ed è una classica American Pale Ale, realizzata con sette diverse qualità di luppolo, tra cui Galaxy e Sorachi Ace. È stata presentata qualche settimana fa presso l’Umami, giovane locale del capoluogo umbro. In tale occasione i ragazzi di Birra Perugia hanno portato anche il loro nuovissimo sidro e una versione con super dry hopping della loro Red Ale.

whaleE per restare in tema di beer firm, concludiamo questa panoramica con la nuova birra di Lucky Brews, azienda di Montecchio Maggiore (VI). Battezzata Whale, si ispira al sottogenere delle White IPA, cioè produzioni a metà strada tra le IPA e le Wheat Beer. È dunque prodotta con una percentuale di frumento, ma la sua principale caratterizzazione è probabilmente da ricercare nella speziatura, ottenuta con l’impiego di coriandolo, buccia d’arancia e pepe rosa – ingredienti che quindi ricordano le Blanche belghe. A livello di luppoli invece è utilizzato un mix di Columbus, Pacific Jade e Galaxy. È anche questa una birra estiva: fresca, bevibile, floreale e agrumata.

Qualche impressione sulle birre qui presentate? Sempre che ovviamente abbiate già avuto modo di assaggiarle…

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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11 Commenti

  1. alexander_douglas

    hai dimenticato anche l’altra del Pontino pure se non è ancora ufficialissima: la magic circe, la session pale ale con galaxy e mosaic. Comunque ottima La Calavera, birra veramente veramente beverina e ben fatta….non ho avuto modo invece di assaggiare la calibro 7 e la big mama quinn di turbacci ( anche se mi ero ripromesso di farlo). Ah la Loc Hop: secondo me andava un po meglio bilanciato il luppolo perchè il sorachi caratterizza parecchio

  2. alexander_douglas

    comunque quante white ipa so state lanciate ultimamente qui da noi? fantasia portame via ( anche se quello di Lariano non era affatto male)

  3. La Calavera me la sono persa, o forse non l’ ho vista sulle spine dello spring ieri, ma me ne avevano parlato bene, in compenso sempre da loro ho bevuto l’ altra novità alla quale suppongo facevi riferimento, buona ma forse proprio session non la definirei.
    La Big Mama Quinn l’ ho bevuta dopo cena appena montata da Marco Turbacci, io sarà stato il fatto che ormai stavo 2 passi avanti nel delirio ma l’ ho trovata equilibrata pur essendo decisamente maltata e i 10° non li ho sentiti sul palato.
    Molto curioso delle altre qui descritte… attendo.

  4. Ciao e grazie mille per la segnalazione. Preciso solo che la Calibro 7 è in toto della Fabbrica Birra Perugia. Si tratta di un progetto costruito in vari mesi di prove e aggiustamenti, finalmente pronto per uscire sul mercato con una sua etichetta (parlo delle bottiglie perchè diversi fusti sono già stati scolati, tra cui quelli nei locali che citi). La birra fatta con il Buskers è la Blacula, black IPA brassata nel nostro birrificio di Perugia.

    Ciao!

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