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Nuove birre italiane (al Ballo delle Debuttanti)

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La Settimana della Birra Artigianale ormai alle porte (si parte lunedì prossimo) è l’occasione per tanti birrifici italiani di svelare interessanti novità. Anche quest’anno quindi le birre inedite non mancheranno di scandire i sette giorni di festa, ma ce ne saranno ben 13 che saranno protagoniste di un singolo evento. Sto chiaramente facendo riferimento al Ballo delle Debuttanti, il Pre-opening party della Settimana della Birra Artigianale che si terrà domenica 6 marzo presso il Luppolo Station di Roma. In una sola serata saranno presentate una marea di creazioni in anteprima assoluta, realizzate da altrettanti birrifici di primo piano nella scena brassicola nazionale. Negli scorsi giorni ho svelato i dettagli dell’evento, oggi invece andiamo a scoprire le 13 novità che potrete assaggiare in anteprima domenica prossima e poi di seguito in tutta Italia.

elav

Partiamo in rigoroso ordine alfabetico con l’Acoustic Indie Lager di Elav. Per la prima volta sarà presentata in via sperimentale la versione a bassa fermentazione della rinomata Indie Ale di Elav. La tipica pulizia delle Lager esalta le caratteristiche della birra: abbondante luppolatura sorprendentemente bilanciata dai malti, note agrumate e tropicali che si fondono con sfumature di caramello, finale erbaceo con un amaro gentile ma incisivo.

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Di tutt’altro genere è la BrettStorming del Birrificio Pontino, ispirata allo storico stile acidulo delle Oud Bruin. È costruita su una base di malto Pale e una manciata di luppolo nobile, a cui si aggiunge lievito belga. Successivamente è trasferita in botti di rovere dove subisce un incoculo di brettanomiceti, lattobacilli e pediococcus. Qui riposa per la bellezza di sedici mesi. Alla spiccata acidità si aggiungono note di cuoio, legno, frutta rossa e uva bianca, il tutto sorretto da una vivace carbonazione.

Birra-del-Borgo

Un affinamento in legno caratterizza anche la Collerosso ESB di Birra del Borgo, una delle prime creazioni del nuovo impianto di Collerosso destinato a birre acide e fermentazioni spontanee. In questo caso siamo al cospetto di una Strong Bitter con malti affumicati direttamente dal birrificio, che passa una notte in coolship (vasca di raffreddamento) prima di riposare in barrique per cinque lunghi mesi.

Birrificio-del-Doge

Altre fermentazione mista è quella della neonata in casa Birrificio del Doge, la Dogaressa. Qui la fermentazione “non ortodossa” è ottenuta con bacche di gelso (200g/litro di bacche). È il miglior lotto di Morer non blendata, selezionata dal birraio per la sua eleganza e per il sapore dato dalle bacche esclusivamente nere. Acidula e aromatica, sorprende tuttavia per la sua grazia sia nei profumi che all’assaggio.

white tree

Ben diversa nella concezione è la Lorien di White Tree. Interpretazione dello stile Kölsch, tipico della città tedesca di Colonia, è un birra ad alta fermentazione dal colore dorato, simile alle foglie degli alberi del regno immaginato da Tolkien e chiamato ”Lorien”. Al naso si avverte un delicato profilo fruttato, mentre al gusto prevalgono note di malto e un ritorno di frutta derivante dai lieviti, con un finale erbaceo e floreale di luppoli continentali. Birra fresca, leggermente amara e ottima per il periodo estivo.

Birra-del'Eremo

Torniamo sull’acidità con la Lunatica di Birra dell’Eremo, una Berliner Weisse prodotta con l’aggiunta di una valanga di lamponi freschi durante la fermentazione lattica. Al naso emergono profumi intensi di lamponi e in bocca la sensazione di elegante acidità la rende estremamente dissetante. Si segnala anche dal punto di vista estetico, con un bel colore rosso rubino.

hibu

Dal gusto decisamente solidale è la ‎Masalabir‬, prodotta dal Birrificio Hibu per aiutare un progetto ideato dall’alpinista e medico Annalisa Fioretti a sostegno di 20 ragazzi poveri o rimasti orfani a causa del sisma avvenuto in ‎Nepal‬ nell’aprile 2015. I ricavati della vendita della birra saranno devoluti per sostenere i loro percorsi scolastici per 7 anni. La Masalabir (5,2%) non poteva allora non ispirarsi alla “birra” locale nepalese, un fermentato di orzo e riso detto “‎tchyang”‬. È aromatizzata con Masala Tea e luppolata con due varietà sperimentali non ancora disponibili in Italia. Profumata, speziata e dolce negli aromi, si mantiene comunque secca e molto bevibile.

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La Punching Obama è invece una Sour Dark Ale prodotta da La Fucina in collaborazione con Lucky Brews. L’acidità è ottenuta mediante batteri lattici dopo la fase di filtraggio e alla fine delle fermentazione viene effettuato un leggero dry hopping per ottenere un contrasto tra profumo, corpo e sensazione di morbida acidità. Sensazioni insolite e sbalorditive per una collaboration brew quantomai originale.

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Ancora lamponi protagonisti nell’ultima creazione di Birrone, battezzata Purple Rain. È una birra di frumento aromatizzata con lamponi, in cui la base fermentabile è composta da 50% di malto d’orzo e 50% di frumento, mentre il lievito è neutro. La ricetta prevede una generosa aggiunta di lamponi freschi per aumentare la forza rinfrescante e dissetante della birra. Leggera in contenuto alcolico, è profumata, aromatica e decisamente bevibile.

Foglie-d-Erba

La Sounds From The Tree di Foglie d’Erba è invece una versione speciale della Sounds From The Wood, Imperial Stout da 10% ricca e complessa. In questo caso è stata aggiunta resina di pino a fine fermentazione, seguendo quel legame col territorio che da sempre caratterizza la produzione di Foglie d’Erba. Si caratterizza per una calda e dolce esplosione di cacao, liquirizia, caramello e note torrefatte, ammorbidite dall’aggiunta di resina che apporta anche deliziose sfumature balsamiche.

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Arriva direttamente da Milano la Tetris, ultima nata del giovane birrificio La Ribalta. È una IPA dal colore dorato e dalla schiuma fine e persistente. Un sapiente blend tra i luppoli Mosaic ed El Dorado sprigiona un effluvio di profumi che inebriano il naso, tra aromi tropicali e note di frutta bianca. In bocca lievi note caramellate introducono a una birra che sul finale si contraddistingue invece per un amaro deciso, pulito e dissetante, dovuto ai caratteristico luppolo tedesco. Una birra fresca, estiva e rinfrescante.

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Procediamo con la Turondola dei sardi di P3 Brewing, creata in collaborazione con l’omonimo pub di Sassari. La Turondola è una classica American Pale Ale che esalta le tre varietà di luppolo utilizzate, tutte di origine americana: Cascade, Chinook, Ahtanum. Leggera e dall’amaro deciso ma non invadente, è perfetta per gli amanti del luppolo.

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E infine chiudiamo questa succosa carrellata con la West Coast Garda Ipa di Manerba, ispirata alle Ipa della costa occidentale degli Stati Uniti (West Coas Ipa). Si caratterizza per una luppolatura sostenuta, soprattutto in dry-hopping (varietà El Dorado in evidenza) e da un amaro morbido (38 IBU). Il colore è dorato, con una struttura maltata leggera per sostenere il luppolo senza coprirlo e togliergli spazio.

Se siete curiosi di assaggiare tutte queste novità, ovviamente l’appuntamento è per domenica da Luppolo Station. Quali vi intrigano di più?

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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