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Nuove birre da Lambrate, Lariano, Cittavecchia, La Piazza e altri

Dopo giorni tormentati in cui l’unico argomento di discussione è stata l’acquisizione di Birra del Borgo da parte di AB Inbev, oggi proviamo a tornare alla normalità – anche se non escludo qualche ulteriore approfondimento nei prossimi giorni. E come ristabilire un senso di regolarità se non con una panoramica sulle nuove birre italiane? Anche perché come sempre le novità non mancano. Partiamo allora dal Birrificio Lambrate, che qualche giorno dopo la leggendaria festa per i suoi 20 anni ha annunciato su Facebook la Malnatt (5%), una German Pilsner brassata con soli luppoli tedeschi, leggera e facilissima da bere. Come da tradizione il nome attinge al dialetto meneghino e può essere tradotto solo in parte con il termine “delinquente”. Lo staff del Lambrate ha voluto dedicare la Malnatt a Roger Webber, lo storico illustratore delle etichette del birrificio, tristemente scomparso di recente.

serial keller

Rimaniamo nell’universo delle basse fermentazioni con la Serial Keller (4,6%), ultima creazione di Emanuele Longo, birraio del Birrificio Lariano. Creata per i locali Scurreria (Genova) e La Mangiatoia (Alassio), si ispira ovviamente alle antiche “birre da cantina” della Germania, di cui le migliori e più autentiche incarnazioni sopravvivono in Franconia (alta Baviera). La Serial Keller, così come la già citata Malnatt e altre produzioni analoghe, rivelano un deciso interesse dei nostri birrifici per queste tipologie brassicole. Chissà che non siano Pilsner, Keller e Zwickel varie le birre italiane dell’estate 2016: personalmente non potrei che esultare!

Cittavecchia_LIPA

Se non sbaglio per la prima volta entra in una rassegna del genere il birrificio Cittavecchia di Sgonico (TS), uno dei pochi in Italia a vantare una data di nascita antecedente all’anno 2000. L’ultima creazione si chiama LIPA (6,1%) e, come si può intuire, appartiene all’inflazionato stile delle India Pale Ale. Rispetto alle interpretazioni più modaiole, però, la LIPA si avvicina decisamente alla versione classica anglosassone, utilizzando solo ingredienti originari del Regno Unito: la base fermentabile è infatti ottenuta solo con malto Maris Otter, mentre le varietà di luppolo impiegate sono le “nobili” Fuggle e East Kent Golding. Se siete amanti delle tradizioni brassicole, un assaggio è d’obbligo.

ip ipa urra

Si chiama invece Ip Ipa Urrà la novità a firma Birrificio La Piazza, che sarà presentata lunedì 2 maggio presso il locale di via dei Mille a Torino. Si ispira allo stile delle Double Ipa, che generalizzando può essere considerata una versione più muscolare e amara delle normali Ipa – la birra in questione raggiunge il 7,6% di contenuto alcolometrico e gli 80 IBU. La ricetta della Ip Ipa Urrà prevede solo luppoli americani (in particolare Columbus, Amarillo e Simcoe), che prevedibilmente rivestiranno un ruolo di protagonista assoluto a livello organolettico.

corrosipa

Continuiamo con le declinazioni dello stile più diffuso al mondo (almeno a livello craft) con la Corrosipa del birrificio Il Mastio. Dietro questo nome un po’ avventato 🙂 si nasconde un’American IPA che chiaramente punta alla valorizzazione dei luppoli americani: profumi intensi di erba e resina, poi amaro deciso con agrumi nel retrolfatto. Il tenore alcolico non è indifferente (6,5%), ma neanche così elevato da sconsigliarne il consumo nelle giornate più calde. Al contrario potrebbe essere una delle killer application dell’estate per il birrificio marchigiano. Se ne volete sapere di più, date un’occhiata a Il Birronauta.

mit liebe

È ormai immancabile in panoramiche del genere almeno una Italian Grape Ale. Questa volta arriva dal birrificio Maso Alto di Lavis (TN), che per la sua Mit Liebe (“Con amore”) ha utilizzato mosto di uve Gewurztraminer coltivate nel proprio vigneto. Se fossi un esperto di vino potrei arrischiare una previsione delle caratteristiche della birra, ma purtroppo per voi di succo d’uva non ci capisco un bel niente e dovrete accontentarvi (come il sottoscritto) di un assaggio per saperne di più. A meno che lunedì scorso non abbiate partecipato all’evento di presentazione della Mit Liebe, organizzato intelligentemente con la partecipazione di diversi produttori di Traminer.

maiz

E concludiamo con la Maiz di Via Priula, che in realtà è stata annunciata alcuni mesi fa, ma che per distrazione avevo dimenticato nel “cassetto” delle novità italiane. Il nome rivela la sua peculiarità principale, quella cioè di impiegare una percentuale di mais. Una soluzione “pericolosa”, perché questo cereale è impiegato in larga misura dall’industria per sostituire il malto d’orzo e ridurre i costi di produzione. Qui però il discorso si ribalta, perché sono stati utilizzati mais speciali, coltivati da piccole realtà locali e ultimi discendenti diretti di quelli importati dalle Americhe dal 1600 in poi. Per il resto la Maiz (5%) è una bassa fermentazione, brassata presso gli impianti di Brewfist. Se ne volete sapere di più su questo interessante progetto, vi rimando al sito di Via Priula.

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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