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Le migliori birre del 2016 (secondo noi)

Alla fine dell’anno mancano ancora una decina di giorni, ma è già arrivato il momento di stilare classifiche e tracciare bilanci per i 12 mesi appena passati. Come lo scorso anno, anche su Cronache di Birra vogliamo fare qualcosa di simile, ma senza diventare didascalici o eccessivamente prolissi: ci siamo limitati a chiedere ai nostri collaboratori più assidui le loro migliori 5 birre assaggiate nel corso del 2016, spiegando quella migliore con una rapida descrizione e indicando le altre in ordine sparso. Tra i criteri di valutazione non solo quelli meramente organolettici, ma anche quelli legati alle situazioni in cui sono state bevute, perché spesso una percentuale importante del godimento non risiede anche in come, dove e con chi lo si fa. Il risultato è una lista di 35 birre da tutto il mondo, che curiosamente mostra il Canada in grande spolvero e un paio di conferme tra un elenco e l’altro – chi ha detto Heady Topper? Comincio io, poi lascio spazio agli altri autori del blog in ordine rigorosamente alfabetico.

Andrea Turco

  1. Heady TopperThe Alchemist
    Talvolta le bevute inaspettate sono quelle più sorprendenti. In primavera ebbi l’occasione di assaggiare questa birra al Twenty di Roma, grazie a Michele (oggi in Ritual Lab) che ne aveva riportata qualche lattina dal suo viaggio negli Stati Uniti. Mi colpì per l’intensità e la pulizia degli aromi, accompagnati a una bevibilità straordinaria: caratteri che è raro incontrare a tali livelli in un’Imperial Ipa. Coincidenza volle che proprio in quel momento in Italia si cominciò a parlare di Vermont – New England Ipa e di Juicy…

Alessandra Agrestini

  1. SerpillaLoverbeer
    Il leitmotiv che mi ha accompagnato in molti momenti di questo 2016. Passando da un laboratorio in riva al mare ad una fredda serata irlandese, un’ottima birra che si è sempre associata ad un altrettanto buona compagnia, regalandomi emozioni a tutte le latitudini.

Francesco Antonelli

  1. SpacemanBrewfist (ITA)
    Quest’anno ho assaggiato tante birre votate all’eccesso che in qualche modo sono riuscite a stupirmi (a volte anche in negativo). Avevo pensato di eleggerne qualcuna a migliore bevuta del 2016, ma poi mi sono bloccato. Lo stupore dato dagli eccessi, alla resa dei conti, brilla di una intensità che con il tempo si affievolisce. Una birra che invece mi ha veramente stupito e che berrei volentieri anche ora, in una tarda domenica di dicembre, è stata un’altra. Una birra storica che avevo abbandonato da tempo: la Spaceman di Brewfist. Una IPA che ho finalmente ritrovato in perfetta forma: godibile, incisiva e allo stesso tempo facile da bere.

Niccolò Costanzo

  1. AphrodisiaqueDieu Du Ciel
    La Stout migliore del 2016. Spillata pump, rilascia sentori di vaniglia e cioccolato. Equilibrio straordinario e facilissima da bere. Una chicca all’interno di una linea, quella di Dieu Du Ciel, pressoché impeccabile.

Anna Managò

  1. La PitouneLe Trou du Diable
    Una rivelazione per me, come tutte le birre di André che conosco da anni ma di cui non avevo ancora assaggiato nulla prima dello scorso maggio quando sono andata a trovarlo in Québec. Una delle migliori pils che abbia mai bevuto. Da questo punto di vista Shawinigan non ha nulla da invidiare alla Germania.

Jacopo Mazzeo

  1. L’UnaOpperbacco
    Una birra italiana in stile Belga, legata ad una esperienza lavorativa memorabile. Ogni sorso mi ricorda che le mie radici birrarie sono in Belgio e in Italia.

Niccolò Querci

  1. Ardenne Wood My DeerBrasserie de Bastogne
    Barley Wine prodotta in produzione molto limitata. Viene barricata in botti prima contenenti vino Macvin dello Jura in Francia per sei mesi. Colore ambrato, aroma di caramello e miele, gusto dolce con note di vaniglia. Alcolicamete consistente (11%) ma molto piacevole da bere. L’ideale da abbinare con un dolce o berla quando fa molto freddo come in questo periodo davanti al camino.

E ora spazio alle vostre bevute: quali sono state le migliori 5 birre bevute durante il 2016? Quale la migliore in assoluto e perché? Nel frattempo buone festività a tutti, ci risentiamo a metà gennaio dopo che si sarà concluso il mio viaggio di nozze in Australia (dove spero di bere tante birre craft). Nel frattempo continuate a tenere d’occhio tutti gli aggiornamenti sui canali Facebook, Twitter e Instagram di Cronache di Birra. A presto!

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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7 Commenti

  1. Servirebbe un bottone magico che te le spedisca tutte direttamente sotto l’albero di natale! 😉
    Scherzi a parte, molte le ho assaggiate, altre non le conosco e le ho aggiunte subito in wish-list.
    Aggiungo 2 perle, a mio modo di vedere, conosciute durante l’anno: Roccia Scura di Birranova e l’appena nata Piè Veloce di Ca’ del Brado.

  2. La parte del leone, tanto per cambiare, la fanno le birre bevute negli States che si beccano 4 posti su 5 nella mia classifica personale.

    Primo posto d’obbligo (ex aequo) per la Bell’s Two Hearted Ale (bottiglia) e la Three Floyd’s Alpha King (spina) bevute al Miller’s di Chicago. Birre semplicemente mostruose che, a questo punto, per me rappresentano il vero termine di paragone per i rispettivi stili.

    A seguire:
    2) New Glarus Belgian Red
    3) Rodenbach Alexander
    4) Great Divide Titan IPA
    5) Schell Schmaltz Alt

    P.S.
    Immagino che per l’Australia ti sarai già segnato i posti più interessanti, cmq segnalo che – sebbene il livello della birra Aussie non sia fenomenale, almeno secondo me – posti che ho trovato validi quando ci sono andato io sono il Red Oak di Sydney (che offriva un interessante menù di abbinamenti cibi/birre), il Wig & Pen di Canberra e la Taproom di Malt Shovel a Melbourne.

  3. 1 Bullfinch Londinium bitter (in cask)
    2 Hilltop Gallagher Stout
    3 Ritual Lab Pils
    4 Birra Elvo Schwarz
    5 Sv Norbert Tmavé (al Klasterni Pivovar Strahov a Praga)

  4. Beh, auguroni Andrea!!!

  5. Pressoché impossibile ricordare i nomi delle preferite nel 2016, rimango in attesa di vedere il riassunto con le charts e le curiosità di RateBeer per rinfrescarmi la memoria 😀

    La “False flat” l’ho bevuta (e me lo ricordo!) e devo dire che è stata veramente una piacevole sorpresa.

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