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Nuove birre da Crak, Lambrate, Birrificio della Granda e altri

Primo post settembrino dedicato alle nuove birre italiane e partiamo con un tris di novità provenienti dal birrificio Crak di Campodarsego (PD), che saranno disponibili da venerdì 8 settembre. La prima di chiama El Dorado Party ed è una nuova esponente del trend delle New England IPA, fermentata con lievito London Ale III e dal tenore alcolico abbastanza alto per lo stile (9%). La seconda è stata battezzata Extra Dry Mosaic (9%) ed è una Double IPA estremamente secca, caratterizzata da un massiccio dry hopping di Mosaic. Qui la particolarità è nell’uso del lievito, il cui ceppo locale è utilizzato per i vini aromatici dei Colli Euganei. Infine la Grisette (5,6%) è l’interpretazione del birrificio Crak dello stile omonimo, realizzata con scorza di limone e arancia e generoso dry hopping di luppolo Lemondrop. Come sempre meritano menzione le grafiche delle etichette, opera di Dry Design.

L’attivissimo birrificio Lambrate è spesso presente in queste carrellate e stavolta vi entra con la primogenita di una nuova serie di birre. La linea si chiama 60D ed è dedicata a produzioni che vanno bevute piuttosto giovani così da apprezzarne al massimo le componenti aromatiche – il nome fa riferimento ai 60 giorni dal confezionamento imposti come limite consigliabile per il consumo. La gamma sarà inaugurata mercoledì 13 settembre con la Double IPA (8%), appartenente ovviamente allo stile omonimo. È prodotta con una sola tipologia di malto e con diverse varietà di luppolo americano (Mosaic, Equinox, Chinook), usati abbondantemente anche in dry hopping. Per assaggiarla in anteprima potrete recarvi presso i due locali milanesi del Lambrate, a via Golgi e via Adelchi.

Continuiamo sulla strada delle tipologie luppolate con l’Alternative IPA (6,6%) del Birrificio della Granda di Lagnasco (CN), che persegue due mode del momento: quella delle NEIPA e quella delle IPA con frutta. Il birraio Ivano Astesana la definisce una “quasi juicy” per sottolineare che la birra si ispira solo in parte alla tipologia proveniente da New England e Vermont, e in effetti la variazione più evidente rispetto al modello di riferimento è l’impiego di un 8% di pesche piemontesi. Di conseguenza l’opalescenza tipica delle NEIPA è data non dalla capacità di flocculazione del lievito o dal ricorso a lattosio o avena, ma dalla presenza delle pectine della frutta. Il mix di luppoli è composto, oltre che dall’onnipresente Mosaic, anche da Citra e Mellon. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito del Birrificio della Granda.

Dal nord Italia spostiamoci a Roma, dove la new wave dei nuovi birrifici locali si sta mostrando costantemente in fermento – e non potrebbe essere altrimenti in un mercato così esigente e selettivo. Tra le novità locali bisogna segnalare la Brit Pop (6%) di Eternal City Brewing, nata dalla collaborazione con i londinesi di Five Points e disponibile da circa un mesetto. La birra appartiene allo stile delle Amber Ale e conoscendo i due produttori possiamo aspettarcela molto fedele al modello di partenza, ma non senza qualche sfumatura più moderna. Non è escluso che la Brit Pop sia disponibile tra le produzioni nella festa in programma sabato prossimo, con cui ECB festeggerà il suo secondo anniversario. Per saperne di più vi rimando all’evento su Facebook.

Restando nell’area della Capitale, bisogna segnalare anche la Punto Zero del birrificio Oxiana, lanciata lo scorso agosto. La birra si ispira al poco diffuso (almeno da noi) stile delle Vienna e si distingue per aromi biscottati e mielati provenienti dai malti, bilanciati e arricchiti dal contributo di luppoli nobili continentali (Hallertau). Facile da bere ma anche appagante, la Punto Zero si inserisce nella gamma di Oxiana come stagionale, insieme alla Doppio Passo, Double IPA prodotta nuovamente dopo il debutto dello scorso anno.

E concludiamo con l’American Wheat (5%) del romagnolo PLB, meno recente delle precedenti (è stata annunciata a giugno) e costruita sull’omonimo modello americano per ottenere un prodotto chiaramente dedicato ai mesi caldi. La base dei grani è composta dal classico malto d’orzo a cui è aggiunto frumento (sia maltato che in fiocchi), mentre il lievito è – come da copione – neutro. I luppoli utilizzati appartengono alle varietà Equinox e Mosaic, utilizzati anche in dry hopping. Il risultato è una birra fresca e fragrante, con profumi di mango e agrumi e un piacevole amaro finale.

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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Un commento

  1. Le etichette di della Granda spaccano come al solito !

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