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Nuove birre da Opperbacco, Baladin, Porta Bruciata, Lucky Brews e altri

Ritorno eccellente quello di Opperbacco nella panoramica sulle nuove birre italiane, che oggi si apre proprio con una coppia di novità provenienti dallo storico birrificio abruzzese. Le due creazioni sono accomunate nel nome ma soprattutto nell’uso di un ingrediente speciale, il rosciola del Gran Sasso d’Italia, battezzato l’Alpinista. Trattasi di un grano che cresce tra i 1.200 e 1.400 metri e che presenta una germinazione lunga un anno e caratteristiche uniche derivanti dalla particolare escursione termica di quelle altitudini e dal lungo riposo sotto la coltre di neve. Le birre possono dunque essere pensate come delle White Ipa: la Don’t Worry (4,7%) è una “session” aromatizzata con agrumi e un pizzico di coriandolo e menta piperita, la Be Happy (7,5%) è invece la versione “double” realizzata con l’aggiunta di melone giallo e luppolata con varietà americane. Entrambe le birre saranno disponibili a inizio dicembre.

Ma dicembre è anche il mese delle festività natalizie e quest’anno il birrificio Baladin ha deciso di festeggiare con un’incarnazione inedita della sua storica Nöel. La Nöel Liquirizia (9%) si basa sulla birra che molti di voi avranno conosciuto durante la propria carriera di appassionati: una Strong Ale di stampo belga, forte e intensa, con note di frutta secca, biscotto, cioccolato e leggere sfumature agrumate provenienti dal dry hopping. In questa versione al bouquet aromatico si aggiunge ovviamente un deciso tono di liquirizia, aggiunta come aromatizzazione inedita per questa birra. La Nöel Liquirizia si affianca alla precedente Nöel Cafè, che se non sbaglio fu lanciata nel 2013. La Nöel base, invece, da tempo ha cambiato nome in Leön ed è disponibile tutto l’anno.

Debutta tra le carrellate sulle novità italiane il birrificio Porta Bruciata, fondato nel 2015 e salito agli onori delle cronache poco meno di un anno fa, quando a Birra dell’Anno vinse – da perfetto sconosciuto o quasi – nella difficilissima categoria delle American IPA. La sua new entry si chiama Larkin Street (8%) ed è invece una Double IPA che è stata ispirata da un recente viaggio a San Francisco. Impiega una sola tipologia di malto (Extra Pale Ale) e tre luppoli statunitensi che rappresentano la storia delle varietà autoctone americane: Columbus, Centennial e Simcoe. Sono stati utilizzati tutti e tre sia in amaro, che in aroma, che in dry hopping, in proporzioni diverse in base alla fase di luppolatura (prevalenza di Simcoe per quella a freddo). Come le altre produzioni di Porta Bruciata, la Larkin Street punta all’equilibrio e alla piacevolezza di bevuta, motivo per cui l’amaro non è presente in maniera eccessiva. La birra è stata presentata venerdì scorso in diversi locali italiani.

Si chiama Garganella (8,4%) l’ultima nata in casa Lucky Brews, prodotta con un 12% di mosto di uva Garganega coltivata dall’azienda agricola Angiolino Maule, un produttore vicentino di vini biodinamici. Si potrebbe dunque considerarla un’Italian Grape Ale, ma il contributo della parte “vinosa” è molto limitato e si esprime principalmente con fresche note fruttate. L’unico luppolo utilizzato è il ceco Saaz, che dona sfumature floreali e un amaro delicato e gentile, mentre la fermentazione è stata attivata da lievito Belgian Saison. Nonostante il tenore alcolico non indifferente, è una birra scorrevole e facile da bere, grazie anche a un carattere moderatamente acidulo che ben accompagna aromi di frutta gialla e mosto d’uve bianche. Proprio in questi giorni dovrebbe essere disponibile alla spina in diversi locali italiani.

A proposito di frutta, continua la liaison tra il birrificio marchigiano Babylon e questo tipo di aromatizzazione, che ritroviamo anche nella nuovissima Sangue di Bosco (5,5%). Qui siamo al cospetto di una Belgian Pale Ale arricchita dall’impiego di – indovinate un po’ – frutti di bosco, in grado di regalarle non solo una colore a dir poco caratteristico, a cavallo tra l’aranciato e il rosso, ma anche un profilo aromatico decisamente peculiare. Il finale amarognolo è studiato per bilanciare la caratterizzazione dei frutti di bosco e per pulire la bocca prima del sorso successivo. La Sangue di Bosco dovrebbe già essere disponibili in alcuni locali italiani, nonché ovviamente presso il brewpub della provincia di Ascoli Piceno.

È stata presentata un paio di settimane fa l’ultima nata dalla partnership di lunga data tra il birrificio Cantaloop e la beer firm (con beershop) Hops Up, due delle migliori realtà birrarie del Molise. La birra è stata battezzata Contra Blanche e dal nome si capisce che il modello di riferimento è rappresentato dalle Witbier di stampo belga. Il modello originale è stato però modificato nell’aromatizzazione, che qui prevede bucce di bergamotto e bacche di ginepro, e nella base fermentescibile, costituita non solo da malto d’orzo, ma anche da frumento e farro locali coltivati da Via dei Contrabbandieri. Una creazione non proprio invernale, ma che sarà apprezzata da tutti gli amanti delle “bianche” del Belgio.

E concludiamo con la German Kiss (6,2%) di The Wall, birrificio operante da alcuni anni nella provincia di Varese. La birra appartiene allo stile tedesco delle Bock, create appositamente per i mesi più freddi e quindi più alcoliche e “avvolgenti” rispetto agli standard della cultura brassicola locale. Di colore ambrato, come da copione è caratterizzata da note maltate (caramello, mou) e un corpo morbido e pieno. La parte che si discosta dal modello classico – e qualcuno forse tirerà un sospiro di sollievo – è invece la luppolatura, piuttosto decisa e capace di esprimersi con note agrumate ed erbacee e una chiusura discretamente amara. I luppoli utilizzati sono tedeschi, ma non certo super tradizionali: Hallertau Smaragd e Mandarina Bavaria.

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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