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Assaggi di Croce di Malto: la Temporis e le sue sorelle

temporis

Qualche tempo fa ricevetti da Alessio Selvaggio del birrificio Croce di Malto un messaggio in cui mi presentava la Temporis, una Saison brassata appositamente per la primavera. In aggiunta, mi avvisò che avrei ricevuto un pacco con la birra in oggetto, per poterla assaggiare direttamente. In realtà nel cartone trovai non solo la Temporis, ma anche altre produzioni della casa: per me un’ottima occasione per aggiornarmi su un birrificio che – come molti appassionati – iniziai a conoscere con la vittoria al Mondial de la Bière del 2009 e rispetto al quale ero rimasto un po’ indietro. D’altro canto Croce di Malto è operativo solo dal 2008, dunque l’esperienza è stata utile anche per vedere come sono cambiate le cose dopo un primo, fisiologico, periodo di rodaggio. Vediamo com’è andata…

Partiamo proprio dalla Temporis, che, come accennato, è la creazione del birrificio di Trecate dedicata alla primavera. E’ una Saison all’italiana, se così vogliamo definirla, nel senso che si discosta dal modello classico belga (che possiamo far coincidere con la Saison Dupont) e si caratterizza per una netta aromatizzazione per mezzo di varie spezie. Una definizione del genere è molto vaga, tanto che i miei gusti rispetto a certe creazioni dipendono molto dalla ricetta: possono intrigarmi molto, come nel caso specifico, oppure lasciarmi totalmente indifferente.

Come detto, la Temporis invece mi è decisamente piaciuta. Il mix di spezie è esplosivo e a tratti insolito, ma finemente bilanciato. Appariscente già nel bicchiere, al naso rivela un amplissimo ventaglio di aromi: agrumi, spezie, un tocco di miele millefiori e un’interessante nota terrosa e di radice. La peculiarità della ricetta – neanche a dirlo – è rappresentata dalle spezie, molto particolari, che arrivano direttamente da un importatore genovese. In bocca si ritrova un’analoga ricchezza di sapori, con un corpo splendidamente bilanciato, una leggera secchezza finale e in generale un grande potere dissetante. Davvero ben fatta, peccato solo che la stagione per la quale è pensata sia finita qualche settimana fa… naturalmente è perfetta anche per l’estate, quindi mi sento di consigliarla vivamente anche in questo periodo.

Un altro assaggio che mi ha decisamente sorpreso è stato quello relativo alla Triplexxx. Come sarebbe a dire, sono rimasto stupito dalla birra più famosa della casa? Proprio così, e il motivo è presto detto: la Triplexxx secondo me è diventata una birra d’altissimo livello. Chiariamoci, un’ottima produzione lo è sempre stata, altrimenti non avrebbe vinto la medaglia di platino al Mondial che ho citato in apertura. Ma a differenza di quando ottenne l’ambito riconoscimento, mi è sembrata molto più “solida”. Non so se la ricetta è stata effettivamente ritoccata o le differenze che ho percepito dipendono dal diverso metodo di somministrazione (era la prima volta che la provavo in bottiglia), tuttavia il salto di qualità mi è sembrato evidente: la ricordavo un po’ “ruffianotta”, l’ho ritrovata molto più “concreta”, se riesco a spiegarvi cosa intendo.

Come scrissi nel resoconto di una degustazione all’Open, la prima volta la Triplexxx mi era apparsa pulita e intrigante, ma a mio avviso deludeva un po’ una volta superata la veste seduttiva dell’abbondante speziatura. Anche i successivi assaggi mi confermarono quelle impressioni, fino a quest’ultima esperienza, avvenuta a distanza di molto tempo. L’ho riscoperta completamente, trovandola più “completa”, con la speziatura ben bilanciata al palato e una maggiore persistenza.

Temporis e Triplexxx a mio parere rappresentano l’eccellenza di Croce di Malto, ponendosi qualitativamente molto al di sopra delle altre produzioni. A parte la Triticum, sulla quale non mi pronuncio a causa di un’infezione che l’ha destinata al lavandino, secondo me le altre produzioni peccano di mancanza di carattere. Capiamoci, sono tutte birre molto ben realizzate, che berrei volentieri, ma che rischiano di rimanere nell’anonimato per “eccesso di timidezza”. Anche per lo stile al quale appartiene, tra le restanti quella che ho apprezzato maggiormente è stata la Magnus, una Strong Belgian Ale tostata e speziata. La Hauria (Koelsch) e l’Acerbus (Bitter) mi hanno lasciato abbastanza indifferente.

Se volete assaggiare le produzioni di Croce di Malto, sul loro sito web trovate un’utilissima sezione con tutti i punti vendita in Italia che propongono le rispettive birre. Non mi rimane che ringraziare Alessio e Federico per gli assaggi e far loro un in bocca al lupo per il futuro: mi sembra che il birrificio abbia intrapreso la giusta strada per poter crescere sano e forte (l’ho un po’ antropomorfizzato 😛 ), dunque non ci si può che aspettare grandi cose negli anni a venire.

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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8 Commenti

  1. mi piacerebbe assaggiare la temporif! non molto tempo fa’ avevo degustato al birrificio italiano la due mondi e la hauria ed ero rimasto soddisfatto! la triplexx al bq nel 2009 era ok! vedremo sabato alla maratona della birra al hop come sono la acerbus e la magnus! croce di malto un ottimo birrificio!

  2. nella due mondi si sente che c’e la mano…del agostino nazionale!!

  3. Croce di Malto è un birrificio che ha sempre avuto ottimi prodotti. Vincere la medaglia di platino al primo concorso è la dimostrazione che non è che ha intrapreso ora la giusta strada, ma che c’è sempre stata. Croce di malto, come diversi altri ottimi birrifici, secondo me, è stato sottovalutato e guardato con scetticismo, ricordo ancora i commenti dopo la vittoria. Conosco bene sia alessio che federico e mi sento di poter dire che sono tra i migliori birrai italiani in assoluto e se Agostino Arioli ha collaborato insieme a loro qualcosa vorrà pur dire. Io dico solo BRAVI.

    • Concordo pienamente con quello scritto da Gennaro, aggiungo solo il fatto che secondo me c’è stata una leggera invidia nei loro confronti per quello che sono riusciti a vincere non appena dopo un anno di attività. Complimenti a Alessio e Federico e a tutti gli altri ottimi birrai italiani.

    • Gennaro, che c’entra lo scetticismo? sono stato il primo a dire la mia della Triplexx, destino vuole circa 5 min prima che postassero (forse proprio tu) la vittoria a Strasburgo. vittoria o meno, io la trovai (parlo di due anni fa) davvero troppo dolce e bananosa, poco attenuata, un po’ “meretrice”. giudizio che poi venne condiviso sul web da altre persone, concorsi interplanetari o meno

      conosco Alessio che è persona seria e preparata e la loro gamma era già allora interessante. nessuno ha mai messo in dubbio la professionalità del birrificio. assaggi più o meno recenti di loro per me è stata la Due Mondi, grandissima birra (sarà che amo lo stile). felice di leggere che la Triplexx ha avuto un’evoluzione (e quindi forse forse proprio perfetta non era, anche nelle corde del birraio, medaglia di platino o meno). alla prima occasione la riassaggerò. detto questo, fare una critica circostanziata deve essere per forza sottovalutare o remare contro? magari quella versione era semplicemente troppo morbida al gusto di molti… pure a quello dell’estensore di questo post…

  4. La Triplexxx, la due mondi ecc non nascono per caso, ma dedicare soltanto la notte e i weekend alla birra non aiuta. Ora che sia Alessio, sia Federico stanno dedicando molto più tempo al birrificio, i risultati si vedono e non soltanto sulle “ammiraglie” di casa!

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