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Nuovi birrifici italiani: Mezzavia, Timilia, Millecento e altri

mezzavia

mezzaviaMentre voi eravate sotto l’ombrellone, altri birrifici italiani stavano nascendo. Beh la storia non è proprio questa, ma l’iperbole è utile per dare il senso dell’enorme fermento in atto nel nostro paese, con il numero di produttori che dovrebbe aver raggiunto le 700 unità. Dopo la pausa estiva è quindi praticamente d’obbligo ripartire anche con una panoramica sulle nuove aperture in Italia. Il punto di partenza del nostro viaggio odierno è la Sardegna, dove ai tanti birrifici già operanti sull’isola recentemente si è aggiunto Mezzavia. È la creatura di Alessandro Melis (birraio) – che molti appassionati conosceranno per essere stato uno degli esponenti di spicco degli HBS, gli homebrewer sardi – e Gianmichele Deiana (marketing). I due hanno alle spalle esperienze molto diverse, ma complementari: da qui il nome dell’azienda, che è anche una citazione di Umberto Saba.

Il birrificio Mezzavia ha sede a Selargius, in provincia di Cagliari, e al momento produce tre birre. La Merìdie (5,6% alc.) è una classica Belgian Ale, che impiega luppolo Poperinge e che si mantiene molto bevibile pur senza rinunciare a un profilo aromatico intenso e intrigante. La Lunamonda (4,8%) è invece ispirata alle Blanche belghe: dunque una birra di frumento, speziata e aromatizzata come nelle migliori interpretazioni dello stile. La Gare de Roubaix, infine, è la più forte del lotto (6,4%) ed è brassata sul modello delle Bières de Garde francesi, ma con diverse variazioni sul tema. Personalmente mi aspetto molto da questo birrificio e spero di riuscire presto ad assaggiare le sue creazioni. Ulteriori informazioni sul sito web di Mezzavia (ancora in costruzione, ma con rimandi ai relativi social network).

timiliaDa un’isola passiamo a un’altra per segnalare l’apertura a Catania del Birrificio Timilia. L’azienda è stata battezzata come l’omonimo antico grano siciliano – Timilia per l’appunto – che è impiegato in tutte le ricette. Al momento sono realizzate tre birre: la Timilì – Sicilian Blonde Ale, la Timilì – Sicilian Red Ale (prodotta con arancia rossa di Sicilia) e la Timilì – Sicilian Strong Ale (con miele di api nere di Sicilia). Insomma, è un progetto che punta molto sull’identificazione col territorio, come si deduce anche dal logo. Da qui la scelta di “aggettivare” ogni stile, soluzione che recentemente vedo applicare da un crescente numero di realtà brassicole. Vi piace come scelta? Se volete saperne di più consultate il sito di Timilia.

etnaRestiamo in Sicilia per comunicare l’apertura del Birrificio dell’Etna, anch’esso in zona Catania (comune di Riposto). In realtà si tratta di una beer firm che produce presso il Cantirrificio Vittoria, di cui ho già scritto in passato. La gamma attualmente consta di 3 birre: la Ulysses (5,7%) è una chiara ad alta fermentazione, con note fruttate e tropicali; la Ephesto (6,5%) dovrebbe essere una Belgian Strong Ale, tendente al dolce; la Polyphemus (6,6%) infine è la più particolare della casa, perché realizzata con l’impiego di mosto d’uva di Nerello Mascalese DOC Etna. Per maggiori dettagli vi rimando al sito web dell’azienda.

millecentoNelle Marche, e più precisamente nei dintorni di Fabriano, è da poco partita l’avventura del Birrificio Millecento, situato all’interno della Tenuta San Cassiano. La tenuta è di proprietà dei monaci del monastero di San Sivestro, ma gestita dalle cooperative sociali Castelvecchio e Inkarta. Insieme hanno deciso di lanciarsi nel mondo della birra artigianale battezzando l’azienda con l’anno al quale dovrebbe risalire la fondazione dell’abbazia. Anche qui le birre prodotte sono 3 e portano i nomi di santi e monaci: la Tommaso è una Weizen con sfumature tropicali, la Giovanni una Pils equilibrata ma anche decisa, la Gregoire (presumibilmente) un’alta fermentazione ambrata di stampo belga. Per ulteriori informazioni potete visitare il sito web del Birrificio Millecento.

Spostiamoci decisamente più a nord per parlare infine del Birrificio Gos, che ha alle spalle una storia molto interessante. In realtà non si tratta di una realtà inedita: l’azienda aprì i battenti addirittura nel 1999 col nome di Ca’ de Gos ad Acquebuone, in provincia di Brescia. Dopo 14 anni di onorato servizio il birrificio chiuse nel 2012 per trovare una nuova sede, che fu individuata a ridosso dello splendido Lago d’Iseo e più precisamente proprio nel comune di Iseo. I soliti problemi burocratici hanno ritardato l’apertura, che è avvenuta solo a inizio 2014: se non è un birrificio nuovo a tutti gli effetti, si tratta comunque di un nuovo corso che segna una rottura decisa con il passato. La proprietà è la stessa della Trattoria Gos, quindi l’idea è di puntare forte sugli abbinamenti con la birra. Il birraio si chiama Tiziano Cristini è ha una lunga esperienza in Germania. Attualmente è prodotta la sola Gos Chiara (una sorta di Pale Ale), mentre a breve dovrebbe tornare in produzione anche la variante scura, denominata Gos Scura.

Quale avete provato tra i birrifici presentati oggi?

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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3 Commenti

  1. Fabriano è in provincia di Ancona 😉

  2. C’è anche la ns beer firm palermitana TRIMMUTURA?

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