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Nuovi birrifici italiani: Altotevere, Ballarak, Bifor e Monpier de Gherdeina

Aprire un birrificio in Italia è da sempre un passaggio molto delicato, ma oggi come non mai è richiesta un’attenta pianificazione a ogni aspetto progettuale. In particolare – ci teniamo a ribadirlo – sembra ormai imprescindibile la presenza di un canale sicuro di vendita, che è rappresentato da locali di proprietà o da tap room. Queste ultime, come abbiamo visto di recente, stanno evolvendo velocemente: non più semplici luoghi di assaggio, ricavati sommariamente tra fermentatori e imbottigliatrici, ma veri e propri locali che, nel peggiore dei casi, godono di una loro dignità completamente distinta dalla zona di produzione. Il risultato è che il confine tra birrificio-con-tap-room e brewpub è diventata molto sottile: l’unico distinguo valido è che nel secondo caso lo spazio occupato dalla parte “pub” è superiore o paritario a quello della parte “brew”. Fattispecie del genere sono destinate ad aumentare nei prossimi anni (almeno come proporzione rispetto ai birrifici “normali”), tanto che l’articolo di oggi si concentra proprio su 4 produttori del genere aperti recentemente in Italia.

Partiamo dal Birrificio Altotevere di San Giustino (PG), che ha aperto i battenti a metà novembre 2016 con una grande festa di inaugurazione. In realtà possiamo definirla una realtà semi-nuova, poiché i tre soci (Giulianio Nocentini e i birrai Luca Tassinati ed Eleonora Manservigi) erano presenti sul mercato già nel 2013 con la beer firm Monkey Beer. Nel momento di compiere il grande passo hanno deciso di cambiare nome alla loro creatura, sulla falsariga di quanto fece Birra Olmo quando si trasformò nel birrificio Crak. Allo stesso modo il vecchio nome non verrà perso, ma diventerà il marchio della linea di punta di Altotevere.

Le birre prodotte al momento dell’apertura erano quattro. La Goldie (7,2%) è una Belgian Specialty Ale realizzata con l’aggiunta di buccia d’arancia, cardamomo e coriandolo, oltre a malti Pils e Pale e una percentuale di frumento. La Noir (6%) è definita una Black IPA, sebbene nasca dalla ricetta di una Oatmeal Stout a cui è aggiunta una vagonata di luppoli americani. La Random (5%) è un’American Pale Ale che ha la parte luppolata divisa tra varietà europee (EKG) e americane o australiane in base alla disponibilità. La Freezo (5,8%), infine, è ispirata alle West Coast IPA: tra i luppoli statunitensi svetta il Citra, mentre i grani sono malti Pale e Vienna e avena. Il locale ospita musica dal vivo e si avvale di un menu gastronomico contenuto, ma di spessore (hamburger, taglieri, piadine, ecc.). Per saperne di più potete consultare il sito web di Altotevere.

A inizio dicembre 2016 è invece partita l’avventura del brewpub Ballarak, aperto a Palermo, nel cuore del famoso mercato storico Ballarò. I soci, molto giovani, sono Marco Altamore, Michele Catalano, Alessio Cutrò ed Eugenio Ricca, tutti con anni di homebrewing alle spalle. Come riportato da Sapori Sicilia, il locale si presenta come un grande open space dai colori caldi e gli spazi ampi e si prefigge non solo l’obiettivo di diffondere la cultura birraria in città, ma anche di contribuire a riqualificare la zona di Ballarò. Per questo sono già in atto progetti di collaborazione con altre attività di qualità nelle vicinanze.

Le birre prodotte da Ballarak sono quattro, una per ognuno dei soci. Opera è la birra di Alessio Cutrò, una Pacific IPA dedicata all’Opera House di Sydney e realizzata ovviamente con luppolo australiano. L’Avant-garde è quella di Eugenio Rocca, una Saison alla segale in cui, come da modello, protagonisti sono il lievito e l’equilibrio generale. La Glitch è la birra di Marco Altamore, una Red IPA che nel nome richiama i tipici bug dei software (tipicamente dei videogiochi) grazie ai quali gli utenti ottengono vantaggi inaspettati. La Sex Pils, infine, nasce dall’idea di Michele Catalano ed è un’Imperial Pils che nel nome omaggia i Sex Pistols e tutta la musica punk. A proposito di musica, il Ballarak ospita molti spettacoli dal vivo. Ulteriori informazioni sulla pagina Facebook del brewpub.

Da ottobre dello scorso anno è invece attivo a Forlì il Bifor, beer firm che dispone di un proprio locale di mescita. L’azienda è stata fondata da Luca Drudi (birraio), Lorenzo Gramellini (chef) e Christian Bertoni (birraio). Per i tre soci produrre birra significa esprimere tradizione e innovazione, sperimentando e affinando nuove ricette per poi condividerle con il pubblico e gli amici. Avendo uno chef tra i fondatori, è chiaro che il focus è incentrato anche sul cibo: il menu si basa su una vasta selezione di burger, ma non disdegna sandwich, fritti, taglieri e dolci. Ma a noi interessano le birre e anche in questo caso troviamo una gamma composta di quattro produzioni: Clara (Blanche), Icaro (Black IPA), Pine Up (American Pale Ale) e Ain Stain (Kölsch). Le spine del locale accolgono anche diverse produzioni ospiti provenienti dall’Italia e dal resto del mondo. Per saperne di più vi rimando al sito web di Bifor.

E concludiamo con un salto nel profondo Nord per l’apertura del birrificio Monpier de Gherdeina, risalente a novembre del 2016. Il brewpub ha sede a Ortisei (BZ), una delle località turistiche per eccellenza in Alto Adige, che soffre dei problemi tipici di certe città: un’attività febbrile nei periodi di vacanza, ma una certa desolazione nel resto dell’anno. Uno dei primi aspetti positivi de La Betula, il locale del birrificio, è di restare aperto dodici mesi all’anno, dalle 17 fino all’1 di notte. Come riporta il sito Alto Adige, il locale è molto curato sia nell’aspetto estetico, che nell’offerta gastronomica e birraria. I soci sono Carmelo Pi Pomi, Jan Piazza, l’artista Diego Perathoner (che ha curato gli arredamenti), nonché il sindaco di Ortisei, Tobia Moroder. Le birre prodotte hanno tutti nomi di cime alpine (e relativa altitudine): Sasplat 2969 è una Golden Ale, Meisules 3152 una Weizen, Odles 3025 una non meglio specificata “ambrata”. Ulteriori informazioni sono disponibili sulla pagina Facebook del brewpub.

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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Un commento

  1. Ho avuto il piacere di bere le birre del birrificio altotevere. Birre di grandissimo livello .
    Complimenti a questa realtà imprenditoriale che può solo migliorare visto che è nata da poco.

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