Domus Birrae

feb

2
'12

Per la serie “una cotta in terracotta”, ecco la birra in anfora

Negli scorsi giorni Jean Van Roy della Brasserie Cantillon ha annunciato una sorprendente novità, a suo modo decisamente rivoluzionaria: utilizzare anfore di terracotta per la maturazione del suo Lambic. Una notizia che ha immediatamente attirato l’attenzione dei siti specializzati di tutto il mondo, compresi quelli italiani. Per questo motivo non potevo esimermi dal riportare la vicenda, cercando però di andare oltre la semplice cronaca. In particolare ci si è domandati se l’uso delle anfore è un’ulteriore conferma della svolta modernista di Cantillon, ma direi che è il caso di soffermarsi anche su altre due questioni: l’impiego di anfore potrebbe diventare la “next big thing” della birra artigianale e, soprattutto, quale effetto possono avere sulla birra? Andiamo con ordine…

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gen

24
'12

Unionbirrai cambia e apre le porte ai “professionisti non produttori”

Unionbirrai è l’associazione birraria più “antica” in Italia, ma anche quella che subisce regolarmente maggiori critiche. Una delle accuse più diffuse fino a qualche anno fa – probabilmente a ragione – si riferiva a un certo immobilismo dei vertici, accentuato dalla velocità con il quale stava crescendo il nostro movimento. Almeno questa critica direi che può essere ritirata, date le tante iniziative che l’associazione sta portando avanti recentemente. Negli ultimi tempi abbiamo parlato della Bottiglia UB e prima ancora del lavoro al tavolo delle accise; a Rimini inoltre sarà presentata la prima ricerca del settore produttivo nazionale. Senza dimenticare lo sforzo infuso per il concorso Birra dell’Anno, che confermerà il suo ottimo livello organizzativo. In questo fermento si colloca dunque l’ultima novità di Unionbirrai, annunciata nella giornata di ieri: l’apertura dell’associazione ai “soci professionali non produttori”.

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gen

20
'12

Posso chiamare la mia birra Fucking Hell? L’Europa dice di sì

Dopo il post di ieri sulla birra Brewd… ehm Nostrale, anche oggi parliamo di scelte di marketing discutibili, ma in modo molto più leggero – dopotutto è pur sempre venerdì. Sapete che le regole europee sul copyright sono abbastanza rigide, soprattutto per quanto riguarda la scelta di nomi controversi. Ciononostante e per quanto possa sembrare assurdo, l’autorità comunitaria preposta negli scorsi giorni ha permesso a un’azienda di registrare il nome “Fucking Hell” per la sua birra. Com’è possibile? Discorso lungo, ma cominciamo col dire che l’azienda ha sede in Germania e Fucking è il nome di un piccolo comune austriaco. Iniziate a capire come si è svolta la faccenda?

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gen

9
'12

Si riparte col botto: il Baladin diventa birrificio agricolo

Se il 2011 è stato senza dubbio l’anno della birra agricola in Italia, a quanto pare il 2012 non sarà da meno. A contribuire alla crescita di questo “fenomeno” ci pensa infatti il più importante produttore artigianale italiano – il famoso Baladin di Piozzo (CN) – che entra nel nuovo anno trasformandosi in birrificio agricolo. Una notizia che non coglierà di sorpresa gli addetti ai lavori, ma che solo ora trova conferma nelle parole del patron Teo Musso, autore di un articolo a tema (grazie a Marco per la segnalazione) pubblicato sull’ultimo numero del periodico Papillon. Una novità non indifferente, che avrà sicuramente ripercussioni sulla produzione di Baladin, ma che potrebbe essere solo il primo esempio di conversione in azienda agricola da parte dei produttori italiani. E i motivi sono chiari…

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gen

4
'12

Evviva evviva: dopo le festività si torna a parlare di birra

Avete finito i brindisi? Vi siete finalmente alzati da tavola? Siete tornati nei vostri grigi uffici? Perfetto, perché per me vale lo stesso e quindi è tempo di riprendere in mano il blog. Prima del mini-ponte della Befana che segnerà la fine delle festività, abbiamo tempo per un paio di post (oggi e domani) giusto per rituffarci nella nostra quotidianità birraria. Perciò con l’articolo odierno direi che è il caso di fare il punto della situazione, con una carrellata di notizie utili a “rimettersi in paro”.

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nov

29
'11

Modular 20, Key Keg, Petainer: fusto d’acciaio bye bye

Un fusto Modular 20 di Carlsberg

La scorsa settimana vi ho proposto una carrellata delle novità tecnologiche provenienti dall’industria, anticipando che avrei ripreso il discorso a breve per ampliare e completare l’argomento. In quel caso accennai al sistema Modular 20 di Carlsberg Italia e mi dilungai sul Cellar Beer System di Heineken: due soluzioni che eliminano l’anidride carbonica dalla spillatura, ma che funzionano in modo fondamentalmente diverso. La comparsa delle due tecnologie non sono casi isolati, bensì si contestualizzano all’interno di un campo d’azione che negli ultimi tempi sta mostrando diverse innovazioni. Innovazioni che – e non potrebbe essere altrimenti – provengono dalle multinazionali, ma che facilmente potrebbero avere ripercussioni anche sul segmento artigianale. Un nome che vale come esempio per tutti? Key Keg, il fusto usa e getta.

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nov

24
'11

Le prossime industriali? Non pastorizzate, non filtrate e senza Co2

Parallelamente al crescente successo della birra artigianale in tutto il mondo, in questi anni stiamo assistendo a curiose manovre da parte delle multinazionali del settore, che in un modo o nell’altro cercano di fare breccia in un segmento lontano anni luce dalla loro concezione di birra. In passato la strategia degli industriali si era concentrata sulla creazione o acquisizione di brand pseudo-artigianali, nel tentativo di sottrarre e difendere quote di mercato con prodotti “premium” – questo l’appellativo con cui gli uffici del marketing amano chiamare le birre di qualità. Recentemente invece il piano sembra diverso: abbandonare i marchi satellite e puntare a versioni modificate delle loro birre di punta. Nomi che conosciamo benissimo, ma che ora si accompagnano a espressioni come “non filtrata” o “non pastorizzata”.

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nov

17
'11

Mario Monti, un presidente birraio

In questi giorni le notizie politiche nazionali sono ovviamente monopolizzate dalla nascita del nuovo governo, affidato a Mario Monti. Tra le tante curiosità emerse sull’economista chiamato a risollevare le sorti dell’Italia, ce n’è una che ci riguarda da vicino e che è apparsa qualche giorno fa sul sito dell’Ansa. Il nonno del neo-presidente del Consiglio era un emigrato italiano che in Argentina fondò una fabbrica di birra, dove si producevano anche liquori e acqua minerale. Nata da zero con i primi piccoli risparmi, l’azienda raggiunse ben presto dimensioni ragguardevoli e oggi opera ancora nel settore con il nome di Casa Monti.

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nov

14
'11

Altro che collaborazioni: Boston Beer trascina Anchor in tribunale

Quando parliamo del movimento artigianale americano, spesso citiamo il forte legame fraterno che coinvolge i vari birrai. Che sia reale fino in fondo o che si tratti di un aspetto di facciata, è un elemento che solitamente nota chiunque ha la fortuna – anche per poco tempo – di immergersi nella cultura birraria statunitense. Ma per tutte le regole esistono delle eccezioni e la contesa in atto in questi giorni tra i birrifici Boston Beer e Anchor rientra decisamente nelle seconde. Una diatriba che è già arrivata nelle aule di tribunale e per la quale si parla addirittura di spionaggio industriale. Ma andiamo con ordine seguendo l’articolo dell’Huffington Post

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nov

9
'11

Una bottiglia universale per la birra artigianale italiana

A quasi un anno di distanza dal lancio ufficiale, oggi ritorniamo su un progetto molto interessante e che potrebbe avere profonde ripercussioni sul panorama birrario nazionale. Sto parlando della “bottiglia birra artigianale italiana” ideata da Unionbirrai e alla quale accennai – non senza generare una stimolante scia di commenti – subito dopo la fine di Selezione Birra 2011 (quando fu presentata). A distanza di quasi un anno i lavori sono andati avanti e la bottiglia comune è oggi realtà, con i primi birrifici aderenti pronti a uscire con questa importante novità. Con il conforto di un articolo pubblicato sul numero di ottobre di Unionbirrai News, direi che è arrivato il momento di tornare sull’argomento per fare il punto della situazione.

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