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Altro che Gose e Berliner Weisse, questi sì che sono stili rari

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La German Porter prodotta dal Nauzeller Kloster

Quando qualche giorno fa vi ho parlato del libro Tasting Beer di Randy Mosher, ne ho esaltato la grande capacità divulgativa grazie alle profonde conoscenze dell’autore. Esemplificativa in questo senso è l’ampia sezione dedicata agli stili birrari, in cui Mosher non si limita a redarre un elenco delle tipologie diffuse nel mondo, ma punta a risalire alle origini di ognuna di esse, per scovare curiosità e implicazioni storiche e sociali. Non solo: di tanto in tanto presenta anche uno stile storico, pressoché estinto, che tuttavia in passato ha ottenuto un discreto successo. Oggi ve ne presento alcuni, con esclusione di quelli belgi che meriterebbero un post dedicato. Se pensavate di conoscere anche gli stili birrari più rari, ora potrete mettervi alla prova.

  • Burton Ale – Possono essere considerate le cugine delle IPA, prodotte dai birrai prima che quest’ultime si imponessero in patria e all’estero. Erano birre di colore ambrato scuro, tendente a volte al marrone, con un’elevata quantità di zuccheri residui e una gravità originale elevata. Il nome deriva da Burton upon Trent, una delle città che hanno segnato la storia della birra in Inghilterra e nel resto del mondo.
  • American Pre-Prohibition Pilsner – Prima della Grande Guerra, le birre mainstream presenti sul mercato USA erano molto più caratterizzate rispetto a quelle che conosciamo oggi. Anche in quel caso lo stile di riferimento era rappresentato dalle Pils, ma rispetto a quelle moderne erano più luppolate, di colore leggermente più scuro e prodotte con solo malto – sebbene non fosse insolita un’aggiunta fino al 20% di riso o frumento. L’unica cosa simile era il contenuto alcolico.
  • American Dark/Bock – Poiché molti immigrati americani provenivano dalla Baviera, fu facile per gli stili della regione diffondersi tra i consumatori, magari con piccole modifiche rispetto alla ricetta tradizionale. Le American Bock furono un esempio di questo fenomeno, visto che rispetto alle controparti tedesche avevano un contenuto alcolico più contenuto e prevedevano l’aggiunta di riso e frumento. Oggi alcuni birrifici locali continuano a brassare queste particolari birre.
  • German Porter – Si tratta di uno stile poco conosciuto, con il quale i birrai tedeschi cercarono di replicare in patria il successo delle Porter nel Regno Unito. Si diffuse nella seconda metà del diciannovesimo secolo, incarnandosi in due versioni piuttosto diverse: una dolce e maltata, l’altra secca e luppolata. Il birrificio Neuzeller Kloster ne produce uno degli ultimi esemplari rimasti.
  • Steinbier – Questo è uno degli stili storici più conosciuti, forse per le sue peculiarità insolite. Le origini risalgono addirittura al Medioevo, quando i birrai non disponevano di strutture in metallo, bensì in legno. Questo particolare ovviamente creava problemi di riscaldamento del mosto, per cui la soluzione fu inserire delle pietre incandescenti all’interno dei tini. Le pietre introdotte caramellavano il malto e contribuivano a note affumicate. Oggi ne vengono prodotte diverse versioni, più o meno aderenti alla tradizione brassicola.
  • Broyhan Alt – Si tratta di un famoso stile estinto, tipico della città di Hannover. Birra di frumento, aveva un contenuto alcolico modesto e un aroma vinoso, con un gusto acido e salato. Lentamente si trasformò in una birra di puro malto.
  • Gratzer/Grodzisk – Birra prodotta con frumento maltato, essiccato su legno di quercia, aveva un gusto affumicato e un contenuto alcolico ridotto. Praticamente estinto, questo stile resiste solo nei dintorni della città polacca di Grodzisk.
  • Lichtenhainer – Alta fermentazione prodotta con malto affumicato, tipica del nord della Germania. Le sue caratteristiche erano un basso contenuto alcolico, una luppolatura leggera e una leggera acidità. Nelle versioni più recenti fu aggiunto fino al 30% di frumento.

Quanti e quali di questi stili conoscevate?

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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17 Commenti

  1. Articolo molto interessante, devo davvero ancora imparare molto sulle birre…
    L’unico stile che avevo già sentito nominare è il Burton Ale.

  2. Jacopo

    Il bello della birra: a stili globalizzati o globalizzanti, si affiancano tradizioni che sopravvivono solo nelle realtà locali più piccole.
    La cosa interessante è che la maggior parte di essi si trovano in paesi che generalmente vengono considerati i più “piatti” in quanto a stili: Germania in primis, che invece è ricchissima da questo punto di vista.
    Basti pensare alla Zoigl, ma probabilmente molti ne conosceranno già storia.
    Questo aspetto accomuna molto la birra al vino, in quanto la lega strettamente al territorio.

    In quanto alla porter…Bergquell Brauerei di Löbau produce diverse etichette di cui la Lausitzer Porter è la capostipite, considerata una Schwarzebier (che poi alla fine vuol solo dire birra nera). L’ho assaggiata a Berlino e devo dire che la reputo dolciastramente imbevibile, come solo alcuni intrugli birrari tedeschi possono essere…ma mi riservo di dedicarle una seconda possibilità la prossima volta che andrò in Germania.

    • la Lausitzer Porter è una ciofeca incredibile. così come la Freigeist Deutscher Porter
      cmq chi la considera una “schwarzbier” (senza E)? più che altro è difficile considerarla una porter; o anche una birra volendo…

      Personalmente conoscevo German Porter, Steinbier, Broyhan Alt e Gratzer/Grodzisk.
      Ho letto altrove dei tanti stili di amburgo che hanno influenzato la successiva berliner weisse.

      da dire che ci sono anche stili diffusissimi altrove mache dalle nostre parti sono poco (giustamente) trattati come i malt liquor.

  3. Molto interessante, complimenti. Riguardo alle Steinbier so che tempo fa facevano qualcosa di simile al Giardino della birra, anche se non so con quali risultati. Qualcuno ha assaggiato?

  4. Ho avuto il “piacere” di assaggiare una Deutsches Porter della Braufactum qualche settimana fa, l’ho trovata piuttosto anonima

  5. COMPLIMENTI PER L’ARTICOLO!
    Mi sono sentito davvero piccolo…………..

  6. Della German Porter si parla parecchio ne “La montagna incantata” di Thomas Mann. Il protagonista in effetti la beve alla mattina per colazione quasi come prescrizione medica.

  7. ne conoscevo due e mezzo, che mestizia.

  8. Colgo la palla al balzo per una domanda…io leggo tex dove di birra ne scorre a fiumi(insieme al wiski)…sapete che birra bevevano in quel periodo?

  9. A mio parere però il titolo di questo articolo non rende giustiza alle Gose affiancandole alle Berliner Weisse, per cui ammetto di provare una particolare avversione.
    Al di là di quanto possano essere conosciute, considero le Gose un prodotto prezioso e raro, il cui risultato talvolta è davvero da inchino. E per me comunque questa tipologia di birra resta uno dei massimi esempi in quanto a creatività: così stupefacente da sfiorare la pazzia!! Mentre le Berliner Weisse al contrario, mi sembra di una banalità assoluta.
    Questo però è solo l’umile parere di una persona che x l’ennesima volta si rende conto, grazie a questo articolo, di aver molto da imparare!! E per quanto invece fai tu x la causa, come sempre ti ringrazio.

    • Andrea Turco

      Beh i gusti son gusti e puoi preferire una Gose a una Berliner Weisse e viceversa. Entrambi per me sono stili molto particolari, ognuno a suo modo.
      Non di meno, sono entrambi di “nicchia”, ma il titolo gioca proprio su questo: se quelli sono stili rari, figuriamoci questi descritti nel post, alcuni dei quali neppure esistono più!

    • Penso che il tuo discorso derivi dal fatto che l’unica berliner weisse che avrai assaggiato è un prodotto decisamente industriale.

  10. nemmeno uno stile ! Ho tanto da imparare ……cioè da bere 🙂

  11. Per sapere tutto sulle Burton Ale consiglio (ancora una volta) Amber Gold & Black di Martyn Cornell. Inoltre da quel libro, cosi’ su due piedi mi vengono in mente due stili inglesi non piu’ pervenuti: Dinner Ale e White Ale (quest’ultima in realta’ forse la fa ancora la St Austell…)

  12. danilo golden pot

    …la Neuzeller porter l ho lavorata un sacco da me al locale,piaceva proprio tanto e a mia memoria(visto che è passato un pò)ho un bel ricordo….poi ad un certo punto non siamo più riusciti a trovarla…peccato..

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