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Accogliere l’autunno con una panoramica sulle birre affumicate

Oggi comincia l’autunno e spesso il cambio di stagione coincide con una leggera trasformazione delle nostre abitudini birrarie. Così come esistono stili che si adattano particolarmente bene alle torride giornate estive, allo stesso modo troviamo categorie brassicole che si abbinano all’autunno e alle altre stagioni. Lo scorso anno vi proposi una carrellata di birre italiane dal deciso sapore “autunnale”, quindi mi sembra inutile tornare sull’argomento. C’è però una tipologia che all’epoca dimenticai e che invece credo meriti di essere approfondita: quella delle birre affumicate. Il freddo è ancora lontano e alcuni di voi magari le associano più facilmente all’inverno, però l’equinozio di oggi mi sembra un ottimo pretesto per introdurre il discorso.

Secondo me di birre affumicate si è scritto sempre troppo poco, riducendo spesso l’analisi alle sole Rauchbier di origine francona. In realtà il panorama è molto più ampio, al punto che nel variegato mondo brassicolo il carattere affumicato è più diffuso di quanto si possa pensare. E sicuramente era preponderante prima dell’inizio del ‘800, quando il malto era ottenuto nella maniera “antica”, cioè esclusivamente tramite fiamma diretta: virtualmente qualsiasi birra presentava allora sfumature affumicate. Oggi risultati analoghi vengono ottenuti con malti affumicati di tipo industriale, eccezion fatta per quei produttori storici che mantengono la tradizione della maltazione a fiamma diretta.

Come accennato, le tipologie brassicole caratterizzate per toni affumicati sono diverse. Vediamole nel dettaglio:

Rauchbier

Le birre affumicate per eccellenza sono una specialità della Franconia e in particolare della zona intorno a Bamberga. In città opera quello che è il più famoso produttore di Rauchbier al mondo: Schlenkerla. La sua Marzen è facilmente reperibile anche in Italia e si distingue per le spiccate note di provola affumicata e speck. L’altro birrificio di Bamberga specializzato in Rauch è Spezial, mentre tra i tanti produttori dell’hinterland spiccano  il Drei Kronen di Memmelsdorf, che produce l’ottima Stoffla. Impossibile poi non segnalare la FXG di Gaenstaller Brau, uno dei migliori birrifici di tutta la Germania. Venendo all’Italia secondo Microbirrifici.org non abbiamo tantissime incarnazioni di classiche Rauchbier: segnalo allora la Wedding Rauch del Ducato e la Raaf, di Birradamare, alle quali aggiungerei anche la Tosco di Biren.

Lichtenhainer

Stile regionale estremamente raro, inserito come specialità storica nell’ultima versione delle Style Guidelines del BJCP. Tipico della Germania centrale, ha un gusto affumicato e acidulo, con un contenuto alcolico molto ridotto. Le sue incarnazioni possono essere considerate come delle Smoked Berliner Weisse, sebbene con un’acidità meno pronunciata.

Grodziskie

Altro storico stile regionale è quello delle Grodziskie, legato tradizionalmente alla città polacca di Grodzisk (Gratz sotto il dominio tedesco). Prodotte con il 100% di frumento affumicato, hanno anch’esse un tenore alcolico molto contenuto. Le note affumicate sono meno intense e leggermente diverse rispetto a quelle delle classiche Rauchbier. Curiosamente in Italia troviamo due esempi di questo stile: la Polock del Birrificio Italiano e la Polska di Amiata.

Smoked (Baltic) Porter

Le note tostate delle birre “scure” ben si adattano a un gusto affumicato, tanto che quello delle Smoked Porter rappresenta quasi un sottostile con una propria dignità, anche nella sua versione “baltica”. Negli Stati Uniti questa tipologia è piuttosto diffusa: uno dei prodotti più apprezzati è la Smoked Porter di Alaskian, ma diversi sono i birrifici che si sono cimentati con birre del genere (Great Divide, Left Hand, Captain Lawrence, ecc.). In Italia la “scura affumicata” per eccellenza non può che essere la Ghisa del Lambrate, ma in realtà gli esempi non mancano: dalla Sfumatura di Turan alla Smoked Porter di Toccalmatto, dalla Smokin’ Joe del Ducato alla Victor di Turbacci.

Altre tipologie affumicate

L’uso di malti affumicati consente di “affumicare” qualsiasi altro stile, offrendo al birraio la possibilità di giocare con accostamenti gustativi insoliti – e aggiungerei improponibili, se non è abbastanza bravo. Neanche a dirlo, uno degli stili più soggetti a certe sperimentazioni è quello delle India Pale Ale, al punto che non è così impossibile imbattersi in Rauch IPA. Un esempio arriva dalla Smokin’ Hops del birrificio Foglie d’Erba, creata in collaborazione con l’abruzzese Almond ’22.

Nell’elenco non ho volutamente inserito tutta la famiglia degli stili di stampo scozzese. A differenza di quanto si potrebbe pensare, infatti, le Scotch Ale non prevedono note affumicate. Su questo non ci sono dubbi: il BJCP le esclude esplicitamente (“smoke is inappropriate”), mentre la Oxford Companion to Beer afferma che questa credenza forse si è diffusa originariamente tra i birrai americani, influenzati dalle note torbate dello Scotch Whisky. In realtà non ci sono motivi per ritenere che anche in passato le Scotch Ale fossero più affumicate di qualsiasi altro stile birrario.

Le previsioni del tempo annunciano per le prossime ore un bel temporale su Roma: direi che si stanno preparando tutte le condizioni per cui stasera finirò con lo stapparmi una bella birra affumicata. E voi che rapporto avete con le Smoked Beer? Le amate alla follia oppure sono quanto di più difficile riuscite a bere?

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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11 Commenti

  1. Sono un fan sfegatato delle rauch (la Marzen di Schlenkerla è senz’altro nel podio delle mie birre preferite).
    Lo scorso weekend al Cheese di Bra ho bevuto la Smokin’ Hops di Foglie d’erba ma trovo che il matrimonio luppoli americani/malti affumicati non sia così riuscito (per il mio gusto ovviamente). I profumi cercano di sopraffarsi senza amalgamarsi e così anche in bocca, dove l’amaro fa perdere il piacere dell’affumicatura senza equilibrarla; non so, l’ho trovata poco bilanciata con “troppi protagonisti” da apprezzare!

  2. Sul tema rauch dalla Franconia trovo personalmente eccellente la Posthornla di Honig e l’affumicata di Knoblach; più alcolica ma di un equilibrio pazzesco la Affumicator sempre di Gaenstaller. Spezial Lager per me ancora più godibile della Marzen Schlenkerla, meno invasiva e piacevole anche in estate (alla spezial keller, per me l’apoteosi del bere). La Stoffla l’ho bevuta una volta sola lì e me la ricordo ottima,da bere a litri…

  3. La Smoked Porter di Alaskan è la miglior interpretazione dello stile che abbia mai bevuto (peccato il prezzo….). Sulle Rauch, per quanto mi riguarda, Spezial tutta la vita ! Tra le Grodziskie ho trovato eccellente quello di Jopen (bevuto alla loro taproom di Harlem lo scorso invero): però è uno stile che conosco poco e per il prossimo ponte dell’immacolata mi sono organizzato una tre giorni a Varsavia per berlo sul posto (anzi: se qualcuno ha suggerimenti sui migliori produttori polacchi…. io mi sto ancora documentando). Cmq per me le birre autunnali per eccellenza sono le Oktoberfest: a parte la Kirta-Halbe di Ayinger, che per me è un must del periodo, ieri ho aperto le 2 Oktoberfest di Penn (produttore craft di Pittsburgh) che mi sono portato dagli States e mi hanno davvero soddisfatto !

  4. Forse tra le mie ultime (ormai anni fa) ‘scoperte’ in termini di stili, ma, se ben bilanciate da una buona parte maltata-normale, sono eccezionali e adorate; a quelli che dopo l’assaggio mi dicono “ma dai, sembra di bersi lo speck o una provola”, rispondo “no, sono quelli che sanno di birra affumicata” 😉

  5. Ottima la Aecht Schlenkerla Eiche Doppelbock, ma so anche che ce ne sono di migliori. Sarebbe bello reperire con più facilità anche marchi meno noti al grande pubblico.

  6. Non sono per nulla fan dello stile rauch, e, sempre a mio gusto, la caratteristica nota di affumicato negli altri stili andrebbe dosata “farmaceuticamente”.
    Ad esempio: la ghisa di lambrate non mi piace affatto, mentre apprezzo la Darkside di Valcavallina, nella quale l’affumicato si percepisce bene ma senza prevalere sugli altri elementi.

  7. Paradossalmente a Bamberga (dove mi trovo in questi giorni), oltre ai nomi noti Spezial e Schlenkerla (la loro Märzen la preferisco rispetto alle rauchbier di Spezial, dove secondo me la regina è la Ungespundet), di rauchbier se ne trovano poche, purtroppo. Solo facendo qualche incursione nei villaggi vicini sono riuscito a comprare una bottiglia della Posthörnla di Hönig ed una Salvator (altra affumicata) di Drei Kronen.
    Ognuna alla ridicola cifra di 1€/50cl.
    Ho trovato buonissima anche la Rauch di Weiherer, ma soprattutto la Raucherator di Hummel.

  8. Assaggiata domenica la Lager di Schlenkerla, in fusto da Zimurgo. Equilibrata nella sua affumicatura ed alcolicità non eccessive e color biondo, la preferisco alla Marzen e di non poco. Fantastica.
    Suggerisco caldamente, finché ce n’è.

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