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Ecco a voi Birra dell’Anno 2012

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Solitamente di questi tempi si inizia a parlare di Birra dell’Anno di Unionbirrai, il più prestigioso concorso birrario italiano. Ovviamente anche quest’anno non potevo esimermi da dedicare un post all’argomento, ma devo ammettere che stavolta per me ha una valenza tutta particolare: sono stato infatti chiamato a ricoprire il ruolo di giurato, accettando senza farmelo ripetere due volte 🙂 . Il mio entusiasmo non nasce solo dalla possibilità di partecipare a un contest di primissimo livello, ma anche di condividere il mio ruolo con un parterre di giudici (nazionali e internazionali) da urlo. Insomma non sto più nella pelle, ma metto da parte il trasporto emotivo illustrandovi le novità dell’edizione 2012.

La formula è rimasta pressoché invariata dopo la mezza rivoluzione dello scorso anno, almeno in termini di categorie. Unionbirrai ha deciso di proseguire con la filosofia dei macro-stili che tante polemiche aveva sollevato in passato. Ecco l’elenco nel dettaglio:

  1. Chiare, alta e bassa fermentazione, basso grado alcolico, d’ispirazione tedesca
  2. Ambrate e scure, alta e bassa fermentazione, basso grado alcolico, d’ispirazione tedesca
  3. Bassa fermentazione, alto grado alcolico, d’ispirazione tedesca
  4. Alta fermentazione, basso grado alcolico, d’ispirazione anglosassone
  5. Alta fermentazione, luppolate, d’ispirazione angloamericana
  6. Alta fermentazione, alto grado alcolico, d’ispirazione angloamericana
  7. Scure, alta fermentazione, basso grado alcolico, d’ispirazione angloamericana
  8. Scure, alta e bassa fermentazione, alto grado alcolico di ispirazione angloamericana
  9. Alta fermentazione, alto grado alcolico di ispirazione angloamericana
  10. Birre con frumento maltato, di ispirazione tedesca
  11. Chiare, alta fermentazione, basso grado alcolico, di ispirazione belga
  12. Chiare, alta fermentazione, alto grado alcolico, di ispirazione belga
  13. Scure, alta fermentazione, alto grado alcolico, di ispirazione belga
  14. Spezie e cereali, alta e bassa fermentazione
  15. Affumicate, alta e bassa fermentazione
  16. Affinate in legno, alta e bassa fermentazione
  17. Birre alla frutta, alta e bassa fermentazione
  18. Birre alla castagna, alta e bassa fermentazione
  19. Birre acide
  20. Birre al Miele

La vera novità – che solleverà ulteriori polemiche, anzi l’ha già fatto – riguarda la norma relativa alle birre ammesse, che per la prima volta include produzioni non formalmente italiane. L’articolo 1 del regolamento afferma infatti che:

Sono ammesse al concorso le birre artigianali materialmente realizzate nel territorio dello stato italiano oltre a Canton Ticino, Repubblica di San Marino e Città del Vaticano, da birrifici che non superino la produzione annua di 10,000 HL, commercialmente reperibili e non pastorizzate.

Una scelta curiosa, che – devo ammetterlo – ha lasciato perplesso anche il sottoscritto. Poiché mi sembra che all’interno del Vaticano non ci siano birrifici (ma conoscendo le origini di Papa Ratzinger non ci metterei la mano sul fuoco 😛 ), la norma permetterà in teoria la partecipazione anche al Birrificio Ticinese (compresa la linea Bad Attitude) e ai meno conosciuti Birra Gottardo e Birrificio Artigianale Sammarinese. Aziende che però operano chiaramente in territorio straniero.

Tornando invece alla giuria, l’elenco (provvisorio) degli esperti chiamati in causa è ancora una volta il fiore all’occhiello del concorso. Oltre al sottoscritto, ci saranno: Carl Kins (giudice internazionale), Jos Brouwer (direttivo EBCU), Anna Managò (Innovation Manager per Carlsberg Italia), Jeff Evans (scrittore), Theo Flissebaalje (delegato EBCU), Marco Giannasso (Unionbirrai), Sara Colombera (direttrice esecutiva dell’Enoteca Regionale della Serra e del CERVIM), Fulvio Giublena (ex consigliere Unionbirrai), Alessio Leone (blogger), Mirco Iacovino (giudice a Birra dell’Anno 2010), Maurizio Maestrelli (giornalista), Daniele Merli (homebrewer), Evan Rail (giornalista), Derek Walsh (birraio), Stefano Allera (degustatore UB), Massimo Faraggi (consigliere MoBI), Stefano Simonelli (degustatore UB), Sergio Riccardi (blogger), Alessandro Coggi (docente e degustatore ADB), Eric Toft (birraio), Giorgio Marconi (degustatore), Yves Paneels (publican e blender), Andrea Camaschella (degustatore), Luca Celoria (direttivo Malti da Legare). Presidente di giuria sarà Flavio Boero (QA Manager per Carlsberg).

Altre sorprese potrebbero arrivare dall’estero, ma in generale si avverte un certo interesse nell’aumentare il numero dei giudici italiani. Lo scorso anno alcuni birrai avevano sostenuto come la presenza di tanti giurati stranieri fosse fuorviante nella formulazione di un giudizio finale su birre italiane: una conclusione che riesco a condividere solo in minima parte.

Come ormai tradizione la premiazione di Birra dell’anno avverrà durante Selezione Birra e più precisamente sabato 25 febbraio 2012. Naturalmente il contest è aperto a tutti i birrifici che rispettano i criteri di partecipazione. Come già affermato in passato, le iscrizioni sono aperte e si chiuderanno solo lunedì 6 febbraio… quindi c’è ancora tempo.

Io comincio a prepararmi a un’esperienza che difficilmente scorderò 🙂 .

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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65 Commenti

  1. Se proprio dobbiamo mettere i puntini, ho dovuto veramente ripetertelo due volte!!
    Aspettiamo ancora qualche prestigiosa conferma. Vi farò sapere appena possibile.
    E intanto…allenati!!

  2. Il posto davanti in macchina io e il Turchino lo lasceremo vuoto per rispetto.

  3. In teoria anche l’Officina della birra di Bioggio (CH) potrebbe partecipare.
    Anni e anni fa era socio di UB.

  4. Sempre troppe poche donne :-)!

  5. Non vedo nulla di strano nel formalizzare il concorso in maniera che oltre ai birrifici di nazionalità italiana possano parteciparci quelli che orbitano intorno e concorrono al mercato della nostra nazione, succede spesso con le varie coppe sportive e perché non dovremmo consentirlo qua, non voglio entrare in argomento invece sul fatto o meno che aprire in certi luoghi sia un vantaggio (credo mitigato se non annullato da accise varie).

    Saluti

    • Felicissimo come non mai di sapere che sia stati ammessi,che vi parla è il proprietario del “Birrificio Artigianale Sammarinese” Andrea Amantini,piacere di conoscervi, per quanto riguarda quelli che birranordvest chiama i paradisi fiscali in sostanza ,percui anche San Marino dove sono io, l accisa si paga e come e come in italia in quanto vi è un accordo tra le due nazioni e non sono di certo privilegiato rispetto ai birrifici italiani anzi… non hanno nemmeno la gentilezza di metterci in microbirrifici.org …..

  6. Nel tuo post manca il personaggio più importante.Il presidente di giuria.

  7. solo per chiarire.
    Badattitude non parteciperà al concorso in quanto ritengo che UB non sia più all’altezza di rappresentare i professionisti.
    Sto ancora aspettando di avere risposte da UB in merito alla presunta collaborazione/abdicazione a favore di MoBI.
    In attesa di risposte abbiamo deciso di non rinnovare l’iscrizione se il Consiglio non si presenta in Assemblea da dimissionario, a dare chiarimenti in merito al loro operato.
    Quindi non avrebbe senso partecipare ad iniziative da loro organizzate.

    p.s.: Birra Gottardo non è prodotta in Ticino. Birra SanPeder si.

  8. Da Ratebeer:

    San Peder(Out Of Business)

  9. @Schigi
    crederai mica di sapere tutto

    • Del Ticino quasi nulla, per fortuna,sono costretto ad attraversarlo quando vado in Belgio ma il mio rapporto finisce lì.
      Ratebeer è al mio livello, pare.
      Comunque, a parte le battute, potresti erudire il popolo su questa fondamentale informazione.

  10. A me questa formula lascia perplesso…sono il solo ?
    Mi sembra un po’ caotica, e trovo che 20 stili da premiare siano troppi.
    Voi cosa ne pensate ?

    (opinione da consumatore appassionato privo di istinti polemici)

    • Andrea Turco

      Altri ti diranno che sono pochi 20, perché non rappresentativi di tutti gli stili. In realtà credo che la scelta fatta sia quella più logica in base alle dimensioni raggiunte dal concorso. Non so se è la soluzione migliore: quando lo scorso anno furono annunciate le nuove categorie non mi sembravano malaccio, in realtà poi quando uscirono i risultati devo ammettere che creavano un po’ di confusione. Se parti dalla categoria per capire di che birre si parla quasi ti perdi, ma se parti dalla birra, la categoria di appartenenza è assolutamente sensata. Quindi a livello di marketing potrebbe essere una buona scelta, a livello di “leggibilità” dei risultati un po’ meno. Ma trovare la perfezione in tutti gli aspetti non è facile.

  11. non saprei.da consumatore ti dico che nelle modalita’ in cui e’ concepita non riesco proprio ad appassionarmici.
    venti categorie per una sessantina di birre da premiare.per me sono troppe!
    sicuri (e qui la provocazione e’ dichiarata) che abbiamo cosi’ tante ottime birre di ogni stile e varieta’ ?

  12. uno va al pub, trova il proprio Presidente e si rende conto che deve chiamarlo giudice UB, pensa te. 😀

  13. Vi comunico ufficialmente che anche Toccalmatto non parteciperà al concorso.
    Coerentemente con quanto già comunicato l’anno passato.

    Inoltre un concorso come questo può avere un valore sostanziale solo per i “Birrifici Nuovi” che vogliono farsi conoscere e sinceramente non abbiamo nemmeno voglia di rubare loro spazio.
    A loro và il mio “in bocca al luppolo”…..

    Sono contento per il “Presidente Turco” e per altri Nuovi Giudici che si aggregano alla allegra comitiva ….tutti amici (Camaschella, Voppe,Coggi,Merli,etc.) ….e parenti stretti (es. il mio fratellone Flavio Boero)…..
    Farete delle belle bevute a sbafo……

    • ti faccio solo notare la penosa caduta di stile

      non vuoi rubare spazio ai birrifici nuovi come se il trionfo di Toccalmatto fosse cosa certa. bel rispetto che hai per gli altri. va che Doni in giuria non c’è…

      poi ci metti una pezza perchè in giuria ci sono tanti compagni di merende…

      se UB ti sta sulle balle e pensi che il concorso sia inutile dillo chiaramente e senza ricamini

      invece no, il fine dell’intervento, come di ogni tuo intervento, è il marketing o il rosicamento. in questo caso reverse marketing, vale a dire: occhio gente che se non ci vedete fra i vincitori è solo perchè non abbiamo partecipato…

      sul fatto che poi abbia valore solo per i birrifici nuovi… in USA come in UK, paesi che tu hai bene nel mirino, quando un birrificio vince un premio, che sia Sierra Nevada o un moscerino, fa sempre capriole di gioia: perchè fa marketing e vendite, ma anche perché suggella un riconoscimento importante ed il momento culminante del far parte tutti assieme di un movimento. cosa che in Italia i pro non san manco cosa voglia dire

      non so come andrà il futuro, UB e Birra dell’Anno, ma questo tua commento me lo sono archiviato. magari un giorno smuoverà mercato in Italia e all’estero. se un giorno ti vedrò iscritto a Birra dell’Anno ti coprirò di risate per il resto dei tuoi giorni

      • Stefano…..ma per favore……….
        Io quello che penso del concorso l’ho scritto già l’anno passato….vallo a rileggere..e la mia scelta è coerente con quanto già affermato ….e credo anche che i Birrifici già conosciuti non abbiano un grande ritorno dal partecipare o meno al concorso…(non è che se Baladin o Ducato vincono altre 8 targhe vanno a vendere di più) ..per cui è l’occasione buona per i nuovi di farsi notare e farsi conoscere…questo lo penso veramente….

        POI FONDAMENTALMENTE IO DICO E SOPRATUTTO FACCIO QUELLO CHE MI PARE!

        P.S. – visto che stai iniziando una carriera giornalistica Ti pregherei di non prendere come riferimento il buon Sallusti…..gli stai somigliando sempre di più…sia fisicamente che come stracciamaroni……è un consiglio amichevole….

        • io non sto iniziando una carriera giornalistica. primo, perchè non ho la tessera da giornalista e non ho la minima intenzione di prenderla né oggi né mai. secondo perché il 99.99% delle mie entrate al momento derivano ancora da altre fonti… e fino a prova contraria un buon 9-10 ore al giorno le impiego ancora per andare in ufficio, non in giro a bere purtroppo…

          cmq se volevi fare l’esempio giusto, meglio Travaglio

          sappiamo tutti benissimo come la pensi. quindi, perché ribadirlo? lo farai anche il prossimo anno, così sapremo tutti che non hai vinto perché c’eri?

          a Ducato interessa molto invece vincere i concorsi. anche a Stone e New Belgium. a te no? scelte commerciali, saprai quello che fai

          ma ricordati che ho il backup di tutto. se ti vedo un giorno a Birra dell’Anno ti impallino a vita. tanto tu sei uno coerente e infallibile nelle scelte, quindi non hai nulla da temere

          • Il back up dell’anno passato non lo avevi …altrimenti non mi avresti stracciato i maroni…..comunque vai a rileggerlo….

            Il Sallusti Ti calza a pennello……Travaglio è più come me (per vari motivi 🙂 )

            Tra di noi…..psss… ho deciso di non partecipare alla edizione 2012 proprio perchè non volevo avere la tua rottura di zebedei e invece me l’hai fatta un’altra volta……maledetto Ricci…..

          • veramente quello che straccia i maroni dicendo che non partecipa per lasciare spazio agli altri (che signore!) e che il concorso non è granché ma massimo rispetto per i compagni di merende qui sei tu. io ti ho solo risposto… perché credo che il tuo reverse marketing sia poco simpatico

            tu sei più Bruno Vespa, credimi

            aspettati ben altre rotture se un giorno dovessi scoprire che ti conviene partecipare a Birra dell’Anno ed iscriverti. credimi. la chiuderei qua. saluti

      • Stefano scusami ma non capisco perché vengo definito “compagno di merende”, visto che questa espressione non ha un senso particolarmente positivo…
        Solo per capire, nessuna polemica perché preferisco stare con gli amici che tirare flame su internet. Sia chiaro.

        Ciao.
        Luca

        • Luca, dio santo, è una battuta… una stilettata al Catalizzatore ed al suo modo di pensare e di agire sempre e comunque ed ogni volta che mette la faccia in atto sul web… la mentalità proto-massonica (è una battuta anche questa) per cui un concorso mi fa un po’ schifo, ma non troppo visto che ci son dentro dei miei amici, a me fa un po’ cadere le braghe, a te no?

          conosco te, conosco tutte le altre persone citate, bevitori degnissimi, ci mancherebbe… è una questione di linguaggio, a me piacciono i colori

          • No vabbè era per capire 🙂
            Sai, dopo una settimana passata nella pace della casa dello zio H, tutto questo casino turba un sacco… Ah, ti saluta tanto!

          • urca, è un bel pezzo che – colpevolmente – non lo sento e ci sarebbe da andarci a fare una scorrazzata per il Collio…

            poi si sa, io sono un piantagrane! 😀

  14. Trovo giusto che ogni concorso trovi una formula personale e quindi quella di UB a mio avviso è legittima.
    Come associazione di consumatori (pur condividendo le critiche di Marcos) credo sia giusto cercare di allargare il numero di riconoscimenti per coinvolgere anche i birrifici “minori” che si spera trovino stimoli per migliorare e crescere.
    Insomma, sempre meglio fare le cose che non farle. Anche se non sono perfette sono comunque un momento d’incontro e di crescita.

    Facciamo uno sforzo collettivo per dialogare, collaborare e crescere.
    La polemica è come una medicina. In piccole dosi è benefica ma in eccesso può uccidere (…so cosa pensate..:-P :-DDD)

  15. Come lo scorso anno, anche quest’anno il Barley non parteciperà al concorso “Birra dell’anno”.
    Buona fortuna a chi vi parteciperà e buon lavoro ai giudici, vecchi e nuovi!

  16. Permettetemi la battuta: spero per Andrea Turco che tutti i birrifici che non parteciperanno a Birra dell’Anno lo scrivano qui. Il record di commenti sarebbe frantumato.
    Ovviamente non mi permetto assolutamente di entrare nel merito delle scelte imprenditoriali e filosofiche dei produttori.
    Mi permetto di dire che cosa sia un concorso come Birra dell’Anno per me, che contribuisco ad organizzarlo da quattro edizioni e quello che spero sia sempre di più per i produttori di birra artigianale in Italia.
    Il concorso per me è emozione allo stato puro. Tutto il periodo che precede la fatidica due giorni di degustazione si passa in stato febbrile.
    L’arrivo dei giudici: ci si conosce, grandi personaggi italiani ed internazionali sono lì a dimostrare con entusiasmo l’importanza dell’evento. Per noi è il momento di parlare di birra, dei nostri produttori, di chi e cosa siamo.
    Le telefonate per avvertire i vincitori la sera prima della premiazione: alcune reazioni me le ricorderò per sempre.
    Infine la premiazione: cerchi quelli che sai che saranno delusi, come quelli che saranno felici.
    Qualcuno ti ringrazia con calore inimmaginabile, trasmettendo tutto l’attaccamento per il suo prodotto e per il suo lavoro.
    Qualcuno ti fulmina. E’ sempre parte della stessa emozione e ti trasmette comunque le stesse cose.
    Il concorso parla moltissimo di noi ad una platea multiforme e variegata: la Fiera si anima del rumore, in tutti i sensi, che possiamo fare in quell’ora di cerimonia.
    In bocca al lupo a tutti, pochi o tanti che siano. Divertiamoci.

    • Beh ..guardala in positivo …non avrai me tra gli stracciamaroni….

      Magari mi iscrivo anche ad Unionbirrai ….però devi espellere gli Agricoli….. e chi è aderente ad un’altra quarantina di Associazioni…. 🙂

      Per il resto ..mi auguro che vincano un sacco di nuovi birrifici…..prima della fine.
      Sai che l’anno prossimo ne rimarranno pochi…..come farete ad organizzare una edizione 2013 con 10 Birrifici?

      Simone …però manca la gnocca………giustamente si è lamentata anche Giada….su datti da fare…….l’atmosfera sarebbe ancora più piacevole….forse ci potrei ripensare anche io…..

      Ed il Turco anche se simpatico …non è questo idillio…..

  17. Rispondo a Simone ma anche a tutti quelli che via sms, mail e messaggi su FB mi hanno chiesto come mai non parteciperò nemmeno quest’anno al concorso “Birra dell’anno”.
    Prima di tutto ci tengo a precisare che il Barley non è più socio UB in quanto non accetto di appartenere ad un’associazione che annovera tra i suoi soci birrifici agricoli, ma soprattutto anche gli associati ad Assobirra.
    Per quanto riguarda il concorso…so bene che dirò una cosa che va contro il marketing aziendale più “terra terra”, ma per me partecipare a Birra dell’anno è sempre stata un’occasione quasi unica di far assaggiare alcune mie birre ad un gruppo di esperti ed avere da loro un prezioso feedback, utile per (eventualmente) migliorare le mie produzioni e/o avere conferme sulla qualità delle mie birre.Siccome le ultime 2 volte le schede mi sono tornate indietro quasi tutte non compilate,ho capito che sono gli organizzatori per primi che sottovalutano questo aspetto e che puntano solamente ad avere quanti più iscritti possibile al concorso. Molto bene, ma allora per cosa avrei pagato per gareggiare visto che il feedback sulle degustazioni non mi è stato dato?Alcune centinaia di euro andate in fumo senza un perchè!
    Mi sarei aspettato oltrechè le scuse (che ci sono state…anche se solo telefoniche, non certo “ufficiali”) di Simone Monetti, anche un rimborso per il mancato servizio offerto dall’organizzazione del concorso.
    Oltre a questo, ci sono stati altri episodi (a mio avviso gravissimi)che mi hanno portato a questa decisione, unitamente alla convinzione che le categorie così numerose non servono a nulla, se non a dare una “fascia-premio” a più persone possibili, regalando visibilità al birrificio che le riceve senza per questo essere sinonimo di grande qualità…tanto poi è il mercato che decide se la birra premiata non ha la qualità che il premio dice di avere; verrà bocciata e con essa la validità e prestigio del concorso che ha conferito il premio a tale birra.
    Nel 2010, in occasione del Salone del Gusto di Torino parlavo con l’amico Eric Wallace (Left Hand Brewing Company) proprio dell’importanza di scegliere i concorsi ai quali gareggiare e quali scartare:ebbene, mi disse che gli unici ai quali partecipa sono la World Beer Cup e l’European Beer Star, in quanto non gli va di mettere tra i suoi riconoscimenti quelli eventualmente vinti in concorsi che hanno poco valore, in quanto non sono un vantaggio per la sua azienda, ma anzi…Come dargli torto!?

    • personalmente – dico la mia – sono FERMAMENTE contrario alla compilazione di schede con finalità di tasting panel che esulino dalla finalità del concorso. mi piego e lo faccio le grame volte che mi chiamano a fare il giudice a concorsi UB (gli hb son peggio dei birrai…) ma non mi piace per nulla

      chiunque abbia fatto il giudice e non è un mostro con decenni di esperienza o uno che passa la giornata a sniffare boccette sa quanto sia difficile questo “mestiere” in sé e quanto le condizioni frenetiche di un concorso rendano ancora più difficile valutare in maniera ineccepibile. la compilazione accurata di una scheda per ogni birra è un lusso che spesso va a discapito di concentrazione e risultato finale che a mio parere, in un concorso, dovrebbe essere l’individuazione e la premiazioni delle migliori birre per ogni categoria

      quindi io credo che ad un concorso le schede dovrebbero avere l’unica funzione di supportare questo obbiettivo: compilazione della parte numerica (con categorie organilettiche suddivise proprio in funzione dell’obbiettivo di una votazione efficace) ed eventuali commenti solo sui punti salienti (nel bene e nel male) che possano giustificare eventuali problemi o pregi ma soprattutto aiutare in fase di rivalutazione ed interpretazione nel proprio voto. evitare quindi ogni commento che abbia una finalità puramente descrittiva

      credo che invece quando un birraio ha la necessità di valutazione da parte di uno o più esperti sia molto ma molto più efficace selezionarne, contattarli ed inviare loro i prodotti, eventualmente dietro compenso se richiesto. credo che, con più tempo a disposizione per la degustazione, si riceverebbe anche una valutazione molto più accurata rispetto a quella ricevuta gioco-forza ad un concorso

      da sempre ritengo la formula della World Beer Cup (da te citata) una delle più efficaci: si scartano i campioni via via a partire dal peggiore fino ad individuare i vincitori. nessuna scheda

      sul resto delle considerazioni non metto becco

      • Ovviamente non mi attendo che un concorso sia la bibbia in quantoa valutazioni delle birre diun produttore. Ho detto solo che è un’occasione preziosa (visto il valore dimolti dei giudici presenti al concorso)per far valutare le proprie birre. Nel comunicato della UB è stato scritto per anni che la partecipazione porterebbe appunto ad ottenere un utile feedback.
        E’ chiaro che è UNA delle occasioni per fare ciò, giacchè tanti esperti in un colpo solo in Italia capitano solo una volta all’anno.
        E’ altrettanto chiaro che non mi affido solo a questo, ci mancherebbe e comunque sono dell’avviso che (e qui rispondo anche a 13th) queste mie considerazioni sia una nota di merito e di grande rispetto per il valore del concorso, un invito a considerare che le schede ben compilate servono a chi iscrive le birre alla gara …altrimenti perchè mettere nomi altisonanti come giudici se poi servono solo ad arrivare tutt’al più ad un premio?Non sono forse questi nomi importanti a dare prestigio al concorso?O mi sono perso qualcosa???
        Magari sono tra i pochissimi a pensarla così…pazienza!

        • è vero che è un’occasione unico però sottolineo ancora come una cosa (la compilazione delle schede) vada irrimediabilmente a danno dell’altra (la qualità del giudizio). che l’abbiano fatto notare a Simone personalità ben più autorevoli della mia mi consolano peraltro sulla personale difficoltà che ho sempre incontrato…

          non so, io fossi in un produttore pretenderei dall’organizzatore del concorso altre cose: massima visibilità del concorso, identificabilità, autorevolezza, comunicazione, in modo che il mio investimento, se vinco, venga (giustamente) monetizzato

          poi magari, intanto che spedisco le birre, ne spedisco un cartone in più con la preghiera di darne, dopo il concorso, un campione ad ogni giudice, o lo faccio io personalmente dopo la premiazione. ad esempio. mi scriveranno poi via email i giudizi. è subottimale, mi rendo conto, ma credo come dicevo sopra che purtroppo un obiettivo vada a discapito dell’altro e credo che quello della classifica in un concorso debba prevalere, soprattutto quando i numeri crescono

  18. Ciao Nicola, il concorso come ben sai è stato concepito proprio con questa ottica di servizio per gli associati, nel tentativo di fornire uno strumento utile per migliorare le proprie produzioni.
    Vedrai che da quest’anno abbiamo rinunciato a fornire il feed back dei giudici per un motivo molto semplice: i giudici spesso restituiscono schede come quella che hai ricevuto tu. Essendo impossibile, nonostante i ripetuti inviti, controllare l’operato del singolo giurato, abbiamo ritenuto giusto, con grande dispiacere, di interrompere questa pratica. Inoltre come confermatoci dai giudici internazionali sempre presenti il fornire una scheda completa di degustazione è prassi ben poco sostenibile in un concorso con ritmi così serrati come il nostro.
    Due parole sulla questione qualità: le birre che hanno vinto a Birra dell’Anno nelle edizioni passate lo hanno fatto perchè, nella due giorni di degustazioni, erano ad insindacabile giudizio della giuria le migliori nelle proprie categorie. I giudici sono invitati a non distribuire premi se le “vicitrici” fossero sotto un certo livello di qualità.
    I giudici di Birra dell’Anno lo sono anche nei due concorsi internazionali da te citati.
    Il fare considerazioni sulla qualità non sufficienti di birre che vincono ci porta a discorsi che esulano dalla natura del concorso, perchè, eventualmente, si parla di fluttuazioni nella qualità di una produzione.
    Detto questo, mi fa comunque piacere che ci sia gente che ti chieda perchè non partecipi a Birra dell’Anno: evidentemente, come a me, dispiace.
    Adesso però mi dedicherò con piacere a coloro che le birre le iscriveranno, ai giudici che ancora una volta ci onoreranno della loro presenza, all’evento che mi auguro sia ancora più coinvolgente, emozionante e organizzativamente valido, cercando di avvicinarci agli standard qualitativi dei migliori concorsi internazionali.

    • bravo Simone, ottima scelta! (anche se obtorto collo)

    • Molto bene, Simone.
      Finalmente è chiaro a tutti che si concorre a Birra dell’anno SOLO ed unicamente nella prospettiva di vincere premi.
      Sebbene io affidi abitualmente la valutazione qualitativa dei miei prodotti a varie competenze diverse come ben sai (incluso un centro di ricerca) , il concorso era un’occasione per farle valutare dai giudici (ed avere da loro un parere)nei quali ho sempre riposto massima fiducia,ma stando così le cose come da te appena esposto…allora…va beh.
      Non è mia intenzione entrare nel merito dell’organizzazione del concorso, però se i ritmi fossero un po’ meno serrati, si arriverebbe a mio avviso a valutazioni più attinenti all’effettiva qualità della birra, non credi?Immagino che la logistica che attiene allo svolgimento della gara sia complessa, ma questo del ritmo è un dettaglio che io non sottovaluterei.
      Ad ogni modo ti ringrazio per la precisazione sulla novità di quest’anno, utile non solo a me, evidentemente

  19. @Nicola Prima dici che parteciperesti per avere un feedback da grandi esperti del settore e poi scrivi che preferisci scartare il concorso perche’ di poco valore… qualcosa non torna.

    Poi casomai chiedi a Eric Wallace se loro per avere un controllo di qualita’ delle birre pagano un panel di esperti o se lo fanno durante i concorsi…

  20. Al World Beer Cup ci sono i “Judge Tasting Notes” (non a punteggio) che poi vengono mandate ai birrai come feedback.

    • come sono compilati in pratica? chiedo perchè io mi baso sull’esperienze dirette raccontate da Kuaska, dove si parla di diverse decine di birre fatte a nastro…

      • In base a dei parametri (es. amaro/aroma etcetc) si deve barrare una casella che definisce la birra appropriata o meno, oppure se il carattere rilevato è più o meno spiccato. Sotto ogni parametro c’è uno spazio per ulteriori commenti. E’ un metodo molto intuitivo e veloce, ma che comunque da un quadro completo della birra valutata.

        • messa così sembra più una valutazione di aderenza allo stile della categoria giudicata. ogni giudice compila o è a discrezione?

          • Non è solo di stile è una valutazione più globale. Purtroppo non riesco a dirti con certezza se obbligatoriamente ogni giudice le compila o se è a discrezione, credo sia comunque buona pratica.

  21. anche un noto birraio italiano da me’ molto stimato mi ha detto che non partecipera’ in quanto si stancato di dare birra gratis x 5 giorni!!

  22. Andrea Turco

    Comunque in generale fatte salve le motivazioni di ognuno, credo che sia un grandissimo peccato che alcuni importanti nomi decidano di non partecipare al più importante concorso nazionale sulla birra. Un peccato perché la vedo come un’occasione unica di far giudicare le proprie birre a una platea di prim’ordine (e ovviamente non lo affermo certo perché quest’anno ci sono anche io… meglio precisarle certe cose) e per “sfidarsi” all’interno del movimento. Secondo me bisognerebbe partecipare con molta più leggerezza, ma ogni volta il punto di vista personale, più o meno condivisibile, ha la precedenza rispetto a una visione collettiva.
    Lo considero una (ulteriore?) grave sconfitta per tutto l’ambiente, che forse si merita tutto ciò di cui si lamenta quotidianamente.

  23. Volevamo segnalare che, a causa probabilmente di una svista o di un refuso, non risulta che Alessandro Coggi é docente e degustatore ADB. Grazie.

  24. mario balotelli

    Mi fa molto piacere sapere che Mobi, Unionbirrai e A.D.B. collaborino x un evento come Birra dell’ Anno 2012! Sono cose come queste collaborazioni che fanno bene al mondo della birra!

    • dove la vedi la collaborazione?

      • mario balotelli

        Se una giuria è composta da vari degustatori di diverse scuole di pensiero vuol dire che c’è un’ intesa ,una sorta di avvicinamento tra di loro che, visti i rapporti precedenti, rappresenta un passo avanti che personalmente apprezzo molto.

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