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Il lunedì più triste è quello post Settimana della Birra Artigianale

Leonardo alle prese con la sua prima Re Ale per l'evento alla Taberna di domenica pomeriggio (Foto: Marco Cenci)
Leonardo alle prese con la sua prima Re Ale per l’evento alla Taberna di domenica pomeriggio (Foto: Marco Cenci)

Ebbene sì, la Settimana della Birra Artigianale è finita ieri a mezzanotte, dopo sette giorni entusiasmanti, caratterizzati da tantissime iniziative in tutta Italia. Ora che con un po’ di tristezza questa seconda edizione finisce in archivio, è naturale tracciare un bilancio dell’evento, che non può che essere estremamente positivo. Il numero degli aderenti quest’anno (325) ha superato di oltre le 100 unità quello del 2011, mostrando una crescita di quasi il 30%. Gli eventi totali sono stati 284, mentre le promozioni proposte dai partecipanti ben 207. In generale – e questo è l’aspetto più importante – si è respirata una bellissima atmosfera, con un coinvolgimento dilagante tra operatori, appassionati e semplici curiosi. Un risultato che non avremmo mai ottenuto senza il supporto e lo spirito d’iniziativa di tutti gli aderenti, che ringrazio sentitamente.

L’edizione 2012 della Settimana della Birra Artigianale ci ha fornito parecchi input, che analizzeremo nelle prossime settimane. In generale abbiamo avvertito come ci sia un forte interesse per una manifestazione del genere, da un lato perché fornisce una marea di occasioni per avvicinarsi a un mondo ancora di nicchia, dall’altro perché promuove una visione conviviale e informale della birra di qualità, aspetto spesso trascurato. Il seguito è stato senz’altro enorme su tutto il territorio italiano, sebbene per il prossimo anno ci auspicheremmo che le adesioni e le iniziative siano presenti in modo più omogeneo ovunque. Abbiamo già qualche idea al riguardo, giusto per sottolineare che stiamo già lavorando all’edizione 2013 🙂 .

Questo tuttavia non vuole essere solo un post di autoincensamento, quindi vi racconto come ho passato la mia Settimana della Birra Artigianale. Spero che vogliate fare altrettanto nei commenti.

  • Lunedì – Ho iniziato la settimana in modo molto tranquillo, con una cena a casa (con ospiti) bagnata da birra artigianale italiana e straniera. Niente di trascendentale insomma, anche in vista delle successive giornate, che si preannunciavano a dir poco impegnative.
  • MartedìCome ho avuto modo di raccontare, sono stato al Blind Pig, per condurre la serata Innamorati della birra con Riccardo Vargetto, Manuele Colonna e Giorgione. Una cosa che non ho scritto è che la sera stessa abbiamo assaggiato la Alice in Hopland di B94, prodotta per l’occasione in collaborazione con il Prophet Pub di Lecce: un’ottima Double IPA, che è piaciuta a chiunque ha avuto occasione di provarla.
  • Mercoledì – In serata ho fatto un salto al Maltese, dove gli amici di ADB Lazio proponevano una cena di degustazione con presentazione di un nuovo birrificio. L’azienda si chiama Itineris ed è una delle nuove realtà del Lazio, di cui scriverò a breve un articolo. Ho assaggiato qualcosa, tra cui un’interessante Tripel chiamata Francigena.
  • Giovedì – Dopo lavoro cena rapida a casa e poi di corsa in zona Porta Pia, dove inaugurava il Kombeer. Si tratta di un piccolo pub completamente devoto alla birra artigianale, aperto in una zona centrale di Roma in cui – strano a dirsi! – ancora non esistono molte realtà di questo tipo. Dentro è molto curato, con uno stile anni ’70 e una struttura in legno insolita ma azzeccatissima. Erano disponibili le birre di Opperbacco, sempre un bel bere…
  • Venerdì – Giornata ricca di eventi, iniziata nel tardo pomeriggio al beershop Bibere. Qui era stata organizzata una degustazione dei prodotti del birrificio Karma, con ospite il birraio Mario Cipriano. Bella iniziativa, durante la quale ho potuto ravvisare la crescita del produttore campano, ora in grado di proporre una gamma di birre consistenti e di ottima fattura. Notevoli le mozzarelle di bufala e il dolce alla ‘Na Tazzulella ‘e caffè portati da Mario 🙂 . Successivamente mi sono spostato al Blind Pig, dove invece l’ospite era Luigi Recchiuti, birraio di Opperbacco. Cena di degustazione delle sue creazioni, tra cui si segnalava la nuova Overdose: una bomba di luppolo (409 IBU teorici) tuttavia davvero gradevole, prodotta insieme a Dada e Foglie d’erba.
  • Sabato – Neanche il tempo di riprendermi dalla sera precedente che ero di nuovo operativo, pronto a partecipare come relatore alla conferenza sugli aspetti economici della birra tenutasi a Cinecittà (per i dettagli consultate Mondobirra). Nutrito gruppo di partecipanti non “iniziati” all’ambiente, ma piuttosto partecipativi. C’erano gli stand di tutti i birrifici del neonato A.BI. Lazio, tra cui Andrea Fralleoni di Free Lions. Ho potuto riassaggiare la sua Neverending, che a mio parere è una delle migliori Stout che mi è capitata tra le mani recentemente. Anche di questo giovane birrificio parlerò in futuro. Nel pomeriggio mi sono spostato al Domus Birrae, dove Riccardo Franzosi di Montegioco era ospite con le sue birre (e i salumi della zona). Eccellente la Garbagnina in fusto, veramente da urlo, così come la Tentatripel in bottiglia, “bastarda” come poche (gradazione alcolica inavvertibile!). C’è stato anche il tempo per qualche assaggio di birrificio Stavio, ma anche in questo caso… attendete aggiornamenti! Giornata conclusa a Trastevere tra bir&fud e Ma che siete.
  • Domenica – Giornata giusta per una gita fuori porta e più precisamente a Palestrina, dove la Taberna ospitava la cotta della primissima ricetta della Re Ale. L’ammiraglia di Birra del Borgo è stata riprodotta nella sua formula originale, con lo stesso Leonardo Di Vincenzo a seguire le operazioni. Grandi birre alla spina, tra cui una fantastica My Antonia. Un ringraziamento particolare a Marco e Irma Valente per la straordinaria ospitalità e complimenti per le bellissime magliette dell’evento… un modo efficace di aumentare la febbre per la Settimana della Birra Artigianale!

Prima di chiudere definitivamente il discorso, vi ricordo che avrete ancora qualche giorno di tempo per partecipare al concorso fotografico della Settimana della Birra Artigianale. Se in questi giorni avete fotografato voi e i vostri amici con la locandina dell’evento, caricate l’immagine sul sito e potrete vincere una selezione di birre artigianali.

Concludo ringraziando tutti coloro che hanno aderito e hanno proposto le loro iniziative, oltre agli appassionati e ai semplici curiosi che hanno partecipato e coinvolto altra gente nell’evento. Un ringraziamento particolare va a Rastal e a Domus Birrae, che hanno sponsorizzato e supportato la manifestazione. L’appuntamento è ovviamente per il 2013, quando tornerà con la sua forza coinvolgente un brindisi lungo una settimana. Cheers!

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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22 Commenti

  1. Ciao,
    ho letto che la settimana della birra è stata prorogata fino al 25.2..risulta anche a te?
    Eventualmente potresti segnalarci i nuovi eventi?
    Cheers!
    d.

    • Andrea Turco

      Sì tutto chiarito. 06 Blog ha scritto un articolo su un fantomatico slittamento dell’evento, facendo confusione proprio a causa dell’articolo su Puntarella Rossa (curiosamente sono 2 dei blog che seguo con maggiore piacere). Alla base dell’incomprensione il nome trovato per la serie di eventi al Palatium (diciamo non originale va…), surrogata da una comunicazione parecchio confusionaria.

      Grazie per la segnalazione.

  2. Ma il prossimo anno, la Settimana a maggio!!! …oppure vaccino per tutti :)))

    • Andrea Turco

      La Settimana del Vaccino Artigianale? 🙂

      • Il tuo giudizio sulla stout quasi mi imbarazza :-), sono contento ti sia piaciuta….

        per quanto riguarda il vaccino…..si, ma poco alcolico e con schiuma compatta :-))))
        Sabato è stata una bella giornata…..interessante e soprattutto mi (ci) ha dato modo di diffondere il “perchè” della birra artigianale ad un pubblico ignaro.
        A presto per un altro “faccia a faccia” sugli aspetti “vari” della birra artigianale…

  3. Sono felice di come è andata questa settimana e di aver partecipato ad un buon numero di eventi. La giornata di Sabato è stata particolarmente riuscita, tra la mattinata a Cinecittà e il pomeriggio al Domus ho avuto modo di provare davvero molte birre artigianali e sono felice di aver conosciuto meglio i produttori laziali.
    Senza dimenticare il piacere di avere conosciuto Andrea e di averlo potuto ascoltare. Nel tuo intervento seppur breve hai riassunto molto bene la realtà della birra artigianale, specialmente quella romana. Complimenti ancora per l’eccellente lavoro, gli amanti della birra artigianale ti sono grati.

  4. io colgo l’occasione x ringraziare il blog e chi lo gestisce( credo sia andrea turco…denghiu!), vi seguo manco fossi un maniaco..a roma ormai è pieno di pub/locali con birre artigianali, questa settimana è stata l’occasione x conoscerne altri..volevo chiedere qualche informazione ai frequentatori del sito: del corso promosso da ADB presso il Maltese cosa ne pensate? è utile x approfondire meglio la questione? non so bene quale sarà il mio futuro, ma vorrei ci fosse tanta birra buona..quindi vorrei trovare qualche sbocco lavorativo nel settore, la volontà e la passione ci sono, ma la strada da percorrere qual’è?chiedendo in giro ho ricevuto risposte un po’ vaghe, quindi chiedo aiuto a voi! grazie a tutti, prosit..

    • Andrea Turco

      Se come scrivi cerchi in un corso la possibilità di approfondire tutte le sfaccettature della birra, allora il corso ADB è perfetto per te. Certo, non ti aprirà le porte di un lavoro nel settore, non so neanche quanta importanza potrebbe avere su un CV personale… Ma tutto deve partire da una conoscenza del prodotto e in quel caso andrà a pennello

  5. Ciao,
    ho letto che la settimana della birra è stata prorogata “ad oltranza”..risulta anche a te?
    😉

  6. Ciao,
    per me è stata la prima settimana della birra, e sono l’unico festeggiamento al quale sono riuscito a partecipare è stata un’ora di cotta al Taberna, lisciando di poco proprio Andrea Turco! La cameriera come ha saputo che avevo trovato il locale grazie a questo blog voleva che gli stringessi la mano, ma era già scappato, purtroppo.
    Il ricordo più bello è però al di là dei festeggiamenti: ho portato ha casa un bottiglia di ReAle e l’ho regalata a mia padre, che di Birra Artigianale ha solo sentito parlare, accusandolo di non aver voluto festeggiare! E’ stato bellissimo!
    La bottiglia per ora riposa al fresco…

    • Andrea Turco

      Ciao Simone, peccato non esserci beccati, spero che l’evento in Taberna e la Settimana in generale ti sia piaciuta 🙂 All’anno prossimo, però dovrai partecipare a più eventi!

  7. Quest’anno la settimana della birra artigianale mi ha un pò deluso. A sensazione, ho trovato più interessante (anche economicamente) l’edizione dello scorso anno. Quest’anno tra chi faceva sconti solo su determinate birre, chi faceva lo sconto solo fino alle 19, chi non ha proprio partecipato perché “noi famo ‘o sconto tutto l’anno ao” è stato un evento (a mio avviso) piatto. C’è poi da dire che nei beershop romani gira che ti rigira le proposte sempre quelle sono e se uno è un frequentatore abituale dei locali romani, la settimana della birra artiginale non aggiunge molto. E’ un’ottima occasione per chi si deve avvicinare all’argomento, non per chi già ci è dentro. Paradossalmente ho fatto più acquisti la settimana dopo che durante la settimana di sconti. Se poi parliamo degli eventi (mi riferisco alla sola città di Roma), a parte Turbacci che ha monopolizzato la settimana con cene/degustazioni sparse per Roma, Montegioco al Macche e gli eventi citati in questo post, cos’altro c’è stato di interessante? E calcolando che durante la settimana si lavora, che i tempi sono quelli che sono (a livello economico dico), quali eventi erano davvero imperdibili? Ho girato abbastanza la settimana scorsa e specialmente sabato ho attraversato Roma in lungo e largo con la macchina per sfruttare ogni momento, dal Pigneto a Marconi, da Tor Pignattara a S.Lorenzo e non posso lamentarmi. […] Ci vorrebbe un pò più di attenzione da parte dei publican e dei gestori dei beershop per rendere questo evento un qualcosa di speciale. Per il momento non sono pienamente soddisfatto. Dopo l’ottimo “Birre sotto l’Albero” aspetto con ansia l’IBF2012 per rifarmi la bocca! ps: scusate la prolissità del commento

    • Andrea Turco

      Mi vedo costretto a togliere tutta una parte del tuo commento, a causa dei toni dei tuoi giudizi su alcune birre. Espressioni del genere sono passibili di problemi sia per te che per me, quindi ti inviterei a usarne di diverse. Inoltre vorrei rispondere al tuo commento, ma quella parte esula assolutamente dalle mie “competenze”.

      Per quanto riguarda la Settimana della Birra Artigianale i tuoi giudizi mi sembrano un po’ troppo severi. E’ come chi dice che a Roma si beve male perché ci sono sempre le stesse cose nei beershop… vabbè. Sinceramente quest’anno ho trovato tanti appuntamenti interessanti, anzi sono riuscito a partecipare solo a una parte di essi. Non so cosa ti aspetti da un evento, ma poter parlare con un birraio di un’altra regione e assaggiare al contempo (gratuitamente) le sue birre, oppure assistere alla presentazione di un nuovo birrificio durante una cena di degustazione mi sembrano meravigliose occasioni, anche per chi bazzica il settore da tempo. Ripeto, non so cosa ti aspettavi nello specifico, ma a me sembra che il profilo degli eventi romani sia stato molto alto.

      Infine affermi che le iniziative erano più orientate a chi non conosce la birra artigianale: beh questo è uno dei migliori complimenti che potevi fare all’evento, poiché è pensato in primis per i neofiti.

      Comunque di cose da migliorare ce ne sono ancora tante e spero che la prossima edizione ti piaccia di più.

      • Innanzitutto mi scuso se quella parte di post che hai dovuto cancellare ti è sembrata inappropiata. Del resto ci può stare che qualche bottiglia sia andata, cosa che ho fatto presente al momento anche al rappresentante del birrificio. Che però mi si venga a dire che una bohemian pils ha una rifermentazione in bottiglia mi lascia un pò perplesso. E qui mi riallaccio alla tua frase “Non so cosa ti aspetti da un evento, ma poter parlare con un birraio di un’altra regione e assaggiare al contempo (gratuitamente) le sue birre…” Semplicemente mi aspetto un’attenzione diversa e non un pressappochismo simile, un non sapere cosa inventarsi per giustificare che la bottiglia sia andata. Tra l’altro durante un evento a pagamento che serve a pubblicizzare quel birrificio. Tutto qui.

        A Roma non si beve male, ma che girino sempre le stesse cose sì, e non si può negarlo. Come se si volesse costringere la gente a bere per forza Rogue, De Molen e Brew Dog e poi per bere una schwarzbier tedesca tocca prendere il primo volo utile per la Germania perché qui le schwarz “non vanno di moda”. Ma questo è un discorso che non ha nulla a che vedere con la Settimana, quindi non vado oltre.

        Il mio non era un giudizio severo, semplicemente volevo condividere la mia sfortunata esperienza con l’evento. Se poi gli unici aggettivi che si possono usare qui dentro per definire le birre sono “ottima”, “interessante”, “gradevole e “azzeccata” alzo le mani e me ne torno da dove sono venuto. Anche perché non avevo nessuna intenzione di offendere né i birrifici, né le birre stesse. Era solo un giudizio di un appasionato che è rimasto deluso da come sono state presentate (e in questo caso non è mica colpa del birrificio…)

        • Andrea Turco

          Ci mancherebbe, le critiche sono libere e anzi ci permetteranno di migliorare in futuro. Però dai, facevo riferimento a tue precise espressioni, tipo “puzzava di fraschetta frascatana”. Mi sembra diverso da scrivere “questa birra non mi è piaciuta” o “quella birra mi è sembrata drammaticamente fuori forma” o “quella birra secondo me era infetta”. Un’espressione come la tua in teoria ti espone a gravi conseguenze, c’è un illustre precedente nel nostro settore che ti dovrebbe far riflettere. Senza contare che eventuali conseguenze si rifletterebbero anche su di me per responsabilità oggettiva.

          • D’accordissimo con tutto. Però se avessi scritto “quella birra secondo me era infetta”, capace che qualcuno se ne fosse uscito dicendo “e tu chi sei per sapere se una birra era infetta? Un degustatore ADB?”. Scrivendo “puzzava di fraschetta frascatana” ho riportato proprio la mia sensazione. E ripeto, non l’ho mica fatto per denigrare la birra o il birrificio (ci mancherebbe), era solo per spiegare il motivo della mia delusione. Se poi ho usato un’espressione un pò colorita me ne scuso.

          • Andrea Turco

            Beh ma non vedo grande differenza 🙂 se qualcuno ti chiedesse chi sei per ritenere una birra infetta, allo stesso modo lo farebbe per un’espressione colorita come quella. Con la differenza che nel secondo caso, se io fossi il produttore, mi sentirei un attimino offeso. Considera che l’espressione che creò il casino al quale ho accennato prima era qualcosa tipo “puzzava di fogna di Calcutta”… non siamo così lontani, no?
            Se hai la possibilità, parla con la persona che espresse quel giudizio e fatti raccontare cosa ne pensa di tutta la faccenda.

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