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10 regole d’oro da seguire durante i festival birrari

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munich-beer-festval-octoberfest-1Molti tra coloro che oggi stanno leggendo queste righe saranno probabilmente reduci da qualche evento birrario tenutosi nel fine settimana. Sebbene toccare l’argomento di lunedì possa facilmente alimentare la nostalgia, l’argomento di oggi riguarderà proprio i festival. (Ri)Sfogliando il sempre valido Tasting Beer di Randy Mosher, infatti, sono incappato in un capitolo che sembra fatto apposta per la stagione: un elenco di regole d’oro da seguire quando partecipiamo a una manifestazione di birra. Anche se sembrano suggerimenti leggeri e a volte scontati, c’è da dire che l’autore li considera molto importanti, riuscendo a descriverli con la solita leggerezza che gli si addice. Li riporto di seguito, aggiungendo qualche mia considerazione personale.

Siate consapevoli dei vostri limiti: qui chiaramente parliamo di limiti fisici, che entrano inevitabilmente in ballo in situazioni del genere. Il riferimento non è solo all’alcool, che rimane comunque un fattore fondamentale, ma anche ad altri aspetti non certo secondari: il caldo, il sole, la necessità di stare in piedi per diverse ore e a contatto con la gente.

Andate quando c’è meno gente: essere in mezzo alla folla può essere piacevole e coinvolgente, ma se il vostro obiettivo è quello di bere con calma e magari scambiare due chiacchiere con i birrai, allora è evidente che la confusione può essere vostra nemica. L’importante è scegliere orari e giorni più tranquilli: per confondervi nel marasma in arrivo ci sarà sempre tempo.

Fate qualche ricerca: come a scuola, presentarsi preparati è importante. Avere un’idea di quali birrifici troveremo a un festival è molto utile per non girovagare disorientati tra gli stand. I più arditi potranno addirittura appuntarsi le birre da non mancare e creare dunque il proprio iter di assaggi in loco.

Non abbiate paura di buttare la birra: parole sante! Purtroppo non è raro imbattersi in produzioni che sono letteralmente “da buttare”. Allora perché non farlo? Probabilmente vorrete assaggiare tante altre cose, quindi è inutile dedicare troppo tempo (e risorse personali) a birre che non vi piacciono – qualsiasi sia il motivo.

Datevi un obiettivo: Mosher suggerisce di concentrare i vostri assaggi su “temi” particolari: ad esempio puntare i produttori che non si conoscono, dedicarsi a uno stile nello specifico, assaggiare tipologie meno diffuse. È una strategia che mi capita di adottare spesso e volentieri, soprattutto quando l’offerta è molto ampia: in tali occasioni preferisco lanciarmi su birre che sono poco reperibili nella mia zona.

Parlate con i birrai: secondo me partecipare a un festival senza scambiare due parole con i produttori è come esserci stati a metà. Non è importante intavolare conversazioni sui massimi sistemi: a volte basta chiedere informazioni su una birra, soprattutto da quale idea è nata, per scoprire la storia e il carattere delle persone che la producono. È un’attività molto formativa e coinvolgente, almeno per quanto mi riguarda. I più smaliziati potranno addirittura cercare di carpire qualche segreto produttivo 😉 .

Offritevi come volontari: questo è probabilmente una delle regole più importanti e meno conosciute. Alcuni festival prevedono infatti l’impiego di volontari, che spesso sono degli appassionati. Anche se si tratta di lavoro non retribuito, ciò che si può ricevere da un’esperienza del genere ha un valore importantissimo. Chiedete a chi in passato è stato volontario al GBBF o a quanti in Italia hanno fatto lo stesso in tante manifestazioni. Essere dall’altra parte del bancone ti fa capire tante cose e fornisce una visione unica per rendere più completo il proprio curriculum da appassionato.

Cercate gli eventi “extra”: spesso a contorno dei festival si tengono delle iniziative di supporto molto interessanti. Ad esempio in passato vi ho parlato dell’Extra Muros dello Zythos: una serie di mini eventi in corso a Lovanio durante i giorni della manifestazione. Parteciparvi può essere un buon modo per ampliare la vostra esperienza.

Mangiate e idratatevi: sul cibo niente di nuovo, mentre non sottovalutate il potere nascosto dell’H20: un bicchiere di acqua ogni tanto può salvarvi la pellaccia.

Assicuratevi di avere un passaggio per tornare a casa se necessario. Aggiungerei di valutare se la manifestazione è raggiungibile coi mezzi pubblici, cosa quasi sempre scontata se in programma in una grande città.

Altre regole da aggiungere a quelle di Randy Mosher?

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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9 Commenti

  1. Quando lessi questi dogmi fantasticamente e saggiamente schematizzati pensai alla consueta Fiera di Rimini…escluso il caldo, è una delle occasioni più difficili dove applicare queste direttive.

  2. Bere come se non ci fosse un domani!

  3. Io direi anche portarsi sempre appresso un taccuino per segnarsi cosa si é bevuto ed eventuali impressioni,giudizi etc Troppe volte capita di dover scambiare due parole con amici neofiti che ti dicono “ho bevuto una birra buonissima!era scura!” (e tu pensi a una Stille Nacht, mentre lui si riferiva molto meno prosaicamente a una Guinness) “ma non mi ricordo il nome”…

  4. alexander_douglas

    ti sei scordato la regola d’oro per eccellenza: conoscere i birrai per scroccare giri gratis 😀

  5. Parlare con i birrai, quando possibile, è il massimo!

  6. il punto 3 lo trovo essenziale, anzi visto il tuo coinvolgimento con Fermentazioni io ti suggerirei addirittura la creazione di una mini-guida, come per i parchi giochi che indichi almeno la posizione dei birrifici e le birre presentate (nome e sopratutto stile), questo secondo me faciliterebbe di sicuro chi partecipa

  7. Fare da volontari per un festival a scopo di lucro.
    Questa è una regola d’oro per i birrifici o per chi organizza il festival.

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