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La prima volta di una Porter: al GBBF trionfa la 1872 Porter di Elland

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Elland-1872-Porter-crowned-Champion-Beer-of-BritainNella settimana successiva alla mia permanenza a Londra la capitale inglese ha ospitato l’edizione 2013 del Great British Beer Festival. Come da tradizione, in concomitanza con la manifestazione sono stati anche assegnati i premi del Champion Beer of Britain, il concorso indetto dal Camra per incoronare le migliori produzioni anglosassoni. I risultati sono stati svelati negli scorsi giorni e hanno visto trionfare la 1872 Porter del birrificio Elland. Dopo una Mild nel 2011 (Oscar Wilde di Mighty Oak) e un Barley Wine nel 2012 (N°9 di Coniston), è dunque toccato ancora a un antico stile birrario britannico, considerato antenato delle moderne Stout. Se non vado errato è la prima volta che una Porter ottiene il piazzamento più prestigioso al concorso, considerando che l’edizione inaugurale si tenne nel 1990. La 1872 Porter ha preceduto nell’ordine la Twitchell di Buntingford (una Bitter) e la Jarl di Fyne Ales (una Golden Ale).

Colin Valentine, che per la prima volta dopo anni ha sostituito Roger Protz in qualità di presidente di giuria, ha illustrato così la 1872 Porter:

[Scegliere la birra vincitrice] è stata una decisione molto dura, ma la 1872 Porter di Elland è una birra fantastica che merita sicuramente la vittoria. È una Porter da 6,5% alc., ricca e molto aromatica, con note di caffè e cioccolato nero. È il secondo anno di fila che la vincitrice del Champion Winter Beer (la versione invernale del concorso ndR) si è anche aggiudicata il premio di Champion Beer of Britain.

Queste invece le parole di Michael Wynnyczuk, capo birraio di Elland:

Sono davvero senza parole. [La 1872 Porter] è una grande birra, ma dopo che aveva trionfato al Champion Winter Beer immaginavamo che la gente avrebbe preferito stili diversi per i mesi estivi. Ma abbiamo vinto comunque, è una grande birra e siamo orgogliosi che sia stata incoronata Champion Beer of Britain.

Come per lo scorso anno mi ritengo molto soddisfatto per il risultato, perché viene premiato uno stile che in parte è stato stravolto dalle culture birrarie (americana e scandinave su tutte) che lo hanno prima adottato, poi stravolto secondo i propri gusti. È invece importante dare visibilità alle interpretazioni più classiche della tipologia, che chiaramente non possono che provenire dall’Inghilterra. Una curiosità: secondo i dettami del BJCP e dato il grado alcolico non indifferente, la 1872 Porter non può essere considerata una Porter “semplice”, bensì una Robust Porter.

Per quanto riguarda i piazzamenti nelle varie categorie del concorso c’è chiaramente la solita sfilza di nomi poco conosciuti alle nostre latitudini, perché appartenenti a birrifici regionali spesso molto piccoli. Tuttavia qualche produttore famoso non manca: nella seconda posizione delle Bitter troviamo ad esempio la Revival di Moor, così come la Dark Moor di Kelburn e la A over T di Hog’s Back (rispettivamente terza e quarta nel Champion Winter Beer), oltre alla Imperial Extra Double Stout di Harvey’s tra le birre in bottiglia (terza).

Sfogliando i risultati troviamo anche un po’ d’Italia, visto che l’oro tra le Real Ale in bottiglia è andato alla White Shield di Worthington (di proprietà di Molson Coor’s). Cosa c’entriamo noi con questo produttore? Beh sappiate che in sala cotte lavora il nostro Stefano Cossi, che in passato aveva già lasciato il segno al concorso quando era birraio presso Thornbridge. Ancora una volta complimenti a Stefano dunque.

Cosa ne pensate della vittoria della birra di Elland e più in generale dell’affermazione di una (Robust) Porter? E riguardo agli altri piazzamenti?

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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24 Commenti

  1. alexander_douglas

    Non conosco la birra che ha trionfato quest’anno come le ultime due d’altronde però onestamente ora anche io inizio a pensare che queste vincite siano un pelino pilotate: mi ricordo i commenti dell’anno scorso dove qualcuno faceva illazioni sul fatto che non sembrava così casuale che vincessero proprio birre di stili che necessitavano rilancio, e onestamente dopo un’altra vincita di uno stile retrò il sospetto diventa più che legittimo.

    • Andrea Turco

      Beh sarebbe un rilancio un po’ tiepido visto che è l’unica Porter che ha vinto nel giro di 23 anni.

      • beh dai la sfilza di Mild che ha trionfato negli ultimi anni mi pare chiaramente frutto anche di una scelta politica

        secondo me peraltro fanno benissimo: quello che conta, ovviamente, sono le classifiche di stile. il premio globale, che ha un valore relativo, è giusto che venga utilizzato per veicolare certi messaggi se serve

        • Andrea Turco

          Mah secondo me no. Credo che il meccanismo per decidere la birra migliore in assoluto sia confrontare le prima di ogni categoria. Considerando che le categorie sono solo 7 e che una di queste è dedicata solo alle Mild, è chiaro che possa uscire una birra di questo tipo con una certa frequenza.

          • beh, bisognerebbe sapere come funziona il meccanismo, e non lo so

            ma per parafrasarti, se in 20 anni non ha mai vinto una Mild e poi in 4 anni ne vincono 3…

          • Andrea Turco

            Beh ma non credo che il pericolo per la sopravvivenza delle Mild sia cominciato negli ultimi 5 anni, anzi…

          • ma che c’entra scusa? il punto non è da quanto tempo le mild sono in pericolo, ma da quanto tempo si è deciso di mobilitarsi per salvarle. nel momento in cui oltretutto appaiono delle Mild che sono anche degne di nota, per dare maggiore visibilità alla campagna si sceglie di premiarle invece delle solite bitter / golden ale con una frequenza che non ci vuole una laurea in statistica per trovare inusuale rispetto al passato. il premio alla migliore birra è un mischiare le mele con le pere, al di là di ovvi giudizi sulla qualità delle singole birre (se una spacca…), è ovvio che, essendo tutte buone in quanto vincitrici di singole categorie, la scelta riveste anche un ruolo “politico”. non vedo peraltro cosa ci sia di strano…

          • Andrea Turco

            Statistica? Visto che è il tuo pane quotidiano dovresti sapere che 23 edizioni sono una base troppo ristretta per trarre conclusioni del tipo “fanno vincere apposta le mild”. Di spiegazioni per questa pseudo anomalia statistica ce ne sarebbero diverse, molto più logiche rispetto a sostenere che i risultati del Champion Beer of Britain sono pilotati. La prima e più lampante è che la sensibilizzazione del Camra ha probabilmente spinto i birrai a ributtarsi sulle mild, con un conseguente miglioramento qualitativo delle stesse. Comunque pensala come vuoi, a me di polemizzare pure sul concorso del GBBF non va.

          • LOL

            visto che è il mio pane quotidiano (ahimé non più) ti assicuro che non ho bisogno di fare un test chi quadro per verificare che 18 edizioni in cui nessuna Mild ha vinto e 5 in cui una Mild ha vinto 3 volte sono due cose ben differenti

            poi se uno per indole deve fare il bastian contrario, che lo faccia… che ti devo dire, non ci vuole uno scienziato per leggere quei numeri

            tantomeno ho scritto che i risultati sono PILOTATI come col solito artifizio retorico mi si vuole mettere in bocca: ho scritto, ed è lì da leggere, che il premio della migliore birra va oltre il premio alle singole categorie e, in assenza di un meccanismo chiaro che specifichi i criteri di assegnazione e in assenza di una birra mostruosamente superiore alle altre che saranno cmq eccellenti in quanto vincitrici di categorie di per sé molto ampie, questo premio si presta anche a messaggi di tipo “politico” e a mio giudizio GIUSTAMENTE

            ho scritto anche, sempre se si vuole leggere, che dopo la prima vittoria di una Mild, o forse dopo le prime due, anche l’attenzione per questo stile è aumentato e questo avrà favorito la vittoria di esse: favorito, non necessariamente determinato, il che vuol dire che se una Mild è sempre stata anonima rispetto alle (esempio) bitter, nel momento in cui diventano più interessanti ho tutte le carte in regola per premiare e posso decidere di farlo senza remore e in piena onestà ideologica. poi, se vogliamo tornare sulla statistica, quantifichiamo questa crescita: prima quante erano le Mild, il 2% dell’offerta? e ora quante sono, boh, il 6%? l’8%? quindi si passa da 0 premi in 18 anni a 3 in 5 con una quota pur sempre risicata, oltretutto da birrifici diversi quindi non è manco l’exploit di un fuoriclasse, e questa sarebbe una “pseudo anomalia statistica”? LOL, mi sa che ti conviene tornare sui libri…

            oltretutto, qua quello che polemizza e che come al solito si stizzisce se viene contraddetto sei tu: io, sempre se si vuole leggere, ho scritto che certe scelta sono una cosa normale e comprensibile. per i fini del CAMRA oserei dire necessaria

          • Andrea Turco

            Ah quindi se in risposta a un commento che citava illazioni sulla regolarità del concorso, tu scrivi:

            “La sfilza di Mild che ha trionfato negli ultimi anni mi pare chiaramente frutto anche di una scelta politica”

            intendevi in realtà:

            “Il premio della migliore birra va oltre il premio alle singole categorie e, in assenza di un meccanismo chiaro che specifichi i criteri di assegnazione e in assenza di una birra mostruosamente superiore alle altre che saranno cmq eccellenti in quanto vincitrici di categorie di per sé molto ampie, questo premio si presta anche a messaggi di tipo “politico” e a mio giudizio GIUSTAMENTE”

            Beh allora scusa, avevo frainteso

            LOL

          • sai come funziona?

            io sono di mio logorroico, nel limite del possibile quando mi riesce cerco di condensare concetti che penso siano accessibili con un minimo di perspicacia e peraltro che mi paiono evidenti in frasi brevi

            poi arrivi tu, che o non brilli per perspicacia o sei in vena di cagnara perché sei stato contraddetto

            e allora riprendo il concetto e lo esprimo meglio

            niente da fare…

            e allora riprendo il post precedente e non che lo esprimo meglio, perché era già stato spiegato esaurientemente e si capiva benissimo, semplicemente lo RIPETO con parole diverse, il doppio delle parole

            niente da fare… nemmeno aver argomentato con concetti o numeri, essersi fatti due conti invece che pontificare, per ripetere lo stesso concetto chiave di partenza, cioè che è un premio “politico” (come se fosse un brutta parola fare delle scelte per sostenere una visione, altra cosa che ho scritto TRE volte…) può bastare…

            non avevi frainteso, avevi capito benissimo e volevi solo fare cagnara perché, come al solito, ti incazzi quando qualcuno contraddice le tue idee. duro il rientro dalle ferie…

          • Andrea Turco

            Sì Ste è sicuramente come dici tu, peccato che altre volte sei tu a condannare la responsabilità di chi non si spiega bene. Ciao.

          • te l’ho spiegato subito sotto. hai dovuto tirare in ballo la statistica, ripetere con parole diverse quello che avevo appena scritto e chiudere in politicaly correct “non voglio far polemica”. siccome i numeri non sono opinioni e non mi va di passare per scemo, ho dovuto farti anche i conti. a quel punto la mia colpa è diventata non essermi spiegato al primo post (fatto nel secondo, qua siamo al quinto mi sa)

            mi raccomando, mai dire “eh, conti alla mano può darsi che tu abbia ragione”, adesso il punto è diventato la mia condanna di chi non si speiga bene (mah…) e poi darmi ragione come si fa con gli scemi…

      • alexander_douglas

        diciamo che un po tutto il gbbf e la camra in realtà sono un strumento per il recupero e la valorizzazione dei vecchi stili birrai inglesi ( cosa nobilissima tra l’altro) e quindi spingere tra gli stili proposti tra quelli meno rappresentati dagli ultimi trend britannici potrebbe esserne un’occasione di rilancio: come tutti in tutto il mondo si sono messi a fare ipa/apa di ogni tipo e sorta perchè fondamentalmente è di moda pensa se si riuscisse a far diventare “di moda” anche questi stili: sicuramente berremmo più porter e mild degne di questo nome

        • Sottoscrivo in pieno

        • a me l’azione del CAMRA non è mai parsa a contrasto di alcuni stili, quanto di salvaguardia di quelli a rischio estinzione

          se a Londra in ogni pub come si deve o quasi oggi trovi una Mild lo devi soprattutto alle loro campagne (tipo Mild Month) e alla scelta di premiare consistentemente le Mild negli ultimi concorsi

          fanno bene ovviamente, le APA non hanno bisogno di spinte…

  2. la sottocategoria Robust è un invenzione tutta americana, che per carità ha anche il suo senso. infatti il BJCP è americano ed è una distinzione che nessuno fa in UK. lessi non mi ricordo dove proprio qualche britannico che la definiva una cosa non appropriata, anche perché una volta le Porter facevano tutte almeno 6.5%…

  3. Credo che sia nel nostro DNA di Italiani dubitare di tutto e tutti,vi assicuro che in Uk non la pensano cosi`,accettano il risultato e basta! Mi ricordo di posts dove si difendeva a spada tratta il concorso Birra dell’anno dove degli appassionati non pagati si sacrificavano per giudicare le birre al di sopra di ogni sospetto,e ora si dubita di uno dei concorsi piu importanti al mondo solo perche` ha vinto una porter che peraltro nessuno degli scriventi ha mai assaggiato!! Se davvero stessero spingendo su stili tradizionali per tenerli in vita noi dovremmo solo imparare da questo,visto che abbiamo un movimento frammentato con 3 o 4 associazioni che si fanno la guerra tra loro senza fini comuni. Quoto Ricci a proposito delle Robust Porters,e` una mania tutta americana quella di inventare una categoria al giorno 🙂

    • …che poi, se ad un GBBF non vincono mild, porter o barley wine, che stili dovrebbero vincere?

      • Andrea Turco

        Eh sì appunto, sarei curioso di saperlo

      • magari le bitter/pale ale nelle loro varie incarnazioni, che saranno almeno l’80% delle birre prodotte dai birrifici britannici?

        se uno volesse informarsi invece di pontificare, scoprirebbe che dei 26 Supreme Champions assegnati 16 sono andati a queste tipologie, pari al 62%, come era facile immaginare

        lascio alla vostra acutissima perspicacia indovinare qual’è il periodo storico in cui si è avuto il maggior numero di vincitori “non pale ale type”, in particolare Mild, visto che sopra si parlava di statistica…

  4. Non vorrei sbagliarmi ma secondo me questa “deriva Mild-iana” e dovuta in parte ad una certa americanizzazione delle pale ales britanniche, moltissime pale ales usano luppoli americani(o neozelandesi per esempio) distaccandosi dalla tradizione,ed i giudici, che sono tutti o quasi di estrazione CAMRA,virano su stili piu` tradizionali.E` anche vero che ci sono tantissime bitters fatte in modo tradizionale(Goldings e fuggles). Gli anglosassoni ci tengono tantissimo alle tradizioni,il CAMRA stesso ne e` la dimostrazione.

    • anche io da malfidente sono stato attraversato da questo dubbio ma i fatti ti smentiscono

      sono parecchi i premi di categoria assegnati a birre con contaminazioni di luppoli americani. io credo, e non solo io, che si possa fare birre di stampo britannico anche con un uso ragionato di luppoli dei nuovi mondi, che anzi danno un “boost” senza snaturare se sai lavorarli (e sceglierli) come si deve. un nome a caso: Darkstar Hophead. se ne sono accorti anche quelli del CAMRA senza storcere il naso

      prendi la Brewers Gold di Crouch Vale, vincitrice per due anni consecutivi del Supreme Championship. teoricamente dovrebbe essere monoluppolo. io mi permetto di nutrire qualche dubbio: birra straordinaria, ha delle evidenti note tropicali che mi risulta strano provengano dal Brewers Gold, per quanto ne so. sia come sia, è cmq un profilo olfattivo “non canonico” eppure, siccome è una birra da paura quando è in forma, ha sbancato al CAMRA

      poi, tagliando la testa al toro, prendi la Kelham Island Pale Rider, Supreme Champion nel lontano 2004. se vado sul sito leggo “A legendary premium pale ale forged from the finest Maris Otter malt and a special blend of American hops”

  5. Si i numeri parlano chiaro,la mia e` piu` una sensazione dovuta al divagare dei luppoli non britannici.Di certo molte Bitters o Pale ales in genere sono piu` accattivanti quando luppolate con gli hops americani(o semplicemente piu` buone!), quelli del CAMRA sono fondamentalmente dei bacchettoni quando si parla di stili,pero` sono anche abbastanza intelligenti da scendere a compromessi,alla fine a loro interessa sopratutto che si bevano piu` ales e meno lagers,un occhio su un po` di Cascade o Amarillo lo chiudono 🙂 Se puo` interessare,(http://www.singlehopale.co.uk/ ) queste sono delle single hop che facciamo gia` dallo scorso anno,alcuni luppoli sono poco conosciuti,giusto come passatempo!

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