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Il Mastro Titta chiude e scompare un pezzo di cuore della Roma birraria

Foto: Pinta Perfetta

Alla fine è arrivato. Uno dei giorni più lunghi della mia vita. Ho iniziato a svuotare il Mastro… E come in tutti i momenti unici ho iniziato da solo. Perché così doveva esse. Bella.

Con questo conciso messaggio su Facebook ieri Giorgione ha ufficialmente annunciato la chiusura del suo Mastro Titta, uno dei locali che hanno scritto la storia della scena birraria romana. Per molti non sarà stata una notizia improvvisa, poiché voci in merito già si rincorrevano da settimane. Però in certe situazioni la conferma definitiva fa sempre un certo effetto, anche quando all’orizzonte già si vocifera di future reincarnazioni. Ma al momento l’unica certezza è che il Mastro Titta non esiste più.

Sicuramente non sono la persona più indicata per raccontare il Mastro Titta. Il motivo è semplice: è stato per anni il ritrovo di nottambuli e publican, la “casa” di tutti coloro che lavorano con la birra fino a notte fonda. Io che sono un “diurno” – come Giorgio definisce coloro che vivono l’altra parte della giornata – ho potuto tirar tardi nel suo pub solo in rare occasioni. Forse non sono state così poche, ma di certo non quante avrei voluto.

Non so se esistono altri luoghi di aggregazione in grado di diventare così familiari come i pub. Di certo però il processo non è automatico: solo pochissimi riescono a trasformarsi in un luogo speciale, un angolo dove passare del tempo in una dimensione insolita. Una dimensione più intima, dove puoi sentirti perfettamente a tuo agio. E qui il merito è sicuramente del padrone di casa: il publican che apre le porte del suo locale per accoglierti in quella che è la diretta emanazione della sua persona. Oppure che ti caccia via in malo modo se non gli vai a genio.

Al Mastro Titta ho passato serate molto diverse tra loro. Per anni è stata la meta dei post partita insieme ai miei compagni di abbonamento alla Virtus Roma: ci andavamo per cenare (mitici i “tonnarelli con tutto”) e per dissetarci con gusto (ricordo bicchieri di Blanche de Namur svuotati in pochi secondi). Erano situazioni “normali” da pub, ben diverse da quelle che invece mi è capitato di vivere quando ho seguito i publican di turno dopo le chiusure dei loro locali. Era in tali circostanze che si coglieva la vera essenza del Mastro Titta, quella che l’aveva reso la seconda casa di tanti appassionati, birrai e gestori di locali. Ritrovare in quel luogo amici e facce conosciute mi ha sempre restituito un sapore particolare, che ho problemi a esprimere a parole. C’era una magia difficile, se non impossibile, da ritrovare in altri pub romani.

E come accennato il merito di tutto questo è da ascrivere a Giorgione. Per me lui rappresenta il prototipo perfetto di publican, per il quale il pub è la diretta trasposizione del suo animo. Impersona nel modo più corretto possibile il ruolo che gli impone il suo lavoro: all’inizio non ti da troppa confidenza, ma è sempre pronto ad accoglierti nel suo locale, qualsiasi sia il motivo per cui sei arrivato. Che tu voglia fare un po’ di baldoria oppure che desideri soltanto affogare nell’alcol i dispiaceri della giornata, poco importa: sai che il Mastro (inteso come pub ma anche come Giorgio) è lì ad aspettarti. L’importante è che tu lo rispetti.

Non è un caso che in maniera quasi naturale elessi il Mastro Titta a locale di fiducia in un delicato momento di transizione della mia vita. Non ne parlai mai con Giorgio – non sono un grande chiacchierone – ma è come se lui mi avesse ascoltato tutte le notti passate al suo bancone, mentre mi scolavo litri di Moscow Mule. La grandezza di un locale e del suo publican si valuta per aspetti del genere e a posteriori devo ammettere che quel periodo passato al Mastro fu molto terapeutico 🙂 . È anche per questo che nutro una stima profonda per Giorgione.

Da domani (anzi già da alcuni giorni) quel punto di riferimento per tutti noi non ci sarà più. Al suo posto aprirà uno dei tanti locali di tendenza che stanno sorgendo in zona Ostiense. Sarà più bello e luminoso del Mastro, ma non potrà mai vantare neanche un milionesimo della sua atmosfera e della sua personalità. E probabilmente non lo avvicinerà neanche come qualità dell’offerta: ciò che non è mai stato sottolineato abbastanza è che al Mastro Titta era anche possibile bere molto bene, grazie a una selezione di spine varia e diversa da quella di tanti altri posti. E questo solo per rimanere in tema birra.

La speranza è che se un nuovo Mastro Titta sorgerà, quel giorno arrivi il più presto possibile. Ma d’altro canto dubito che Giorgione possa stare troppo tempo lontano dal bancone di un pub. O meglio, dal bancone del suo pub.

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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9 Commenti

  1. Cazzo no… Andrea, per favore sono ormai “gigi la trottola” in trasferta permanente, ma tienici aggiornati su dove e quando riaprirà uno dei (miei personalissimi) 3 Publican favoriti di Roma.

  2. Di certo non ha chiuso per non aver pagato le bollette della luce 🙂

  3. hai reso perfettamente l’idea con questo articolo. il Mastro è stato per anni la mia tana e mi sono reso conto di quanto ci tenessi leggendo le tue parole. Non so se troverò un altro posto simile

  4. Mi dispiace tantissimo. Non ci andavo spessissimo ma ha sempre rivestito un’importanza fondamentale per me. Qualche anno fa, in un’occasione speciale di quelle che capitano forse una volta nella vita, ci portai quella che poi sarebbe diventata ed è tuttora la mia ragazza. Il locale compare anche in una canzone che ho scritto, di quelle che rimangono nascoste in un cassetto e (forse per fortuna) nessuno ascolterà mai. Sarà il mio modo per ricordare questo luogo speciale. Un saluto a Giorgione e un in bocca al lupo per il suo futuro

  5. …l’ultima volta alle quattro del mattino, di ritorno a piedi dal pronto soccorso del San Camillo: cercavo una farmacia notturna… Mastro Titta, la cura

  6. Finalmente il povero lampadario davanti ai bagni avrà una lampadina nuova e magari una pulita….. 😀

  7. nessuno nomina mai le patatine fritte del mastro titta. perfette!
    anche per me una tana e una sicurezza, soprattutto in una zona non troppo lontana da casa che diventa ogni giorno più … bianca! ormai tutta roma è bianca, e dopo aver visto mobili liberty in ciliegio massello verniciati male di bianco…ecco è allora che apprezzi il buio e le non apparenze del mastro titta e la sua reale generosità in orari e birre. sono con te mastro! buona rinascita.

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