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Heineken contro il microbirrificio Lara per il nome di una birra

Il birrificio Lara di Tertenia (NU) è uno dei pochi in Italia a vantare un birraio donna (Francesca Lara). Nonostante sia attivo dal 2008, rischia in questi giorni di conquistare l’attenzione dei principali media italiani a causa di una spiacevole – ma forse neanche troppo – vicenda che la vede protagonista. Come riportato domenica scorsa dal sito dell’Unione Sarda, il piccolo produttore è infatti diventato improvvisamente oggetto dell’irritazione di Heineken. Il motivo per questo scontro tra Davide e Golia? Il nome di una birra.

Tra le produzioni che compaiono nella gamma di Lara c’è anche una “Moretta”, appellativo che in etichetta è anticipato dal termine “Birra”. Ciò che ne risulta è fin troppo simile a Birra Moretti, marchio di proprietà della multinazionale Heineken. Sebbene la Moretta sia in produzione sin dal 2010, il gigante del settore si è accorto solo ora della particolare analogia, accusando il birrificio Lara di violare le leggi in materia di proprietà intellettuale: come succede in situazioni del genere, l’interpretazione di Heineken è che la piccola azienda sarda sfrutterebbe l’assonanza con un marchio concorrente per ottenere vantaggi sul mercato.

Purtroppo credo che per l’azienda delle sorelle Lara ci sia poco da fare. La Moretta è una Dunkelweizen, quindi una versione più scura delle tradizionali Weizen tedesche. Ammesso e non concesso che la Moretta non sia stata battezzata così proprio per ottenere attenzione mediatica, immagino che la giustificazione risieda nel desiderio di esaltare l’aspetto cromatico del prodotto, diverso dalle altre birre di frumento di Germania. Però difficilmente la spiegazione reggerebbe di fronte alle accuse di Heineken, perciò quasi sicuramente l’esito della vicenda sarà simile a casi analoghi: pur di non sostenere una causa costosissima e priva di sicurezze, il birrificio Lara accetterà di cambiare nome alla sua birra, che a questo punto dovrà essere totalmente ripensato. Intanto è curioso notare che, come ormai tradizione in Italia, una birra con lo stesso nome è presente nella gamma di un altro microbirrificio: anche Stradaregina, infatti, produce una Moretta (in questo caso è una fermentazione mista alle more).

Il caso Lara contro Heineken è solo l’ultimo di una serie di vicende simili incentrate sui nomi di birre. Addirittura la leggenda vuole che la prima collaboration beer – fattispecie tanto diffusa al giorno d’oggi – sia nata per sanare un conflitto del genere tra i birrifici americani Russian River e Avery Brewing. Per risolvere amichevolmente la presenza nelle gamme di entrambe le aziende di una Salvation, nel 2004 i birrai Vinnie Cilurzo e Adam Avery decisero di blendare le loro creazioni e dare vita alla Collaboration not Litigation. Restando al segmento craft degli Stati Uniti ma spostandoci ai giorni nostri, qualche mese fa molto scalpore fece l’accusa di Lagunitas nei confronti di Sierra Nevada, rea di aver scopiazzato il logo della sua IPA. Se non sbaglio poi non se ne fece più niente.

Se la disputa più ampia di sempre è quella tra l’americana Budweiser e la ceca Budvar, talvolta il nemico non arriva dalla stessa categoria  merceologica: uno dei primissimi casi  (se non il primo in assoluto) nel mondo della birra artigianale risale a quasi 10 anni fa, quando Beba fu costretta a ribattezzare la sua Sangre de Toro semplicemente in Toro. Il motivo? Il nome originale era lo stesso di un famoso vino spagnolo. Destino simile per la Vermonster della statunitense Rock Art, accusata inizialmente da Anheuser-Busch non di scimmiottare una birra, ma addirittura un energy drink chiamato Monster. Più vicino alla questione Lara – Heineken quanto accaduto in passato al Troll: la sua Stella di Natale fu ribattezzata Stexxa su pressione del gigante Stella Artois.

La verità è che solo alcuni contenziosi diventano di pubblico dominio – insomma non sempre troviamo notizie come la beffa giocata dall’olandese Bavaria ai birrifici della Baviera – mentre molti altri rimangono ufficiosi o semplicemente non vengono rilanciati. Alcune volte i microbirrifici giocano appositamente con le parole (celebre il caso dell’italiano Mukkeller), altre volte subiscono le pretese illogiche delle multinazionali, forti di una posizione difficilmente scalfibile. Negli ultimi anni in Italia ci sono stati almeno un paio di casi del genere, quindi il mio consiglio è di evitare accuratamente omonimie o similitudini più o meno velate. Almeno finché l’assonanza non è appositamente ricercata per motivi di marketing: ma attenzione perché le conseguenze possono essere pesanti…

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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13 Commenti

  1. Nei supermercati ci sono Moretti e Poretti a braccetto e sti geni dell’heineken vanno a rompere le palle alla birra Moretta?

  2. Alessandro Crestani

    Ma dobbiamo proprio calarci le braghe davanti a questi colossi che fanno i prepotenti? Perchè non fare un’azione congiunta… Ci sarà pur un avvocato-birraio o birraio-avvocato? Non so quanto costa una causa di questo tipo ma facendo due conti: oltre 900 birrifici in italia con 10 euro a testa, fa 10 mila euro… E poi se questo birrificio sardo aumenta la produzione di questa birra, si potrebbe fare qualcosa per acquistarla direttamente dal produttore.. Cosa dite? Hei-Lara 1 fisso o si può giocare la partita? 🙁

  3. Secondo me avete sbagliato a interpretare il nome della Birra. Se vi informate presso il birrificio Lara, acquisirete notizia che la stessa fa parte di una collezione di birre identificate con il disegno di “donne”. Dovrebbero essere le sorelle Lara di cui una é chiamata teneramente e affettuosamente da sempre “la mora”. Da qui “moretta” in quanto è “piccolina” fisicamente. Grazie.

  4. A me la INBEV mi ha diffidato la birra STELLA ALPINA perchè si confonde con STELLA ARTOIS!!
    Alla fine c’è stato un’accordo firmato perchè mi si impedisca di usare i colori ed i loghi di STELLA ARTOIS ma il nome ok!!! 😉
    Alessandro by birrificio PADUS

  5. ok, le multinazionali esagerano, ma non è nemmeno piacevole, dopo due anni di presenza sui media, a fiere, concorsi, ecc… trovarsi nello stesso pub con un beerfirm neonato che ha un nome quasi identico al tuo. Almeno informarsi e ragionare un pochino prima di scegliere un nome non sarebbe male.

  6. se usano il termine “moretta” e non “birra moretta” Lara può dormire sonni tranquilli, però dalle confezioni mi è parso di capire che nell’etichetta c’e’ scritto “birra moretta” a quel punto l’assonanza è corretta e la moretti vincerebbe facile si tratta della stessa categoria merceologica, è come il discorso di “bitter campari”.
    Anche a noi tempo fa intentarono una causa per la birra Bresca da parte di una ditta che si chiamava “bresca dorada” ma l’assonanza, il fatto che si trattasse di una singola parola e per di più di dialetto Sardo spinsero chi ci fece causa a lasciar perdere.

  7. Purtroppo la legge parla chiaro… Se più del 75% del nome corrisponde i due “marchi” vengono ritenuti identici… O addirittura i due terzi, nn ricordo bene

  8. Un consiglio senza snaturare il nome scelto inizialmente? BIRRA MORISCEDDA (o MORIXEDDA)

    W LA BIRRA

  9. Basterebbe cambiare il Nome della birra in: BIRRA “LA MORETTA” e tutto sarà risolto….

  10. Credo che il nome più usato a parità di stile rimanga comunque Rasputin (imperial Stout ovviamente).

  11. Allora stai a vedere che Sly fox beer ci fà causa anche a noi

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