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Il report di quattro eventi stampa con protagonista la birra artigianale

Non di rado mi capita di essere presentato in pubblico come “blogger”, sebbene non mi senta molto a mio agio con questo appellativo. Lo stesso Cronache di Birra ha sì i caratteri del blog, ma può essere considerato più un magazine online che un classico diario personale – io stesso lo definisco un blogzine, e non è un mio neologismo. Comunque sia, il lato positivo della faccenda è che spesso vengo invitato a partecipare a eventi stampa dedicati ai blogger (e giornalisti) dove la birra ricopre il ruolo di protagonista o quantomeno di elemento non secondario. Negli ultimi giorni è accaduto di frequente: tra la scorsa settimana e quella in corso ho partecipato a ben quattro iniziative a tema, tutte molto diverse tra loro. Ho deciso di riassumerle nel post di oggi, per dimostrare quanto la birra artigianale stia diventando una costante quotidiana anche in ambiti non strettamente collegati, come il turismo o la promozione gastronomica di nazioni culturalmente molto lontane dalla nostra. Ma non vi nascondo che alla base di questo pezzo c’è anche la necessità di fermarmi un secondo e mettere ordine alle idee 🙂 .

La nuova Brasserie 28

Tutto è cominciato giovedì scorso, con l’inaugurazione del nuovo corso della Brasserie 28 a Roma. Per chi non conoscesse il locale, si tratta di una birreria inaugurata lo scorso anno dal marchio Caulier e situata a ridosso di Corso Francia. Qualche mese fa l’azienda ha acquistato Toccalmatto con l’intento di sviluppare una collaborazione a lungo termine tra i due brand e spostare gran parte della sua produzione nell’impianto del birrificio emiliano. Ma chiaramente la partnership non si limita a questo aspetto e uno dei primi effetti collaterali è stato proprio il restyling di Brasserie 28, soprattutto in termini di contenuti. Le prime differenze si avvertono a livello comunicativo: il logo di Caulier è stato affiancato da quello di Toccalmatto e sull’affascinante facciata esterna è comparsa la scritta “birreria gastronomica”.

Il secondo dettaglio è un indizio della nuova strada intrapresa dal locale, che punta a esaltare ancora di più la sua dedizione nei confronti del buon cibo. Già lo scorso anno aveva aperto coinvolgendo un nome importante come Paolo Parisi (che ha curato anche la creazione del forno interno), ora si sono aggiunti altri importanti fornitori come Bottega Liberati, Fratelli Roccia (quelli del Pork’n’Roll), Le Pile, Quattro Portoni e Massimo Bonini. Prodotti di alto livello, dunque, al servizio di una proposta gastronomica pub-oriented – ma non solo – e di grandissima qualità. Sul fronte birrario invece le oltre 20 spine del locale saranno equamente divise tra i prodotti Caulier e Toccalmatto, con qualche spazio lasciato per chicche provenienti da birrifici amici (soprattutto stranieri). Tanti gli eventi in programma nei prossimi mesi, molti dei quali incentrati ad approfondire l’incontro tra birra e cibo. Il tutto in splendidi spazi dal gusto vagamente post industriale, che chiunque abbia visitato la Brasserie 28 avrà potuto apprezzare.

Le eccellenze gastronomiche della Svezia

Il giorno successivo, venerdì 20, ho partecipato a una cena presso la residenza dell’Ambasciatore di Svezia a Roma per un evento destinato a far conoscere le eccellenze gastronomiche del paese scandinavo. È stata un’esperienza davvero interessante, grazie alla quale ho potuto assaggiare alcuni ingredienti poco diffusi alle nostre latitudini. Qualche esempio? Carne di renna, licheni, polvere di betulla, gemme di abete, more di rovo camemoro (cloudberry) e altro ancora. I tre chef venuti appositamente dalla Svezia ci hanno deliziato con piatti di livello straordinario, tra cui un arrosto di renna speziato servito con sanguinaccio croccante, mirtilli rossi, finferli e licheni fritti. Da sottolineare che tutte le materie prime utilizzate arrivavano da piccoli produttori artigianali.

Cosa c’entra la birra con tutto ciò? Beh, chiaramente c’era anche da bere e oltre ad assenzio e vodka nera, l’Ambasciatore ha voluto deliziarci con birra artigianale svedese. La scelta è ricaduta sul validissimo birrificio Oppigards (sito web), presente con due creazioni della sua gamma: Dalalager e New Sweden Ipa. La prima è una bassa fermentazione molto facile da bere, ma con un profilo aromatico piuttosto moderno. Possiamo definirla una Hoppy Lager piuttosto bilanciata, ottima come aperitivo per aprire la serata. La New Sweden Ipa è invece una NE IPA prodotta con un ampio mix di luppoli aromatici (Chinook, Mosaic, Ekuanot, Citra e Simcoe) e davvero gustosa: molto intensa, profumata, facile da bere e relativamente equilibrata. Due belle bevute, che hanno reso la cena un’esperienza ancor più completa.

L’International Beer Festival di Eataly Roma

Sabato invece sono stato invitato da Eataly Roma per la giornata inaugurale del suo International Beer Festival, evento dedicato alla birra italiana e straniera e organizzato all’ultimo piano della mastodontica struttura sita in zona Ostiense. La formula era la stessa degli eventi organizzati in passato da Eataly, con un’intrigante proposta gastronomica: coerentemente col nome del festival, sono state invitate alcune realtà di Roma e dintorni per partecipare con le loro specialità di stampo straniero. C’era ad esempio il Golden Pot con cucina anglosassone (straordinaria!), Queen Makeda con piatti scandinavi e Mr. Doyle con il suo american bbq. Ben assortita l’offerta di birrifici italiani, mentre i marchi stranieri erano rappresentati dai distributori Beerfellas, Ales & Co. e Birre Cuzziol. Una bella manifestazione, rivolta a un pubblico generalista: il successo riscontrato dimostra quante potenzialità inespresse siano presenti anche in un mercato evoluto come quello romano.

Anversa tra le destinazioni della nuova Best in Travel di Lonely Planet

Infine ieri ho avuto il piacere di partecipare all’evento organizzato da Lonely Planet presso l’Accademia Americana per presentare la sua guida Best in Travel. Tra le varie destinazioni selezionate quest’anno c’è anche Anversa, così l’Ente del Turismo delle Fiandre ha pensato di inserire la birra locale come specialità da proporre ai giornalisti presenti. Questa volta però mi sono ritrovato dall’altra parte della barricata: sono stato contattato infatti per scegliere tre birre fiamminghe da inserire in degustazione e per servirle e raccontarle ai presenti. La mia scelta è ricaduta su Westmalle Tripel, la capostipite trappista dell’omonimo stile, St. Bernardus Witbier, una delle migliori interpretazioni di Blanche, e Verzet Super Noah, uno straordinario esempio di fusione tra tradizione e modernità, ottenuta senza rincorrere le mode del momento.

Le birre sono andate quasi totalmente esaurite e, come al solito, hanno attratto la curiosità degli astanti, stuzzicati dalle caratteristiche della cultura brassicola belga. Ma chiaramente l’attenzione era rivolta anche nei confronti di Anversa, realtà bellissima e attualmente protagonista di un’entusiasmante rivoluzione urbanistica nella sua zona portuale, dove si staglia l’indescrivibile Port House di Zaha Hadid. In questo momento è probabilmente la città fiamminga più rivolta al futuro, nonostante il centro sia un gioiello storico di valore inestimabile. Ed è ovviamente anche una meta per appassionati di birra: se volete scoprirla anche da questo punto di vista, vi rimando a una piccola guida che scrissi a fine 2015.

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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