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Giovani e abuso di alcol: il binge drinking scagiona la birra

Lo scorso 23 febbraio il Ministero della Salute ha pubblicato la relazione annuale al Parlamento su alcol e problemi alcolcorrelati. Si tratta di uno studio che viene redatto ogni anno e che fotografa la situazione italiana rispetto a un argomento sempre molto spinoso. Sono venuto a conoscenza della pubblicazione attraverso il sito Mondobirra.info (sì, punto-info 🙂 ) dover negli scorsi giorni è apparso un articolo che sostiene, analizzando il documento del Ministero, che non è la birra la causa dello “sballo” tra i giovani. E nonostante questa possa essere una conclusione indiretta, in realtà il report non scagiona in modo esplicito la bevanda di Cerere.

La relazione di inizio 2012 presenta dati buoni e meno buoni. Tra le notizie che ci permettono di essere ottimisti c’è la diminuzione della mortalità legata all’uso di alcol, ma contemporaneamente si rileva l’aumento tra i giovani di abitudini estremamente pericolose.  In particolare si sta sempre più concretizzando:

[…] il passaggio dal tradizionale modello di consumo mediterraneo, con consumi quotidiani e moderati, incentrati prevalentemente sul vino, a un modello più articolato, che risente sempre più dell’influsso culturale nordeuropeo.

Una conseguenza di questa trasformazione nelle abitudini dei bevitori è la forte ascesa dei consumi fuori pasto. Nell’ultimo decennio, infatti, i consumatori di questa tipologia nella fascia di età 18-24 sono passati dal 33,7% al 41,9%, sebbene il dato più sorprendente riguardi le donne nella fascia 14-17 anni: in 15 anni sono passate dal 6% al 14,6%.

L’espressione chiave per analizzare questi dati è “binge drinking”, la pratica cioè di consumare diverse bevande alcoliche in un breve arco di tempo. Un’usanza che arriva dal Nord Europa e che si sta diffondendo rapidamente anche in Italia, con tutti gli aspetti negativi che ne conseguono.

Anche se la relazione del Ministero non ne fa menzione, molti di noi sanno bene che certe pratiche autolesioniste hanno ad oggetto particolari tipi di alcolici. In particolare cocktail e superalcolici (di bassa lega, aggiungerei), mentre birra e vino appartengono più facilmente a un tipo di consumo diverso, spesso lontano dal concetto di binge drinking. Ripeto, la relazione del Ministero della Salute evidenzia solo i dati demografici, mentre non si concentra su quali tipi di bevande favoriscono un modello di consumo rispetto a un altro.

In mancanza del supporto di dati statistici, a noi appassionati non rimane che tutelare con le nostre forze chi tende a demonizzare le bevande alcoliche tout-court, senza prendersi la briga di analizzare la situazione per capire effettivamente dove risiedono i problemi. Il neo-proibizionismo è sempre alle porte…

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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23 Commenti

  1. dove c’è cultura non c’è binge

  2. Interessante il discorso sulle cattive abitudini riguardo l’abuso di alcol, che di solito è inversamente proporzionale alla qualità di ciò che si beve.
    E pensare che, bevute in modiche quantità, in maniera tale cioè da limitare la tossicità dell’alcol, molte delle bevande alcoliche possono pure essere salutari.
    Il vino rosso, max 1 bicchiere a pasto per gli uomini, uno al dì per le donne, non solo non fa male ma addirittura fa bene al cuore e viene consigliato nelle diete anti-cancro per il contenuto di polifenoli. Anche le birre molto luppolate sono ricche di antiossidanti e sono consigliate in una dieta anti-cancro, sebbene la birra sia più tossica per l’organismo rispetto al vino.
    Come al solito credo sia una questione di educazione. Chi abusa di alcol non ha mai il piacere del bere.

    • Da quello che si letto di recente è assolutamente un falso mito quello del bicchiere di vino.

      Ok, ci piace bere. ma da qui a dire che l’alcol è salutare…

      • sì infatti è una panzana messa in giro da chissà chi,non dovremmo difendere l’alcool con storie fa bene è salutare,la birra e il vino sono bevande preziose che ci accompagnano nella nostra socialità e scoperta di sapori,ci da un po di coraggio in momenti un pò rigidi :-P,e tanto altro.Come dice Paracelso”è la dose che fa il veleno”io quando ero più giovincello me so preso certe toppe in discoteca e in fraschetta da stare male il giorno dopo,ok ogni tanto tanto va bene,ma quando la frequenza aumenta non va più bene,da quando bevo birra di qualità ed ho rispetto per il prodotto,non mi succede più.

        • Non ho mai detto che l’alcol fa bene, ma che un bicchiere di vino ha maggiori proprietà positive di quante non ne abbia di negative. Oltre la soglia del bicchiere l’alcol risulta dannoso, ma se ci si limita a quella soglia il fegato riesce a smaltirlo bene.

          E’ talmente tanto una panzana che un bicchiere di vino al dì è consigliato addirittura sul sito web ufficiale dell’AIRC.

          http://www.airc.it/prevenzione-del-tumore/corretta-alimentazione-ingredienti.asp

          Della birra invece non si parla, ma quelle molto luppolate hanno analoghi benefici.

          • Ripeto, consulta altre ricerche. Se non sbaglio viene dimostrato che cmq l’alcol contenuto vanifica qualsiasi effetto positivo teorico.

          • No, non vanifica nulla perché alcol e polifenoli agiscono su differenti livelli. Di ricerche ce ne sono sicuramente centinaia, suppongo che l’AIRC (che è un ente no profit) abbia vagliato bene quali sono le più meritevoli di attenzione.

          • l’alcool è tosssico. sempre. anche se ne bevi un ditale. e cancerogeno

            il vino rosso ha però importanti antiossidanti (e vasodilatatori) che fanno bene alla salute. è quindi una questione di trade off: a bassissime quantità l’alcool porta danni risibili (ma che sempre esistono) e benefici superiori

            mi pare però ridicolo prendere il discorso da questo punto di vista, valutando se il vino sia o meno un farmaco… se vuoi bere il vino per gli antiossidanti, fai prima a berti il succo di mirtillo che non ha alcool, tossicità ed è pieno degli stessi antiossidanti

            altrimenti bevi vino, goditelo, non bertene troppo sapendo che se non esageri fa un po’ male ma anche un po’ bene e che in fondo si può anche barattare un fettina della nostra vita per godere di più in quel che resta della torta

      • http://www.airc.it/prevenzione-del-tumore/corretta-alimentazione-ingredienti.asp

        Il vino rosso contiene moltissimi composti benefici, tra i quali spicca il resveratrolo che, in laboratorio, ha dimostrato di essere efficace sia nel bloccare la progressione dei tumori sia nel prevenirne la comparsa.

        Si tratta di una sostanza prodotta dalle piante per difendersi dagli attacchi dei microrganismi. Anche diversi studi epidemiologici sembrano confermare l’utilità di un consumo di vino rosso, purché molto limitato.

        Non bisogna mai superare un bicchiere di vino a pasto per gli uomini e uno al giorno per le donne, ricordando, tra l’altro, che il vino bianco e gli altri alcolici non hanno lo stesso effetto preventivo. Il resveratrolo è infatti concentrato soprattutto nella buccia degli acini, il che spiega la sua scarsa concentrazione nel vino bianco.

        Il vino contiene inoltre antocianine e altri polifenoli, dalla potente azione antiossidante. Tra l’altro, un bicchiere di vino rosso al giorno si è dimostrato utile anche nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e nella degenerazione delle funzioni cerebrali. Benché gli studi sulle proprietà anticancro del resveratrolo siano ancora agli inizi, molti esperti ritengono che sia proprio questa molecola a fare la differenza tra il vino rosso e altre bevande alcoliche che hanno dimostrato di prevenire le malattie del cuore ma che, viceversa, aumentano il rischio di cancro (per esempio della bocca e dell’esofago).

  3. succede perchè nel nostro caso l’alcool è solo un effetto secondario(a volte piacevole perchè no ma cmq secondario)del bere birrà di qualità,troppe volte mi è capitato di trovare attaccate tante birre che avrei voluto bere,però poi non me le sarei godute,la qualità ci salverà.Poi vabbè neanche parlo di tutta l’ipocrisia che pervade questo paese,dove io personalmente una volta che esistono dei cocktail come l’invisibile,l’angelo azzurro e altra monnezza con il solo ed unico scopo di sballarti e pure tanto mi domando perchè non si dovrebbero legalizzare le droghe,anche quelle pesanti!la cultura è una di quelle cose che non si crea con le leggi,viceversa una buona cultura crea buone leggi.

  4. Secondo me si stanno allargando sempre più i margini di rappresentanza da parte del ministero della salute, sembra quasi che abbiano scoperto ora che ai giovani (anzi giovanissimi) piace bere se la vogliamo dire tutta.. io ho preso la mia prima sbronza in un giorno di buca dalla scuola ad appena 14 anni, ero in compagnia dei miei compagni di classe e quello era uno dei giorni più felici della mia vita.. o almeno mi è sembrato in quel momento, ma solo per il semplice motivo che ero in preda ai fumi dell’alcool.. da li è poi cominciata una lunga serie di serata passate a bere di tutto, di qualsiasi gradazione alcolica e in abbondanti quantità..
    Però non mi sembra che in quel periodo ci fosse tutto questo allarme abuso d’alcool, anche perchè mi ricordo che tra di noi coetanei, se non bevevi non eri figo..
    come ora, non è cambiato niente, i ragazzini si sfidano sempre in diverse gare, fa parte del “periodo di crescita”…
    Ora invece è allarme, non si parla d’altro nei TG..

    Ah comunque tranquilli, dopo tanta esperienza ora ho imparato a bere bene, solo roba di classe, ormai la gavetta l’ho fatta 😉

  5. è importante anche l’eta.. a 16 anni bevi in modo radicalmente diverso rispetto ai 30 e probabilmente si hanno anche obbiettivi diversi

    • è anche vero che se nel 93 avevo 19 anni e la cresta e si era felici con una dama di lambrusco in 5 (o le corrispettive du desert, bulldog & c.), nel ’12 i diciannovenni li vedi col mito della depilazione a sfondarsi di terrificanti beveroni da diabete istantaneo…… quindi qualcosa dietro c’è…

      • eh si.. anche perchè quelli con la cresta al momento sono interessati ad altre sostanze su cui è meglio sorvolare. Qualcosa è andato storto evidentemente

        • meglio un punk che prende polveri matte, che un depilato che imita la vita di plastica dei vipps. Il primo è in cerca di qualcosa, si può evolvere, il secondo si sente già arrivato, l’unica evoluzione culturale che ammette è sportweek il sabato e aprirsi le rate della macchinotta balenotta turbodiesel, salvo poi lamentarsi che il carburante costa troppo e con 14 euro di ginlemon al locale chic dare la colpa ai politici cattivi se fatica ad arrivare a fine mese… ma ormai stiamo divagando.

    • Verissimo: a 16 anni bevevo tanto pe scopà. Mo che ce n’ho quasi 30 ho capito che se voglio scopà non devo beve tanto.

  6. Di merda ne ho trangugiata a secchi, fortunatamente ho conosciuto la birra artigianale e da quel momento in poi ho iniziato a preoccuparmi di cosa bevevo, ho smesso di bere “a sfregio” e ho iniziato a farlo per piacere.
    Per molti giovanissimi l’alcool è l’alternativa legale alle droghe, l’uso che ne fanno è esclusivamente legato allo sballo.

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