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La Black Lullaby di Retorto trionfa al CIBA 2013

degustatori_birra

degustatori_birraNel fine settimana appena concluso si è tenuta a Milano l’ottava edizione dell’Italia Beer Festival. Tra i tanti appuntamenti collaterali sono svelati anche i vincitori del Campionato Italiano delle Birre Artigianali (CIBA), ideato dalla stessa Associazione Degustatori Birra che organizza la manifestazione in questione. Quest’anno i giudizi hanno valutato oltre 1.100 birre acquistate direttamente presso rivenditori e beershop, secondo una formula che non prevede quindi l’invio dei prodotti da parte dei birrifici. Oltre ai classici podi di categoria, il CIBA prevede anche una classifica assoluta, dalla quale partirei. Quest’anno ha trionfato il giovane birrificio Retorto con la sua Black Lullaby, una Belgian Dark Strong Ale prodotta con fave di cacao e baccelli di vaniglia. Secondo e terzo posto rispettivamente per la Magut (Pils) del Lambrate e per la Due di Picche (CDA) del Menaresta.

Si tratta quindi di un grande riconoscimento per la creatura di Marcello Ceresa, affacciatosi sulla scena pro italiana dopo un’esperienza acquisita in Toccalmatto. Dietro di lui si confermano su alti livelli due nomi ormai inossidabili: il mitico Lambrate di Milano e il Menaresta di Carate Brianza. Di seguito tutti i risultati, che poi analizzeremo insieme:

Classifica Assoluta – Premio Franco Re
Black Lullaby – Retorto
Magut – Lambrate
Due di Picche – Menaresta

Blanche, Weizen
COL DE SERF F.lli Trami
DOMM Lambrate
WEIZEN Manerba

Kolsch
RODERSCH Bi-Du
PECAN San Paolo
GOLCONDA Endorama

Pils, Helles
MAGUT Lambrate
TIPOPILS Birrificio Italiano
VIA EMILIA Del Ducato

Blond/Blonde Ale, Golden Ale
BLOND Extraomnes
SUNFLOWER Valcavallina
WABI L’Orso Verde

Saison
ZEST Extraomnes
DUBIDU BI-DU
STRAFF Extraomnes

Bock, Doppel Bock, Munchener, Marzen, Dunkel, Rauch
PORPORA Lambrate
GRAN RISA Trami
FALESIA Lariano

Pale-Ale, Bitter
BACK DOOR L’Orso Verde
STRAY DOG Toccalmatto
BITTERLAND Doppio Malto

IPA, APA, DIPA
A’FREEWHEELIN IPA Foglie D’erba
SURFING HOP Toccalmatto
IPE HARVEST San Paolo

Black IPA/Cascadian Dark Ale
DUE DI PICCHE Menaresta
B-SPACE INVADERS Toccalmatto
GREEN PETROL Brewfist

Tripel/Triple
WINTERLUDE Del Ducato
TRIPLEXXX Croce di Malto
TRIPEL Extraomnes

Belgian Pale Ale, Belgian Strong Ale, Dubbel, Dark Strong Ale
BLACK LULLABY Retorto
SO SWEET Geco
JUGNIOR BI-DU

Porter, Stout, Imperial Stout, Milk Stout, Sweet Stout
NUBIA L’Orso Verde
CONFINE BI-DU
IMPERIAL GHISA Lambrate

Scorrendo i vari podi, il primo dato che salta all’occhio è il ripetersi di tanti nomi. In effetti le 36 medaglie totali sono state assegnate a soli 19 birrifici diversi. Sia chiaro, quelle premiate sono tutte aziende di altissimo livello, ma considerato che i produttori in Italia sono oltre 500, si tratta di una concentrazione assai curiosa. Così come è molto curioso che il birrificio più a sud tra quelli premiati sia Toccalmatto, in Emilia-Romagna: in altre parole neanche una birra dalla Toscana in giù è stata meritevole di un riconoscimento, isole comprese.

Particolarità statistiche a parte, c’è da segnalare per il secondo anno consecutivo la vittoria della Magut tra le Pils, che anche in questa edizione precede la leggenda Tipopils. Il cerchio si chiude con il bronzo della Via Emilia, che invece nel 2012 non era salita sul podio (al suo posto la Grigna del Lariano). La Magut non è l’unica birra ad aver confermato il suo oro dalla scorsa edizione a quella appena concluso: segnalo anche i bis della Rodersch (Bi-Du) tra le Koelsch, della Porpora (Lambrate) tra le Bock e della Winterlude (Ducato) tra le Tripel.

Tantissime poi le produzioni che, come nel 2012, hanno centrato anche stavolta il podio: troviamo ad esempio un oro per la Blond di Extraomnes e uno per la Backdoor Bitter di Orso Verde (entrambe argento lo scorso anno), un confermato secondo posto per la Triplexxx di Croce di Malto, un argento per la Confine del Bi-Du (oro nel 2012). Insomma, in molti casi le classifiche del CIBA 2013 sembrano un deja vu rispetto alla scorsa edizione, con variazioni davvero minime. Tra queste segnalo l’ottima performance delle produzioni a marchio Trami (un oro e un argento) e la vittoria della Freewheelin di Foglie d’Erba tra le IPA.

Questo è quanto, a voi i commenti. Per ulteriori dettagli vi rimando al sito di ADB.

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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34 Commenti

  1. Fox Beer Italy

    Andrea, magari mi sbaglio, ma non è che tutte le birre valutate erano solo dei birrifici presenti all IBF Milano? perchè se cosi fosse di birrifici del centro-sud presenti ne ho contati forse 3, cmq una cosa che mi ha stupito era la qualità elevata delle birre dei birrifici neonati, faccio solo un paio di nomi: Del Forte e Foglie d’erba che con la loro ULISSES black IPA che aveva un odore di luppolo fresco spettacolare. Per concludere sono soddisfatto della qualità delle birre di questo festival

    • Andrea Turco

      Anche se la premiazione è avvenuta all’IBF Milano, il CIBA è un contest completamente slegato dall’evento meneghino (lo scorso anno ad es. la premiazione è avvenuta a Roma).
      D’accordo sull’ottima qualità di molti birrifici giovani, segno che il movimento sta crescendo. Occhio però che Foglie d’erba non è affatto giovanissimo 😉

  2. Mi domando, da chiacchere da bar sia chiaro, come fai a valutare nella stessa tipologia la zest e la staff?
    Già la zest di suo come saison è atipica, da me rivalutata totalmente alla cena al bir & fud in positivissimo, ma la staff e saison sì ma invernale, la definii una saison che gioca a fare la tripel, bbona aiutame a di’ bona con due b; ma a mio avviso non paragonabili.
    Poi anche io mi stupisco, neanche un produttore del centro sud… Bho?!

  3. A naso, forse il tallone d’Achille di questo concorso è l’effettiva copertura di tutti i prodotti nazionali e la (immagino) difficile omologazione dei criteri di selezione delle birre da parte delle delegazioni regionali. Troppo sotto le previsioni l’assenza completa di birrifici del sud ed il caso della Toscana. Per il resto ha anche dei pregi indiscussi.

  4. faccio i complimenti a marcello per il successo e agli altri colleghi per i buoni risultati. Per quanto riguarda il discorso delle birre vincenti, tutte del centro nord, penso sia anche un discorso di distribuzione, noi ad esempio non sappiamo nemmeno se esiste un beershop che vende le nostre birre in tutta milano e provincia per cui oltre a domandarmi se è stata acquistata (da chi?)ed assaggiata mi pongo anche il dubbio se esiste una scheda realtiva dato che se qualcuno l’ ha assaggiata avrà anche fatto una valutazione. Se esiste, non se ne conosce traccia. Ma magari sono poco informato e approssimativo perchè mi viene anche a mente di chiedere, poi ci penso e lascio stare..però il dato che da bologna in giù non ci sia una birra premiata lascia perplessi.. ma alla fine penso che i palati dei giudici siano tarati su quello che riescono a trovare più spesso nei locali milanesi.

    • Gennaro, vado a memoria perche’ mi dovrei smazzare molte schede e fogli che sono arrivati negli ultimi mesi, ma di sicuro la Contessa, per dire quella che mi ricordo, è stata valutata, in prima battuta non a Milano ma dalle pre-selezioni fatte (non ricordo se e’ nelle 120 semifinaliste o meno, lo pubblicheremo). Si è cercato di essere omogenei il più possibile coi panel. Non sono arrivate in finale moltissime birre che non avevano difetti ma semplicemente che non sono state valutate come “possibili vincenti”. Il meccanismo di preselezione, essendoci 500 e passa micro è quello su cui stiamo lavorando per coprire piu’ possibile il territorio e non penalizzare chi ha un raggio d’azione piu’ ristretto, pensando che comunque visti i costi qualche scelta tocca farla. Detto questo nelle prime 120 la copertura è molto maggiore che guardando solo le vincitrici, e ci pare rifletta la distribuzione dei micro in italia e della loro qualità.

      • non voglio certo creare una polemica. Mi piace anche molto il sistema di giudicare le birre comprandole nei vari negozi, lo trovo giusto e salomonico. Solo che in questi anni io non ho mai letto una pubblicazione relativa alle birre giudicate e nemmeno mi è arrivata una mail con su scritto oggi abbiamo acquistato la tua birra in questo negozio. Capisco che è dura farlo x 500 birrifici, ma nel momento in cui si decide di fare una cosa bisogna farla nella sua completezza. Detto ciò, i concorsi servono a poco o niente, partecipiamo per spirito sportivo e accettiamo come sempre le decisioni senza protestare. Rispettiamo gli arbitri chiunque essi siano.

        • Gennaro, il tuo commento è pertinente e costruttivo, cercheremo di colmare la lacuna pubblicando almeno le 120 prima della finale. La crescita vorticosa dei micro ovviamente ha avuto impatti organizzativi e di budget enormi e qualcosa da mettere a punto c’e’ sempre. Non credo sarà facile riuscire a scrivere email a tutti per ogni birra acquistata. Proposta semiseria: magari lanceremo la campagna “adotta una birra”, dove gli appassionati ci mandano un cartone di birra segnalandola come meritevole.

          • La vedo dura..figurati se qualcuno con quanto costano vi regala un cartone, per di più se anche meritevole! io me le berrei, altrochè concorso! e poi ci sarebbe da capire come funzionano esattamente le cose, come vengono classificati i birrifici, se con impianto o senza per esempio. Insomma diciamo che dovreste investire un pò di più sulla comunicazione tutto qua.Ma ripeto per me va bene così com’è. Ho imparato a non dare importanza ai concorsi ed è solo un pourparler. Alla fine conta solo rimanere aperti ergo vendere.

    • Ora ci siamo noi!
      … Con soddisfazione al momento,
      “mungiamo” Bastarda Rossa dalle nostre spine!
      Sei Amiata vero?

  5. Ci mancherebbe, stiamo parlando di
    A) uno dei produttori migliori in Italia
    B) birre da paura lontanamente inimmaginabili dal subire critiche.
    Era una chiacchiera da bar il lunedì dopo le partite, senza nulla a pretendere.

  6. Ma chi sono i giudici protagonisti delle fasi preselettive? Le birre toscane, laziali, sarde, campane o pugliesi da chi sono state giudicate? Sarebbe utile e trasparente conoscere nomi e curricula di questa gente.
    Al Birra dell’Anno, che avrà pure mille difetti, so che a giudicare ci sono Derek Walsh, Roger Protz, Jeff Evans, Carl Kins e tanti altri illustri giurati…

    • Faccio solo notare che in passato hanno vinto anche birre laziali, sarde e campane, ad esempio. Credo che tutti ma proprio tutti abbiano pensato che manchi una birra “meritevole”, ognuno ha la sua. La cosa che ci fa felici è che sono arrivate più critiche per le non presenti che per le presenti.

      • E’ incredibile! Tra le finaliste non c’è una birra prodotta al di sotto della Linea Gotica! Un suggerimento a Polli: a partire dalla prossima edizione chiamalo CAMPIONATO PADANO DELLE BIRRE ARTIGIANALI. Questa mossa ti metterebbe al riparo da qualsiasi critica o illazione 🙂 .

        • senza fare della geopolitica, ti riporto il commento di un autorevole opinionista di birra a riguardo di un altro concorso “[..]il netto squilibrio tra Nord Italia e Centro-Sud. Se è vero che tale disomogeneità è inevitabile per cause storiche, culturali ed economiche, è innegabile che anche in questa occasione si è espressa con tale forza da lasciare perplessi circa i reali passi avanti del Mezzogiorno birrario”. Indovina chi è 🙂

          • Andrea Turco

            Beh evitiamo a Michele di perdere tempo in ricerche e grazie per l'”autorevole opinionista di birra” 🙂

            Visto che sono stato citato (era un mio commento all’ultimo Birra dell’Anno) preciso anche che in questo caso non stiamo parlando di una ripartizione dei premi “maggiormente” a favore del Nord, ma “totalmente”.

            Sia chiaro, non ne sto facendo un discorso di simpatie territoriali, ma di semplice statistica. Sono ben conscio del maggiore livello qualitativo dei birrifici del nord, però su 36 medaglie me ne sarei aspettata almeno qualcuna sotto la linea dell’Emilia-Romagna. E invece quello 0% è un’anomalia statistica, che rimane tale anche di fronte alla maggiore bravura dei birrai nordici. Su questo penso che siamo d’accordo, no?

          • Se parliamo di numeri i premi di BdA sono oltre 70, più delle birre in finale di CIBA (58), e il doppio dei premiati. Se valutiamo le 120 oramai famose, che oramai tocca pubblicare in fretta, i numeri tornano. I premiati sono il 3 per mille delle birre provate…

          • Andrea Turco

            Sinceramente non ho capito il riferimento a BdA e il discorso del 3 per mille.

          • Se partiamo diciamo da 1000 birre in cui e’ gia’ stata fatta selezione e quindi in cui abbiamo già diciamo 90/10 in proporzione Nord/C-S, e poi applichiamo ancora criteri selettivi (non estraiamo a sorte, e comunque potrebbe anche succedere in questo caso) e riduciamo prima di un ordine di grandezza (arriviamo a 100) e poi smezziamo ancora (a 50) non è molto difficile che della popolazione C/S rimanga poco o nulla. Piu’ l’insieme è grande più facilmente qualcuna puo’ farne parte e vincere in premio. BdA aveva un insieme “premi” doppio e non vi erano gli stessi criteri di selezione per determinare la popolazione di partenza. Come è detto è probabile ci sia da affinare qualcosa per comporre l’insieme di partenza. Poco scientifico ma spero di aver reso l’idea di cosa intendevo.

          • Andrea Turco

            Il problema (se così si può definire) è che il dato geografico si accompagna anche a quello del numero di birrifici premiati, che sono solo 19. Ora su 500 birrifici da dividersi in 36 premi, si può prevedere qualche ripetizione (visto che il dato statistico è “sporcato” dalla valutazione qualitativa), ma non con tale concentrazione. Anche qui siamo al cospetto di un’anomalia statistica. Due anomalie nello stesso contesto secondo me denotano un problema in partenza, che nella fattispecie – come osservato da altri – potrebbe essere quello di aver utilizzato pochi canali di accesso ai prodotti, molti dei quali distribuiti al Nord.

          • riguardo i 19 birrifici premiati su 36:
            A me questo sembra normale. Se un birrificio lavora bene, è facile che riesca a prendere piu’ di un premio, magari anche piu’ di due. Mi preoccuperebbe di piu’ vedere 36 premi per 36 birrifici, come se avessero solo una birra buona a testa oppure una cotta fortunata di quella birra.
            Mi sembra normale che un birrificio specializzato in tipologie belghe, che fa birre di altissimo livello sia in grado di piazzare una saison, una tripel, una belgian ale etc…

          • Michele ha avuto un malore?

          • La causa del mio malore sono le risposte poco convincenti fornite dall’ADB… 🙂

  7. Rauchbierlover

    Alla fine i concorsi lasciano il tempo che trovano. Godiamoci le birre che ci piacciono, gli altri si godranno le loro. Poi se sono del nord, del centro o del sud, poco importa. Leggo nomi di birre che quando le ho provate non mi sono piaciute per nulla, non per questo ora le berrò sempre. Come mancano alcune delle mie birre italiane preferite e non per questo smettterò di berle. Prost!

  8. Io invece mi azzardo, e prendendomi le mie responsabilità di irresponsabile dico, due punti
    Aumentate le categorie come hanno fatto a Rimini, non si può (secondo me ovvio) giudicare una Bock e una Rauch nella stessa categoria, anche Weiss e Blanche sono (sempre secondo il mio insulso parere) incompatibili, la prima è suddita dell editto di purezza, l’ altra no.
    Il tutto sempre come chiacchiere da bar stavolta al mercoledì mattina.

    • Adriano, niente paura, mi sembra finora tutti si siano espressi in modo educato e costruttivo, le battute ci stanno. E’ probabile che con la crescita delle Weizen, che hanno fatto grossi passi in avanti negli ultimi 2/3 anni, ci sarà anche una categoria a parte prossimamente. Dipende anche da quante arrivano “in finale”.

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