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	<title>Commenti a: La comunicazione, uno dei nostri punti di forza</title>
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	<description>uno sguardo alla scena della birra artigianale</description>
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		<title>Di: claudio</title>
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		<dc:creator>claudio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 10:19:07 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d&#039;accordo con Colonna sul fatto (fondamentale) che ci sono in Italia buone birre e che quindi l&#039;interesse suscitato dalla comunicazione non tradirà le attese del consumatore. Però vorrei condividere un paio di opportunità, che necessitano di una premessa.
Prometto solennemente che proverò ad essere sintetico, senza scrivere un trattato.
La comunicazione può essere suddivisa in due parti, quella &quot;educazionale&quot; che va ad insegnare ai fruitori cos&#039;è, come viene prodotta, come o con cosa funziona e magari se e come viene valutata nei confronti di. Poi c&#039;è quella più propriamente aziendale, in cui si informano i clienti di varie cose. Il problema della comunicazione è che deve essere mirata su un determinato gruppo di persone, perché ormai i linguaggi anche tra generazioni vicine sono significativamente diversi, devono superare un valore soglia di attenzione e non ultimo, devono emergere all&#039;interno del bombardamento quotidiano. La birra industriale fece il grande salto quando Assobirra trasmise lo spot con Arbore (chi beve birra campa 100 anni). Un singolo birrificio, per quanto grande, non ha la forza economica di educare la gente ed anche le associazioni, per quanto svolgano un encomiabile e capillare attività, non hanno i soldi necessari.
Detto questo, come fare ad emergere con tanta buona volontà e pochi soldi?
Primo punto: attenzione maniacale alla formazione del personale dei punti vendita delle birre artigianali, titolari, commessi, camerieri. Costoro sono a contatto con il cliente e quindi devono promuovere, indirizzare e concretizzare l&#039;interesse del consumatore sulla birra artigianale. Non abbiamo i soldi per finanziare un Università per la formazione sulla birra, come una grande multinazionale, ma abbiamo buoni comunicatori e magari tanti homebrewers con cui collaborare per organizzare anche corsi &quot;spot&quot; in pillole direttamente al punto vendita oppure molti siti e blog utilissimi (complimenti ad Andrea, anche se ha creato una pericolosa dipendenza...) su cui fare magari brevi corsi &quot;online&quot; con certificazione finale.
Secondo aspetto, quello riguardante la grandissima potenzialità del social network rappresentato dalle comunità FaceBook, YouTube etc. Noi abbiamo iniziato a &quot;manifestarci&quot; su FB o YT, ma servirebbe di più associarci come produttori in una comunità forte, che abbia una visione chiara e non tentenni per tutelare interessi dei singoli, per utilizzare in maniera idonea la potenzialità di questi mezzi di comunicazione che sono alla nostra portata, ma devono vedere non il singolo quanto l&#039;unione. Negli US i produttori hanno un movimento ed un logo (beer activist) che invita a pensare globale e bere locale.
Le idee e le opportunità ci sono. Le basi sia della comunicazione che dei prodotti ci sono, ora serve che su queste fondamenta si edifichino non tante casupole, ma un faro che getti luce più lontano possibile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo con Colonna sul fatto (fondamentale) che ci sono in Italia buone birre e che quindi l&#8217;interesse suscitato dalla comunicazione non tradirà le attese del consumatore. Però vorrei condividere un paio di opportunità, che necessitano di una premessa.<br />
Prometto solennemente che proverò ad essere sintetico, senza scrivere un trattato.<br />
La comunicazione può essere suddivisa in due parti, quella &#8220;educazionale&#8221; che va ad insegnare ai fruitori cos&#8217;è, come viene prodotta, come o con cosa funziona e magari se e come viene valutata nei confronti di. Poi c&#8217;è quella più propriamente aziendale, in cui si informano i clienti di varie cose. Il problema della comunicazione è che deve essere mirata su un determinato gruppo di persone, perché ormai i linguaggi anche tra generazioni vicine sono significativamente diversi, devono superare un valore soglia di attenzione e non ultimo, devono emergere all&#8217;interno del bombardamento quotidiano. La birra industriale fece il grande salto quando Assobirra trasmise lo spot con Arbore (chi beve birra campa 100 anni). Un singolo birrificio, per quanto grande, non ha la forza economica di educare la gente ed anche le associazioni, per quanto svolgano un encomiabile e capillare attività, non hanno i soldi necessari.<br />
Detto questo, come fare ad emergere con tanta buona volontà e pochi soldi?<br />
Primo punto: attenzione maniacale alla formazione del personale dei punti vendita delle birre artigianali, titolari, commessi, camerieri. Costoro sono a contatto con il cliente e quindi devono promuovere, indirizzare e concretizzare l&#8217;interesse del consumatore sulla birra artigianale. Non abbiamo i soldi per finanziare un Università per la formazione sulla birra, come una grande multinazionale, ma abbiamo buoni comunicatori e magari tanti homebrewers con cui collaborare per organizzare anche corsi &#8220;spot&#8221; in pillole direttamente al punto vendita oppure molti siti e blog utilissimi (complimenti ad Andrea, anche se ha creato una pericolosa dipendenza&#8230;) su cui fare magari brevi corsi &#8220;online&#8221; con certificazione finale.<br />
Secondo aspetto, quello riguardante la grandissima potenzialità del social network rappresentato dalle comunità FaceBook, YouTube etc. Noi abbiamo iniziato a &#8220;manifestarci&#8221; su FB o YT, ma servirebbe di più associarci come produttori in una comunità forte, che abbia una visione chiara e non tentenni per tutelare interessi dei singoli, per utilizzare in maniera idonea la potenzialità di questi mezzi di comunicazione che sono alla nostra portata, ma devono vedere non il singolo quanto l&#8217;unione. Negli US i produttori hanno un movimento ed un logo (beer activist) che invita a pensare globale e bere locale.<br />
Le idee e le opportunità ci sono. Le basi sia della comunicazione che dei prodotti ci sono, ora serve che su queste fondamenta si edifichino non tante casupole, ma un faro che getti luce più lontano possibile.</p>
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		<title>Di: Colonna</title>
		<link>http://www.cronachedibirra.it/opinioni-e-tendenze/354/la-comunicazione-uno-dei-nostri-punti-di-forza/#comment-296</link>
		<dc:creator>Colonna</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 15:58:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachedibirra.it/?p=354#comment-296</guid>
		<description>Assolutamente d&#039;accordo.
Girando un pò qui e un pò là non mi è mai capitato di vedere un paese che attua la stessa capacità comunicativa del nostro e la gente sembra recepire. Secondo me le fondamenta sono state create e sono solide, basta ora non perdersi e puntare su un&#039;ampia diffusione facendo ovviamente corretta informazione. Puntando sui ragazzi, sulla gente che quotidianamente potrebbe appassionarsi a una buona birra.
Le fondamenta per questo, ripeto, ci sono!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Assolutamente d&#8217;accordo.<br />
Girando un pò qui e un pò là non mi è mai capitato di vedere un paese che attua la stessa capacità comunicativa del nostro e la gente sembra recepire. Secondo me le fondamenta sono state create e sono solide, basta ora non perdersi e puntare su un&#8217;ampia diffusione facendo ovviamente corretta informazione. Puntando sui ragazzi, sulla gente che quotidianamente potrebbe appassionarsi a una buona birra.<br />
Le fondamenta per questo, ripeto, ci sono!</p>
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		<title>Di: Albero Matteo</title>
		<link>http://www.cronachedibirra.it/opinioni-e-tendenze/354/la-comunicazione-uno-dei-nostri-punti-di-forza/#comment-295</link>
		<dc:creator>Albero Matteo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 15:53:38 +0000</pubDate>
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		<description>purtroppo, penso che la comunicazione in Italia non sarà mai sufficiente, io vivo al sud e nel mio piccolo vedo che tutti quelli che mi circondano non sanno veramente niente! e dico proprio niente!!!
Mi permetto di fare un&#039;osservazione, gli Italiani, vedono in tutto quello che dice e mostra la televisione una verità assoluta! quindi finchè si vedranno solo pubblicità di birre industriali, servite ghiacciate la maggior parte della gente nn capirà niente! e, mi dispiace dirlo, l&#039;ignoranza e tale, che per educare veramente qualcuno che parte da niente, ci vorrebbero moltissime campagne di informazione forzata, nn basterebbe certo un documentario isolato di domenica mattina, ma si dovrebbe partire con l&#039;affiancare a tutti i sommelier, esperti di birra, si dovrebbe mostrare alla gente cosa sia la BIRRA, ma prima ancora cosa sia la fermentazione!!!
Sottolineando quest&#039;ultimo punto, esprimo l&#039;idea che nonostante siamo tra i primi al mondo, anche di vino la maggior parte delle persone non sa nulla! E questo è molto triste.

Tuttavia è da notare il lavoro che si fa tramite internet, dove di notizie (adesso anche in italiano) non ne mancano di certo. Un buon passo (forse più fattibile del bombardamento televisivo) sarebbe forse quello di &quot;istruire&quot; le persone durante la spesa, molte catene di supermercati iniziano a proporre grandi birre, per completare il passo, basterebbe un bel cartello a fianco che spiegasse perchè spendere 5€ per una bottiglia invece di 3€ per 6!!!

p.s. Andrea complimenti per questo sito, meravigliosa miniera di informazioni
Ciao.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>purtroppo, penso che la comunicazione in Italia non sarà mai sufficiente, io vivo al sud e nel mio piccolo vedo che tutti quelli che mi circondano non sanno veramente niente! e dico proprio niente!!!<br />
Mi permetto di fare un&#8217;osservazione, gli Italiani, vedono in tutto quello che dice e mostra la televisione una verità assoluta! quindi finchè si vedranno solo pubblicità di birre industriali, servite ghiacciate la maggior parte della gente nn capirà niente! e, mi dispiace dirlo, l&#8217;ignoranza e tale, che per educare veramente qualcuno che parte da niente, ci vorrebbero moltissime campagne di informazione forzata, nn basterebbe certo un documentario isolato di domenica mattina, ma si dovrebbe partire con l&#8217;affiancare a tutti i sommelier, esperti di birra, si dovrebbe mostrare alla gente cosa sia la BIRRA, ma prima ancora cosa sia la fermentazione!!!<br />
Sottolineando quest&#8217;ultimo punto, esprimo l&#8217;idea che nonostante siamo tra i primi al mondo, anche di vino la maggior parte delle persone non sa nulla! E questo è molto triste.</p>
<p>Tuttavia è da notare il lavoro che si fa tramite internet, dove di notizie (adesso anche in italiano) non ne mancano di certo. Un buon passo (forse più fattibile del bombardamento televisivo) sarebbe forse quello di &#8220;istruire&#8221; le persone durante la spesa, molte catene di supermercati iniziano a proporre grandi birre, per completare il passo, basterebbe un bel cartello a fianco che spiegasse perchè spendere 5€ per una bottiglia invece di 3€ per 6!!!</p>
<p>p.s. Andrea complimenti per questo sito, meravigliosa miniera di informazioni<br />
Ciao.</p>
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		<title>Di: Andrea Turco</title>
		<link>http://www.cronachedibirra.it/opinioni-e-tendenze/354/la-comunicazione-uno-dei-nostri-punti-di-forza/#comment-294</link>
		<dc:creator>Andrea Turco</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 14:19:12 +0000</pubDate>
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		<description>Beh, grazie per il complimento esagerato :) Magari fossero i blog lo strumento principale per questa divulgazione... è invece chi lavora a stretto contatto con i consumatori che dovrebbe sentirsi responsabilizzato in tal senso. E non è solo una questione &quot;etica&quot; , ma anche diciamo &quot;commerciale&quot;: la comunicazione paga sempre, soprattutto in settori in via di sviluppo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, grazie per il complimento esagerato <img src='http://www.cronachedibirra.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Magari fossero i blog lo strumento principale per questa divulgazione&#8230; è invece chi lavora a stretto contatto con i consumatori che dovrebbe sentirsi responsabilizzato in tal senso. E non è solo una questione &#8220;etica&#8221; , ma anche diciamo &#8220;commerciale&#8221;: la comunicazione paga sempre, soprattutto in settori in via di sviluppo&#8230;</p>
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		<title>Di: Valerio</title>
		<link>http://www.cronachedibirra.it/opinioni-e-tendenze/354/la-comunicazione-uno-dei-nostri-punti-di-forza/#comment-293</link>
		<dc:creator>Valerio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 13:51:58 +0000</pubDate>
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		<description>Bè è proprio per questo che possiamo vantarci di avere persone come te no?
A presto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bè è proprio per questo che possiamo vantarci di avere persone come te no?<br />
A presto</p>
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