Cimec
Home » Rubriche » Una pinta da lontano » GBBF 2015: report e appunti di degustazione

GBBF 2015: report e appunti di degustazione

L’ultima edizione del Great British Beer Festival ha offerto come sempre ottima birra (oltre 900 prodotti se si conta anche il sidro) e interessanti spunti di riflessione sul mercato britannico.

L’evento si è confermato un grande successo di pubblico, giovane e non, chiudendo con un totale di circa 55.000 visitatori. Il filo conduttore quest’anno è stato la “scoperta”: la scoperta delle campagne per cui si batte il CAMRA, della real ale, di nuovi stili o di nuove birre. Senza dubbio l’obiettivo principale è stato quello di attirare il pubblico giovane per svecchiare un po’ l’immagine del CAMRA, e devo dire che di ragazzi ne ho visti parecchi. Come sempre, anche i nomi degli stand erano a tema (Apollo, Magellan, James Cook…).

DSC06075

Sulla scia della “scoperta” come filo conduttore, i tre percorsi guida indicati sulla mappa del festival (rich & exotic, fresh & surprising, dark & misterious) hanno rappresentato un’interessante novità. I percorsi raggruppavano bene o male tutti i tradizionali stili britannici e sono stati pensati per aiutare chi sa poco e nulla di stili birrari nella scelta delle birre da bere. Non mi sono personalmente avventurato nel seguirli, ma devo dire che l’idea mi è sembrata aver funzionato bene coi neofiti.

Ho notato con piacere un certo interesse verso la “scoperta” anche nelle misure delle consumazioni. La gente pare ora prediligere assaggi da mezza o da un terzo di pinta (piuttosto che da pinta intera), con lo scopo di provare più birre senza necessariamente finire la giornata all’ospedale 🙂 . La mia impressione è stata confermata dallo stesso ufficio stampa del CAMRA, il quale ha annunciato che nell’ultimo anno circa il 34% dei partecipanti ai real ale festival ha scelto all’entrata il bicchiere da mezza pinta, mentre il 26% addirittura quello da un terzo.

DSC06076

Ma passiamo agli assaggi. Tra i più interessanti devo citare la Pentonville Oyster Stout di Hammerton. Ha un finale secco che ricorda molto una dry stout, un buon corpo, piacevoli sentori di olive nere; le note derivanti dalle ostriche (utilizzate nel processo produttivo) rimangono sullo sfondo e non sono particolarmente invasive. Rimanendo tra le scure devo citare la Smokeless di Redwillow: un’ottima stout da 5.7% dove l’affumicato è ben bilanciato da sentori di caffè e vaniglia. È sicuramente una birra coraggiosa e fuori dal coro, poiché l’affumicato non è molto comune tra le birre tradizionali britanniche.

La regione attorno a Manchester conferma di essere in gran forma: la Paddok Wood di Hydes è una bitter dal bel colore ramato, interessanti note di caramello e frutta rossa, più una bella dose di sentori sulfurei (accettabili per questo stile). In quanto ad una tradizionale golden ale, la Aureole di Ascot mi è sembrata uno splendido esemplare dello stile, con sentori agrumati di arancia amara e pompelmo, ben luppolata, rotonda, e con caratteristiche note di crosta di pane. Finisco la breve lista con la Skull Splitter di Orkney Brewery, quest’anno la più alcolica tra tutte le real ales (8.5%): un’ottima ambasciatrice delle strong ale britanniche all’estero – si trova facilmente in Italia.

DSC06093

Due parole sulla presenza italiana, di cui gli organizzatori del festival sembrano cominciare a riconoscere l’importanza. Alessandro Meroni, da dietro al bancone delle birre tricolori, mi dice che l’Italia è finalmente menzionata, per la prima volta, sul nome dello stand: “Belgian, Dutch & Italian”. Un bel traguardo direi, a cui va aggiunto l’aumento nel numero dei birrifici nostrani (diciassette) e la presenza delle rispettive birre alla spina. Congratulazioni a tutto il team italiano al GBBF, capace di mostrare una crescita costante.

Chi di voi ha partecipato al GBBF? Quali assaggi si sono rivelati meritevoli di menzione?

L'autore: Jacopo Mazzeo

Jacopo Mazzeo

Consulente, degustatore e scrittore birrario free-lance di stanza nel Regno Unito. È membro della British Guild of Beer Writers e giudice internazionale. Viaggia spesso alla scoperta di nuove mete birrarie e segue alla lettera il suggerimento del medico della nazionale, bevendo birra dopo ogni attività fisica – tipo camminare fino al pub.

Leggi anche

Gli effetti della Brexit nel settore della birra (artigianale) inglese

Ricorderò venerdì 24 giugno 2016 per il resto della mia vita. Ricorderò che dopo essermi svegliato ...

Belgian Beer Battle – Giorno cinque e sei: Mechelen e dintorni

Siamo arrivati alla puntata conclusiva del mio resoconto sulla Belgian Beer Battle. È stato un viaggio ...

2 Commenti

  1. I sentori di olive nere erano così piacevoli? Sicuro che non si trattasse di salamoia 🙂 ?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *