Come saprete nello scorso fine settimana si è tenuto a Denver il Great American Beer Festival, di cui Claudio Cerullo di Amiata ci ha regalato uno spettacolare resoconto in due puntate. Uno dei momenti più attesi della manifestazione è senza dubbio l’annuncio dei vincitori del relativo concorso, considerato assai prestigioso. Anche quest’anno i numeri a corredo sono stati impressionanti: 3.930 birre iscritte da 526 birrifici, 248 medaglie assegnate in base alle scelte di 167 giudici da nove diverse nazioni, 83 categorie a rappresentanza di 134 stili birrari. Il risultato? Un contest davvero immenso, di cui ora possiamo scoprire i risultati più interessanti.
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'11I vincitori del Great American Beer Festival 2011
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'11Claudio Cerullo (Amiata) al GABF: il suo diario di bordo (seconda parte)
Dopo la prima puntata del diario di Claudio Cerullo (birrificio Amiata) al Great American Beer Festival, ecco la seconda e ultima parte della sua visita al più importante evento birrario degli Stati Uniti. Venerdì siamo entrati nell’atmosfera della manifestazione e abbiamo avuto conferma del grande spirito che anima il movimento americano; oggi invece Claudio dedicherà il suo resoconto alle birre più meritevoli tra le tante presenti al GABF, rivelandoci anche qualche dettaglio sul tipo di pubblico presente e sul fermento che anima la città di Denver durante il festival. Buona lettura, ci risentiamo più tardi per i vincitori del concorso collegato all’evento. Ne approfitto per ringraziare pubblicamente Claudio della sua grande disponibilità e puntualità.
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'11Claudio Cerullo (Amiata) al GABF: il suo diario di bordo
Nella giornata di ieri è iniziata l’edizione 2011 del Great American Beer Festival, la più grande manifestazione birraria degli Stati Uniti, organizzata dalla Brewers Association. Strutturato sulla falsariga dell’europeo GBBF, il GABF permette ai fortunati possessori di un biglietto di assaggiare più di 2.400 birre provenienti da 465 birrifici differenti. Numeri da capogiro, che comprensibilmente fanno del festival uno degli appuntamenti più attesi in assoluto dagli appassionati, non solo americani. Quest’anno Cronache di Birra vi offre la possibilità di calarvi nella fantastica atmosfera dell’evento, grazie al gustoso resoconto di Claudio Cerullo del birrificio Amiata – presente tuttavia come semplice curioso, libero da impegni professionali ufficiali. Sarà lui a guidarci tra gli stand del Colorado Convention Center di Denver e a farci vivere l’ebbrezza di una manifestazione unica nel suo genere. Ecco la prima puntata del resoconto.
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'11Definizioni e pionieri della birra americana
Spesso in Italia si fa un gran discutere della definizione di birra artigianale, un tema che in alcune occasioni è stato al centro di confronti anche su Cronache di Birra. Da noi in realtà non esiste una definizione ufficiale, né tantomeno un disciplinare di produzione in base al quale distinguere ciò che è artigianale da ciò che non lo è. Negli Stati Uniti è diverso: lì la Brewers Association (l’associazione dei produttori) ha stabilito criteri precisi per identificare i birrifici artigianali, ai quali tutti si attengono. In un settore come quello americano, tali criteri sono importantissimi, perché stabiliscono i confini del comparto artigianale e di conseguenza il suo peso economico – che non è assolutamente irrilevante, poiché pari quasi al 10% del mercato della birra, multinazionali comprese.
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'10Per una definizione di birra artigianale – parte seconda
A fine marzo ripresi su queste pagine il tema della definizione di birra artigianale, rilanciato qualche giorno prima dal newsgroup it.hobby.birra. Come previsto, i commenti non tardarono ad arrivare e si aprì un vero e proprio dibattito sull’argomento, con l’intento di trovare una strada per una definizione efficace ed esauriente. Anche se fu fissato qualche aspetto ritenuto fondamentale da tutti (o quasi), la discussione rimase ben lontana dalll’inquadrare una soluzione definitiva. Non che mi aspettassi il contrario: il post era solo un mezzo per alimentare il confronto anche su Cronache di Birra, sperando che potesse risultare utile per i suoi partecipanti.
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'10Catalogare gli stili birrari: fino a dove ha senso farlo?
Come riportato da Charlie Papazian, negli scorsi giorni l’americana Brewers Association ha rilasciato l’ultima revisione delle Beer Style Guidelines, cioè una serie di dettagliate linee guida definite per catalogare i diversi stili birrari del mondo. E’ un documento sempre piuttosto interessante, che funge anche da riferimento per l’annuale concorso collegato al Great American Beer Festival, la più importante manifestazione birraria degli Stati Uniti. Nel documento (scaricabile in formato pdf) sono elencati la bellezza di 140 stili diversi, alcuni dei quali appartenenti a grandi classici dell’arte brassicola mondiale. Spesso però si tratta di semplici variazioni sul tema, con differenze così labili che è naturale chiedersi quanto senso abbiano determinate distinzioni.
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'10Negli USA la birra artigianale continua a crescere, ma qualcuno non è contento…
La scorsa settimana la Brewers Association ha pubblicato i dati economici relativi al settore della birra artigianale negli Stati Uniti. Ancora una volta, in barba a tutte le congiunture economiche internazionali, il segmento mostra una salute invidiabile, surrogata da numeri impressionanti. Un dato su tutti: rispetto al 2008 il mercato della birra artigianale è cresciuto del 7,2% in volumi e del 10,3% in dollari, sorprendendo anche gli analisti più ottimisti.
set
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'09Lo stato del mercato in USA, Regno Unito e Germania
Nonostante le alterne vicissitudini che caratterizzano le diverse realtà nazionali, possiamo affermare che la birra artigianale sta vivendo un discreto momento di forma in tutto il mondo, seppur con le dovute eccezioni. A parte le culture birrarie in ascesa (tra cui quella italiana), il paese che sembra più attratto dalla rivoluzione artigianale sono gli Stati Uniti, dove la penetrazione dei prodotti di qualità ha raggiunti livelli impensabili fino a qualche tempo fa. Come riportato recentemente da Beernews, la Brewers Association ha rivelato come il mercato sia in continua ascesa, registrando costantemente nuovi record.
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'09Il discorso di Koch alla Craft Brewers Conference 2009
Su Beernews è stato pubblicato il video del discorso di circa 45 minuti tenuto da Greg Koch della Brewers Association alla recente Craft Brewery Conference 2009. E’ proprio in vista di questo intervento che è stato realizzato il video I’m a craft brewer, di cui abbiamo parlato negli scorsi giorni (lo stesso filmato apre il video qui presente). Anche se il discorso è in inglese, è facilmente comprensibile: credo che molti dei punti espressi da Koch possono risultare interessanti per tutti gli appassionati, che siano birrai o semplici consumatori.
apr
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'09I'm a craft brewer: il video di ogni appassionato

Brewers Association
Forse molti di voi già avranno avuto il piacere di vedere il filmato che segue, o forse no, poco importa. Come illustrato anche sul blog di Charlie Papazian, I’m a craft brewer è un video collaborativo che rappresenta il cameratismo, il carattere e l’integrità del movimento birrario artigianale degli Stati Uniti. Creato da Greg Koch del birrificio Stone con la collaborazione di 35 grandi birrai artigianali americani, il filmato è stato mostrato alla recente 2009 Craft Brewers Conference di Boston. Si tratta di un video confezionato in modo eccellente e capace di lasciare il segno nel cuore di ogni appassionato. Dategli un’occhiata…









