Domus Birrae

lug

8
'08

I pub inglesi, lo Smoking Ban e il CAMRA

Leggevo qualche giorno fa sul sito di Repubblica che tra i motivi della crisi che stanno vivendo i pub inglesi c’è il recente divieto di fumo nei locali pubblici. La legge, che entrò in vigore giusto un anno fa, ha mostrato risultati confortanti dal punto di vista della salute collettiva (400.000 fumatori in meno, una riduzione degli infarti del 3%), ma è stata additata dagli addetti ai lavori come una delle cause principali del difficile momento delle public house britanniche.

In passato ho già affrontato il problema del trend negativo dei pub nel Regno Unito, iniziato ben prima della promulgazione dello Smoking Ban. Tuttavia è innegabile che questo provvedimento abbia ingigantito la crisi: nell’ultimo anno i pub costretti a chiudere sono aumentati di ben 7 volte rispetto al 2006, un dato senza dubbio allarmante. Così, mentre le saracinesche abbassate nel 2005 erano state appena sotto le 100 unità e nel 2006 erano poco più che raddoppiate, il 2007 ha fatto registrare l’angosciante cifra di 1400 public house chiuse.

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mag

15
'08

Mild: uno stile da preservare

CamraChe l’antico stile anglosassone riportato nel titolo sia a rischio di estinzione non è certo una novità. E’ soprattutto per questo motivo che il Camra ha istituito una Giornata Nazionale delle Mild e un mese, quello corrente, dedicato interamente a questa tipologia di birre. Lo scopo è di promuovere le Mild sul territorio, sensibilizzando i consumatori ed esortando i gestori a proporle più assiduamente tra l’offerta dei loro pub. In effetti ormai trovare una mild alla spina è già diventata una rarità in Inghilterra, figuriamoci nel resto del mondo.

In concomitanza con l’evento del Camra, Ronald Pattison ha pubblicato una serie di interessanti post a tema sul suo Shut up about Barclay Perkins, tra cui uno che illustra molto dettagliatamente il declino delle Mild nel mercato brassicolo anglosassone. Un declino iniziato negli anni ’60, dopo più di un secolo di prosperità, che costantemente ha portato questa tipologia di birra verso il rischio della completa scomparsa. Secondo Pattison la chiave per spiegare la sfortunata evoluzione delle Mild risiede nella loro stretta correlazione col territorio. Infatti, altre tipologie che le hanno precedute o seguite, come le Porter o le Pale Ale, sono riuscite a sopravvivere grazie all’export: quando in patria l’interesse per le Mild iniziò a calare, non ci fu nessun altro paese dove proseguire la tradizione dello stile semplicemente perché non venivano esportate all’estero.

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apr

9
'08

Come ci vedono in Repubblica Ceca

Evan RailIl portale ceco Prague Daily Monitor ospita un interessantissimo blog sulla birra, ricco spesso di spunti interessanti. L’autore è Evan Rail, americano di nazionalità ma residente in Repubblica Ceca, che ha scritto diversi articoli sulla birra artigianale, nonché la Good Beer Guide del Camra sul paese dove attualmente vive.

L’ultimo post di Rail, intitolato eloquentemente “Italian Beer Culture”, è una breve panoramica della cultura birraria nostrana vista dagli occhi di chi proviene da una tradizione brassicola così antica come quella ceca. Il pretesto per l’articolo è un viaggio (ancora in corso) dell’autore in Italia, dove presumibilmente visiterà le principali mete birrarie. Prima tappa è stato il Birrificio Italiano di Lurago Marinone (la grande foto di Agostino Arioli ad apertura del post non lascia dubbi in tal senso), dove oltre a provare le migliori produzioni disponibili, il buon Evan è potuto entrare in contatto con la “fauna” di appassionati presenti in loco. E la reazione è chiaramente entusiastica:

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mar

27
'08

Chiude il museo di Burton-on-Trent

Negli scorsi giorni è rimbalzata su diversi siti birrari la notizia che il prossimo giugno chiuderà i battenti lo storico museo di Burton-on-Trent, in Gran Bretagna. Roger Protz ha spiegato sul proprio blog la gravità dell’annuncio, che di fatto lascerà l’Inghilterra senza un grande museo dedicato all’arte brassicola nazionale e internazionale. Il sito, originariamente conosciuto come Bass Museum, fu acquistato dalla multinazionale americana Coors, che ora si è pronunciata per la chiusura.

Secondo le dichiarazioni dell’azienda statunitense, alla base della scelta ci sono meri calcoli economici: l’affluenza al museo è gradualmente calata, nonostante le diverse promozioni per i visitatori proposte negli anni, fino al punto in cui è diventato insostenibile per la Coors continuare a sostenere le spese di gestione (oltre un milione di sterline l’anno). L’obiettivo è di trasferire tali fondi per supportare i marchi principali della multinazionale.

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mar

19
'08

La morte dei pub inglesi

Come riportato dal blog Beer Me!, qualche giorno fa è apparso sul Daily Mirror un appassionato articolo di Paul Kingsnorth sulla situazione, per nulla rosea, dei pub tradizionali britannici. Come saprete, in Inghilterra è in atto da tempo una profonda rivoluzione nella natura delle “public houses”, che lentamente stanno perdendo i propri caratteri originali a favore di una “modernizzazzione” alquanto pericolosa. E’ un fenomeno che rientra in un più ampio discorso di cultura birraria, che nel Regno Unito preoccupa da anni appassionati e associazioni, in primis il CAMRA, da sempre in prima fila per salvaguardare le real ales e la tradizione brassicola anglosassone.

Cosa sta succedendo alla scena dei pub britannici? Come detto, si sta verificando una profonda trasformazione, che ha cause di tipo economico ma anche culturale. Il pub nella società anglosassone ha ovviamente un valore molto diverso rispetto alla nostra realtà: è un’istituzione millenaria, un elemento fondamentale intorno al quale il Regno Unito si è sviluppato nei secoli. Il nome stesso, “public house”, dà il senso della sua forte connotazione “sociale”, ponendosi come punto d’incotro e di socializzazione, elemento unico e fondamentale nella vita collettiva degli inglesi. E’ qui che sono nati i pub-village, agglomerati di poche case che avevano (e hanno tuttora) la taverna come punto di riferimento. Se in Italia ogni piccolo paese ha la sua immancabile chiesetta, lo stesso discorso può essere fatto per l’Inghilterra con i pub.

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mar

11
'08

Pubblicata la guida CAMRA alla West Coast USA

Good Beer Guide West Coast USALa prestigiosa famiglia delle Good Beer Guides, le guide birrarie del CAMRA, si impreziosisce di una novità attesa dai più impavidi beer hunter del vecchio continente. Apprendo da un post di Harvey su ihb che il 3 marzo scorso l’organizzazione inglese ha rilasciato la guida alla costa ovest degli Stati Uniti, scritta da due giovani giornalisti del settore: Ben McFarland e Tom Sandham. Più di 500 birrifici censiti, oltre ai migliori locali dove provare le birre locali, al fine di fornire a tutti gli appassionati:

una guida definitiva e completamente indipendente per comprendere e scoprire il cuore del movimento birrario artigianale degli Stati Uniti, oltre a una compagna ideale per ogni beer-lover che si trovi sulla West Coast o che sia alla ricerca di una birra americana nel Regno Unito

e ovviamente nel resto d’Europa, aggiungiamo noi. Una bella novità dal CAMRA, che certifica la sempre maggiore attenzione europea alla scena americana, nonché i numerosi punti di contatto tra i due mercati. A quando una Good Beer Guide sull’Italia?