Domus Birrae

giu

18
'09

Una nuova (e ammirevole) collaborazione tra Birra del Borgo e Dogfish Head

Birra del Borgo

Se ripercorriamo l’ultimo anno di attività della Birra del Borgo, tra le sue produzioni più apprezzate c’è la My Antonia, l’Imperial Pils realizzata da Leonardo Di Vincenzo in collaborazione con Sam Calagione della Dogfish Head durante un suo viaggio in Italia. Come si può leggere su World of Beer, a distanza di alcuni mesi il gemellaggio tra i due birrifici si è rinnovato con la creazione di una nuova birra, prodotta sempre a quattro mani, ma questa volta presso gli stabilimenti dell’azienda statunitense. Dall’incontro tra i due bravissimi birrai è nata così la Namaste, il cui particolarissimo nome nasconde la finalità primaria di questa creazione…

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mar

2
'09

Beer Wars: il primo film sulla birra artigianale

Quando su Beernews ho letto la notizia in questione, ho stentato a crederci: il prossimo 16 aprile uscirà nelle sale cinematografiche americane il primo lungometraggio sul birra artigianale! Ok, vi concedo qualche minuto per riprendervi dallo stupore… pronti per i dettagli? Il film si chiamerà Beer Wars e sarà un documentario sulle piccole realtà brassicole degli Stati Uniti. Insomma sarà qualcosa sulla falsariga delle produzioni di Michael Moore (Bowling a Columbine, Fahrenheit 9/11, ecc.). La pellicola tuttavia non avrà un fine meramente didascalico, ma racconterà una storia ben precisa: la lotta dei microbirrifici alle multinazionali della birra americana.

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gen

7
'09

Si ricomincia…

Oggi riaprono le scuole, molti tornano in ufficio dopo una lunga pausa (me compreso), in generale ci si rituffa nella routine quotidiana con tutti gli aspetti positivi e negativi che ne conseguono. Prima di ricominciare a inserire notizie dal mondo della birra artigianale, mi piacerebbe fare il punto con voi delle produzioni assaggiate durante le festività appena trascorse.

Paradossalmente le natalizie non sono state le protagoniste delle mie ferie: a parte qualche bottiglia delle “evergreen” della categoria (Rulles Meilleurs Voeux e Gouden Carolus Christmas), per il resto mi sono avventurato su birre non a tema. D’altra parte l’abbuffata del recente Birre sotto l’albero mi aveva ampiamente soddisfatto da questo punto di vista e comunque in questi giorni ho potuto riprovare con più calma qualche “giacenza”, come una sempre favolosa Stille Nacht alla spina.

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dic

11
'08

Una birra firmata Dogfish Head e BeerAdvocate

Il 20 e il 21 febbraio si terrà nella città di Boston una manifestazione birraria che, sinceramente, solo gli americani avrebbero potuto organizzare: si chiamerà Extreme Beer Fest e, come si può facilmente immaginare, sarà incentrata su circa un centinaio di birre “estreme”. Le due menti dietro l’evento sono Jason e Todd Alstrom, che – guarda caso – sono anche i fondatori del famoso sito BeerAdvocate, una versione a stelle strisce del più conosciuto (almeno da noi) RateBeer.

Come riportato proprio dal sito statunitense, in occasione dell’Extreme Beer Fest, la rinomata Dogfish Head (uno dei 30 birrifici presenti al festival) realizzerà, con il contributo di BeerAdvocate, una birra estrema studiata appositamente per l’evento. La collaborazione nasce dall’incontro tra uno dei più creativi birrifici d’America e un portale web che ha sempre offerto visibilità ai produttori innovativi.

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ott

29
'08

Tre americani a Roma

Rubo il titolo a un post del Colonna, apparso ieri sul forum dei Domozimurghi Romani, per introdurre gli eventi che hanno coinvolto o coinvolgeranno tre illustri personaggi statunitensi legati al mondo della birra. Il primo è Sam Calagione, presidente della Dogfish Head, che ieri ha fatto visita al noto bir&fud di Trastevere. In teoria la serata trasteverina di Calagione avrebbe dovuto svolgersi martedì, ma c’è stato un cambio di programma: in pratica è stata invertita la giornata dedicata alla produzione della birra in collaborazione con Leonardo Di Vincenzo con quella di ieri. Poco male, direte voi, peccato che in serata l’Urbe è stata colpita da un acquazzone di rare proporzioni… al punto che ho preferito starmene a casa… la vecchiaia gioca brutti scherzi :) . Sarebbe interessante conoscere i dettagli della serata.

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ott

14
'08

Sam Calagione a Roma a fine ottobre!

Dopo aver avuto l’onore di ospitare un genio dell’arte brassicola come Kris Herteleer della De Dolle, la Capitale sarà ancora una volta la destinazione di un grande birraio straniero. Come avrete capito parlo di Sam Calagione, il carismatico fondatore e presidente della Dogfish Head, uno dei birrifici più rinomati degli Stati Uniti. Calagione sarà in Italia per partecipare al Salone del Gusto (guest star del laboratorio condotto da Kuaska sulle birre del vecchio e nuovo continente), ma non tornerà subito nel Delaware, trattenendosi piuttosto nel nostro paese per prolungare la sua vacanza di lavoro.

Lasciato il Salone, infatti, Calagione verrà nell’Urbe per provare di persona la fantastica cucina del bir&fud e le ottime birre della Birra del Borgo, incuriosito da un articolo apparso su Men’s Vogue che parla di Gabriele Bonci, del locale trasteverino e del birrificio di Leonardo Di Vincenzo. Il 27 ottobre il birraio americano sarà quindi ospite del bir&fud e sicuramente disponibile per tutti gli appassionati che vorranno scambiare con lui qualche chiacchiera.

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giu

20
'08

Un paio di novità dagli USA

Terra-rye\'zdI birrifici americani non si fermano più: ormai la parola d’ordine è sperimentazione e collaborazione. Ecco quindi l’annuncio, riportato da Beernews su post distinti, di due nuove birre provenienti da altrettanti produttori ben conosciuti anche da noi: Left Hand e Dogfish Head.

Per quanto riguarda Left Hand, si tratta di una collaborazione con la Terrapin Beer Company, che ha dato vita alla Left Hand Terra-Rye’zd: si tratta di una lager scura a base di segale, disponibile in edizione limitata, che sarà presentata al prossimo Great American Beer Festival di ottobre. Dustin Watts, direttore Marketing & Vendite della Terrapin rivela qualche dettaglio in più:

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mag

29
'08

Le birre americane sono troppo estreme?

Extreme BrewingEra da un po’ di tempo che stavo aspettando l’occasione per approfondire il discorso della moda delle birre estreme, affrontato qualche settimana fa dal sito SignOnSanDiego, versione on-line dell’importante quotidiano statunitense San Diego Union-Tribune. L’articolo, a firma Peter Rowe, partiva dai temi della Craft Brewers Conference, tenutasi in concomitanza col recente World Beer Cup, per fornire una panoramica delle due filosofie in antitesi tra i produttori e gli appassionati di birra artigianale americana: da una parte i sostenitori delle tipiche birre estreme del mercato statunitense, dall’altra chi invece propende per produzioni più bilanciate.

L’articolo affronta la questione inizialmente in maniera piuttosto superficiale, riducendo tra l’altro la caratterizzazione delle birre estreme quasi esclusivamente all’uso di luppolo e all’alto grado alcolico, salvo correggere la mira in modo esplicito nei capoversi finali. Al di là di questi limiti, il pezzo di Rowe nel complesso è utile per introdurre la questione cui fa riferimento il titolo di questo post.

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