Su queste pagine spesso abbiamo parlato di etichette e di come talvolta alcune scelte “aggressive” possano sembrare fuori luogo. L’esempio più lampante è rappresentato forse dalla Tìa Loca del birrificio danese Beer Here, che ritrae un incrocio tra il protagonista del fumetto Tintin e nientemeno che Hitler. Meno ardito, ma tutto italiano, è invece il caso della Superanale di Bi-Du. A volte le scelte commerciali delle aziende sono così estreme da sollevare dubbi sulla bontà del messaggio comunicato, proponendo questioni di più ampio respiro, che coinvolgono la libertà di espressione e di impresa, ma anche la salvaguardia delle regolare basilari di vita sociale. Se dubitate che una semplice etichetta sia il punto di partenza per discussioni di tale livello, leggete cosa è successo recentemente in America, e più precisamente al birrificio Flying Dog.
nov
4
'10Aggiornamenti da Brewdog, De Molen e Mikkeller
Oggi è l’appuntamento è con una nuova panoramica sulle novità birrarie straniere, che stavolta coinvolge alcuni tra i nomi più attivi nel movimento brassicolo internazionale. In particolare scopriremo le novità più succulente provenienti da tre birrifici europei piuttosto in voga: Brewdog, De Molen e Mikkeller. Partiamo allora dai terribili ragazzi scozzesi, che hanno annunciato recentemente una nuova collaborazione: dopo la I Hardcore You, blend realizzato insieme a Mikkeller, è la volta della Bitch Please, prodotta in cooperazione con l’americana Three Floyds.
apr
15
'10Il laboratorio sulle IPA (o meglio, AiPiEi) durante l'IBF Roma
Come avevo annunciato negli scorsi giorni, durante il recente Italia Beer Festival di Roma ho condotto insieme a Giaguarino (al secolo Luca Sabatella) un laboratorio di degustazione sulle IPA. Niente di particolarmente originale, penserete, e infatti l’argomento è stato trattato in più occasioni. Il nostro approccio però è stato in qualche modo provocatorio, perché volevamo offrire una panoramica dello stile – dalle sue interpretazioni più classiche alle moderne evoluzioni – da contrapporre all’attuale “moda delle AiPiEi”, di cui nella Capitale sembrano presenti aspetti alquanto aberranti.
gen
15
'10Le nuove birre dei produttori internazionali
Come capita di tanto in tanto, diamo un’occhiata alle nuove birre che presto invaderanno (o hanno da poco invaso) il mercato internazionale. Partiamo da una notizia fresca fresca, che arriva direttamente dal blog Thirsty Pilgrim, secondo il quale la belga Dupont avrebbe in serbo per il prossimo aprile una versione speciale della sua celeberrima Saison, realizzata con il metodo del dry-hopping – a grandi linee questa tecnica consiste nell’aggiungere luppolo fresco direttamente durante la fermentazione. Sarà prodotta una sola volta all’anno e disponibile in numero limitato: si parla di circa 250 fusti e dalle 300 alle 500 bottiglie formato Magnum. Se saranno fortunati, i non pochi amanti di questa birra potranno provare un’interessante variazione sul tema.
set
28
'09I vincitori del Great American Beer Festival 2009
Negli scorsi giorni si è tenuta a Denver l’edizione 2009 del Great American Beer Festival (GABF), la più grande manifestazione birraria del Nord America. Come raccontato da Beernews, l’organizzazione è stata grandiosa come mai, segnando nuovi record in termini di affluenza, numero di birrifici, quantità di birra servita e numero di giudici. In questo evento mastodontico trova tradizionalmente spazio anche un concorso destinato a premiare i migliori prodotti del festival divisi tra quasi 80 categorie e le migliori aziende dell’anno.
apr
3
'09A proposito di pesci d'aprile…
Ieri il sito di informazione birraria Beernews ha pubblicato un post con una carrellata di scherzi ideati appositamente per il primo aprile. Il più curato è senza dubbio quello dell’americana Flying Dog, che se ne è uscita con la notizia della creazione di una nuova linea di 4 birre chiamata Canis Minor, in antitesi con l’esistente serie Canis Major.
giu
11
'08SAVOR: un evento per l'abbinamento birra-cibo
Circa un mese fa si è tenuta nella capitale degli Stati Uniti SAVOR, una manifestazione di birra artigianale molto particolare, organizzata dalla Brewers Association e dedicata completamente all’abbinamento con il cibo. Erano presenti quasi 50 birrifici americani con diversi prodotti in assaggio, ognuno dei quali proposto in abbinamento a un piatto studiato appositamente. Immaginatevi quindi una degustazione di dimensioni enormi, allestita in forma di salone espositivo.
mag
8
'08Un nuovo cucciolo tra i cani volanti
Dietro al titolo enigmatico si nasconde la notizia, presa da Beeradvocate, che il quotato birrificio americano Flying Dog ha infoltito la sua linea Canis Major con una nuova creazione: la Kerberos Tripel. Si tratta di un prodotto d’ispirazione evidentemente belga, realizzato con luppoli Golding e Saaz, dal corpo medio e un alto livello di carbonazione.
Secondo Matt Brophy, mastro birraio della Flying Dog:
Nella realizzazione di questa birra abbiamo potuto lasciare ampio spazio alla sperimentazione di diverse ricette e all’uso di diversi ceppi di lievito. Alla fine abbiamo ottenuto una belgian strong ale dolce in partenza, fruttata nel mezzo e piacevolmente secca nel retrogusto.
La famiglia Canis Major si compone quindi ora di 4 “cuccioli”. Con questa linea di birre, la Flying Dog si propone di riunire sotto un unico brand le sue creazioni più estreme, tra le quali spicca la Gonzo Imperial Porter, fresca vincitrice della medaglia d’oro al World Beer Cup. Le 4 birre sono ora disponibili in una confezione unica con bottiglie da 12 once.
mar
20
'08Garde Dog: una Bière de Garde made in USA
La Flying Dog, birrificio americano molto in voga ultimamente, ha annunciato sul proprio blog la commercializzazione di una nuova birra stagionale: la Garde Dog. Come il nome lascia intendere, si tratta di una personale interpretazione del classico stile francese della Bière de Garde: tipologia piuttosto particolare, con nette influenze fiamminghe, caratterizzata da corpo medio e un vasto ventaglio di note floreali. E’ una birra adatta ai mesi primaverili, che può lasciare facilmente spiazzati poiché si discosta molto da stili più tradizionali.
Punto cardine della Bière de Garde è l’eleganza del prodotto finale, perciò sarà interessante verificare come questo aspetto si sposerà con le consuetudini dell’arte brassicola americana. Nonostante molte birre provenienti dagli USA presentino caratteri piuttosto estremi, a volte è proprio cimentandosi con tradizionali stili europei che i birrai americani hanno sfornato veri gioielli. I puristi senz’altro storceranno il naso di fronte alla scelta della Flying Dog, ma l’abilità del produttore in questione mi lascia moderatamente ottimista. Staremo a vedere…










