La scorsa settimana vi ho proposto una carrellata delle novità tecnologiche provenienti dall’industria, anticipando che avrei ripreso il discorso a breve per ampliare e completare l’argomento. In quel caso accennai al sistema Modular 20 di Carlsberg Italia e mi dilungai sul Cellar Beer System di Heineken: due soluzioni che eliminano l’anidride carbonica dalla spillatura, ma che funzionano in modo fondamentalmente diverso. La comparsa delle due tecnologie non sono casi isolati, bensì si contestualizzano all’interno di un campo d’azione che negli ultimi tempi sta mostrando diverse innovazioni. Innovazioni che – e non potrebbe essere altrimenti – provengono dalle multinazionali, ma che facilmente potrebbero avere ripercussioni anche sul segmento artigianale. Un nome che vale come esempio per tutti? Key Keg, il fusto usa e getta.
nov
24
'11Le prossime industriali? Non pastorizzate, non filtrate e senza Co2
Parallelamente al crescente successo della birra artigianale in tutto il mondo, in questi anni stiamo assistendo a curiose manovre da parte delle multinazionali del settore, che in un modo o nell’altro cercano di fare breccia in un segmento lontano anni luce dalla loro concezione di birra. In passato la strategia degli industriali si era concentrata sulla creazione o acquisizione di brand pseudo-artigianali, nel tentativo di sottrarre e difendere quote di mercato con prodotti “premium” – questo l’appellativo con cui gli uffici del marketing amano chiamare le birre di qualità. Recentemente invece il piano sembra diverso: abbandonare i marchi satellite e puntare a versioni modificate delle loro birre di punta. Nomi che conosciamo benissimo, ma che ora si accompagnano a espressioni come “non filtrata” o “non pastorizzata”.
ott
10
'11Se gli industriali abbandonano i prodotti di nicchia…
Lo scorso giovedì Martyn Cornell ha rilanciato sul suo blog una news riguardante il mercato anglosassone, dove la Wells & Young’s ha acquistato – a sorpresa – due importanti marchi dalla multinazionale Heineken: McEwan’s e Younger’s. Dopo lo spazio lasciato all’annuncio, il post di Cornell si è concentrato sulle origini del birrificio Younger’s, relegando l’analisi di quanto accaduto a un paio di paragrafi finali. Fortunatamente sul discorso è tornato ieri sera il buon Alberto Laschi, che sulle pagine di In Birrerya ha sottolineato come la notizia possa rappresentare il segnale di un cambio di strategia commerciale da parte dei grandi gruppi birrari, non più interessati a trattare personalmente marchi con connotazioni cariche di tradizione e di qualità.
apr
20
'11Ombre sul futuro di Birra Triscele: rischiano 42 lavoratori
Se non sbaglio gli organi di informazione specializzata hanno snobbato la notizia, tuttavia mi sembra giusto dedicare un post alle vicende che stanno interessando la Birra Triscele di Messina. In particolare da qualche tempo si paventa la chiusura dell’impianto che una volta produceva la storica Birra Messina, con il conseguente licenziamento dei 42 lavoratori attualmente impiegati presso l’azienda. Dalle informazioni reperibili in Rete la situazione appare poco chiara, perciò cercheremo di fare un po’ di ordine al riguardo, ben consci che gli eventi potrebbero decidere il futuro del lavoro di tante persone. Anche per sensibilizzare l’opinione pubblica sul loro destino – ovviamente proporzionalmente alla “forza” che può avere un blog del genere – ho deciso di affrontare questo argomento. Partiamo dall’inizio…
apr
2
'11Cronache di Birra è vivo. O di come celebrare il primo aprile
Mi vedo costretto a pubblicare in gran velocità un inusuale post “festivo”, per rivelare che la notizia di ieri sulla chiusura del blog era il più classico dei pesci d’aprile. Già sento i “vaffa” alzarsi nei miei confronti da ogni dove e probabilmente qualcuno di voi sarà molto arrabbiato con il sottoscritto
, ma ragazzi, il primo aprile è il primo aprile e Cronache di Birra è solito celebrarlo con un pesce. Anzi fu proprio con il primo pesce della Nana Baladin che il blog cominciò ad essere conosciuto nell’ambiente… quindi non posso esimermi dall’onorare ogni anno la ricorrenza.
apr
1
'11Game Over
ATTENZIONE: questo è un passato Pesce d’Aprile!
Quello di oggi è un giorno molto triste per il sottoscritto, perché l’avventura di Cronache di Birra si ferma qui. Avete letto bene, quello che avete di fronte è l’ultimo post che pubblicherò sul blog. Purtroppo la decisione è irrevocabile e mi rendo conto che arriva come un fulmine a ciel sereno, però le vicende degli ultimi giorni mi hanno costretto a compiere questa dolorosa scelta. Dovete infatti sapere che lunedì scorso ho ricevuto una mail da Heineken Italia, con la quale mi comunicava di aver attivato i propri legali per citare l’autore di Cronache di Birra, “reo di aver espresso giudizi lesivi dell’immagine della società” nel recente articolo su I Love Beer. Un articolo che ho dovuto rimuovere e nel quale criticavo il nuovo portale della multinazionale, con cui pretende di fare cultura birraria.
mar
22
'11I Love Beer: così Heineken pretende di fare cultura birraria
Chi usa frequentemente Facebook sa bene quale quantità di notizie, spesso in anteprima, è in grado di regalare il social network per antonomasia. Così questa mattina mi è capitato di leggere sul relativo profilo che Maurizio Maestrelli ha pubblicato un suo nuovo post. Ho pensato che si trattasse dell’ultimo articolo di Birragenda, invece ho capito che è un altro sito, chiamato Fuori di Luppolo. “Guarda un po’, Maurizio ha rivoluzionato il suo blog”, ho pensato, prima di comprendere che si trattava di qualcosa di completamente diverso. L’impostazione è la stessa, ma gli articoli sono differenti e soprattutto torna spesso la dicitura “I Love Beer Network”. Così ho cliccato su quello strano nome e sono stato rimbalzato su un altro sito: I Love Beer, per l’appunto. Che si autodefinisce “il primo portale italiano che promuove la cultura della birra”. E lì ho iniziato a storcere il naso. Soprattutto quando in fondo alla pagina ho letto “copyright Heineken Italia”. Andiamo bene…
set
7
'10Hail to aluminium!
Benché gli esercizi di dialettica talvolta portino qualcuno a teorizzare il contrario, la birra industriale e quella artigianale sono due prodotti assolutamente diversi tra loro. Di conseguenza, anche i relativi mondi sono assolutamente distanti, con caratteri, risorse e filosofie completamente differenti. Eppure c’è una nuova tendenza che sembra accomunare questi due segmenti brassicoli: la ricerca di contenitori realizzati con materiali alternativi al vetro. In passato abbiamo più volte parlato della riscoperta delle lattine (su cui tornerò più avanti), più recentemente ho raccontato delle bottiglie in PET di Ceres e Bavaria. Oggi è il caso di aggiornare l’argomento…
lug
14
'10Alcune notizie dal mondo della birra industriale
Sì lo so, parlare delle multinazionali del settore non è il motivo per cui è nato questo sito e in generale è un’attività poco esaltante. Però si parla pur sempre dello stesso settore economico e spesso questi aggiornamenti ci permettono di capire come sta evolvendo l’intero settore, del quale fanno parte anche i prodotti artgianali. E direi che in questo caso di indizi ce ne sono molti, tanto che secondo me le quattro brevi notizie che riporto oggi sono particolarmente interessanti.
feb
4
'10"Heineken ha selezionato il tuo blog!"
E’ questo l’oggetto della mail che ho ricevuto nel tardo pomeriggio di ieri. Il mittente è una società di comunicazione che ha allestito una campagna pubblicitaria in stile “web 2.0″ per promuovere l’ultima iniziativa della multinazionale olandese. Da quando ho ricevuto il messaggio, un dubbio ha cominciato a insidiarsi nella mia mente: che fare? Ignorare tutto come se niente fosse e perdere l’occasione di farsi due risate sul blog, oppure farne un post goliardico, offrendo comunque spazio indiretto al prodotto? A causa di una curiosa particolarità che ho notato, ho propeso per la seconda opzione.










