Domus Birrae

gen

26
'12

E fu così che i birrai italiani abbandonarono gli ingredienti strani

Grazie alla disponibilità di Vincenzo Monaco, qualche giorno fa sono riuscito finalmente a vedere privatamente il documentario Brew It, realizzato da Black House Production. Come intuibile a suo tempo dal trailer, è un prodotto davvero ben confezionato, che offre una valida panoramica del nostro movimento birrario. Nel post di oggi tuttavia non voglio parlarvi di Brew It, ma di una considerazione che fa Agostino Arioli del Birrificio Italiano in uno dei passaggi del documentario. Ripercorrendo infatti l’evoluzione del settore, egli sottolinea come a un certo punto i birrai italiani abbiano iniziato a ricorrere a ingredienti molto particolari. Niente di nuovo, ci verrebbe da pensare, se non che Agostino aggiunge che si tratta di una moda in forte declino. E riflettendoci bene, è proprio così.

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dic

28
'11

Che 2012 birrario sarà

Il 2011 è praticamente ormai archiviato e per la birra artigianale in Italia direi che è stato un anno interlocutorio, senza troppi sconvolgimenti radicali. Il settore ha confermato il suo trend decisamente positivo, con una media qualitativa in costante ascesa e un crescente apprezzamento a livello internazionale, supportato dagli ottimi risultati dei nostri birrifici. Difficile credere che anche il 2012 sarà altrettanto tranquillo – e forse è meglio così – ma per ogni approfondimento non resta che chiedere le vostre previsioni per l’anno che verrà. Come sempre troverete quattro “materie”, l’ultima della quale destinata ai pronostici più fantasiosi e divertenti. Tra un anno scopriremo i risultati, incoronando Mr Nostradamus della birra 2012. Poiché leggono diversi addetti ai lavori, la mia raccomandazione è di giocare pulito senza servirsi di informazioni riservate… tanto non si vince niente :) . Partiamo…

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dic

16
'11

Tutte le nuove birre italiane del 2011

Come al solito di questi tempi tracciamo un resoconto delle novità birrarie presentate dai produttori italiane, che quest’anno più che mai risultano numerosissime. E’ stato un 2011 pieno di birre inedite, concentratesi all’inizio e alla fine dell’anno: nel primo caso ha giocato un ruolo importante la Settimana della Birra Artigianale, per la quale molte aziende hanno deciso di realizzare prodotti specifici; nel secondo caso le feste natalizie sono state ovviamente uno sprone a presentare birre pensate proprio per l’inverno. Ma passiamo al corposo elenco…

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set

21
'11

Sappiatelo, i siti dei birrifici italiani fanno schifo

Secondo voi per un birrificio è importante il relativo sito web? Per me sì, assolutamente. E’ prima di tutto una vetrina, non solo dei suoi prodotti, ma anche dell’azienda stessa e dei suoi (eventuali) progetti. Ma non solo. Oggi è anche qualcosa in più: è uno strumento per mettersi in contatto con i propri clienti, un modo per comunicare con loro, un primo approdo verso modalità di interazione differenti. Per esemplificare cosa intendo, vi rimando alle ottime pagine web dei birrifici Dogfish Head, Left Hand, Stone. Se avessi un birrificio, probabilmente dedicherei attenzione al sito web quanto alle etichette e al packaging. E i birrai italiani cosa pensano? Ho deciso di prendere i primi 5 birrifici italiani secondo la classifica delle migliori birre di Microbirrifici.org e analizzare i rispettivi siti web. Per la cronaca non ho considerato quello della Birra del Borgo, poiché nella sua realizzazione sono entrato attivamente. Ecco cosa ne è emerso…

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lug

28
'11

La birra in Italia secondo l’Annual Report di Assobirra

Magari lo saprete, o magari no, comunque negli scorsi giorni Assobirra ha pubblicato il consueto Annual Report, che offre una panoramica sul mercato della birra in Italia per l’anno 2010. Un documento (consultabile in formato pdf) che come sempre risulta interessante anche se si riferisce a un segmento dominato per il 98% dalle multinazionali e dalle loro birre industriali. Del restante 2% abbiamo parlato in un post apposito, visto che, segnando un nuovo traguardo per i birrifici artigianali, rappresenta uno dei dati più sorprendenti degli ultimi tempi. Per quanto riguarda le restanti statistiche, in generale l’anno passato ha evidenziato una ripresa di produzione e consumi rispetto al precedente andamento negativo, consentendo qualche pensiero ottimistico per i mesi a venire.

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lug

12
'11

E intanto i microbirrifici italiani salgono al 2% del mercato

Il sintomo che il nostro mondo sta crescendo è rappresentato dalla possibilità di trovare – ancora sporadicamente purtroppo – buoni articoli persino sui quotidiani generalisti. E’ il caso del pezzo apparso ieri su Repubblica, che offre una panoramica dei piccoli marchi birrari italiani, accompagnata da dati molto interessanti. In apertura si scopre, ad esempio, che i microbirrifici sarebbero finalmente riusciti a conquistare il 2% del mercato nazionale della birra:

Sono piccole e, in molti casi, micro aziende artigianali: un network di circa 350 birrifici, il doppio rispetto al 2005, che producono e diffondono sul territorio propri marchi e hanno tutti assieme una quota del mercato nazionale vicina al 2%.

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giu

8
'11

Quanto conta una birra di successo nell’ascesa di un birrificio?

Foto: Pencil&Spoon

Tra i tanti blog birrari che seguo, devo ammettere che uno dei miei preferiti è quello di Tyrser. Magari non vanterà una costanza di aggiornamento paragonabile ad altri (sebbene negli ultimi tempi la frequenza di nuovi post sia aumentata sensibilmente), ma difficilmente ogni nuovo intervento non stuzzica nel lettore qualche tipo di riflessione. Ad esempio un recente articolo su Montegioco e il suo birraio Riccardo Franzosi si apre con una frase illuminante:

Ci sono birre che fanno la fortuna di un birrificio; “imbroccare” il cavallo vincente, studiare e costruire una birra ad effetto o avere la grazia divina di ritrovarsela nei maturatori senza sapere perché è l’Eldorado del birraio.

Affermazione che può sembrare banale, ma che non lo è, e che può offrire la giusta chiave di lettura per spiegare come nasce un birrificio di successo. La fortuna di un birrificio è quasi sempre legata a quella di una sua birra nello specifico. E’ questa una regola valida o una semplice congettura? Scopriamolo insieme analizzando la scena italiana…

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mar

16
'11

La grande bolla della birra artigianale

Giusto ieri stavo dando un’occhiata a Twitter, quando mi sono imbattuto nell’articolo di Joe Stange segnalato da Indastria e pubblicato su Draft Magazine. Un pezzo lunghissimo, ma davvero interessante, che offre la fotografia dello stato della birra artigianale negli USA dal punto di vista di un appassionato che è tornato in patria dopo 4 anni di “esilio”. Ciò che Stange sottolinea è l’evoluzione che ha avuto l’ambiente in così poco tempo, chiedendosi se non ci si stia spingendo oltre, perdendo il gusto di bere una birra senza troppi pensieri. Un argomento sicuramente stimolante, che tuttavia mi ha spinto a una riflessione diversa. In particolare mi ha colpito l’euforia descritta dall’autore, gli sforzi profusi dai vari operatori del settore nel tentativo di cavalcare l’onda. Un’euforia paragonabile a quella italiana, per la quale è lecito porsi domande sulla solidità delle basi sulle quali poggia.

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mar

3
'11

Abbiamo ancora tanto lavoro da fare… ce lo dice Papazian

Se siete lettori abituali dei blog birrari, saprete che in questi giorni Stefano Ricci sul suo Italian Pint sta rilasciando varie tappe dell’intervista a Charlie Papazian, guru del movimento americano e uno dei personaggi più importanti della scena internazionale. L’intervista integrale è apparsa a fine febbraio sul nuovo numero della rivista MoBI, in cui spesso si trovano spunti interessanti di discussione. Tra questi ovviamente non si può non annoverare una chiacchierata sul mondo della birra artigianale italiana con Papazian, grazie alla sua capacità di non essere mai scontato e all’elevata conoscenza che può vantare del nostro mercato.

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dic

29
'10

Che 2011 birrario sarà

Come preannunciato ieri, oggi è il momento di anticipare i temi dell’anno birrario ormai alle porte, lanciando i propri pronostici per il 2011. Nei passati giorni una prima previsione è arrivata da Maurizio Maestrelli, che non ha certo tracciato un panorama ottimistico: se le multinazionali inizieranno davvero ad attaccare in massa il segmento artigianale, temo che ci sarà poco da fare, visto che l’ambiente non è mai stato così poco compatto come ora. Questo tuttavia vuole essere un post leggero, quasi un gioco, quindi rimandiamo le analisi serie ad altri momenti e concentriamoci su pronostici più o meno realistici. Spazio all’istinto quindi e a un pizzico di sana pazzia, è il momento delle nostre profezie per il 2011, doverosamente divise per categoria.

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