Domus Birrae

dic

7
'11

“Il” Lambic o “la” Lambic? E di altri dubbi linguistici sulla birra

Quante volte siete inorriditi di fronte al nome di una birra scritto male? Quante volte avete incenerito con lo sguardo chi ha pronunciato uno stile birrario sbagliando completamente? Lo devo ammettere, in quei momenti forse sarete sembrati un pochino snob :) però ciò che vi ha spinto a reagire in quel modo è stata una passione smodata per il vostro hobby. E non è sbagliato: è sacrosanto pretendere che le cose vengano chiamate col giusto nome – magari un po’ meno reagire come Sgarbi di fronte a un dipinto non di suo gradimento, ma questo è un altro discorso… Pertanto con il post di oggi vediamo di fare chiarezza su alcuni dubbi che incontra chi si trova a scrivere o a parlare di birre. In molti casi non esistono regole precise, perciò premetto che quasi sempre mi rifarò alle mie considerazioni personali o a quelle di esperti del settore.

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apr

13
'11

La Uitzet è morta, la Breyhan è morta e anche la Gose non si sente tanto bene

L’articolo che ho pubblicato ieri per celebrare la memoria di Pierre Celis e un recente post di Martyn Cornell pubblicato sul suo Zythophile, mi hanno spinto a una riflessione sullo stato di salute degli stili birrari meno diffusi. Come ricordavamo ieri, nel variegato universo della birra esistono tantissime specialità – spesso collegate a una determinata zona di produzione – che dopo anni di grande popolarità, ora subiscono il rischio di scomparire per sempre. Molto spesso questi fenomeni dipendono da cambiamenti socioeconomici e dall’impatto globalizzante dei prodotti industriali sui gusti dei consumatori. Per fortuna molti stili a rischio di estinzione in passato sono stati salvati dall’attività di appassionati e associazioni, sebbene per molti di essi la situazione continui ad essere preoccupante. Oggi cercheremo di capire qual è lo stato di salute di alcune tipologie locali.

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mar

31
'08

Un lambic dalla Scandinavia: Tyttebær

TyttebærDovrebbe ormai mancare pochissimo al lancio di una nuova birra nata dalla collaborazione tra due delle più importanti realtà artigianali del nord Europa: la norvegese Nøgne Ø e la danese Mikkeller. Il risultato sarà un prodotto particolarissimo dal nome (per noi) piuttosto ostico: Tyttebær. Il termine si riferisce all’appellativo norvegese del nostro mirtillo rosso (Vaccinium vitis-idaea). Particolarità di rilievo: verranno impiegati lieviti selvaggi, dunque si tratterà a tutti gli effetti di una sorta di kriek. Chi ha avuto la fortuna di provare qualche creatura dei due birrifici non potrà che nutrire un minimo di interesse per la notizia.