Domus Birrae

gen

31
'11

Proprio così, non parlerò di quelle maledette classifiche…

Negli scorsi giorni sono state rese note le classifiche annuali di un sito molto conosciuto nel suo ambiente. Il sito si chiama Ratefood e permette ai suoi iscritti di recensire e giudicare praticamente tutti i piatti ideati e creati dagli chef di tutto il mondo. La sua forza è lo sterminato database, ma è grazie ai rating che si è affermato nella comunità degli appassionati. Le classifiche annuali sono la diretta emanazione di questo meccanismo e hanno la pretesa di giudicare i migliori piatti, i migliori chef, nonché i migliori ristoranti dell’anno. Ormai la sua esistenza è accompagnata dalle polemiche di chi considera poco attendibili i risultati e di chi li vede come l’espressione del gusto di particolari culture gastronomiche (Scandinavia e USA, nello specifico). Critiche che ho sempre considerato valide e che quest’anno mi hanno spinto a non commentare le classifiche del 2011. Vi spiego perché…

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set

9
'10

Three Floyds, o delle oscure ripercussioni del successo

Oggi ha attirato la mia attenzione un articolo pubblicato su Beernews, che spiega le difficoltà che sta incontrando uno dei produttori americani più in voga del momento: Three Floyds. Fondato nel 1996, il birrificio si è sempre contraddistinto per ottimi prodotti, acquistando anno dopo anno l’attenzione di un numero crescente di appassionati. Un iter normale, comune a tante altre realtà brassicole, se non fosse che questa  ascesa ha registrato un’improvvisa impennata in coincidenza con un preciso evento: essere stato nominato da Ratebeer miglior birrificio al mondo. Il riconoscimento è arrivato nel 2009 e poi ancora nel 2010 e da quel momento il successo di Three Floyds è stato inarrestabile.

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ago

5
'10

A proposito di Ratebeer e BeerAdvocate…

ratingNonostante l’estate inoltrata abbia raffreddato la partecipazione sul blog, i post degli ultimi giorni hanno registrato un forte interesse tra i lettori, con molti commenti al seguito. Merito delle diverse posizioni riguardanti i siti di rating birrario – in particolare Ratebeer e BeerAdvocate – che, grazie alla polemica instaurata da Brewdog, sono state ribadite anche nell’articolo di ieri, dedicato ai vincitori del GBBF. Vista l’occasione, ne approfitto allora per concludere il discorso e chiudere il cerchio, riportando i risultati di alcune ricerche scientifiche.

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ago

2
'10

I birrai americani contro Ratebeer e BeerAdvocate

probrewer-rb-baIl sito Beernews è una delle letture migliori per chi vuole mantenersi aggiornato sulle novità provenienti dal mondo della birra artigianale (soprattutto per quanto riguarda gli USA). Oltre alla sterminata quantità di notizie su nuove birre, ogni tanto ci scappa anche un post diverso, diciamo di attualità… Un esempio è l’articolo pubblicato sabato scorso, in riferimento a una polemica scoppiata sui forum specializzati e riguardanti due siti famosi come Ratebeer e BeerAdvocate, entrambi frequentati da raters – appassionati che “recensiscono” le birre assaggiate in giro per il mondo.

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gen

28
'10

Per Ratebeer il "Ma che siete" è il miglior pub al mondo!

ratebeer-awardOggi ho veramente poco tempo da dedicare al blog, quindi pubblico un post veloce veloce. Qualche ora fa il sito Beernews ha riportato la notizia che Ratebeer, il più importante portale europeo di rating birrario, ha stilato la sua personale classifica del 2010. Tra le tante classifiche spicca il risultato ottenuto dal locale romano Ma che siete venuti a fà, considerato miglior “beer bar” al mondo! Vi antcipo subito che se volete scoprire tutte le graduatorie e tutti i piazzamenti, vi conviene consultare la relativa pagina, perché qui mi limiterò a lasciare giusto qualche commento sulle prime 10 posizioni delle classifiche più importanti.

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gen

12
'09

L'Italia birraria tra rating e classifiche

Molti conosceranno Ratebeer, il sito di rating birrario più famoso in Europa. L’idea alla base è molto semplice: catalogare tutte le birre del mondo, permettendo agli utenti di lasciare una propria opinione e un personale voto. Il successo di Ratebeer e del “cugino” americano BeerAdvocate va oltre ciò che si potrebbe pensare inizialmente, basta pensare ai tanti cloni nati negli anni o all’affaire Westvleteren, l’abbazia belga presa letteralmente d’assalto dopo che la sua birra fu dichiarata la migliore al mondo dal sito danese.

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