Quando parliamo del movimento artigianale americano, spesso citiamo il forte legame fraterno che coinvolge i vari birrai. Che sia reale fino in fondo o che si tratti di un aspetto di facciata, è un elemento che solitamente nota chiunque ha la fortuna – anche per poco tempo – di immergersi nella cultura birraria statunitense. Ma per tutte le regole esistono delle eccezioni e la contesa in atto in questi giorni tra i birrifici Boston Beer e Anchor rientra decisamente nelle seconde. Una diatriba che è già arrivata nelle aule di tribunale e per la quale si parla addirittura di spionaggio industriale. Ma andiamo con ordine seguendo l’articolo dell’Huffington Post…
nov
14
'11Altro che collaborazioni: Boston Beer trascina Anchor in tribunale
ott
20
'11Black IPA, o di come non chiamare le Cascadian Dark Ale
Nella vivace scena americana a volte trovano anche spazio alcune riflessioni sul mondo della birra artigianale locale. Una delle dispute più interessanti degli ultimi tempi – almeno per me, per altri sarà una questione irrilevante – riguarda il nome da usare per le incarnazioni di un recente stile birrario. Alcuni lo conoscono con l’appellativo di Black IPA, altri con quello di Cascadian Dark Ale. In entrambi i casi si tratta della stessa tipologia di birra, basata su una ricetta che fonde le caratteristiche dei malti scuri (tostato, cioccolato, bruciato) con le luppolature tipiche delle India Pale Ale (o meglio, American IPA). Il risultato, ancorché di difficile bilanciamento, può essere molto intrigante: questo spiega il successo che sta avendo questo nuovo stile in patria e all’estero. Così mentre l’interesse degli appassionati cresce costantemente, di tanto in tanto torna d’attualità la questione del nome. CDA o Black IPA? Un dilemma mica da poco…
set
30
'11Claudio Cerullo (Amiata) al GABF: il suo diario di bordo
Nella giornata di ieri è iniziata l’edizione 2011 del Great American Beer Festival, la più grande manifestazione birraria degli Stati Uniti, organizzata dalla Brewers Association. Strutturato sulla falsariga dell’europeo GBBF, il GABF permette ai fortunati possessori di un biglietto di assaggiare più di 2.400 birre provenienti da 465 birrifici differenti. Numeri da capogiro, che comprensibilmente fanno del festival uno degli appuntamenti più attesi in assoluto dagli appassionati, non solo americani. Quest’anno Cronache di Birra vi offre la possibilità di calarvi nella fantastica atmosfera dell’evento, grazie al gustoso resoconto di Claudio Cerullo del birrificio Amiata – presente tuttavia come semplice curioso, libero da impegni professionali ufficiali. Sarà lui a guidarci tra gli stand del Colorado Convention Center di Denver e a farci vivere l’ebbrezza di una manifestazione unica nel suo genere. Ecco la prima puntata del resoconto.
gen
13
'11Definizioni e pionieri della birra americana
Spesso in Italia si fa un gran discutere della definizione di birra artigianale, un tema che in alcune occasioni è stato al centro di confronti anche su Cronache di Birra. Da noi in realtà non esiste una definizione ufficiale, né tantomeno un disciplinare di produzione in base al quale distinguere ciò che è artigianale da ciò che non lo è. Negli Stati Uniti è diverso: lì la Brewers Association (l’associazione dei produttori) ha stabilito criteri precisi per identificare i birrifici artigianali, ai quali tutti si attengono. In un settore come quello americano, tali criteri sono importantissimi, perché stabiliscono i confini del comparto artigianale e di conseguenza il suo peso economico – che non è assolutamente irrilevante, poiché pari quasi al 10% del mercato della birra, multinazionali comprese.
ago
12
'10Dati di mercato, acquisizioni, espansioni
I dati pubblicati a inizio mese dalla Brewers Association dimostrano che il trend di crescita della birra artigianale negli Stati Uniti continua a impressionare. Nella prima metà del 2010 il settore ha registrato una crescita nelle vendite pari al 12% e nei volumi pari al 9%. Gli stessi indici a metà 2009 si erano fermati rispettivamente al 9% e al 5%. Nonostante il largo successo ottenuto negli States, la birra artigianale procede ancora a passo spedito, dimostrando che gli americani sono ben lontani da una saturazione del mercato.
mar
16
'10Negli USA la birra artigianale continua a crescere, ma qualcuno non è contento…
La scorsa settimana la Brewers Association ha pubblicato i dati economici relativi al settore della birra artigianale negli Stati Uniti. Ancora una volta, in barba a tutte le congiunture economiche internazionali, il segmento mostra una salute invidiabile, surrogata da numeri impressionanti. Un dato su tutti: rispetto al 2008 il mercato della birra artigianale è cresciuto del 7,2% in volumi e del 10,3% in dollari, sorprendendo anche gli analisti più ottimisti.
set
2
'09Lo stato del mercato in USA, Regno Unito e Germania
Nonostante le alterne vicissitudini che caratterizzano le diverse realtà nazionali, possiamo affermare che la birra artigianale sta vivendo un discreto momento di forma in tutto il mondo, seppur con le dovute eccezioni. A parte le culture birrarie in ascesa (tra cui quella italiana), il paese che sembra più attratto dalla rivoluzione artigianale sono gli Stati Uniti, dove la penetrazione dei prodotti di qualità ha raggiunti livelli impensabili fino a qualche tempo fa. Come riportato recentemente da Beernews, la Brewers Association ha rivelato come il mercato sia in continua ascesa, registrando costantemente nuovi record.
lug
29
'09Nuove produzioni da alcuni birrifici americani
Gli Stati Uniti sono una riserva di notizie birrarie da cui attingere costantemente e il blog Beernews è in questo senso un punto di riferimento insostituibile. Così dopo aver illustrato qualche giorno fa un paio di produzioni particolari, oggi attraversiamo di nuovo l’Atlantico per scoprire quattro nuove birre di altrettanti ottimi produttori, ben conosciuti anche in Italia. Sto parlando di Great Divide, Anchor, Sierra Nevada e Hoppin’ Frog.
mar
10
'09Negli USA la birra artigianale non conosce crisi
In un periodo in cui quotidianamente si rincorrono notizie poco rassicuranti per quanto riguarda lo stato dell’economia mondiale, è interessante notare come il settore della birra artigianale rimanga, almeno negli Stati Uniti, un mercato nettamente in salute, al punto da risultare quasi immune all’attuale congiuntura internazionale. Sia chiaro, la birra non è più quel bene a prova di crisi (letteralmente “recession-proof”) come in passato, ma il segmento artigianale mostra segnali incoraggianti.
ott
27
'08Il Salone del Gusto visto da Papazian
Il Salone del Gusto è un evento straordinario, capace di imporsi come appuntamento quasi religioso per tutti coloro che fanno del mangiare e bere bene una propria regola di vita. L’attesa per la manifestazione è cresciuta esponenzialmente nelle passate settimane, al punto che negli ultimi giorni gran parte dell’opinione pubblica era concentrata su questo evento dal carattere pressocché ascetico. Credo che partecipare al Salone sia una grandissima esperienza, purtroppo non tutti hanno avuto la possibilità di essere tra le migliaia di visitatori che hanno affollato Lingotto Fiere. Tra costoro c’ero anch’io…
Proprio per chi non ha preso parte alla manifestazione, leggere in questi giorni i resoconti nei vari siti di informazione enogastronomica è una discreta consolazione. Tra questi merita attenzione quello di Charlie Papazian, vuoi perché è uno dei nomi più famosi al mondo legati alla birra artigianale, vuoi perché ci offre il punto di vista di uno straniero, cosa che non fa mai male…









