Domus Birrae

ott

10
'08

Great Divide e Stone in espansione

Great DivideE’ inusuale, in questo periodo di crisi finanziaria dei mercati internazionali, leggere che due importanti birrifici artigianali americani come Great Divide e Stone stanno progettando – o hanno appena terminato – un pesante investimento per l’ampliamento dei propri impianti.

Secondo quanto riportato da Beer Advocate, la Great Divide ha concluso ad inizio settembre un ampliamento delle proprie strutture produttive per un investimento pari a 1,2 milioni di dollari. L’operazione ha previsto un aumento di spazio utile e l’installazione di nuovi macchinari per l’imbottigliamento e per le celle frigorifere. In particolare il nuovo sistema di imbottigliamento è in grado di “processare” 125 bottiglie al minuto e di limitare al massimo l’entrata dell’ossigeno nelle stesse.

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lug

31
'08

La birra artigianale cresce negli Stati Uniti

Beer FestivalNonostante i recenti timori espressi per il futuro dei microbirrifici americani, la Brewers Association ha in questi giorni comunicato una notizia assolutamente positiva: nel primo semestre del 2008 il segmento artigianale negli USA ha mostrato una crescita nel volume d’affari pari all’11%. L’associazione attribuisce questo dato al costante interesse dimostrato dal mercato nei confronti dei prodotti dei birrifici indipendenti. Un’interpretazione che non tiene conto dell’aumento generalizzato dei prezzi, ma nei confronti del quale c’è poco da obiettare.

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lug

25
'08

Prospettive incerte per i micro USA

Brewers AssociationQuando la scorsa settimana ho pubblicato la notizia della nascita della Anheuser-Busch InBev (da ora ABIB), ho anche spiegato che, sebbene fosse un’operazione a livello di mass-market, avrebbe avuto ripercussioni sul segmento artigianale. Ricordo rapidamente la vicenda: con un’offerta stratosferica, InBev ha acquistato Anheuser-Busch, formando il più grande produttore di birra del mondo. A qualche giorno di distanza dall’annuncio, iniziano ad arrivare le prime opinioni ufficiali al riguardo.

Nello specifico mi riferisco a un’intervista rilasciata da Rich Doyle, presidente dell’americana Brewers Association, al giornale Patriot Ledger. La Brewers Association è una “lobby” piuttosto influente nel settore artigianale degli Stati Uniti e, in questo contesto, la sua voce risulta ancora più autorevole visto che molti suoi membri sono piccoli produttori.

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giu

20
'08

Un paio di novità dagli USA

Terra-rye\'zdI birrifici americani non si fermano più: ormai la parola d’ordine è sperimentazione e collaborazione. Ecco quindi l’annuncio, riportato da Beernews su post distinti, di due nuove birre provenienti da altrettanti produttori ben conosciuti anche da noi: Left Hand e Dogfish Head.

Per quanto riguarda Left Hand, si tratta di una collaborazione con la Terrapin Beer Company, che ha dato vita alla Left Hand Terra-Rye’zd: si tratta di una lager scura a base di segale, disponibile in edizione limitata, che sarà presentata al prossimo Great American Beer Festival di ottobre. Dustin Watts, direttore Marketing & Vendite della Terrapin rivela qualche dettaglio in più:

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giu

11
'08

SAVOR: un evento per l'abbinamento birra-cibo

Circa un mese fa si è tenuta nella capitale degli Stati Uniti SAVOR, una manifestazione di birra artigianale molto particolare, organizzata dalla Brewers Association e dedicata completamente all’abbinamento con il cibo. Erano presenti quasi 50 birrifici americani con diversi prodotti in assaggio, ognuno dei quali proposto in abbinamento a un piatto studiato appositamente. Immaginatevi quindi una degustazione di dimensioni enormi, allestita in forma di salone espositivo.

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mag

29
'08

Le birre americane sono troppo estreme?

Extreme BrewingEra da un po’ di tempo che stavo aspettando l’occasione per approfondire il discorso della moda delle birre estreme, affrontato qualche settimana fa dal sito SignOnSanDiego, versione on-line dell’importante quotidiano statunitense San Diego Union-Tribune. L’articolo, a firma Peter Rowe, partiva dai temi della Craft Brewers Conference, tenutasi in concomitanza col recente World Beer Cup, per fornire una panoramica delle due filosofie in antitesi tra i produttori e gli appassionati di birra artigianale americana: da una parte i sostenitori delle tipiche birre estreme del mercato statunitense, dall’altra chi invece propende per produzioni più bilanciate.

L’articolo affronta la questione inizialmente in maniera piuttosto superficiale, riducendo tra l’altro la caratterizzazione delle birre estreme quasi esclusivamente all’uso di luppolo e all’alto grado alcolico, salvo correggere la mira in modo esplicito nei capoversi finali. Al di là di questi limiti, il pezzo di Rowe nel complesso è utile per introdurre la questione cui fa riferimento il titolo di questo post.

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mag

22
'08

La Great Divide cambia etichette

Notizia veloce veloce tratta da beernews.org: l’americana Great Divide ha ufficialmente deciso di cambiare il look delle proprie etichette. Sulla destra potete vedere, ad esempio, come si presenterà d’ora in poi la Yeti Imperial Stout in versione Oak Aged, qui invece è riportata una carrellata delle vecchie etichette. La scelta personalmente mi ha lasciato un po’ perplesso: sia chiaro, il risultato è molto piacevole e segue in qualche modo il trend del momento, ma a mio modo di vedere si perde qualcosa a livello di caratterizzazione del marchio. Insomma, preferivo le vecchie versioni. Voi che ne pensate?

mag

20
'08

La migliore azienda in cui lavorare? Un birrificio

New BelgiumMolti aspiranti birrai non avranno problemi a concordare con il titolo di questo post, tuttavia in questo caso non stiamo parlando di sogni ed aspirazioni personali, bensì di una specifica classifica stilata da Outside Magazine, una delle riviste stampate leader in America. Qualche tempo fa Outside Magazine ha redatto la lista delle migliori aziende in cui lavorare negli Stati Uniti, mettendo al primo posto, per quelle con 250 o più addetti, il birrificio New Belgium.

La classifica si basa su una serie di sondaggi a tappeto, che analizzano diversi parametri aziendali – benefici, stipendi, soddisfazione lavorativa, iniziative ambientali e programmi di socializzazione – al fine di identificare, riconoscere e premiare i migliori datori di lavoro del paese.

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mag

8
'08

Un nuovo cucciolo tra i cani volanti

KerberosDietro al titolo enigmatico si nasconde la notizia, presa da Beeradvocate, che il quotato birrificio americano Flying Dog ha infoltito la sua linea Canis Major con una nuova creazione: la Kerberos Tripel. Si tratta di un prodotto d’ispirazione evidentemente belga, realizzato con luppoli Golding e Saaz, dal corpo medio e un alto livello di carbonazione.

Secondo Matt Brophy, mastro birraio della Flying Dog:

Nella realizzazione di questa birra abbiamo potuto lasciare ampio spazio alla sperimentazione di diverse ricette e all’uso di diversi ceppi di lievito. Alla fine abbiamo ottenuto una belgian strong ale dolce in partenza, fruttata nel mezzo e piacevolmente secca nel retrogusto.

La famiglia Canis Major si compone quindi ora di 4 “cuccioli”. Con questa linea di birre, la Flying Dog si propone di riunire sotto un unico brand le sue creazioni più estreme, tra le quali spicca la Gonzo Imperial Porter, fresca vincitrice della medaglia d’oro al World Beer Cup. Le 4 birre sono ora disponibili in una confezione unica con bottiglie da 12 once.

mag

7
'08

Aggiornamenti su Pils Pride e viaggio a Denver

Velocemente riporto ulteriori notizie su questi due eventi di cui ho scritto negli scorsi giorni. Anche se sono cronologicamente molto distanti tra loro, stanno destando molto interesse, perciò mi sembrava utile aggiornare su quanto è in programma. Partiamo dal Pils Pride del prossimo week-end, del quale è stata ufficializzata una lista delle birre davvero spettacolare. Eccola:

Banco spina #1
Tipopils & Extra Hop: BIRRIFICIO ITALIANO, Lurago Marinone (CO) – ITALIA
Vogelbräu Pilsener: VOGELBRÄU KARLSRUHE, Karlsruhe – GERMANIA
Prima Pils: VICTORY BREWING COMPANY, Downingtown, Pennsylvania – USA
Polestar Pilsner: LEFT HAND BREWING CO., Longmont, Colorado – USA

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