Home » Viaggi » Mini tour birrario della Polonia: Varsavia e Cracovia

Mini tour birrario della Polonia: Varsavia e Cracovia

Visitai per la prima volta la Polonia sette anni fa. Ebbi l’impressione di una nazione ancora molto disorganizzata e in cui era molto difficile muoversi senza sapere qualcosa nella lingua locale, visto che le indicazioni in inglese scarseggiavano. Un paio di settimana fa ci sono tornato per un week end con lo scopo di fare visita a un amico e ho trovato un paese completamente diverso. Ricche multinazionali stanno investendo, in particolare nella zona di Cracovia, assumendo giovani laureati un po’ da tutta Europa. Indicazioni e cartelli non più solo in polacco, ma anche in inglese, lingua parlata ormai da moltissimi esercenti e dipendenti pubblici. Questo rinnovamento si percepisce anche all’interno della scena birraria. Nel paese, terzo per consumo di birre in Europa e famoso per le sue lager bevute in grandi quantità (Tyskie e Zywiec su tutte), il fenomeno craft è in grande fermento.

Le birre artigianali hanno fatto la loro comparsa sul mercato polacco nel 2011 e solo nel 2015 hanno incominciato a produrre ben 57 nuovi birrifici. Il blog Eat Polska racconta bene come è evoluto il movimento in questi anni.  Per quanto mi riguarda, nel mio breve tour ho visitato con una toccata e fuga Varsavia, la capitale, e con più calma Cracovia. Varsavia è una città con non molte attrattive, ma dal fascino storico immenso. Qui sono avvenuti i fatti più importanti, e sanguinosi, delle due guerre mondiali. La zona intorno alla centralissima Ul. Mazowiecka pullula di locali di ogni genere. Tramite il sito – a mio parere fondamentale – Ratebeer.com ho scelto come prima tappa il Kufle i Kapsle (Ul. Nowogrodzka 25, sito web). Si tratta di un locale piuttosto piccolo, due stanze e un bancone con 12 birre alla spina.  Al momento della mia visita 9 erano di birrifici polacchi, una inglese (Moor), una belga (Lindemans) e una danese (Amager Bryghus). In aggiunta è possibile una scelta fra un centinaio di birre in bottiglia polacche, americane e dal resto d’Europa. Nelle mie degustazioni ho provato la Parti-Gyle (4,2%), una Chocolate Milk Stout del microbirrificio polacco Piwne Podziemie, e la Hopztos (7,2%), una Imperial IPA di BeerBros, altro microbirrificio locale. Le ho trovate ambedue di ottima qualità.

L’altro pub che ho visitato è Jabeerwocky (Ul. Nowogrodzka 12, sito web) che si trova a pochi metri di distanza, ma dall’altra parte della strada. Più grande e spazioso del Kufle i Kapsle, è costruito allo stesso modo con un lungo bancone dietro cui svettano ben 17 spillatrici, ognuna dedicata a una birra di un birrificio diverso. Anche qui la stragrande maggioranza erano dedicate a birre polacche, a parte un paio cui erano montate creazioni dal Belgio (Lindemans) e dal Regno Unito (Fuller’s). Presente anche un’ampia selezione di birre in bottiglia. Al Jabeerwocky ho provato la Rezeznik, una Sour Ale del birrificio polacco Profesja, esperimento di birra acida a mio avviso, non molto conforme alla tipologia, e la Texas Porter, una Porter del birrificio polacco Pinta, molto gradevole e dal forte aroma di caffè. In ambedue i locali la clientela era per lo più giovane e di nazionalità polacca con gli immancabili beer hunter americani a fare da contorno.

Passando a Cracovia, devo ammettere che è una città molto bella. Si tratta del principale centro culturale, artistico e universitario del paese e con i suoi 8 milioni di turisti l’anno è per distacco la città più visitata dell’intera Polonia. Gli sgravi fiscali del governo hanno attirato moltissime multinazionali e con loro centinaia di laureati da altri paesi d’Europa, in particolare da Italia e Spagna. Il moderno e funzionale aeroporto è collegato, tramite Ryanar, a decine di mete nel resto d’Europa. Questi fattori hanno contribuito all’internazionalizzazione della città e ciò ha sicuramente aiutato la scena craft a emergere.

A Cracovia sono stato alla Tap House Pracownia Piwa i Przyjaciele (Swietego Jana 30, sito web), da diversi siti segnalato come il miglior pub per craft beer della città. Si tratta di un brewpub situato nella città vecchia, piuttosto spazioso e moderno nello stile. Alla spina ci sono le 17 birre di produzione propria, mentre in bottiglia sono disponibili anche birre belghe e scandinave. Qui ho assaggiato la Smoky Doe, una Rauchbier dal forte sentore affumicato, e la Hey Now, una blanche dal colore dorato, e dal lieve aroma di luppolo e molto beverina. La clientela era un mix fra turisti e giovani locali. Senza dubbio è stato il locale migliore dove bere birra artigianale fra quelli provati.

In città segnalo anche il Propaganda (Miodowa 20, pagina Facebook), un locale a tematica “comunismo-Unione Sovietica” pieno di vecchi cimeli e poster del regime che ha governato la Polonia per più di quarant’anni: ideale per chi ama un’atmosfera un po’ alternativa e il sottofondo di musica rock. Qui, insieme alle comuni lager polacche, si può gustare la Propaganda del birrificio polacco Antybrowar, una pale ale ambrata luppolata e dal sapore caramellato.

Altro brewpub dove sono stato, che però sconsiglio per la bassa qualità dei prodotti offerti, è lo Stara Zajezdnia (Swietego Wawrzynca 12, sito web). Ottimo per mangiare specialità polacche, offre cinque birra alla spina (pils, weisse, ipa, al miele e dunkel) tutte, a mio modesto avviso, lontane dalla sufficienza. Cracovia dal punto di vista delle birre artigianali offre diversi altri posti, ma sono riuscito a visitare solo quelli menzionati.

L’impressione che ho avuto è che il movimento delle craft beer polacche sia veramente in grande ascesa e vada di pari passo con la modernizzazione del paese. Il focus dei microbirrifici mi pare sia molto sulla produzione di stili “in voga”, come le varie tipologie di IPA o di Stout, e meno sugli stili dei paesi vicini come sono Germania o Repubblica Ceca. Sicuramente se fate un salto da queste parti, prima del tradizionale bicchierino di vodka, è consigliato provare una birra artigianale polacca. Na zdrowie!

L'autore: Niccolo' Querci

Niccolo' Querci
Bergamasco di nascita. Vive a Bruxelles dal 2011 dove si occupa di politiche energetiche. Ha ottenuto la qualifica di Beer Sommerlier presso la Beer Academy di Londra. Ama girovagare per il Belgio e per l'Europa per scoprire nuovi birrifici e nuove birre. Ha una predilezione per le Saison e una venerazione per la birra trappista Orval.

Leggi anche

Non solo Guinness: il fermento dell’Irlanda birraria

Se un anno fa mi avessero detto che sarei andato a vivere  in Irlanda, forse ...

Viaggio nelle Fiandre: tra Bruxelles e Lovanio

Nel post di ieri vi ho raccontato la mia esperienza al Toer de Geuze, l’evento biennale ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *