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Nuove birre da Ritual Lab, Baladin, Eremo, Birrone, Castelli e Orso Verde

Lo so, con il Ballo delle Debuttanti dello scorso weekend siamo tutti reduci da una sbronza di nuove birre italiane. Tuttavia bisogna già tornare a dare un’occhiata alle novità provenienti dal settore perché i nostri birrifici in questo periodo sono più attivi che mai. E tra i più industriosi c’è come sempre il romano Ritual Lab (sito web), che giusto qualche ora fa ha annunciato l’ultima new entry della sua linea dedicata alle collaboration brew. La birra si chiama Bob The Younger (9,2%), è realizzata insieme a Scurreria – locale di riferimento in Liguria per tutto l’ambiente – e si ispira al fantomatico sottostile delle Triple IPA, ulteriore upgrade delle Double IPA. Oltre al contenuto alcolico molto elevato, questa birra prevede l’impiego di una quantità spropositata di luppolo nelle varietà Mosaic, Vic Secret e Citra (quest’ultimo in cryo). Il nome è un omaggio alla prima Triple IPA della storia, la Pliny the Younger di Russian River, ma anche a Roberto “Bob” Faenza, frontman con il figlio (e birraio) Giovanni del birrificio di Formello. La Bob The Youger sarà presentata giovedì 21 marzo, ovviamente presso Scurreria.

Dopo la recente Roxa, il birrificio Baladin (sito web) torna a far capolino nelle nostre panoramiche con la sua nuovissima Oval (7,5%). E anche questa birra rappresenta una certa discontinuità rispetto alle tradizioni brassicole del produttore piemontese: siamo infatti al cospetto di una fermentazione mista, in cui protagonista è il Brettanomyces. Chi ha avuto l’occasione di assaggiarla, si sarà reso conto che l’Oval è una Wild Beer molto educata, in cui l’intrigante profilo aromatico del lievito è accompagnato da una generale eleganza e dalla totale assenza di acidità. Teo Musso racconta così la sua ultima creazione:

Il nome l’ho pensato ispirandomi al detto uovo di Colombo, usato quando, riflettendo su un problema complesso, si trova una soluzione semplice per risolverlo. Da tempo ero ispirato dalle caratteristiche olfattive delle birre a fermentazione spontanea di cui però non amo particolarmente la componente acida. Sperimentando nell’uso di lieviti selvatici abbinati al Brettanomyces bruxellensis, ho trovato il mio uovo di Colombo creando una birra dai tipici sentori wild ma rispettando il mio pensiero di ricerca dell’eleganza.

Ulteriori informazioni sono presenti sul sito di Baladin.

Di Birra dell’Eremo (sito web) abbiamo parlato molto negli ultimi tempi, ma evidentemente non abbastanza. Difficile infatti stare al passo con le tantissime novità che l’azienda umbra ha sfornato recentemente, tanto che dobbiamo aggiungere altre due birre inedite a quelle già segnalate in passato. La prima è la Selva Sour (8,1%), cioè la versione affinata in legno della Selva, IGA della casa prodotta con un 30% di mosto Sauvignon Blanc. Rispetto però alla sorella maggiore, la Selva Sour non prevede inoculo di lievito, ma è il frutto di una fermentazione spontanea. La seconda novità è stata battezzata Aria (4,6%) ed è una Session IPA prodotta con una percentuale di frumento maltato in aggiunta al normale malto d’orzo. Questa birra appartiene alla linea “classica”, dunque sarà disponibile tutto l’anno.

Due anche le novità che Birrone (sito web) ha presentato al recente Beer Attraction e che vanno a rimpolpare l’ampia gamma del produttore veneto. La Oro (5%) è una “semplice” Golden Ale che si contraddistingue per essere gluten free. La ricetta prevede infatti l’impiego di malto d’orzo proveniente da agricoltura biologica e deglutinato in maniera naturale, oltre a una percentuale di Pignoletto d’oro di Rettorgole, un’antica varietà di mais a scarso contenuto di amido fornito dal Molino Filippi. La seconda inedita si chiama 12° (4,8%) e si ispira alla Keller della tradizione ceca, che il birraio Simone Dal Cortivo ha potuto assaggiare in quantità in un suo recente viaggio in quelle terre. È prodotta con la tecnica della decozione e il nome fa ovviamente riferimento alla densità originale del mosto. Maggiori informazioni su entrambe le birre sono disponibili sul sito di Birrone.

Nel nostro mondo capita che a volte una nuova birra mantenga nome e grafica di una sua predecessora, andandola a sostituire nella gamma del birrificio per motivi diversi. È la strada scelta dal Birrificio dei Castelli (sito web) per la loro recente Session IPA, battezzata Effecto Placebo proprio come la New England IPA – ora dunque scomparsa – che fu rilasciata a maggio 2018. Come detto, la nuova Effecto Placebo (3,8%) è una Session IPA leggera e profumata, brassata con luppoli americani e neozelandesi. Al naso l’aroma è dominato dalle note di frutta esotica, con richiami all’ananas, il passion fruit e gli agrumi. In bocca è leggera e scorrevole, con un intenso bouquet di frutti tropicali che lascia spazio a un delicato amaro sul finale.

E concludiamo con la True (8,5%) di Orso Verde (sito web), una Double IPA che ha fatto il suo debutto in società alle Birre della Merla. Come raccontato da Malto Gradimento, è una birra decisamente forte e muscolare – non a caso in etichetta campeggia un licantropo boxeur – ma anche capace di nascondere il suo tenore alcolico così da rendersi ancor più pericolosa per chi la beve. Grande enfasi è naturalmente posta sui luppoli, con un’esplosività aromatica e un carattere amaro bilanciati dalla componente maltata. Al palato è secca ma anche piacevolmente morbida: una dolce carezza prima del colpo da ko. Bevetela con la guardia alzata o saranno dolori!

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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