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Nuove birre da Birrificio della Granda, MC-77, Crak, Agrilab e Hopside

Gran parte delle birre lanciate negli ultimi mesi in Italia ha trovato nella lattina il suo contenitore prediletto. In questo “club dell’alluminio” è ora entrato anche il Birrificio della Granda, che per inaugurare il nuovo recipiente ha deciso di fare le cose in grande: non limitarsi a inlattinare alcune produzioni già presenti in gamma, ma realizzare due intere linee ad hoc. La prima si chiama The Girls ed è studiata per un pubblico piuttosto generalista: protagonisti sono i personaggi femminili di un mondo cyberpunk (disegnati da Diego Boscolo), la cui storia interattiva si costruirà sui social del birrificio. La seconda linea è stata battezzata H4TG (Hop For The Geeks) e si rivolge agli appassionati più smaliziati, con una certa predilezione per il luppolo. A differenza della linea The Girls, quest’ultima prevede il coinvolgimento di un artista diverso per l’immagine di ciascuna birra. Alcune delle ricette sono totalmente inedite, altre sono adattamenti di “vecchie” creazioni del Birrificio della Granda, ma adattate alle lattine.

Entrambe le linee si compongono al momento di sei birre. A marchio The Girls troviamo Aero (American Pale Ale gluten free), Ghosst (Belgian Strong Ale), Sweetch (Blanche), Kei Os (India Pale Ale), Kløe (Kölsch) e Flooke (Belgian Amber Ale). Per quanto riguarda la linea H4TG, invece, le birre disponibili sono Dangerous (Russian Imperial Stout), Regeneration (Black IPA), Reveille (American IPA), No Mask (Double IPA), Alter Native (Juicy IPA con pesche) e Looking Glass (West Coast IPA). Maggiori informazioni sono disponibili sul sito del Birrificio della Granda nelle sezioni dedicate a The Girls e H4TG.

Due sono le novità provenienti dal birrificio marchigiano MC-77 (sito web). La prima si chiama I Want You More (8,8%) ed appartiene allo stile delle Imperial IPA, risultando morbida al palato (c’è una percentuale di avena nel grist), profumata con note fruttate provenienti dal dry hopping e alquanto secca. È una birra potente ma anche facile da bere, quindi sicuramente “pericolosa”. La seconda new entry si chiama invece From NZ to MC (6,2%) e, come il nome suggerisce, vuole regalare al bevitore le tipiche suggestioni della Nuova Zelanda birraria grazie all’impiego di luppoli di origine locale: Nelson Sauvin, Rakau, Wai-iti e Motueka. L’aspetto è decisamente “hazy” e non a caso il lievito utilizzato è il Vermont. Maggiori informazioni sulle due birre sono presenti sul sito di MC-77, qui e qui.

Sabato 11 luglio il birrificio Crak (sito web) festeggerà i suoi primi cinque anni di vita, organizzando un evento presso la relativa tap room. Per l’occasione il produttore veneto ha chiesto ai suoi clienti di indicare le cinque birre preferite tra quelle prodotte fino a oggi, che sono state realizzate nuovamente per diventare protagoniste del compleanno. A loro (Party Animals, Neipa, Perfect Circle, If you like Double IPA drink two of these e Smoked After Sauna) si aggiunge l’inedita Guerrilla Celebration 2020, una DDH IPA profumata, polposa, cremosa e piena che incarna tutte le esperienze acquisite e le sperimentazioni effettuate dal birrificio in questo lustro. Inoltre le sei creazioni compongono una confezione celebrativa da 24 lattine disponibile esclusivamente per il quinto anniversario di Crak.

Dal Veneto ci spostiamo in provincia di Roma dove il birrificio Agrilab ha recentemente annunciato la sua nuova Spinosa (5%). Si tratta di una Blanche piuttosto in stile, che però si concede qualche variazione sul tema. L’aromatizzazione classica delle birre di frumento del Belgio è confermata, poiché tra gli ingredienti troviamo coriandolo e scorza d’arancia, arricchiti tuttavia dall’aggiunta di timo coltivato dallo stesso birrificio – Agrilab sorge all’interno di un’azienda agricola. La base fermentescibile, invece, oltre al malto d’orzo e al frumento (non maltato) presenta una percentuale di avena. Il risultato è una birra fresca e decisamente estiva, il cui nome trae origini da una delle contrade di Campagnano (RM), comune in cui sorge il birrificio.

Restiamo a Roma per chiudere la nostra odierna rassegna con la All Together (6,5) di Hopside, locale situato in zona Ostiense. Probabilmente avrete notato che nelle ultime settimane sono state annunciate diverse birre col nome All Together (in Italia ad esempio da parte di Crak e Lucky Brews): si tratta infatti di una collaborazione globale nata da un’idea del birrificio newyorkese Other Half con l’intento di supportare il settore dell’ospitalità duramente colpito dall’emergenza coronavirus. Sul sito dell’iniziativa è possibile scaricare la ricetta della birra (una NE IPA), le grafiche per le etichette e inserire la propria All Together nell’elenco di quelle realizzate dai birrifici di tutto il mondo. Le risorse sono accessibili gratuitamente, a patto che parte del ricavato sia destinato a supportare il settore. Quella di Hopside è stata presentata venerdì scorso in occasione della riapertura del locale e sarà disponibile fino a esaurimento.

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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