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Nuove birre da Eastside, Porta Bruciata, Babylon, Bellazzi + Birrivico e The Wall

Nella scorsa panoramica sulle nuove birre italiane ci eravamo lasciati chiedendoci se l’abbassamento delle temperature avrebbe coinciso con la riapparizione delle Imperial Stout, che avevano dominato la seconda parte del 2020. La risposta ci arriva subito dal birrificio Eastside, che la scorsa settimana ha annunciato tre nuove birre appartenenti proprio allo stile di origine britannica, realizzate partendo da una base identica ma poi caratterizzate in maniera diversa. La Wasted Years Gold Label (11%) si caratterizza per un’aromatizzazione di whisky e prevede l’aggiunta di caffè Rio Bhrillante della torrefazione Faro di Roma, vaniglia del Madagascar e cannella; la Wasted Years Silver Label (11%) è aromatizzata al rum e speziata con cocco e vaniglia del Madagascar; la Wasted Years Bronze Label (11%) è infine aromatizza al brandy e speziata con cacao e vaniglia del Madagascar. Le tre birre saranno presentate in anteprima il 22 ottobre in quattro locali italiani opportunamente selezionati.

Le Wasted Years però non sono l’unica novità di Eastside, poiché il birrificio laziale qualche giorno prima ha anche presentato la sua nuova Harley Bid (7,5%). Si tratta di una Double IPA la cui ricetta prevede una discreta percentuale di frumento maltato e una luppolatura ottenuta con varietà Falconer’s Flight e Cryo Pop (un blend di luppoli rilasciato dall’azienda Yakima Chief). La fermentazione è ottenuta tramite un lievito americano piuttosto neutro, che a livello aromatico lascia il palcoscenico ai luppoli e al contributo della base dei grani. Il nome è ispirato a un fedele cliente di Eastside, appassionato chiaramente non solo di birra artigianale ma anche di Harley-Davidson.

Poiché una rondine non fa primavera – anzi autunno in questo caso – riprendiamo il discorso di apertura per annunciare la Neymus Oak Aged (8,5%), new entry del birrificio Porta Bruciata. Come avrete capito è una versione affinata in legno della Neymus, la Russian Imperial Stout del produttore lombardo, per la quale è stato utilizzato rovere francese. Il risultato è una birra potente e complessa, che nasce con l’obiettivo di bilanciare gli estremi, trovando cioè il giusto equilibrio tra il piacere della bevuta e la profonda struttura aromatica. Come da stile Porta Bruciata, la grafica della lattina è molto curata e raffigura la guglia di San Faustino in Riposo di Brescia circondata da quelle di San Basilio di Mosca (che richiamano le origini dello stile).

Va in una direzione totalmente diversa la nuova creazione del marchigiano Babylon, che invece rientra nella tipologia delle Session IPA. La birra si chiama Mr. Carlo (4,2%) ed è realizzata ricorrendo a un doppio dry hopping e impiegando lievito Verdant, capace di esaltare le note fruttate che ricordano la frutta tropicale e gli agrumi. Facile da bere come vuole lo stile, chiude con un amaro gentile ma deciso. Il nome della birra è un omaggio al mitico Carlo Mazzone, riprodotto in etichetta grazie alla sapiente mano del Pupazzaro, artista che abbiamo incrociato in passato parlando delle birre “calcistiche” del locale romano 16 Birra.

Si chiama invece Be Gold (4,5%) la Golden Ale nata in collaborazione tra Birra Bellazzi (sito web) e Birrivico Brewing (profilo Instagram) – quest’ultimo è il marchio brassicolo dello storico locale di Como. La Be Gold è definita “quasi” una English Golden Ale, perché presenta un’interessante variazione sullo stile britannico. Potreste pensare che la personalizzazione si riferisca a una luppolatura di stampo moderno, ma non è così: i malti e i luppoli sono stati scelti in chiave classica, mentre a cambiare è il lievito. Per la fermentazione è stato infatti selezionato un ceppo belga, che amplifica il ventaglio aromatico con un tocco leggermente fenolico. In realtà c’è anche un dry hopping ottenuto con varietà Mandarina Bavaria, che fornisce pennellate agrumate senza stravolgere il contributo degli ingredienti base.

E concludiamo con un’altra Stout, appartenente però al filone delle scure con avena. La quarta incarnazione del progetto Black-X del birrificio The Wall è infatti una Oatmeal Stout brassata con un ricco mix di malti caramellati e malti scuri, integrato ovviamente da un’abbondante quantità di fiocchi d’avena. Il profilo aromatico è contraddistinto da toni torrefatti e da sfumature di cacao, caramello e frutta secca, mentre la corsa è morbida e discretamente vellutata. La Black-X n° 4 (6,2%) chiude con un bel contrappunto tra dolcezza e amaro. Solitamente The Wall faceva uscire questa birra in occasione del Black Friday, quest’anno invece ha deciso di anticipare la data di qualche settimana.

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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3 Commenti

  1. Scusami Andrea, ma sei sicuro che sia corretto parlare di aromatizzazione al whisky, al rum e al brandy?

    • Credo che come in altre birre di Eastside non siano utilizzate botti ma chips imbevute o prodotti del genere. Non ho trovato un’espressione migliore, ma posso sempre correggere.

      • Ok grazie, ora è più chiaro. Avevo anche provato a reperire informazioni sul sito di Eastside, ma non c’è traccia di queste nuove birre.

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