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Assaggi e non solo: il resoconto dei quattro giorni del Brussels Beer Challenge

Tornare a viaggiare in Europa è una bella sensazione, farlo per un importante concorso birrario è a dir poco entusiasmante. La possibilità mi è stata concessa dal Brussels Beer Challenge, al quale sono tornato a partecipare dopo alcuni anni in qualità di giudice, insieme ad oltre 80 esperti da tutto il mondo. Quelli appena passati sono stati quattro giorni bellissimi, scanditi dalle sensazioni uniche che solo certi appuntamenti sono in grado di regalare, con il valore aggiunto di aver toccato con mano un pezzo importante di normalità. Il Brussels Beer Challenge si conferma un contest di primissimo livello nel panorama internazionale, grazie a numeri impressionanti (più di 1.800 birre iscritte), a un’organizzazione perfetta e puntuale e a un’impostazione che consente di entrare a contatto con la realtà birraria del luogo prevedendo visite a birrifici e locali del posto. E che giustifica un resoconto come quello che state leggendo: diversamente sarebbe stato solo una fredda cronaca degli assaggi.

Giorno 1

L’appuntamento a Bruxelles – dove il concorso è tornato a tenersi dopo diversi anni – era fissato per venerdì 29 novembre. Sono arrivato in città verso le 14,00, superando abbastanza indenne i ritardi dovuti all’organizzazione del G20 a Roma, e poi mi sono recato in hotel passando immancabilmente per la Grand Place. Tempo di sistemarmi e alle 16,00 è partito il primo appuntamento del nostro programma: una visita di un paio d’ore a piedi per le vie della capitale. Sarebbe dovuta essere una passeggiata senza birra, ma nessuno aveva creduto fino in fondo a quella terribile promessa. E infatti dopo una mezz’ora eccoci alla prima sosta alcolica: il Cafè Des Halles a Saint Gery, ricavato negli affascinanti spazi di un ex mercato coperto (con obelisco all’interno). Qui abbiamo assaggiato la Triple Saint Gery, una valida Tripel che – se non erro – è un po’ considerata la birra del quartiere.

Dopo aver ripreso la passeggiata e aver percorso diverse centinaia di metri – con un interessante fuori programma, di cui però non possiamo svelare i dettagli – siamo arrivati a ridosso del canale di Bruxelles, dove sorgevano e sorgono tuttora diversi importanti birrifici. A pochi metri di distanza sorge il locale di Brussels Beer Project (sito web), realtà dall’impostazione molto giovane che in passato ha rappresentato un vero caso di successo nel panorama brassicolo della città. Dopo una cena presso la Maison des Brasseurs della Grand Place, insieme ad altri giudici italiani ci siamo spostati allo storico Poechenellekelder (sito web), locale che merita una visita anche solo per la sua atmosfera.

Giorno 2

Sabato mattina sono finalmente cominciati gli assaggi del Brussels Beer Challenge. Ho apprezzato diversi aspetti interessanti: dal servizio con “six pack”, che ha lasciato una certa autonomia ai giudici, alla scheda di degustazione, pragmatica ma non eccessivamente sintetica. Come accennato l’organizzazione si è rivelata ancora una volta perfetta: il concorso ormai ha diversi anni alle spalle e può contare su meccanismi oliati e facilmente riproducibili. A ogni modo mettere su un evento del genere è una sfida non indifferente e restituisce il valore del lavoro compiuto dallo staff organizzativo del Brussels Beer Challenge.

Il bello del programma del concorso è che non prevede solo destinazioni birrarie, ma anche culturali e turistiche. Così dopo la passeggiata del giorno prima, sabato pomeriggio ci siamo recati a Waterloo per una visita al bel museo che ricostruisce l’ultima storica battaglia di Napoleone prima del suo esilio a Sant’Elena. Ma ovviamente non era l’unico scopo della gita, poiché subito dopo ci siamo spostati al vicino Birrificio Waterloo (sito web), situato all’interno degli ampi spazi della fattoria di Mont-Saint-Jean, riqualificati e tutelati come polo d’attrazione turistica. Oltre al birrificio è presente una piccola distilleria e un grande locale, dove si svolgono anche concerti di musica dal vivo. La fattoria e il marchio sono oggi controllati dal colosso Anthony Martin.

Giorno 3

La domenica del Brussels Beer Challenge si è aperta immancabilmente con gli assaggi per il concorso, cui è seguito un pranzo con carbonade e patatine presso il centralissimo Le Roy d’Espagne (sito web), non prima di un veloce meeting presso uno spazio di proprietà di AB Inbev con splendido affaccio sulla Grand Place. Ma il momento clou della giornata è stata la visita alla nuova sede della Brasserie de la Senne, marchio che in appena dieci anni ha raggiunto dimensioni ragguardevoli. Tanto che il recente trasloco è stato pensato nell’ottica dell’espansione produttiva dell’azienda: il grande capannone, situato in una zona industriale nel quadrante nord di Bruxelles, ospita un’ampia tap room, ma soprattutto il nuovo polo produttivo della Brasserie de la Senne. Gli spazi sono davvero immensi e muovendosi tra fermentatori e impianti di confezionamento si ha quasi l’impressione di trovarsi al cospetto di un produttore di dimensioni industriali – in realtà la capacità massima è di circa 18.000 hl annui, numeri piuttosto modesti per il Belgio.

Il fondatore Yvan De Baets ci ha guidato in un tour molto interessante, non nascondendo che gli ultimi mesi per l’azienda sono stati decisamente complicati a causa della pandemia, scoppiata peraltro proprio durante di passaggio alla nuova sede. La situazione per fortuna sta migliorando e l’impressione è che Yvan scalpiti per poter spingere al massimo il nuovo impianto produttivo. Nel frattempo le birre della casa rimangono una sicurezza: abbiamo bevuto molto bene, ma su tutte ci ha conquistato la Saison de la Senne, prodotta blendando una Farmhouse Ale con Lambic di Cantillon così da ottenere una birra sul modello delle antiche produzioni delle fattorie. Abbiamo poi chiuso la serata cenando presso il locale della Brasserie de l’Ermitage (sito web) a Saint-Gilles.

Giorno 4

L’ultima sessione di assaggi per il concorso si è tenuta lunedì mattina: concluse le finali rimanenti ci siamo concessi una foto di gruppo e poi via, verso l’ultima tappa prima del volo di ritorno. Abbiamo pranzato presso il Monk (sito web), brasserie situata a ridosso di Place Sainte-Catherine, accompagnando il cibo con alcune birre disponibili in loco e riscoprendo, ancora una volta, la confortevole sicurezza di una creazione come la Saison Dupont. Dopo gli ultimi saluti è arrivato il momento di imbarcarsi verso Zaventem per fare rientro in Italia.

Il Brussels Beer Challenge si è chiuso così, dopo quattro giorni molto impegnativi, ma anche bellissimi. È stato un piacere rivedere tanti amici da tutto il mondo – anche dall’Italia, visto quanto poco ci siamo spostati negli ultimi mesi – e fare nuove conoscenze. Gli assaggi sono stati nel complesso positivi, con un paio di categorie che mi hanno colpito molto positivamente. Se come me siete curiosi di conoscere i risultati, dovrete attendere il 22 novembre 2021, quando saranno svelati tutti i risultati di uno dei più rilevanti contest birrari del mondo.

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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