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Brews Brothers e non solo: le serie tv dedicate alla birra

Da quando è cominciato il lockdown molti di voi avranno aumentato in modo smisurato il tempo passato a vedere le serie tv. Per gli appassionati di birra l’emergenza legata la Coronavirus ha curiosamente coinciso con il lancio (in italiano) della prima serie di Netflix dedicata alla birra artigianale: Brews Brothers. Ve la ricordate? Ne scrivemmo sul sito quando fu annunciata ufficialmente, sebbene all’epoca le informazioni fossero pochissime: sapevamo che sarebbe stata una sit-com con protagonisti due fratelli beer geek, con visioni diametralmente opposte sulla bevanda e sulla vita. In questi giorni abbiamo visto qualche episodio di Brews Brothers e poiché saremmo costretti a rimanere reclusi tra le mura domestiche ancora per parecchio tempo, abbiamo pensato di parlarvi della serie Netflix e di altre produzioni televisive dedicate alla birra. Considerate la lista che segue come una serie di suggerimenti per passare il tempo libero in casa, che in questi giorni sicuramente non manca.

Brews Brothers

Brews Brothers è prodotta direttamente da Netflix e dunque è disponibile sulla celebre piattaforma di video on demand. Non aspettatevi una produzione hollywoodiana: è evidente che è stata realizzata con un budget relativamente contenuto e ciò sfortunatamente si ripercuote sulla qualità del prodotto finale. Come accennato, protagonisti sono due fratelli che gestiscono insieme il birrificio Rodman, situato nei sobborghi di Los Angeles: Willhelm ha un approccio più ingenuo e appassionato, Adam invece è il classico beer snob saccente e antipatico. Nella conduzione del birrificio sono supportati da Sarah (responsabile marketing) e Chuy (aiuto birraio), che insieme ai protagonisti completano il cast principale. Gran parte delle scene è girata all’interno del birrificio, tra la tap room e la zona di produzione.

Brews Brothers è un susseguirsi di gag e situazioni comiche che girano intorno alla birra artigianale. Si vede che alla base c’è uno studio approfondito del settore, perché tutto il contesto birrario in cui si svolgono le vicende dei personaggi è reso in maniera corretta e senza particolari sfondoni – tranne quelli forzatamente realizzati a fini narrativi. Insomma, al netto di traduzioni superficiali, non sentire parlare di “doppio malto”, “birra non fermentata” o altre amenità del genere, anzi è chiaro che alle spalle c’è la consulenza di qualcuno che si intende di birra craft. Come accennato, però, la resa è deludente, anche a causa di una sceneggiatura grossolana. In altre parole i presupposti erano confortanti, ma il risultato è a tratti imbarazzante: personalmente mi sono fermato alla quarta puntata, dopo aver assistito nell’ordine a una rissa in birrificio tra monaci belgi (veri e falsi), un rito di iniziazione tra i fermentatori con chiappe al vento e un pisello gigante disegnato sulla lavagna destinata alla tap list.

Brews Brothers è una situation comedy molto situation e poco comedy, vedendo la quale vi sfido a spingervi oltre la quarta puntata come ho fatto io. Eppure seguendola potreste avvertire una piacevole sensazione di comfort, perché i temi presenti sullo sfondo delle vicende sono riportati correttamente. Ma non è abbastanza per guardare tutti gli 8 episodi e arrivare in fondo alla prima stagione.

Brew Masters

Nel 2010 il canale Discovery Channel lanciò una serie documentario incentrata sulla figura di Sam Calagione, esplosivo fondatore del celebre birrificio americano Dogfish Head. Ogni episodio ruota intorno alla creazione di una specifica birra, seguendo tutto l’iter produttivo dalla sua ideazione fino alla realizzazione nel concreto. Se vi può sembrare un plot noioso e ridondante, dovete considerare che molte birre di Dogfish Head sono (erano) decisamente creative e innovative. La prima stagione doveva prevedere sei puntate, ma l’ultima fu prima rimandata e poi mai conclusa a causa della vicenda che avrebbe dovuto raccontare: l’apertura del brewpub all’interno di Eataly New York, che per diversi motivi fu inaugurato molto in ritardo rispetto alle previsioni. Brew Masters è una serie di ottima fattura, forse interessante più per i neofiti che per gli appassionati, ma anche questi ultimi troveranno diversi passaggi molto piacevoli. Chiaramente è totalmente incentrata sulla figura di Sam Calagione, quindi se provate delle idiosincrasie nei suoi confronti – ma vi sfido a farlo – sicuramente non riuscirete ad apprezzarla. Dovrebbe essere disponibile su Amazon Prime Video e Netflix, ma solo sulle versioni americane delle due piattaforme.

The Brewdog Show

Tra gli innumerevoli progetti di Brewdog non poteva mancare la serie tv con protagonisti i due fondatori del birrificio scozzese: Martin Dickie e James Watt. La serie fu annunciata a giugno del 2013 e andò in onda sul canale americano Esquire per tre stagioni successive. Poi l’emittente fallì e i due invece di accantonare il progetto, decisero di trasformarlo nel pretesto per lanciare una piattaforma video dedicata alla birra artigianale. Oggi quella piattaforma si chiama Drink TV ed è una sorta di Youtube della birra (e altre bevande), se non fosse che – se non sbaglio – tutti i contenuti sono professionali e di alto livello. Tra loro figura ovviamente The Brewdog Show, anche se non ho capito se gli episodi che lo compongono sono gli stessi andati in onda su Esquire o puntate inedite. Come facile immaginare la serie è molto ben confezionata e alterna momenti prettamente brassicoli ad altri di intrattenimento e cazzeggio, con i protagonisti intenti a girare i birrifici di mezzo mondo. Una produzione simile per certi versi a Brew Masters, per la quale riportiamo la stessa raccomandazione: datele un’occhiata, a meno che Brewdog non vi stia sulle scatole. L’aspetto negativo è che, prima puntata a parte, per seguire The Brewdog Show occorre pagare l’abbonamento a Drink TV.

The Beer Hunter

Michael Jackson è stato il più grande divulgatore birrario mai esistito in tempi moderni e tra i suoi innumerevoli lavori di “evangelizzazione” vanno annoverati alcuni prodotti televisivi, spesso assolutamente in anticipo sui tempi. Nel 1989 Channel 4 e Discovery Channel produssero e trasmisero la serie The Beer Hunter, nella quale lo scrittore guida il telespettatore alla scoperta della cultura birraria di nazioni e realtà molto diverse tra loro. Dimenticate le sit-com imbarazzanti, gli pseudo documentari e i finti problemi nella realizzazione di una ricetta: la serie di Michael Jackson è poesia pura, un concentrato di realtà, conoscenza ed eleganza. Metteteci che i sei episodi di The Beer Hunter sono visibili gratuitamente sul canale Youtube di MoBI (con sottotitoli in italiano) e saprete a quale attività dare la precedenza per occupare alcune ore libere nei prossimi giorni. Vi lascio con le prime parole di Jackson nella puntata dedicata alle birre del Belgio:

Mi chiamo davvero Michael Jackson, ma non canto e non bevo Pepsi. Bevo birra! Faccio questo per vivere e giro il mondo per gustare birre e scrivere di quelle che mi sono piaciute. È un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo!

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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Un commento

  1. Avatar

    sono riuscito a trovare solo Brew Brothers. Consigli su dove trovare gli altri?

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