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Birrovagando per l’Europa Centrale (parte II): Repubblica Ceca

Dopo la prima puntata della scorsa settimana, dedicata a Bamberga, Oberfranken e Norimberga, riprendo il resoconto del mio viaggio estivo che mi ha visto muovermi in alcune regioni dell’Europa centrale alla ricerca delle loro antiche (e non solo) tradizioni brassicole. Oggi è arrivato il momento di raggiungere la Repubblica Ceca.  Prepararsi per un viaggio birraio nella terra della “Pivo” (“birra” nell’idioma locale) non è semplice. Escludendo Praga, il resto delle zone non è coperto da molte pubblicazioni in lingua inglese, se si esclude l’ottimo (ma anche datato) “Good Beer Guide Prague&Czech Republic” (Evan Rail, CAMRA). Oltre a quest’ultimo ho utilizzato quindi informazioni reperite sul gruppo Facebook “Czech beer Fan Club”. La Repubblica Ceca è famosa per le sue Pilsner, ma anche per un’ampia famiglia di basse fermentazioni. Le Lager ceche sono generalmente suddivise in classi di gravità (Výčepní – leggera, Ležák – media, Speciální – speciale) e colore (Světlé – chiara, Polotmavé – ambrata, Tmavé – scura).

Partendo da Norimberga (la mia ultima tappa in Franconia), mi sono diretto verso Plzen, città con un’importanza capitale nella storia della nostra bevanda.

Plzen

Da Norimberga a Plzen sono poco più di due ore di macchina. Pochi chilometri prima di attraversare il confine si può optare per l’autostrada o per la strada panoramica tra i monti dei Sudeti Occidentali. Opto per la seconda e lungo l’itinerario faccio una sosta nella località di Dobrany. Sulla piazza principale è situato l’hotel Modrá Hvězda dove ha sede l’omonimo birrificio con annessa tap room (sito web). La bontà delle produzioni (eccezionale la Dobřanská desítka 10°) fa a pugni con l’estrema scortesia del personale. Per il malfunzionamento del POS del locale e la mancanza di moneta locale del sottoscritto (non avevo ancora ritirato) vengo malamente allontanato dal locale (però con birra offerta).

Giunto a Plzen e sistemati i bagagli in hotel mi dirigo alla Pilsner Urquell (sito web), dove avevo prenotato una visita guidata. Si tratta di un birrificio storico, che ha lanciato il dominio delle Pilsner nel mondo della birra e la sua visita è un must per ogni appassionato. Il tour è ben organizzato e della durata di un’ora e mezza, si conclude negli spettacolari depositi sotterranei dove viene offerta una freschissima Pilsner Urquell non filtrata. Il birrificio, insieme al locale Na Parkanu, situato nel pieno centro della città, è l’unico luogo al mondo dove si può degustare la versione non filtrata della storica birra ceca.

Plzen, pur essendo una città prevalentemente industriale, presenta un centro storico con tanto verde e molto piacevole da visitare. La Pilsner Urquell la fa da padrone nella stragrande maggioranza dei locali, ma anche qui le birre artigianali hanno fatto la loro comparsa. Sono stato al Pivotecka (sito web), un beershop che possiede una tap room (mal segnalata) 200 metri più avanti rispetto alla sua posizione su Google Maps. Qui ho degustato una American Pale Ale del birrificio Primator (sito web) e una una IPA del birrificio Drevak (sito web). Altro posto da segnalare in zona è la Pivovar Raven (sito web), situata appena nella periferia nord della città, caratterizzata da un’amplissima produzione molto focalizzata su IPA e similari.

Karlovy Vary

Seconda tappa in Repubblica Ceca è stata la città di Karlovy Vary. Famosissima per le sue terme, è frequenta soprattutto da turisti russi e dell’Asia centrale. La città si estende lungo il corso del fiume Tecla e presenta numerosi edifici barocchi e Art Noveau, intervallati da hotel di lusso e fonti di acqua termale. Dal punto di vista birrario sono due i posti che secondo me meritano di essere segnalati. Il primo è il Beer&Láska (pagina Facebook), un beershop con annessa tap room situato in uno scantinato appena fuori dal centro città. Il proprietario parla un ottimo inglese e appena scopre che sono uno straniero si prodiga nel farmi assaggiare quelli che ritiene i prodotti migliori. Fra le bevute segnalo la Ossegg (sito web), dell’omonimo birrificio di Praga, una Pilsner considerata dagli appassionati la risposta craft alla classica Urquell.

Altro posto da non perdere è la Pivovar Karel IV (sito web). Si tratta di un brewpub, poco lontano dal centro della città. Il cibo è buono ed economico e al momento della mia visita erano presenti alla spina tre interessantissime birre della casa in puro stile ceco: una Světlý 11°, una Polotmavý 12° e una Tmavý 13°.

La giornata successiva decido di esplorare la regione. La prima tappa è il pittoresco villaggio di Loket, a una ventina di chilometri da Karlovy Vary. Dopo una visita all’interessante castello è d’obbligo una fermata alla Svaty Florian Brewery (sito web). Aperto nel 2006, occupa i locali di un antico maltificio ed è possibile sia mangiarvi, sia pernottarvi. Prima della Seconda Guerra Mondiale questa era una zona abitata da tedeschi e l’influsso si risente nelle birre prodotte: Keller, Dunkel, Weisse, Helles e Pilsner.

Sempre a una ventina di chilometri da Karlovy Vary, ma questa volta ad est, si trova il villaggio di Velichovský. Nulla a che vedere con la bellezza di Loket, ma vale comunque la pena una breve sosta al birrificio Forman con la sua terrazza che affaccia su una stradina di montagna e i suoi interni polverosi. Purtroppo al momento della mia visita la birra locale, la Forman (di cui avevo letto ottime recensioni) non è disponibile e mi devo accontentare di assaggiare una più comune Lager della Ferdinand.

L'autore: Niccolo' Querci

Bergamasco di nascita. Vive a Bruxelles dal 2011 dove si occupa di politiche energetiche. Ha ottenuto la qualifica di Beer Sommerlier presso la Beer Academy di Londra. Ama girovagare per il Belgio e per l'Europa per scoprire nuovi birrifici e nuove birre. Ha una predilezione per le Saison e una venerazione per la birra trappista Orval.

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