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Una gita tra Belgio e Francia: un tour birraio tra l’Hainaut e l’Avesnois

La zona al confine fra Belgio e Francia, nel tratto che delimita la provincia belga dell’Hainaut e quella francese dell’Avesnois, offre paesaggi bucolici e natura incontaminata. Raggiungibile in automobile con un’ora di viaggio da Bruxelles e un’ora e mezza da Lille, la regione, situata ai piedi delle Ardenne, offre un susseguirsi di foreste, piccoli corsi d’acqua e “bocage” (prati e fattorie). Antica contea imperiale, la provincia dell’Hainaut fu ereditata da Carlo d’Asburgo (il futuro Carlo V) nel 1506. Nel 1556 Filippo II la incorporò alla corona spagnola e nei secoli successivi passò sotto il controllo di diverse potenze europee fino al 1839, quando fu annessa finalmente al Belgio. L’Avesnois è invece un arrondissement conosciuto principalmente per l’omonimo parco naturale e per il Maroilles, tipico formaggio locale di latte vaccino, a pasta molle e crosta lavata. Quest’area a cavallo tra Belgio e Francia è anche molto interessante a livello birrario.

La mia prima tappa è la Brasserie de l’Abbaye des Rocs (sito web). Situato nel piccolo villaggio belga di Audregnies, a pochi chilometri dal confine francese, è uno dei più antichi produttori artigianali del Belgio. Il birrificio nasce nel 1979 per opera di Jean Pierre Eloir, che prima di allora era un homebrewer, e della moglie Marie-Jeanne Bertiau, con il nome di Brasserie Eloir-Bertiau. All’epoca rappresentò il primo microbirrificio artigianale della nuova era, poiché prima di allora nel paese non era possibile produrre birra in piccole quantità a fini commerciali. I coniugi Eloir ottennero una deroga e così nacque il movimento dei birrifici artigianali in Belgio.

La prima birra prodotta venne chiamata Abbaye des Rocs, in onore della vicina Abbazia di Crespin, dove un tempo si produceva birra. Il complesso fu distrutto durante la Rivoluzione Francese e oggi sono visibili solo alcuni ruderi. Nel 1991 l’azienda mutò il proprio nome in Brasserie des Rocs, per poi diventare finalmente Brasserie de l’Abbaye des Rocs. Oggi il birrificio si divide fra lo storico sito di produzione, situato nel comune di Audregnies, e Le Village du Moulin, un mulino risalente al XII secolo con annessa fattoria dove si trovano gli uffici, lo shop e l’Arts Brocs Cafe, il locale dove è possibile degustare le birre. Per un sosta il consiglio è di recarvi a questo secondo indirizzo, poiché il primo è visitabile solo su appuntamento.

Al momento della mia visita vengo accolto dal simpatico Marcus, un cagnone giocherellone, e dalla proprietaria. Il caffè purtroppo è chiuso causa Covid, ma ne approfitto per rimpinguare la mia cantina con i prodotti locali tra cui la buonissime Blanche des Honelles e Montagnarde (Belgian Strong Ale) e la novità Triple Imperiale (un’edizione limitata di una Triple invecchiata in botte).

Dalla Brasserie de l’Abbaye des Rocs si impiegano poco più di 10 minuti di automobile per arrivare in Francia. Si entra nell’Avesnois e nel suo bellissimo parco naturale. La prima tappa è la Brasserie au Baron (sito web), i cui prodotti negli ultimi anni hanno cominciato a riscuotere un discreto successo anche in Italia. Il birrificio è situato nel villaggio di Gussignies, nel cuore pulsante dell’Avenois, in una valle pittoresca attraversata da un ruscello di montagna. L’azienda, di proprietà della famiglia Bailleux, nasce come un piccolo bistrot di villaggio e diventa birrificio artigianale nel 1989. È dotata di un ristorante con una bella terrazza che affaccia su un ruscello. In un edificio laterale c’è il birrificio con annesso shop dove, oltre alle birre prodotte in loco (a prezzi veramente ottimi), vengono venduti sidri, formaggi e salumi delle fattorie della zona.

I prodotti brassicoli valgono il viaggio. Ho assaggiato le buonissime Cuvée des Jonquilles (Bière de Garde) e Saint Menard Ambrée (Saison ambrata) alla spina. Peraltro è estremamente consigliato mangiare in loco: la cucina è di alto livello e a prezzi onesti. Per chi ama lanciarsi in assaggi non da tutti i giorni consiglio l’“escaveche anorienne” (scapece locale) e l’“andouillette flambee” (insaccato di intestino di maiale), due autentiche specialità francesi. Luogo veramente interessante in cui tornerò presto.

Dalla Brasserie Au Baron mi dirigo alla cittadina di Le Quesnoy, una città murata all’interno del Parco dell’Avensois. Le Quesnoy ha la particolarità di aver conservato le sue mura del XVII secolo intatte e di essere entrata nei libri di storia per essere stata uno degli ultimi avamposti tedeschi a cadere durante la Prima Guerra Mondiale. A espugnarla, con pochissimi danni per la popolazione civile, fu una divisione neozelandese, che ancora oggi viene onorata in città con nomi delle vie e un monumento.

A Le Quesnoy, fuori dal centro storico e in un via non particolarmente ben segnalata, ha sede la Brasserie Traditionnelle de l’Avesnois (sito web). È nata nel 2018 e si è installata nella cittadina nell’aprile del 2019, su iniziativa del birraio Pierre Pronnier, detto “La Pronne”. Il birrificio consiste in un capannone con impianti a vista e tap room annessa. La filosofia dell’azienda punta alla sperimentazione e all’utilizzo di prodotti del territorio. In loco assaggio una freschissima Pronne Sauvage, una Belgian Blond luppolata con luppoli selvaggi del Parco Naturale dell’Avesnois, e la TNT, una Tripel torbata e con retrogusto piccante, brassata in collaborazione con la Brasserie Au Baron. Entrambe ottime.

Ultima tappa prima di rientrare a Bruxelles è la celebre Brasserie de Blaugies (sito web). Si tratta di un piccolo birrificio a conduzione famigliare nella località di Dour, un villaggio a vocazione agricola al confine fra Belgio e Francia. Purtroppo gli orari che si trovano in rete non corrispondo a quelli reali di apertura in tempo di Covid. Stessa sorte con il ristorante Le Fourquet (pagina Facebook), situato giusto di fronte al birrificio e di proprietà della stessa famiglia. Sarà per il prossimo giro!

L'autore: Niccolo' Querci

Bergamasco di nascita. Vive a Bruxelles dal 2011 dove si occupa di politiche energetiche. Ha ottenuto la qualifica di Beer Sommerlier presso la Beer Academy di Londra. Ama girovagare per il Belgio e per l'Europa per scoprire nuovi birrifici e nuove birre. Ha una predilezione per le Saison e una venerazione per la birra trappista Orval.

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