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Arrivano i Mondiali, ma qui li disputiamo con la birra

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mondiali-brasile-2014-lelenco-completo-dei-trentadue-paesi-qualificati_1_bigLa febbre per i Mondiali di calcio in Brasile cresce quotidianamente e ormai ci siamo: il torneo inizierà ufficialmente giovedì prossimo con i padroni di casa che sfideranno la Croazia. Poiché ormai ne parlano tutti, lo facciamo anche qui su Cronache di Birra, ma la domanda nasce spontanea: come combinare birra e calcio? Semplice, con il giochino che già facemmo due anni fa per i mondiali. Il funzionamento è tutt’altro che complicato: disputare idealmente il torneo, considerando non la forza calcistica delle squadre, ma quella birraria. Ovviamente partendo dai gironi già stabiliti e dagli accoppiamenti previsti per le fasi a eliminazione diretta. L’idea vi intriga? Allora continuate a leggere per scoprire chi vincerà questi Mondiali birrari, sempre che abbiate la forza di arrivare fino in fondo…

Gruppo A (Brasile – Croazia – Messico – Camerun)

Partiamo con un girone privo di paesi dalla lunga tradizione brassicola. A parte il Camerun, squadra cuscinetto, le restanti tre squadre lottano fino alla fine per il passaggio del turno. La prima piazza spetta al Brasile, forte di un movimento birrario giovane e in ascesa, da tenere sott’occhio negli anni a venire. Molto combattuto il testa a testa tra Messico e Croazia per la seconda posizione: in molti avrebbero puntato sulla piccola nazione europea, invece è il Messico ad avere la meglio, grazie ad a un’insospettabile propensione brassicola emersa negli ultimissimi tempi.

Gruppo B (Spagna – Cile – Olanda – Australia)

Girone molto più intrigante del precedente, dove mancano superpotenze birrarie ma sono presenti nazioni piuttosto interessanti. A parte il Cile, presente solo per onor di firma, Spagna, Olanda e Australia rappresentano squadre giovani ed emergenti, destinate a crescere in futuro. I Paesi Bassi conquistano la prima posizione nel girone, grazie a un movimento frizzante che unisce tradizione e modernità, oltre a un buon livello medio delle produzioni. L’Australia conferma la sua forte ascesa nel panorama brassicolo internazionale, ma è la Spagna ad avere la meglio grazie a una cultura birraria più moderna, influenzata dalla correnti continentali.

Gruppo C (Colombia – Grecia – Costa d’Avorio – Giappone)

Forse il girone col più basso contenuto brassicolo dei Mondiali, in cui il Giappone si staglia sugli avversari grazie al suo giovane ma emergente movimento brassicolo. Il resto è un susseguirsi di gesti tecnici di una pochezza disarmante, con la Grecia che alla fine passa il turno quasi per inerzia. Gli ellenici conquistano la seconda fase della competizione, ma i tifosi sono tutt’altro che tranquillo.

Gruppo D (Uruguay – Costa Rica – Italia – Inghilterra)

Finalmente si comincia a far sul serio e scendono in campo i pezzi da novanta. L’Inghilterra è una delle squadre destinate ad arrivare lontano nella competizione, capace di mettere in mostra una solidità imbarazzante che le vale il primo posto nel girone. La nostra Italia tuttavia non sfigura e ottiene la seconda piazza con una certa tranquillità, dimostrando maturità e una buona tecnica generale. A Uruguay e Costa Rica rimangono solo le briciole e un biglietto aereo per il ritorno in patria.

Gruppo E (Svizzera, Ecuador, Francia, Honduras)

Il Gruppo E è privo di superpotenze birrarie, ma il livello di Francia e Svizzera – pur lontano da altre eccellenze – è troppo superiore a quello di Ecuador e Honduras. La Francia si piazza prima nel girone, grazie a un movimento che timidamente sta provando a strutturarsi in modo definitivo. La Svizzera può invece far valere una predisposizione brassicola di vecchia data, sufficiente per ottenere il pass per la seconda fase.

Gruppo F (Argentina – Bosnia – Iran – Nigeria)

Girone molto particolare, in cui Iran e Nigeria praticamente si autoescludono a causa della loro bassa affinità con la birra. Argentina e Bosnia non sono certo squadre di livello interessante, ma la situazione nel gruppo è tale da permettere loro di passare rispettivamente prima e seconda. Ma chissà quanto riusciranno ad andare avanti nella competizione…

Gruppo G (Germania – Portogallo – Ghana – USA)

In questo girone il destino sembra già segnato: Germania e USA sono nazioni troppo forti per Portogallo e Ghana, che invece si attestano su livelli a dir poco mediocri. Allora i riflettori si spostano immancabilmente sulla sfida per la prima posizione nel gruppo, ben più combattuta di quanto si potrebbe pensare. Alla fine la spunta la Germania solo per differenza reti, ma gli USA si dimostrano forti e combattivi come non mai. Nella seconda fase saranno un brutta bestia per chiunque.

Gruppo H (Belgio – Algeria – Russia – Corea del Sud)

Altro girone senza storia, in cui le due squadre più forti (Belgio e Russia) sono già sicure del passaggio. Il Belgio conquista la prima posizione nel gruppo grazie alla voglia di rivalsa dopo la sua assenza ai passati Europei, sebbene i fasti del passato siano un ricordo lontano. La Russia ottiene facilmente la seconda piazza, potendo contare anche su un movimento pieno di risorse. Gli accoppiamenti per la seconda fase sono decisi…

Primo ottavo di finale: Brasile – Spagna

Si parte subito con un ottavo di grande spessore, in cui si scontrano due movimenti brassicoli giovani e in forte ascesa. La partita è infatti molto bella ed equilibrata, valorizzata da alcuni spunti tecnici interessanti. Le squadre giocano un calcio frizzante, ma le difese sono quantomai ballerine: i tempi regolamentari finiscono col punteggio di 3 a 3 e ai supplementari assistiamo a un altro gol per compagine. Alla lotteria dei rigori vince il Brasile, sostenuto dai tifosi di casa. Alla Spagna resta l’amarezza per una partecipazione non particolarmente fortunata, ma con la sicurezza di aver intrapreso una strada brassicola quantomai valida.

Secondo ottavo di finale: Giappone – Italia

Negli ottavi di finale i nostri ragazzi incontrano il Giappone: una squadra sulla carta più debole, ma capace di impensierire anche le compagini esperte. In altri tempi di fronte a una avversario del genere il nostro movimento avrebbe accusato la sua scarsa solidità, ma nel 2014 le cose sono cambiate. L’Italia gioca una partita disciplinata e attenta, e un paio di spunti importanti bastano per fissare il risultato finale sul 2 a 0. Per il Giappone c’è ancora molto da lavorare sul gioco corale e la tecnica di base.

Terzo ottavo di finale: Francia – Bosnia

Partita brutta e noiosa, nel quale si affrontano due squadre senza interpreti di rilievo. Un gol nel secondo tempo assicura alla Francia il passaggio del turno, ma i tifosi sugli spalti escono sconsolati a causa del pessimo spettacolo offerto dalle due formazioni.

Quarto ottavo di finale: Germania – Russia

La Germania non è più l’armata stratosferica che dominava il mondo della birra in lungo e in largo, ma alcuni giovani innesti recenti le hanno fornito nuova linfa. E dunque la Russia deve arrendersi di fronte alla qualità degli avversari, pur mostrando qualche lampo apprezzabile. Il risultato finale recita un indiscutibile 3 a 1 per i tedeschi, che passano ai quarti.

Quinto ottavo di finale: Olanda – Messico

Il Messico parte sulla carta sfavorito, ma comincia la sua partita mettendo in difficoltà gli avversari e trovando persino il gol, con un giocatore viennese naturalizzato messicano. La reazione dell’Olanda è però ordinata ed efficace: il pareggio arriva tramite un calciatore trappista, mentre il gol del definitivo 2 a 1 sopraggiunge a un quarto d’ora dal termine grazie all’invenzione di uno dei giovani della squadra.

Sesto ottavo di finale: Inghilterra – Grecia

Partita a senso unico, con l’Inghilterra che strapazza gli avversari senza pietà. Alla fine dei novanta minuti il tabellone indica un perentorio 5 a 0 e i tifosi greci arrivano persino ad applaudire i calciatori inglesi.

Settimo ottavo di finale: Argentina – Svizzera

Il penultimo ottavo non offre grandi spunti d’interesse, con il risultato che non si schioda dallo 0 a 0 neanche alla fine dei tempi regolamentari. Quando ormai sembrava destinata ai rigori, la sfida prende però una piega inaspettata: la Svizzera passa in vantaggio all’ultimo minuto del secondo tempo supplementare e beffa l’Argentina passando ai quarti.

Ottavo ottavo di finale: Belgio – USA

Accoppiamento clamoroso negli ottavi, con una sfida che vale quasi una finale. Il Belgio inizia la partita nel migliore dei modi, forte ancora della volontà di riscattarsi due anni dopo gli Europei. La tradizione brassicola della squadra si manifesta con eccezionali colpi di classe, che valgono addirittura il doppio vantaggio: è un attaccante della nuova leva a segnare su punizione l’1 a 0, dieci minuti più tardi è una delle vecchie glorie a raddoppiare prima dell’intervallo. Gli USA tornano in campo con un piglio diverso e il tema della partita cambia: neanche cinque minuti e gli americani accorciano le distanze. Di fronte al gioco moderno e corale degli avversarsi, i belgi mostrano confusione e approssimazione, arrivando a tentare di copiare (con pessimi risultati) le soluzioni tattiche degli avversari. Il pareggio è quasi automatico ed è il preludio al clamoroso ribaltone: in pieno recupero arriva il terzo gol degli Stati Uniti. Per il Belgio un’altra delusione, anche se questa volta la dea bendata ha avuto la sua responsabilità.

Primo quarto di finale: Brasile – Italia

Sfida decisamente intrigante tra due movimenti brassicoli giovani e in ascesa. I giocatori hanno buone qualità da ambo le parti e si conoscono bene. La partita è divertente e interessante, ma la nostra nazionale si dimostra superiore ben oltre le aspettative: il risultato finale recita un netto 3 a 0, che punisce oltremodo i brasiliani. Ma è solo un dettaglio, l’importante per noi è aver conquistato una storica semifinale.

Secondo quarto di finale: Germania – Francia

Altro accoppiamento fortunato per la Germania, che si sbarazza della Francia con il risultato di 3 a 1. Il punteggio però non deve nascondere i problemi di stanchezza dei tedeschi, che, al riposo sul 2 a 0, nel secondo tempo subiscono il gol degli avversari, che poco dopo colpiscono anche un palo. Il 3 a 1 arrivano solo a ridosso del novantesimo.

Terzo quarto di finale: Olanda – Inghilterra

Alla faccia dei pronostici che la vorrebbero agnello sacrificale dell’Inghilterra, l’Olanda parte a testa bassa e nei primi venti minuti si rende pericolosa in più di un’occasione. Gli inglesi però tengono botta senza troppi patemi e alla prima occasione colpiscono con tutta la loro classe: 1 a 0. Nella ripresa l’Olanda cerca di raggiungere il pareggio, ma sempre con minore convinzione. L’Inghilterra raddoppia alla mezz’ora e a quel punto la partita è finita. L’Olanda lascia però i Mondiali a testa alta.

Quarto quarto di finale: USA – Svizzera

Partita che sarebbe stata senza storia a priori, figuriamoci dopo l’entusiasmante vittoria degli USA negli ottavi di finale. Il risultato non ammette repliche: 4 a 0 per gli americani, che a questo punto sono la squadra più in forma del torneo.

Prima semifinale: Italia – Germania

In semifinale si rinnova la sfida secolare tra Italia e Germania, che danno vita a una partita palpitante e bellissima. La Germania parte subito a spron battuto e al decimo del primo tempo è in vantaggio. Il suo gioco non è bellissimo da vedere ma mette in costante difficoltà gli azzurri, grazie alla solidità della difesa e alla forza fisica a centrocampo. Pian piano però i nostri prendono coraggio e iniziano a conquistare metri e pallino del gioco, mostrando non solo giocate estemporanee, ma una manovra collettiva di buon livello. È però un colpo di genio a regalare il pareggio, che arriva al 25°. A quel punto in molti si aspetterebbero una reazione tedesca e invece sono ancora i nostri a sfiorare il gol: anche solo pensare di giocarsela alla pari con i tedeschi sarebbe stato impensabile qualche anno fa. Nel secondo tempo l’Italia passa addirittura in vantaggio, ma è il bomber Keller a fissare immediatamente il risultato sul 2 a 2. Complice il caldo, la stanchezza si fa sentire e il gioco ne risente: saltano gli schemi e le squadre si allungano. Nei tempi supplementari è chiaro che il risultato potrebbe sbloccarsi solo con una giocata, ma i tedeschi non sembrano in grado di aggiungere creatività alle loro giocate. Ecco che allora è l’Italia a estrarre il coniglio dal cilindro: un’acrobazia in area avversaria vale il 3 a 2 finale. Una vittoria conquistata in piena Zona Cesarini!

Seconda semifinale: Inghilterra – USA

La seconda semifinale è uno scontro titanico tra due squadre che interpretano un calcio molto simile: d’altro canto la scuola americana deve molto agli insegnamenti arrivati negli anni dall’Inghilterra. Gli USA sono una compagine forte, solida, senza apparenti punti deboli. Gli inglesi da parte loro uniscono tradizione e innovazione in un mix letale che non ha eguali in Europa e nel mondo. Il risultato è una partita combattuta ma avara di gol, giocata a viso aperto ed estremamente coinvolgente. Qualche anno fa forse il risultato finale sarebbe andato ad appannaggio degli americani, ma negli ultimi tempi la federazione inglese è riuscita a rilanciare il movimento con gli innesti di tanti giovani talentuosi. E così nel secondo tempo a segnare è proprio l’Inghilterra: il gol è una prodezza di una bellezza sconvolgente, dal quale gli USA non riescono più a riprendersi. Dopo il trionfo agli Europei, ora l’Inghilterra può conquistare anche la massima competizione calcistica.

Finalissima: Italia – Inghilterra

Finale tutta europea tra due squadre diverse, ma di grande prestigio. In apertura di match sono i giovani delle due squadre a mettersi in mostra: al ventesimo del primo tempo siamo sull’1 a 1 grazie a due gol arrivati a breve distanza l’uno dall’altro. La partita è bella e combattuta, con i nostri che non sfigurano di fronte ad avversari di ben altra levatura. Nel secondo tempo a fare la differenza è però la tradizione dei nostri avversari, che si traduce in esperienza e abitudine a lottare per grandi traguardi: il 2 a 1 è una doccia fredda per le nostre ambizioni, ma sancisce la superiorità degli avversari. La partita si conclude così, con l’Inghilterra che festeggia la vittoria dei Mondiali e i nostri ragazzi che tornano a casa a testa alta, con il traguardo raggiunto di una storica finale.

Soddisfatti di questi mondiali birrari? Se avete recriminazioni da muovere prendetevela con l’arbitro (cioè il sottoscritto).

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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12 Commenti

  1. Il Giappone ha un movimento di altissima qualità, la sua Coverciano è il Bakushu Popeye di Sumida (Tokyo)….

  2. Ciao,
    non sono daccordo con l’uscita dell’Australia nella fase a gironi.
    Al di là delle birre che conosco poco, esistono dei siti web per homebrewing che vendono cose pazzesche, mi ci ero imbattuto l’anno scorso.
    Ed immagino che se esistono dei siti del genere è perchè hanno mercato, interno e non, quindi segno che “una cultura birraria più moderna” e matura è forse più attribuibile all’Australia che alla Spagna.

    Per il risultato finale il match Ing-USA è stata una finale anticipata: forse addirittura la doppietta europeo/mondiale per l’Ing è un po troppo… ma vabbè questo è il calcio… emhmh…. la birra 🙂

    Ciao

    • Andrea Turco

      Ti svelo un retroscena: inizialmente tra Spagna e Australia avevo fatto passare l’Australia, salvo poi dimenticarmelo. Quindi dagli ottavi avevo inserito la Spagna. A quel punto invece di riscrivere tutto ho “acchittato” il loro girone. Scandalo combine per Cronache di Birra! 🙂

  3. ottimo articolo! divertente
    se posso puntualizzare però manca la finale terzo/quarto posto che visto le 2 squadre sarebbe da giocare…

  4. Andrea Tambone

    Ma sulla spagna non aveva vinto il brasile ai quarti?

  5. I movimenti brassicoli in Colombia e Cile sono molto in crescita. In Colombia, ispirati soprattutto da birrai di ritorno dagli o formati negli USA (la Colombia è il Paese latinoamericano con più stretti legami con gli USA). A Bogotà, la Bogotà Beer Company è una potenza con una dozzina di pub di proprietà e una gamma variegata con qualche birra più che bevibile (meglio le costanti delle stagionali) e una vocazione alla crescita. Tra le micro di Medellin, Tres Cordilleras e Cerveceria Apostol fanno birre ispirate alla tradizione tedesca, con un buon lovello e costanza produttiva (provate solo in bottiglia, ma con gusto). E’ un movimento in crescita (circa l’1% del mercato colombiano della birra, che comunque è vasto e in condizione di oligopolio), anche se panalizzato dall’alto costo delel importazioni delle materie prime. E forza Colombia ai mondiali!

  6. Solo 2 note.. Sul girone A avrei fatto passare primo il Messico perchè il Brasile un top player come la Moctezuma Noche Buena non credo ce l’abbia. Poi non condivido la semifinale: la Germania secondo me ci è ancora superiore. Sulla qualità delle birre non voglio entrare perchè si va su valutazioni prettamente soggettive (anche se continuo a preferire il made in Deutschland). Però faccio 2 riflessioni:
    1) in Italia, specie lontano dai grandi centri abitati, ci sono luoghi dove trovare una buona birra è utopia (la regola è quella del barettino con le solite 5/6 industriali), mentre nella BundesRepublik pure nel paesino + sfigato una gasthaus / un biergarten di livello non manca mai !
    2) prezzi: in Germania la buona birra costa nettamente meno di quello che si paga in Italia e se nel confronto tiriamo dentro il rapporto qualità prezzo ci fanno neri !

  7. Vorrei evidenziare come a questo mondiale non sarà presente nessuna squadra scandinava. Evidentemente le loro Imperial stout, col caldo che c’è in Brasile, avrebbero trovato poco spazio….magari fra 4 anni in Russia faranno un figurone :)))

  8. Corea del Nord? Andrea, metti le mani avanti e dici che dovremo vergognarci? 😉

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