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E poi ci lamentiamo del costo della birra in Italia…

article-0-072C2079000005DC-677_468x706Peccato, oggi avevo in mente un bel giochino. O un quiz per l’esattezza, sullo stile di “Ok, il prezzo è giusto”. Il costo da indovinare sarebbe stato quello della birra che vedete nell’immagine: una bottiglia da 12 litri di Vieille Bon Secours. Ma ormai il tentativo sarebbe inutile, visto che la notizia sta facendo il giro di tutti i siti del mondo. Per i pochi che non lo sapessero, la birra è quasi regalata: costa appena 700 sterline, quasi 790 euro al cambio attuale. Esiste in un solo esemplare – gli altri tre sono già stati acquistati – ed è venduta da un ristorante di Londra, il Belgo. Ah, ovviamente è la birra più cara del mondo, se qualcuno avesse dubbi…

La Vieille Bon Secours è una creazione di Caulier, birrificio belga che produce una vasta gamma di birre. Le quattro bottiglie sono state conservate per una decade dal ristorante londinese, che recentemente ha deciso di metterle in vendita. Certo che dieci anni di invecchiamento non sono pochi, ma lo chef del Belgo ha fugato ogni dubbio, dichiarando di essere incerto sullo stato della birra dopo tutto questo tempo.

La bottiglia è così grande e pesante che per versarne il contenuto servono almeno due persone. Con una pinta a testa ci bevono una ventina di persone, al prezzo di 35 sterline a bicchiere. La birra “ha un gusto complesso, con aromi citrici, di caramello e toffee e note di liquirizia e anice”: insomma qualcosa di assolutamente inedito, che vale tutti i soldi che chiede.

Siamo di fronte alla più spudorata operazione commerciale riguardante la birra artigianale? Probabile. I precedenti simili non sono pochi, ma il prezzo della Vieille Bon Secours supera di gran lunga ogni altro tentativo. Con buona pace di chi aveva come sogno irrangiugibile la Utopias dell’americana Samuel Adams.

Personalmente ci ho pensato: volevo comprare il biglietto aereo andata e ritorno per Londra, cenare al Belgo e innaffiare il tutto con l’ultima bottiglia disponibile. Naturalmente non è vero. Nel frattempo su Ratebeer è stata organizzata una colletta tra i raters più incalliti per assaggiare (e ovviamente valutare) l’ultimo esemplare di Vieille Bon Secours. Anche questo non è vero, almeno spero.

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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117 Commenti

  1. Solo da noi l’artigianale scade dopo un anno? 😉

  2. la birra artigianale in italia non e’ che costa poco…anzi! se si va’ alla fonte (nei birrifici) qualcosa si risparmia! io faccio cosi’! ciaaaaaao

  3. i prezzi delle birre artigianali italiane sono esagerati. è vero, se si va alla fonte si risparmia un pò, ma sono comunque ingiustificatamente troppo alti. A parte la considerazione che non tutti possono andare alla fonte. Preferisco comprare allo stesso prezzo (ma anche meno) delle ottime artigianali americane, inglesi, danesi, norvegesi o belghe. produttori di birre artigianali italiani: meditate…..

  4. @i am hoppy
    Non ti seguo.Spendi la stessa cifra,ma per birre straniere:quindi se il problema non è di prezzo a che ti riferisci..?

  5. birre italiane sempre! ora sto’ bevendo una splendida biboch! he’ he’…l’arioli ci sa’ fare!

  6. Personalmente ritengo che si la birra artigianale costa un po’ troppo in italia ma dobbiamo considerare che il 95% dei birrifici ha meno di due/tre anni con tutti gli impianti/locali/attrezzature ecc. ecc. ancora da ammortizzare.
    Chi produce birre all’estero e vini in italia sono anni e anni che sono sul mercato e i propri impianti sono già abbondantemente ammortizzati.
    Bisognerà vedere però se tra qualche anno anche i prezzi delle artigianali italiane si abbasseranno. Certamente sarà una questione da tenere strettamente sotto controllo.
    L’unica, secondo me, è aspettare…

  7. @Rik

    infatti chi il birrificio ce l’ha da 5-10+ anni i prezzi li ha abbassati… contaci! io credo ancora a babbo natale, fai te…

  8. @ Lorenzo
    Se spendo in Italia gli stessi soldi per una artigianale americana, inglese, danese, belga o norvegese (ma ho detto: a volte anche di meno) vuol dire che in quei paesi la birra costa meno che da noi. Fortunati loro. E non credo che in quei paesi facciano birre artigianali di minore qualità delle nostre. Questo è un tema caldo, che va approfondito, se non si vuole far spegnere l’interesse della gente per le birre artigianali italiane.

  9. @ Rik
    Secondo te davvero ci saranno produttori italiani che ammortizzati i costi rinunceranno ai loro profitti abbassando i prezzi? Bisogna subito invertire il trend, se si vuole davvero incintivare a bere bene ad un prezzo accessibile. Meditate produttori…..

  10. Zucchero Sugar Frocianari

    I am hoppy quali birre americane bevi? Hai idea di che numeri faccia la stone? Lì il concetto di microbirrificio è un po’ più ampio che da noi. Credo (ma non sono informatissimo quindi aspetto smentite) che i volumi di Baladin in persona reggano poco il confronto con i più famosi “micro” birrifici americani. E poi costano così poco davvero? L’hai mai pagata una stone o l’hai bevuta solo offerta? Costa poco? A me risultano abbastanza dispendiose tutt’ora.. inoltre parliamo di una catena di distribuzione decisamente ampia, alcuni birrifici qua mandano la birra col corriere Bartolini.
    Birre norvegesi? Quanto la paghi una bottiglia da mezzo litro? Meno di una tipopils? Dammi l’indirizzo che ci passo al volo.
    Birre danesi? Sai quanto costa un fusto di Mikkeller? Il fatto che la paghi 5 euro come una pinta di Lambrate non significa che costano lo stesso, ma semplicemente che il gestore del locale guadagna due lire su Mikkeller e più o meno “il giusto” su Lambrate. Quel giusto del Lambrate (o della Blanche de namur, o di chi preferisci tu) ti permette di pagare 5 euro anche la Mikkeller.
    Anche se pure la pinta di Mikkeller a 5 ormai mi sembra una bella rarità.. ripassami qualche indirizzo. Poi i produttori di birre artigianali italiani potranno pure meditare, come consigli tu, ma tu medita sul fatto che alzare una voce fuori dal coro non significa necessariamente avere ragione, anche se può dare una certa soddisfazione personale.

  11. Concordo pienamente con sugar, i margini per i produttori sono risicatissimi, ve lo garantisco.Anzi se permettete un passo indietro, noi per rinnovare le etichette ed il formato non abbiamo aumentato di un cent, sai come abbiamo fatto mio caro hoppy?ci siamo frugati in tasca nostra e delle nostre mogli rinunciando alle ferie quest’anno, come da quattro anni a questa parte.Considera che le accise sono aumentate..per cui se oltre al sacrificio che faccio comunque volentieri, ci dovessi mettere anche le ore di lavoro, una boccia costerebbe 20 di euro. tu Hoppy, che ti lamenti dei prezzi, dimmi, che lavoro fai?

  12. Gennaro, una bottiglia di birra(33 cl.) da 15 Plato con tutto:Materie prime(di primissima qualità), packaging,ammortamento , lavoro e accisa , costa al produttore 0,70 euro.
    Se vuoi ti mando il dettaglio.

  13. @ Zucchero e @ Gennaro
    Bene: vedo che se ne comincia a parlare. Ragazzi: io amo la birra quanto voi, ma per favore, veramente ritenete che i prezzi siano giusti? cosa rispondete all’ultimo post di schigi? Faccio una proposta ai produttori, che apprezzo per lo sforzo sulla qualità e i sacrifici che fanno (a proposito Gennaro: io sono un semplice impiegato, ecco perchè mi lamento dei prezzi, proibitivi in alcuni casi): riducete il formato da 75 cl a 66 cl o 50 cl e riducete i prezzi proporzionlmente, magari venderete qualche bottiglia in più….
    Ripeto: Mikkeller, Nogne, Port Brewing, Southern Tier e tanti altri non fanno birre di qualità inferiore e le trovi in Italia (immaginate nei paesi di origine) a prezzi accettabili (ad esempio alla Brasserie 4:20). Se poi a voi stanno bene i prezzi attuali, fate pure…. ma sarà sempre più un prodotto di nicchia…. specialmente perchè i salari attuali ti consentono di berne una ogni tanto…Salute a tutti.

  14. @schigi:
    con la differenza che in belgio, gli costa 0,70, la vendono a 0,90 e son contenti cosi’, in italia ti costa 0,70, la vendo a 1,50, poi c’e’ il grossista, il distributore, il barista e ti ritrovi a pagarla 6 euro senza accorgertene.
    secondo me ci sono anche grosse differenze di mentalita’ imprenditoriale. qua il birrificio viene visto come un investimento in un settore di moda (ed e’ cosi’, altrimenti non si vedrebbe gente che 6 mesi prima non sapeva cosa fossero gli ingredienti per produrre birra e 6 mesi dopo lo trovi in una fiera con il suo microbirrificio), la’ c’e’ cultura e tradizione, e soprattutto ci si accontenta di guadagnare un po’ di meno.

  15. @seardna,

    paragonare il Belgio con l’Italia non è affatto giusto.
    per fare un piccolo esempio l’accisa italiana è più o meno il doppio di quella tedesca di un MB, in Belgio la birra è un prodotto strategico che viene tutelato.
    in italia il prodotto strategico è il vino (che non paga accise) quindi la birra ora come ora non solo non è tutelata ma anche osteggiata con un eccesso di burocrazia che pesa in maniera vergognosa sul lavoro dei birrifici.
    avete idea di cosa deve fare un MB per essere in regola con la legge?, ora ci può stare che qualche MB ha dei prezzi “eccessivi” dovuti al problema di non riuscire a fare economia di scala, ma ci sono molti MB che riescono a fare prezzi abbastanza onesti (mi viene in mente l’orso verde).

    forse le cose cambieranno quando i MB riusciranno a fare massa critica , acquistando materie prime a buon prezzo e soprattutto se riescono a snellire la burocrazia che impiega troppe unità lavorative, ma purtroppo per ora danno l’impressione di essere troppo disuniti.

  16. @schigi
    Farei le dovute differenze in relazione anche alle spese di trasporto, ad es. un viaggio di malto da bamberg a milano costa meno che un viaggio a firenze o bari.Senza contare che le zone disagiate(arcidosso)e isole hanno prezzi diversi, cmq se mi mandi il dettaglio lo guardo volentieri.Poi se hai un distributore che ti copre tutta italia e vende per te non dovendoti preoccupare di niente, forse potresti avere ragione, ma a parte pochi eletti non mi risulta che accada.Ma lasciamo perdere,tanto qui non ne verremmo fuori.
    @hoppy
    io la mikkeler alla cacca di scoiattolo l’ ho pagata 11€ ad una fiera a roma.Certo che non la bevo tutti i giorni, neanche se fossi ricco. di MB che fanno diversi formati ne conosco(noi facciamo anche lo 0,33) o ad esempio whith dog fa il 0,66. Non mi risulta che il buon Steve viaggi in elicottero..diciamo che i disposti a spendere tre € per la becks non è ancora pronto a spenderne 3,50@ per un artigianale, ci vuole tempo, come diceva sugar.
    @Pistillone
    per una volta mi trovi daccordo, l’ unica cosa è che non penso che dipenda dall’ unità dei birrifici.
    @saerdna
    Posso essere d’accordo in linea generale con la tua analisi, non facendo però di un erba un fascio, c’è chi si approfitta ma molti non mi sembra che lo facciano. Anche li devi fare una cernita e scegliere il rapporto qualità prezzo.

    a me dispiace solo che tutto vada in funzione del prezzo, ci sono anche altre variabili di cui tenere conto.Per i prezzi c’è da avere pazienza non possiamo paragonarci a belgio e germania ancora.

  17. Scusate gli errori ho scritto velocemente e non ho riletto:-)

  18. condivido la prima parte del discorso di Zucchero (sul fatto che i “micro” di là son veramente grandi) ma dopo non scrivere ti prego : l’hai mai pagata una Stone?

    perchè poi uno ti scrive:
    – no in italia no, visto che non arriva

    ed un altro prima di andare in bagno a piangere potrebbe scriverti:
    – Sì 5 $ una Arrogant da 66cl e se gli rendevo il vuoto pure qualcosa di meno 🙁

  19. @pistillone

    piantiamola con ‘sta storia dell’accisa. è uno specchietto per le allodole. cito dal post “Birra e accise: incontro con AssoBirra” di Cronache di Birra, commento n° 2 di Abe non smentito da nessuno:

    “Considerando una birra chiara (diciamo grado Plato medio 13), l’accisa pagabile sarà pari a 13*2,35*100= Euro 30,55 di accise per ettolitro, cioè circa 15 Euro centesimi per ogni birra media (oltre IVA al 20% sul prezzo praticato).”

    aggiungiamoci tutti gli sbattimenti accessori, se dico che su una 33 cl posso quantificarlo come un costo di produzione aggiuntivo di 20 cents sono lontano dalla verità? quindi se una belga (nell’esempio di saerdna) viene venduta dal produttore 0.90 il 33 cl, in italia viene venduta 1.10? non mi pare. ergo, basta con ‘ste fregnaccie. sarà una rottura di balle l’accisa, sarà pure il doppio, ma incide marginalmente sul prezzo all’ingrosso

    il punto, per esemplificare, dovrebbe essere questo (almeno all’estero funziona spesso così). dato un prezzo corretto, parti con un impianto da 500 lt ci campi e tiri la cinghia, dopo qualche anno passi al 1000 lt stai bene e fai le ferie, dopo qualche anno passi al 2000 lt cominci a fare i soldi assumi due garzoni e ti fai il BMW, dopo qualche anno vai sul 4000 lt fai il manager del birrificio e ti fai la seconda casa, dopo qualche anno magari ti trovi finanziatori e vai sul 8000 lt hai 10 persone che lavorano per te hai anche un paio di locali tuoi fai consulenze e ti sei arricchito. dopo, se vuoi, vendi il marchio ad ainechen, ti fai dare qualche milione di euro e ti ritiri a vita privata. ovviamente “uno su mille ce la fa”, molti di fermano al 2000, qualcuno al mille, altri vanno gambe all’aria (tipicamente i cialtroni). un birrificio è un’impresa. per essere una macchina da soldi ci vogliono i volumi, e per arrivare ai volumi ci vogliono ANNI. il problema è che in Italia, anche grazie al prezzo preesistente al pub per la birra industriale ed alle devastazioni dell’effetto euro, si vuole avere più di quello che i volumi di produzione attuali permettono all’estero. non rendendosi conto che questo tarpa le possibilità future di espansione in termini di volume del settore. naturalmente i vari passaggi di mano fra produttore e consumatore hanno altrettanta responsabilità nel far lievitare i prezzi, anzi forse di più ancora

    gennaro, senza polemica, in Italia ci sono forse molti impiegati che guadagnano il doppio di un birraio medio italiano. considera però che spesso hanno anche una professionalità e una formazione scientifica di gran lunga superiore a quella di un birraio anche molto bravo. magari hanno una formazione accademica di eccellenza, che non è facile ottenere e che richiede grossi sacrifici. e magari fanno un lavoro molto meno divertente del birraio, e non hanno neppure le prospettive di sviluppo negli anni di un birrificio che lavora bene. e subiscono lo stesso rischio d’impresa: di gente rimasta a casa negli ultimi 2 anni ne conosco a dozzine. qua parliamo di birra e non di altri mestieri, ma ricordiamoci che la vita è dura per tutti, non solo per i birrifici, e che il dato di fatto è che di soldi in tasca ce ne sono sempre di meno, soprattutto per la gente comune

  20. Zucchero Sugar Frocianari

    Bienk se leggi usa tutte e due gli occhi, non fermarti alla prima riga. Magari usa anche un po’ di intuito…
    “L’hai mai pagata una stone?” cosa significa secondo te? Gli sto chiedendo se l’ha rubata? Oppure magari immagino che in Italia l’ha trovata solo quando qualcuno l’ha riportata da Usa o festival vari europei e gliel’ha fatta assaggiare? Ti suggerisco la seconda ipotesi.

  21. Secondo me più del prezzo alto all’origine il problema è di distribuzione e ricarichi dei commercianti.
    Le birre dei birrifici italiani più cari, costano appena uscite dal birri più o meno sui 3,5 euro (da .75cl) …nei beer shop a meno di 7-8 io non le ho mai viste.

  22. x SR
    O____________o*** 8000 litri?
    Diciamo che 8000 litri sono 4 impianti del Birrificio Italiano, e ben 40 volte l’impianto del Bidù!!! Quanti Umpa Lumpa ci vorrebbero?
    Scherzi a parte, ma parli di industria o di microbirrifici?

  23. @ Zucchero
    hai preso come esempio la Stone che comunque è un pò più cara delle altre anche negli USA. Ti faccio comunque presente che la vendono al pubblico in USA a circa 2.9 $ al LITROOOOOO (http://www.stonebrew.com/visit/beer.asp). Dove la compri tu? quanto la paghi? quanto paghi una Rulles blonde? quanto una Port Brewing? quanto una italiana? Dalle mie parti (Campania) non trovi una birra artigianale, neppure una mediocre, a meno di 7 € (non al litro, ma 75 cl). In Campania non ci sono beer shop, qualcuno e nemmeno tanto fornito, c’è a Napoli. Chi compra qui, come me, compra per corrispondenza a prezzi indecenti…..

  24. Sugar io se uso gli occhi fatico ad usare l’intuito e viceversa, troppe cose in una volta non le so fare…

    mi pare di intuire comunque che hai usato un esempio del cavolo con la Stone , sicuramente sono io che non capisco, sicuramente non volevi dire che in loco in un negozio di liquori una Stone da 66cl costa l’equivalente di 4 € mentre una tipopils o tante altre in un beershop da noi non costano meno di 10/11 € , allora forse volevi dire che ad un gestore di un beershop in italia costa meno una Liberty Ale da 35cl rispetto a quasi tutte le 33cl italiane che si possono trovare in giro, oppure non ho mica capito cosa volevi dire…

  25. @i am hoppy

    Hai le idee un pò confuse…hai presente quanto costa al litro una birra in Belgio (te l’hanno scritto sopra…), sai quanto costa in un pub americano??? Tieni presente che se Stone vende la sua birra all’origine a 2,9 dollari, un fusto mi arriverà al pub a prezzi improponibili, che solo un attento bilanciamento di costi sulle altre spine (come BRILLANTEMENTE descritto da zucchero sugar fornaciari) mi permetterebbe di vendere a un prezzo per te accessibile…Per me sarebbe solo una questione di “prodotto immagine o di vetrina”, senza guadagno fisico, ma facente parte di strategia commerciale e di gusto personale.

    Ognuno poi ha i suoi metodi commerciali, i suoi ricarichi e le sue strategie…In questo momento è difficilissimo trovare birre a un prezzo inferiore ai 3 euro al litro, che con sprechi (se voui tenere l’impianto pulito e sei fanatico di spillature varie…) e bicchieri da mezzo litro, fanno in modo di studiarsi sempre nuove strategie per avere un ricarico accettabile…Nel nostro lavoro non vedo miliardari, conoscendo anche le visure bancarie di qualche distributore (loro forse sono i più ricchi di tutti, ma i gestori spesso sono una razza di “babbi” e gli permettono questo)…Poi c’è il “babbo” come te (senza offesa!) che se trova una Mikkeller con un ricarico di 20 centesimi sopra pensa che quello sia il prezzo normale da pagare, solo che se così fosse come regola, poi verrei a mangiare a casa tua (cucina mia moglie però!)

    C’è una lamentela diffusa (produttori, distributori, rivenditori e clienti…), sinceramente (dico sul serio) non so dove sia la ragione, di certo non vedo troppi miliardari in giro e di certo i prezzi aumenteranno.

  26. @ Colonna
    sarò anche babbo e avrò le idee confuse (il guaio è che chi ci guadagna le ha troppo chiare), so che sei del mestiere (non sono purtroppo mai venuto al tuo locale, anche se conto di farlo a breve) e che adotti una politica onesta del buon bere, ma dimmi: secondo te se un’artigianale è venduta a 10-11 € (non pensare solo alle spine), al consumatore finale interessa che è stata venduta dal produttore a 0,70 €, a 3,00 € o a 5€ ? Ma che gliene fotte!!! Sa solo che per tracannarsi na birra spende 10-11 €. Tu dici che i prezzi aumenteranno. Bene. Vuol dire che torneremo alle Tuborg e alle Becks al supermercato…….

  27. @ i am hoppy
    Hai ragione, ma con un pò più di “luce del sole” ci sarebbe un pò più di coscienza nel fare affermazioni…non è un tornare alla Tuborg, è solo che per avere una artigianale che PER UN MUCCHIO DI MOTIVI (prima di tutto differenza fra industria e artigianato…o simile…) costa un fracco de soldi non solo a te, devi per forza adattarti commercialmente, o alternando la tua offerta con prodotti meno costosi (il più delle volte industriali di bassa lega) oppure facendo il “Missionario” senza scopo di lucro…

    Il produttore LUCRA, il distributore LUCRA, io LUCRO e tu PAGHI per avere soddisfazione…Se solo uno di questi vuole lucrare più di un suo “fabbisogno” normalmente lavorativo e solo perchè la birra TIRA COMMERCIALMENTE, ecco che tutto il meccanismo và a puttane e la tua birra ti costerà un fottio…

    La Rulles mi costa 7 (SETTE) euro al litro, perchè Gregory non scende sotto i 2,50 euro al litro (per sue ragioni condivisibilissime), il distributore usa lo stesso ricarico che ha sulle altre birre e l’altro distributore locale fa altrettanto…Noi (e non parlo solo di noi ma anche degli altri locali…) usiamo lo stersso ricarico che uso su birre che mi costano la metà, il mio guadagno sulla Rulles sarà NULLO, ma da una birra del genere (e più particolarmente per tutti i babbi che si sfondano di aipiei…sai quanto costano quelle? sai che succede se non ho aipiei nella linea? sai quanto è più buona e soddisfacente una Zoigl??? Vabbè, quello è soggettivo…) ottengo qualcos’altro…

    Ste birre costano per un fottio di motivi, tutti si lamentano (me per primo) ma tutti le comprano, chi è il babbo??? E chi è che ci guadagna realmente??? Veramente non c’è una via di fuga???
    Ora e’ sabato, vado ad affrontare l’orda di Babbi che mi chiedono “‘a bira piu’ forte che c’hai”, se magna soprattutto su quello…

  28. Un pò OT:E comunque il Buon Mikkel, grande stratega del commercio birrario (nonchè produttore di ottime birre), che sfrutta la Babbaggine allucinante che c’è nel mondo birrario attuale, da noi si è sfondato di giusti classici dove la “coperta” luppolata non travia il palato: Dulle Teve, Lou Pepe e Moinette Blond e un bel pò di 3 Fonteinen dal buon Alex…Un grande…Magari tutti fossero così, è DEPRIMENTE vedere ragazzi sfasciarsi di tutto ciò che gli annienta il palato e saltare su un menu birre del genere, peccato…Una Dulle Teve costa poco, una Strumprenfruzen con triplo salto in botte di nonno morto, magari numerata (voglio vedere se riesce a rifarla…) 20 euro a boccia…

    Sò gusti

  29. @ Colonna
    Buona serata!
    A proposito, se vieni a casa mia, anche mia moglie ed io ce la caviamo alla grande in cucina. Se sei aperto il 7 dicembre, ti vengo a trovare al locale. Ciao

  30. > è DEPRIMENTE vedere ragazzi sfasciarsi di tutto ciò che gli annienta > il palato e saltare su un menu birre del genere, peccato…

    Roma come New York, il mese scorso chiedo una Prima pils della Victory ed il barista preoccupato mi arriva col bicchierino da assaggio dicendo (tradotto):
    “assaggia se è di tuo gradimento, me ne hanno appena mandata inietro una pinta perchè non era abbastanza luppolata…”

    inutile dire che era buonissima

  31. Magari mi sbaglio.
    Conosco un pochino solo Italia e Belgio.
    E vedo i personaggi.
    Vedo i produttori che arrivano dal Belgio al Villaggio della Birra.
    Li vedo nelle loro case in Belgio.
    Penso a Bacelle di De Ranke (uno che credo continui a fare un secondo lavoro) al birraio di Den Hopperd, a Kris Herteleer, forse allo stesso Cantillon e ad innumerevoli altri.
    Vedo gente, professionisti, con la consapevolezza di fare un lavoro da “artigiano”.
    Con bisogni “primari” , una casa, una famiglia e il rispetto dei concittadini e clienti.
    Penso ai gestori di café…la sciura di Waanrode (lo Jagershof ahimé ha chiuso…) Daisy del Brugs Beertje e millanta altri.
    I distributori….stendiamo un pietoso velo.
    Qui in italia vedo (per lo più) gente che vuole bruciare le tappe…produttori che hanno in animo di ammortizzare l’impianto in due anni, publican che tengono l’acqua a tre euro, distributori che lucrano e ti danno roba scaduta.
    E’ l’Italia?
    Cazzo che merda.

  32. @i am hoppy…ti aspetto, ma passa l’11 per il festival se puoi, già che ci sei…

    @schigi…Poesia!

    Aò, ho blastato le IPA e ho pagato caro…zompate al locale la IPA di HOrnbeer
    e la Punk IPA…seriamente…

  33. Zucchero Sugar Frocianari

    Bienk ok, forse mi sono spiegato male io. Ero semplicemente rimasto perplesso di fronte all’affermazione che le birre americane costano poco. Cercavo anche di sottolineare che è un po’ difficile fare il paragone fra un micro birrificio americano (gigantesco, in realtà) e uno italiano. Parlo ovviamente di quei birrifici americani che arrivano qui. A me piace da morire la Liberty ale e magari a trovarne 10 al giorno, però non posso basarmi su un caso per emettere una sentenza. A me pare che la maggior parte delle birre americane vendute in Italia sia costosa, quindi traggo una conclusione dalla maggioranza dei casi.
    Poi rientrano in gioco i fattori tirata dal Colonna e finisce che magari una Tipopils costi più della Port Brewing (fermo restando che io sono rimasto ai tempi della tipopils a 2 euro e poco più, ma parlo di anni e anni fa). Come diceva Colonna: perché alcune birre le tieni quasi solo per far vedere che le hai anche se ci guadagni due lire sopra, perché ce ne sono altre che paghi la metà e vendi al doppio, perché sai che tanto ormai arriva l’under 20 con due cazzate in testa e si compra la birra più amara e più ammerrigana che c’è quindi ne vendi a bizzeffe mentre l’altra roba te la dai in testa. Ho visto locali che vendevano birre in bottiglia a metà prezzo perché prossime alla scadenza ufficiale e quindi potenzialmente perse… fra queste la maggior parte erano italiane e di stile “classico”. Avessi mai visto una Ipa in offerta. Ho pure visto gente che storce la bocca quando alla spina trova la Pale ale della Sierra Nevada invece che la Harvest.. ovviamente perché “poco” amara. Figurati se c’è la Reale che non è manco americana!
    Comunque devo riaggiornarmi sui prezzi di vendita nei beer shop, ormai li uso solo quando voglio comprarmi qualcosa da invecchiare.
    Per schigi:
    tu hai citato persone uniche, che probabilmente sono nate per fare questo lavoro e che ereditano una tradizione culturale radicata. Qui come ha detto qualcuno ci sono persone che un giorno vanno ad una fiera e scoprono con quali ingredienti si fa una birra, magari a 40 anni, poi 1 anno dopo trovi il loro birrificio. Cavalcano una moda e si comportano nel modo più consono. Concordo con la tua amarezza, si tratta di una situazione molto deprimente per chi sognava a occhi aperti quando ancora non nasceva un birrificio al giorno.

  34. Zucchero Sugar Frocianari

    P.S. per i più fiscali..
    anche la Ipa la considero uno stile classico, con “classico” includo quegli stili che non hanno subito esplosioni di massa o rielaborazioni truccate. Una blanche, una saison, una bitter ecc..ecc..

  35. Ragazzi, però spiegatemi il concetto di “guadagnare due lire” sulle birre più costose.
    Si tratta, comunque, di ricarichi importanti!intorno al 110%.

    Facciamo due calcoli. Prendiamo una birra base, come dice il Colonna, di può trovare sui 3 euro al lt e una delle più care, la rulles, a 7 euro al lt.
    La prima verrà servita in pinte o boccali da 0,50 e venduta a 5 euro, la seconda in coppe da 0,33 e venduta a 5 euro.
    1°caso:
    Prezzo di acquisto 3 prezzo di vendita 10
    100 : x = 3 : 10
    x= (100*10) / 3 = 333,33
    togliamo 100 da 333,33 e abbiamo un ricarico del 233 %!

    2°caso:
    100 : x = 7 : 15
    x= (100*15) / 7 = 214,28
    anche qui togliamo 100 e abbiamo un ricarico del 114 %!

    Ora faccio le mie considerazioni:
    1. Mi rifiuto di credere che un fusto di una lager base proveniente dalla Germania costi 90 euro.
    2. “Boicottare” prodotti così cari come la Rulles e privilegiare , come diceva lo stesso Colonna, prodotti meno di moda ma validissimi. Vedi Moinette.
    3. I ricarichi che voi definite di “due lire” sono molto alti.

    Scusa Colonna ma non riesco a capire questa affermazione: “Noi usiamo lo stersso ricarico che uso su birre che mi costano la metà, il mio guadagno sulla Rulles sarà NULLO”
    Per fortuna non usi lo stesso ricarico!altrimenti quella birra li costerebbe il doppio al consumatore finale!
    Che poi aumentare il ricarico al prodotto con prezzo più basso e man mano diminuirlo per il prodotto più caro è una cosa ovvia che fanno tutti.
    Cioè per un vino che costa all’origine 3 è facile trovarlo in un ristorante a 12, ma un vino che costa 40 non costerà 160!

    Ciao!

  36. @zucca

    sì, 8000 lt. ad es. questo http://www.unitconversion.org/volume-dry/barrel-dry-us-to-liters-conversion.html è un produttore di medie dimensioni di san diego (1 barrel = 115.6 lt). ed essendoci stato ti assicuro che si respira aria di artigianato, anche se il discorso artigiano sì artigiano no oggi come oggi lascia il tempo che trova e ci porterebbe lontano. non so te, a me prima di tutto interessa che le birre sian buone

    gente come Stone, ad es., ha capacità produttive superiori. per non citare Sierra Nevada, che forse non è più un artigiano (quantomeno su tutte le sue birre) ma che non sbaglia un colpo. faccio notare che sierra nevada ha incominciato nel 1980, certo avrà avuto un mercato più vasto, ma indubbiamente laggiù ci sono capacità imprenditoriali ben differenti, meno golosità iniziale e forse più controllo sulla distribuzione: forse questo ha aiutato il sig. Sierra Nevada a diventare miliardario

    cmq non c’è bisogno di fare tanta strada. se hai bevuto la Zoigl da Manuele, mi pare che il sig. Bech Brau abbia un impiantino da 60 o 80 hl. e ha ancora la faccia da artigiano, te l’assicuro. i prezzi al lt sono imbarazzanti. sarà per questo che l’impiantino lavora?

  37. Zucchero dai nostri malintesi sono nate spiegazioni interessanti degli addetti ai lavori, quindi ho imparato cose nuove e va bene così.

    solo non capivo cosa c’era di male nell’affermazione di i am hoppy che a parità di prezzo compra roba arrivata da oltre oceano, lui non si spiega perchè una roba che fa il giro del mondo debba costare quanto una roba fatta a 300km da casa, poi il tuo discorso sul grande e sul piccolo birrificio è giustissimo. se trova nei beer shop una Rogue (ora c’è l’invasione) a 8,5 € ,che male c’è se compra quella e non una Bibock molto più delicata nella conservazione e che non si trova a meno di 8/9 €? se trovo nei negozietti una liberty a 3,50 € chi me lo fa fare di comprare una AFO a 3,80 € ? tutto qui

  38. @sr

    paragonare l’italia o l’europa agli stati uniti è nella migliore delle ipotesi pura follia.

  39. SR ma per un produttore italiano 8000 litri sono fantascienza, e anche per un sacco di belgi, abbazie incluse e anche inglesi, danesi olandesi.. il mercato europeo si muove su altre cifre e impianti ben inferiori a quelli da te menzionati.
    Poi bisogna capire la percezione, ma siamo in Italia e in Europa, per fare esempi di come si muove un microbirrificio, quanto produce e quanto smercia forse sarebbe meglio usare esempi più vicini e realistici, no?
    L’America è un mercato che non ha eguali come dimensioni e diametralmente opposto al nostro come approccio e mentalità.
    E’ come se stessimo parlando di cinema europeo paragonato a quello italiano e dicessi “eh ma in India escono 900 titoli annui e ogni giorno 15 milioni di persone guardano un film di Bollywood” (cifre vere, tra l’altro – è un mercato incredibile). Ragionare in simili termini come se si applicassero al nostro continente, non solo al nostro paese, è impensabile. O.o

  40. @pistillone

    per quale motivo? forse perché negli USA si sono conquistati il 8% del mercato con prezzi bassi, anni e anni di paziente lavoro e una distribuzione che va dal ristorante al pub al benzinaio mentre qua non si arriva al 1% perché non si è in grado di comunicare, collaborare (e parlo di produttori, spetta a loro) e convivere col fatto che (mi si perdonino i termini aziendalisti chiaribili con una guglata) nonostante i cash flows siano positivi il Break Even Point non può essere raggiunto nel giro di un paio di anni e quindi per quattro o cinque anni, tocca tirare la cinghia? il risultato sono state le birre da ristorante e 15 pub in tutta Italia dove bevi l’impossibile e poi il nulla totale. complimenti. e poi ci (ai consumatori di birra) vengono a dire di supportare la birra artigianale italiana? per avere cosa in cambio? prezzi svedesi con redditi italiani? io se permetti supporto Dupont tutta la vita

    io cmq ti ho fatto anche l’esempio della Germania. se non ti trovi a tuo agio col tedesco posso cercartene uno anche in Belgio o in UK, la solfa resta la stessa

  41. SR
    bando agli equivoci.
    sarei il primo ad essere contento di trovare delle birre artigianali a prezzi popolari, ne sarei veramente felice,e se diventassi un produttore sicuramente proverei questa strada.
    purtroppo però l’Italia è molto diversa, fare impresa è molto piu costoso e il mercato è meno recettivo di quello USA
    forse tra 10/15 anni potremo avere situazioni simili ma per ora credo sia improponibile pensare ad un evoluzione simile a quello che è il mercato usa della birra artigianale.
    il brewdog tanto per dire ha un impianto da 2000 litri.

  42. @zucca

    a te come ad altri sfugge il concetto delle proporzioni. se in USA il mercato è 10 volte più grande e ci sono 10 volte il numero di birrifici, mi spieghi che cambia? ovviamente è un discorso esemplificativo (bisognerebbe anche considerare qualità e volumi dei birrifici, peraltro favorevole agli USA). andrebbe calcolato in sostanza il rapporto litri di birra di qualità potenziali su clienti potenziali ed è tutta da dimostrare questa supposta differenza…

    che il mercato europeo si muova su altre cifre è una panzana colossale. vatti a guardare i dati di consumo pro capite di UK, Germania, Belgio e Repubblica Ceca

    quello che conta non sono le dimensioni. quello che conta è che un birrificio per garantire prezzi decenti e grande profittabilità deve avere una dimensione minima. tutti i mercati presi i questione permettono l’esistenza di questa dimensione minima. in Italia ne avremmo chessò 50, in UK 200, in USA 500. gli spazi non sono infiniti. quelli che non riusciranno a raggiungere tali dimensioni (per qualità o incapacità imprenditoriale) si accontenteranno di minori guadagni adeguandosi ai prezzi dei big (al netto di minime variazioni di prezzo dovure al fatto che la birra è un prodotto non totalmente fungibile). qualcuno fallisce. il capitalismo DOVREBBE funzionare così

    che invece in Italia, come dice il Colonna, ci sia un mercato di fresconi disposto a pagare il doppio rispetto ad altri paesi per permettere guadagni a tutta la filiera che in altri paesi non potrebbero esistere è un altro discorso. aò, damme una AIPIEI, il montenegro del XXI secolo! ed il ragionamento per cui quando anche in Italia gli impianti saranno oltre i 2000 lt finalmente i prezzi scenderanno mi pare un’insopportabile offesa all’intelligenza. ce li vedo proprio di fronte ad una domanda che tira e ad un mercato oramai abituato a farsi rapinare il birraio etico… l’unica speranza per l’Italia è un po’ di responsabile cultura dei consumatori, una moltiplicazione di produttori, pub e distributori (un po’ di concorrenza, attualmente se siamo in un oligopolio della qualità) ed un’invasione di prodotti di buona qualità dall’estero a prezzi bassi

    sia ben chiaro, è un discorso generale. conosco birrai italiani che finora hanno operato in maniera un po’ più favorevole verso i consumatori (tanto poi ci pensano distributori e publican a gonfiare…). ma sono mosche bianche. e pub in un raggio di 50 km in cui una 33 di artigianale la vendono a 3 euro ne conosco UNO (e abito in una zona birrariamente fortunata)

  43. SR
    hai fatto l’esempio dupont, una birra che a me piace moltissimo, la bottiglia viene a costare sui 2,5/3 euro piu iva al pubblican, be io meno di 9 euro nel pub non l’ho mai trovata si tratta di un ricarico del 300%

  44. @pistillone

    lo so che fare impresa in Italia costa di più che negli States. MA QUANTO? IL DOPPIO/TRIPLO che vedi riflesso nei prezzi di vendita? o magari solo il 30% che diventa una scusa per raddoppiare i prezzi? ci vogliono numeri, altrimenti parliamo del nulla

  45. @marchetto
    Ti ho dato apposta i reali costi di una birra e hai fatto un calcolo giusto, solop che ovviamente non hai un locale e quindi trascuri costi che tu non vedi, ma purtroppo esistono: personale, affitto (nel mio caso anche gestione), bollette e tasse con 5 cifre, senza contare come già ti dicevo la pulizia dell’impianto e gli sprechi nella spillatura che ti fottono un paio di litrie minchiate varie tipo usura dei macchinari e così via, sai quante sono le spese morte di un pub all’anno?…Dai, mettici pure la generosità di scontare o offrire all’amico e poi ti accorgerai che abbiamo venduto una serie di birre (danesi o americane) che hanno fatto solo vetrina!!! Poi ovviamente c’è la tedesca, fatta pure bene, che ti viene incontro, e lì i conti quadrano.

    La regola vuole che ci sia un ricarico del 300% su ogni cosa che vendi in un pub per avere un giusto guadagno, io non vendo nemmeno coca cola, conosco chi ci svolta con quello…rifatti i conti…
    Ti cito :”Per fortuna non usi lo stesso ricarico!altrimenti quella birra li costerebbe il doppio al consumatore finale!” E’ proprio quello che ti ho fatto notare a proposito dei distributori, io LOGICAMENTE dovrei farti pagare una Mikkeller 6euro da 50cl (e se avessi solo quello alla spina non sarebbe lavoro, sarebbe sport…), se non lo faccio è ovvio che ho ricarichi da altre parti, ma il distributore ricarica quanto vuole e anche se le prendi dirette non và poi così bene…

    Non ci si lamenta troppo, in fin dei conti faccio il lavoro che più mi piace e sono fortunato…Ma nè io, nè gli altri amici che fanno lo stesso lavoro mi sembra che navighino nell’oro, ti posso garantire che la legge Alemanno mi ha messo col culo per terra e se continua l’anno prossimo il Macche non vedrà il 2011….strano vero Marchetto? E’ sempre pieno…rifacciamo i conti insieme???

  46. @pistillone

    cambia pub. oppure fai come me: vai la metà delle volte al pub, ci bevi la metà delle birre e coi soldi risparmiati bevi dieci volte più Dupont a casa tua

  47. PS: comunque i fusti dalla Germania costano anche 90 euro (pure di più volendo…), rifiutati quanto vuoi e fatti i conti di quanto costino Rothaus e Augustiner, facendo due nomi non troppo a caso…certo che se poi vuoi vendere Spaten allora…

    Altra soluzione: te li importi da solo, hai un magazzino in affitto? hai un muletto o simili che te li scarichino a terra? Paga l’accisa e avrai il tuo fusto tedesco a 55 euro da 30 litri…prenditeli da solo allora: hai un furgone? paga la benzina e tutte le rotture che un bidone del genere può avere in giro per l’Europa (se hai tempo di farlo) e avrai il tuo fusto a 55 euro…di meno nun se può…per la cronaca i fusti escono dal birrificio intorno ai 35/40 euro, ma da quello che so anche il buon Andreas se la passa male…mondo di merda??? Boh, io però vedo gente dagli occhioni azzurri che cambia macchina ogni 6 mesi…

  48. SR
    non sta ne a me ne a te dire se è corretto o meno avere un prezzo che và dal doppio o il triplo rispetto ai mb americani o del Belgio, finché non si trovano in italia mb capaci di fare una politica di qualità/prezzo simile a quella degli USA potremo solamente sognare la situazione usa.
    impianti sopra i 2000 litri sono quelli del baladin ma come vedi i prezzi baladin sono molto piu alti rispetto a mb molto piu piccoli (mi viene in mente orso verde o torrechiara), dove sta la soluzione ?, io sinceramente non la posso immaginarla anche perchè chi produce ha tutto il diritto di farsi pagare i costi e il rischio di impresa, il mercato come hai detto GIUSTAMENTE tu spesso è spinto dalle mode.
    sono stato al corso UB per aprire un MB e devo dire che in tanti non conoscevano minimamente cosa fosse la birra artigianale ma erano mossi solo da l’idea di fare un sacco di soldi facili.
    cosa si può fare al riguardo?
    io sinceramente non ho idea conosco tanti produttori mossi da vera passione però tutti alla fine portano avanti il discorso della birra a 4 euro il litro in fusto.
    e non mi sento di dirgli che hanno torto.

  49. sr.
    ti ringrazio del consiglio e ti posso assicurare che la mia cantina è ben fornita oltre alle schifezze che produco io si possono trovare tanti produttori degni di nota, sta di fatto che la sera al sabato si esce si vorrebbe bere qualcosa di buono e non le zozzerie della grande distribuzione ma come si fà?.
    parli con i pubblican che se propongono una la chuffe marcia è già qualcosa che li eleva oltre il livello “solo becks”.
    non tutti hanno la fortuna di vivere vicino a nicorvo, e visto che passi spesso a milano quanti locali trovi che hanno grandi scelte in fatto di birre? io li conto sulle dita di una mano.
    quando stai dove abito io e c’e’ un solo locale dove posso bere bene, se lo trovo pieno mi ritrovo a dover passare la serata a casa, non è una situazione esaltante.

  50. @colonna.

    ti considero una persona estremamente corretta, ma di tutti questi discorsi che ci siamo fatti quale è la sintesi?.
    se non ci guadagnano i produttori, se non ci guadagnano i mescitori chi è che fà la cresta oltre il dovuto?.
    ma soprattutto quando si potrà proporre della birra di buon livello ad un prezzo umano ?.
    rispondete voi perché io so solo di essere estremamente confuso da quello che vedo e sento.

  51. @pistillone

    non scherziamo, quando sono io a cacciare i soldi ho tutto il diritto di argomentare se il doppio o il triplo è corretto o meno. poi qualcun’altro può essere o meno d’accordo e magari farmi cambiare idea se mi convince. è che io sono uno poco malleabile, credo solo ai numeri e non alle chiacchere. nello specifico il numero è 740. se provassi (ma non farlo, è reato!!!) a cercare su emule le dichiarazione 2003 (DUEMILATRE) che quel genio di Visco mise on line, comune di Piozzo, troveresti un indizio sul perché i prezzi di Baladin, nonostante il 2000+ lt, restino fra i più alti…

    il produtto fa benissimo a vendere la birra 4 euro al fusto. lo farei pure io. se me la comprassero. solo che io non sono un produttore e ho interessi un tantino differenti nella questione… la passione, del produttore e mia, non è in discussione, ma che c’entra coi costi?

    io non passo spesso a Milano. e non vado il sabato sera a Nicorvo, visto che alla patente ci tengo. lo Sherwood è uno dei tre migliori locali d’Italia secondo me, ma purtroppo in questi mesi ho dovuto ridurre drasticamente le mie presenze. il consumo casalingo è invece rimasto invariato

  52. @ pistillone…ribadisco che non so nemmeno io cosa risponderti…credo che ci sarà un aumento dei prezzi, credo che finita la moda sopravviveranno in pochi, credo che aver scelto inizialmente di piazzare la birra nell’alta ristorazione abbia consentiro ricarichi più alti, credo che i distributori cambino macchina ogni sei mesi…poi non so, sono ipotesi…

    credo che se qualcuno se fosse mosso prima (era facile prevedere la moda cinque anni fa…) magari qualcosa sarebbe cambiato…

  53. @colonna.
    mettetevi insieme voi publican e fate dei GAS. In fondo i distributori di “artigianale” li avete creati voi e mi pare di capire che conoscete personalmente tutti i birrifici da cui importate. Altrimenti e’ la solita lamentela italica in cui tutti si fanno i cazzi propri e non si fa mai “gruppo”.

  54. @amarillo
    Giusto, sarebbe costruttivo collaborare tra di noi con un’associazione senza scopo di lucro a fare da collante…una a caso: Mo-Bi??? Del resto, come sempre detto, con la gente ci parliamo noi, la cultura e il susseguente mercato è creato con il lavoro di “strada”…solo che a parte di andare a bere come uno sfondato da Nino o Michele, non so da dove iniziare…

    ‘ndo se bussa???

  55. …comunque i gruppi d’acquisto non risolverebbero troppo i problemi, molti di noi già prendono la birra da soli e in qualche caso con altri pub, ma la logistica (e alle volte la micro produzione di alcuni birrifici) che ne conseguirebbe ammortizzerebbe poco i costi, qualcosa nell’aria già c’è però…

  56. ciao a tutti. penso che questo sia un argomento che stia a cuore a molti di noi. a pianeta birra Unionbirrai riproporrà il dibattito su questi temi, a cui invito ovviamente fin d’ora tutti a partecipare; mi piacerebbe seguisse una seria ed approfondita riflessione, un tavolo di confronto fra tutte le parti, per provare a vedere oltre la punta del proprio naso.

  57. Bravo Simone, spero però che non ci siano più frasi del tipo “lavoriamo per loro” da parte del tizio alla mia sinistra nel dibattito dell’altr’anno, con comprensiva palpata alla mia coscetta…

    ogni iniziativa è d’obbligo!

  58. scusate, allora se mi dite che gruppi di acquisto non risolvono troppo perche’ ci sono i costi di logistica eccetera, mi state dicendo implicitamente che i ricarichi dei distributori sono corretti… Forse mi sono perso dei passaggi e mi serve un disegno.

  59. @Amarillo
    Mi tocca sempre citare Kuaska che rispose alla domanda su come mai le birre costassero tanto con un laconico:”Qualcuno ci ruba”
    Riuscissimo solo a capire chi…

  60. @Colonna

    Mi dispiace che l’hai presa male.
    il mio “fare i conti” non voleva sottolineare la ricchezza dei gestori di pub!
    Voleva mettere in evidenza il fatto che un prodotto pur non subendo trasformazioni nel passaggio distributore-pub-consumatore, quindi non aumenta di valore, ha un plusvalore del 2-300% e tu venditore finale rischi di chiudere!
    C’è qualcosa che non va a mio avviso. Prezzo iniziale troppo alto? Forse no perchè anche con una birra da 3 euro al litro non ci stai dentro.
    Consumi troppo bassi?no perchè hai detto che il tuo locale è sempre pieno.
    locali con costi di gestione elevati?

    Tornando al discorso birra, forse più bello e rilassante: ma tra una spaten, una hb e una augustiner (tralasciando il discorso di immagine) c’è tutta questa differenza a livello di gusto?

  61. Per la cronaca alcuni amici birrai mi hanno detto che 800hl venduti annui sono il limite minimo per garantire un minimo di guadagno a UN dipendente. Sopra ai 1000hl per due.
    Non hanno la BMW quindi ci credo.:-)
    E comunque non vedo come si possa dare del ladro a un publican quando una coca-cola al bar la paghi 2,50/3 euro e una media di “birra chiara” la paghi sui4/5 euro.
    Lo so io ho gli occhi azzurri e lavoro in svizzera…

    @Manuele
    A me i tuoi prezzi sono sembrati troppo onesti! ;-)))

  62. Marco, da 4 a 5 euro ci passa il 25% di differenza… mica bruscolini. se per media intendi quantomeno la pinta americana con 4 ti appoggio, con 5 no. il parallelo con la coca-cola è vero, ma non mi consola…

  63. @SR

    Scusami ma è stato Tyrser a parlare di 4/5 euro e di coca cola, non io!

    Ciao.

  64. @Marchetto

    Sì SR parlava a me col mio nome e non col mio nick;-)

  65. ops… sorry… 🙂

  66. geniale, sto cercando di portare il flame verso nuove frontiere involontarie! 🙂

  67. SR a te sfuggono invece le abissali differenze che corrono tra noi e gli americani sotto molteplici aspetti, siamo troppo convinti di conoscerli bene da 4 film e tanti telegiornali, il realtà il loro approccio verso tutto è diverso dal nostro come può esserlo quello dei dei giapponesi. Non esagero.
    Continuo a non capire come mai tiri in ballo l’America, solo perchè bevono tanta birra?
    Io ti chiedo allora ma quanti microbirrifici in Italia posseggono un impianto da 8000 litri, visto che ami le cifre?
    E in Europa? E comparati a quelli che hanno impianti da 200-2000 litri, quanti sono?
    Ovviamente è un discorso di proporzioni nell’approccio professionale e industriale diversissimo…. ti dirò di più: sai che razza di gogna subirebbe un microbirrificio italiano se si azzardasse a mettere su un impianto da 8k litri?
    “Avidi, e pensano solo al soldo, e chissà che schifo… ”
    Posso poi chiederti da dove ti viene tutta la familiarità che mi riservi nello storpiare il mio nickname? Non ci conosciamo e non lo fai con nessun altro utente. Il fatto che lo facesse schigi in attacchi di cafoneria nei miei confronti non autorizza te a continuare mesi dopo, sai? D’ora in poi per favore ti rinnovo l’invito alla civiltà nei rapporti: non darmi affettuosi nomignoli (solo a me poi, brrrr…) e possibilmente scendi dalla cattedra quando cominci le frasi ed evita il “tu non sai” “a te sfugge”… ecc. Puoi esprimere un concetto semplicemente *esprimendolo* senza soddisfare il prurito intimo di tentare sempre e comunque di delegittimare l’interlocutore, sai?

  68. @simone monetti.

    quando ho chiesto ad agostino se la UB faceva gruppi di acquisto materie prime, che è un modo per abbattere i costi, mi ha risposto che tecnicamente UB non può farlo.
    se tecnicamente non può farlo praticamente può?.
    mi spiego meglio
    anche se questa non è la sede migliore per fare certi tipi di discorsi, UB che vuole fare continuare ad essere un associazione di promozione del prodotto in generis o vuole realmente produrre dei servizi agli associati?.
    uno dei servizi sarebbe appunto la possibilità di fare acquisti di gruppo presso malterie a prezzi realmente piu convenienti oppure di acquistare il luppolo presso i contadini tedeschi e non passando dai vari mille importatori.
    poi di domande me ne passano tante per la mente come il fatto che UB non può storcere il naso se i MB passano in Assobirra che è un associazione di categoria, quando UB stessa dice che non è un Associazione di categoria e quindi non potrà mai dargli quel tipo di servizio.
    oppure ho capito male?

  69. Buongiorno Pistillone e a tutti,
    in effetti non è forse il posto migliore e la risposta è veramente molto articolata.
    Non vuole dire che non possa fare due considerazioni.
    Sinceramente non credo, opinione personalissima, che i birrifici abbiano bisogno di così tanti servizi, che comunque non sono diversi dai servizi che occorrono a tutte le imprese alimentari, che già eroghiamo. Farò il misterioso, mi dispiace, ma a giorni anche in questo specifico campo avremo belle novità a livello nazionale.
    Nelle sedi istituzionali in cui oggi si parla di microbirrifici Unionbirrai c’è.
    Gruppi di acquisto: in effetti tecnicamente non è possibile, ma siamo una associazione in cui più volte si è parlato di questo senza risultati, ma le cose possono anche cambiare.
    Spero di avere chiarito alcune cose.
    Ciao

  70. >Continuo a non capire come mai tiri in ballo l’America, solo perchè bevono tanta birra?

    @Zucchina: forse perchè alcune tra le più belle storie di birra artigianale che ogni tanto la mette in saccoccia pure alle grosse industriali vengono da lì ?

    >sai che razza di gogna subirebbe un microbirrificio italiano se si azzardasse a mettere su un impianto da 8k litri?

    @Zucchina: certo per i primi 3 giorni , poi quando si ritrovano la birra con la stessa qualità ed il prezzo dimezzato, si zittiscono e cominciano a bere

    (poi lo so che per colpa di una certa mentalità imprenditoriale e di filiera non dimezzeranno mai i prezzi neanche col megaimpianto…)

  71. Forst quanti ettolitri fa? Forse in Italia è l’unico che poteva unire grandi numeri da supermercato e qualità. Vip, sixtus e heller bock sono bei birrini alla spina.

  72. x Bienk
    la mia domanda era perchè il post parlava del prezzo di una birra limitata belga e si parlava dell’Italia rispetto al prezzo della birra e a certe realtà produttive. Tirare in ballo l’oltreoceano, (per quanto sia industria dalla quale sarebbe buonissima cosa assorbire un sacco di mentalità positive e “in grande”) è piuttosto fuori tema, ovviamente per mia percezione.
    L’ultimo punto è assolutamente veritiero e poi il prezzo dimezzato non sarebbe possibile anche perchè chissà quanti secoli ci metterebbero ad ammortizzare i costi di un simile impianto, astronomico per le realtà italiane… non solo per cattiveria e mentalità da Scrooge. Considera anche la pressione fiscale: anni fa un amico con una piccola industria (non alimentare) americano espresse a me e ad amici la volontà di aprire una sede qui da noi, visto che aveva numerosi contatti. Prese informazioni e ci disse “ma siete impazziti? 47% di tasse??? E noi ci scandalizziamo per l’8% qui da noi negli USA, piuttosto apro in Inghilterra, Olanda. Belgio… non esiste che io debba lavorare per regalare metà della mia fatica allo stato, ma che avete le strade d’oro?”
    …Tutt’ora lavoro per un americano, direttamente. Quando parlo di mentalità imprenditoriale e culturale diametralmente opposta è perchè ho un po’ di esperienza diretta, anche se neanche io lavoro nel settore cibo-bevande… certe volte parlare con lui e capirci, anche per questioni semplicissime, è piuttosto complicato per vedute che pescano da background diversissimi.

  73. @bienk.

    non ho idea se negli usa pagano accise o tasse extra per la produzione di alcool, ma ho dei seri dubbi che la pressione fiscale dei micro USA sia identica a quella dei micro Italiani.
    non per difendere chi dà noi vende birre a prezzi da gioielleria ma semplicemente per dire che spesso si fa del qualunquismo abbastanza becero nel fare paragoni tra realtà imprenditoriali totalmente diverse.

    @simone monetti

    perfetto non parliamone qui, facciamolo allora nel forum UB?.
    le tue risposte sinceramente non mi hanno troppo convinto, sono associato UB ma non capisco che strada vuole intraprendere UB nel suo futuro,attendo dei chiarmienti nel forum UB.

  74. A Firenze ti servono una corona (col limone) a 6 euro…e la gente la compra senza batter ciglio…
    Perché i birrifici artigianali, che in rapporto ai produttori delle birre industriali sono una caccola, dovrebbero vendere a meno le loro birre?? Non ci riescono.
    Poi non è possibile paragonare i mercati brassicoli stranieri a quello italiano..
    pensate a quanto costa un vino decente in italia e lo stesso all’estero; sicuramente lo stesso vino all’estero vi costa di più… per le birre è il solito discorso.
    Purtroppo, per il mercato nazionale, la birra artigianale è ancora un prodotto troppo giovane per aver da subito prezzi concorrenziali.
    Il prezzo piano piano scenderà in rapporto anche al numero dei birrifici che riusciranno a sopravvivere sul mercato..

  75. @zucca

    a pranzo ti sei stirata una boccia di Draco Cadrega per caso? mi pare che vaneggi…

    1. che problema di dovrebbe essere se un italiano arrivasse a fare ottima birra con un 8k? io lo auspico da anni

    2. non sia mai detto che io sono secondo a schigi in quanto a cafoneria

    3. ho passato 3 settimane fra California e Denver in compagnia di un birraio professionista a visitare brewpub da 8hl, micro (?) da 80+hl, decine di pub, dozzine di birre acquistate fra liquor shops e benzinai in mezzo al deserto. parlo perché ho visto e so. al contrario di te. negli states ci sono grossi impianti perché sanno come si fa il business, quello vero. e sanno che per fare il business, quello vero, ci vogliono i volumi, e per fare i volumi ci vuole prezzo e comunicazione. ci arriveremo anche noi, con i soliti 20 anni di ritardo e con i prezzi da furbastri che contraddistinguono molti settori della nostra economia

  76. @Rik
    Vedrai che i prezzi scenderanno!
    So che alcuni birrifici artigianali hanno rubato alla Milka le marmotte per etichettare…stai in campana.

  77. @schigi

    si vede che sono un inguaribile ottimista… 🙂

  78. @marchetto…non me la sono certo presa, perdonami se te ne ho dato l’impressione, volevo solo puntualizzare il fatto che PER TANTI motivi probabilmente non mi sarà possibile tenere le birre da 50cl a 5 euro e che il mercato e le sue scelte sono ormai sfuggite di mano…Di chi è la colpa ne ho idea ma non certezza…anch’io quoto Kuaska “qualcuno ci ruba”

    Comunque la Spaten sa di cartone fracico, l’Augustiner un pò meno…Una la distribuisce un carciofaro sotto al sole dove la tiene un anno, l’altra la distribuisce il miglior distributore d’Italia o quasi…Ciò non lo fa essere un dio, anzi. detto ciò la Spaten può arrivarti a costare (se fai numeri) una sessantina d’euro, l’Augustiner una trentina in più. io bevo Zoigl Beck Brau, conveniente, bona e che mi permette di tenere alla spina “Wintersummerbarrelagedimperialfregno” con cacca di muflone senza troppi problemi…

  79. @sr

    come al solito sei un maestro del bon ton.

    vaneggi bla bla e cazzate varie, quando imparerai a rispettare il prossimo?.

    hai detto bene egli usa,peccato che li ci sono anche 51 stati tutti uniti da un unica lingua con un mercato “leggermente” più grande rispetto a quello italiano e una legislazione che aiuta l’impresa e non l’affossa come da noi.

    sicuramente il viaggio ti ha fatto divertire ma non ti ha aiutato a capire come funziona il mercato dei prodotti alimentari, se solo fossi vagamente propositivo nei tuoi discorsi varrebbe la pena discutere con te.

  80. x SR
    ma zucca chi è? Tua sorella?

  81. x SR – dimenticavo: ovviamente non ho letto il post, mi sono fermata alla prima riga, non era per me. Figuriamoci se spreco tempo a leggere le tue sbrodolate se neanche sono indirizzate correttamente. Per me puoi parlare da solo fino all’infinito.

  82. @SR

    dimenticavo, visto che hai girato molto gli usa e li tiri in ballo a sproposito ogni volta, quale è l’azienda apistica piu grossa degli USA ?, te lo dico io un azienda che conta 80.000 alveari e muove quasi 100 persone, in sardegna ultimo censimento asl 35.000 alveari TOTALI.
    e stiamo parlando di un settore agricolo vecchio di secoli e una delle regioni più rappresentative del settore.

    quindi quando fai i tuoi esempi sugli usa usa un tantino di elasticità mentale se ti riesce.

    @turco

    scusa l’ot ma era necessario.

  83. @pistillone

    io vaneggio, tu invece a scelta: o mastichi poco l’italiano e non hai letto i post precedenti in cui cerco di spiegare anche alle persone poco perspicaci (come amo gli eufemismi!) il mio discorso, o non sai come argomentare e ribadisci tesi già esposte dalla zucca (in maniera ahimé più modesta, ne do atto alla zucca) a cui ho già risposto, oppure hai un problema di memoria simile al protagonista di memento e incidentalmente anche gli stessi gusti in fatto di birra

  84. @pistillone

    se mi dai l’indirizzo web di Cronache di Miele ti rispondo

  85. Zucchero Sugar Frocianari

    @ SR:
    ma tu cerchi davvero di comunicare con uno che, evidentemente non avendo ancora appreso che il punto interrogativo fa parte della punteggiatura, dopo lo stesso è solito inserire un punto o una virgola a seconda di come ha “strutturato” la frase?
    Dai su, giocheresti a biliardino contro un uomo con le mani legate?

  86. @zucchero

    faccio ammenda e cesso le ostilità. ho avuto la tentazione di chiamare zucca anche te 🙂 sono un impertinente!

  87. Zucchero, spero che tu stia usando un proxy perchè credo che Turco possa sgamarti in 2 secondi – comunque per me il tuo fake brilla come un faro nella notte, sei scontatissimo nella cronologia delle tue azioni.
    Mi spiego: tempo fa discussi con SR e schigi, ci fu uno show di maleducazione, feci notare l’assurdità di certi comportamenti, arrivò schigi ad attaccare pistillone perchè con me non attaccava e lui è un bersaglio più alla sua portata, a me non ci arriva, il poverino.
    .
    Adesso ecco qui che la storia si ripete: discuto con SR e arriva il misterioso Zucchero che attacca pistillone, casualmente sempre OT e casualmente sempre come lo attavcca schigi, cioè andando OT alla grande e facendo la maestrina della grammatica.
    Ma tranquillo zucchero, nessuno si è accorto di chi sei. Non si nota per nulla.

  88. @zucchina

    effettivamente mi pare di ricordare la scena in cui argo arriva tutto scondizolante quando riconosce ulisse che torna dall’odissea sotto le mentite spoglie di un povero mendicante 🙂

  89. x pistillone
    http://www.youtube.com/watch?v=mA525JXxk2E
    Io sto morendo dal ridere, giuro.

  90. Cioé, io sarei Zucchero?
    Non potevi farmi miglior regalo di compleanno.
    Zucchero è un mito…magari!

  91. Zucchero e’ il Polli.

    LOL

    Auguri Schigi 😀

  92. auguri Sugar Ray Schigi

    e cmq schigi è stato un precursore di Tor, non preoccupatevi per i proxy. ma temo, stranamente, stiate prendendo una cantonata. un nuovo utente tutto per voi due? naaaaaa!

  93. Io mi vedo un bel tag-team di wrestling
    All’angolo blu, supportato da “paragrafi martellanti” SR, , con Sagacia e Competenza, il campione: Schigi!
    All’angolo rosso, spalleggiato da “eloquio tagliente” Zucchina lo sfidante: “non è dolce come il miele” Pistillone
    Arbitro: Arturo l’Astice

    Eddai fate i bravi sennò ad Andrea je tocca un post “D’accordo, scornateve una volta per tutte…”

    E poi oggi Schigi entra ufficialmente nella terza età, e questo non è un gioco per vecchi 😉

  94. @tyrser

    caschi a fagiuolo. ho già in mente il battage pubblicitario. anche riguardo all’età

    http://tv.repubblica.it/copertina/hulk-hogan-ferito-a-sangue/39212?video

  95. Zucchero Sugar Frocianari

    Ahhhh quindi il fatto che qualcuno critichi (nuovamente, a quanto pare) Pistillone per il modo di scrivere non vi spinge a comprare un libro di grammatica ma a vedere in me un clone di Schigi.
    Sinceramente non credo ci sia bisogno di fare due account né di essere persone speciali per notare quando una persona dopo il punto interrogativo inserisce la virgola o il punto. Credo che il 95% dei lettori di questo blog abbia storto il naso dopo tali ripetuti orrori. Proprio perché stiamo parlando di un blog chi SCRIVE si dovrebbe sincerare delle sue capacità nel comunicare. Parlando ok… si può anche farla franca parlando velocemente: nessuno si accorgerà di quel punto o quella virgola immaginarie che pistillone mette dopo il suo adorato punto interrogativo. Ma visto che qui si scrive, come può una persone pretendere di essere credibile, di comunicare con altri, quando viola le regole più elementari della grammatica italiana?
    Ve lo giuro io il punto o la virgola non li ho mai visti usati dopo il punto interrogativo in un discorso indiretto. Mai in tutta la mia vita, è un errore che a fatica posso considerare umano. Quindi potete scegliere fra: comprare questo benedetto libro di grammatica e riuscire a comunicare come e con tutti noi o accusare Schigi di aver creato un clone. Per aiutarvi a migliorare la vostra vita sono disposto a fornire indirizzo skype su richiesta e autorizzo turco (che dubito sia interessato alle manie di persecuzione altrui) a pubblicare riscontri incrociati di ip, sangue e urine fra me e Schigi in modo da sfatare ogni vostro dubbio e portarvi quindi all’acquisto dell’agognato manuale! A proposito.. buon compleanno Schigi!

  96. Ce la facciamo a fermarci con questo appassionante scontro tra utenti prima del messaggio num 100? Grazie

  97. x zucchero
    bè, come diceva Pistillone, quello e il fatto ceh Argo ha scodinzolato per il suo Odisseo!
    Capisco tutto ma
    1) il tuo nick non è quello di una persona vera come molti altri, non si capisce chi sei. Ok, potrebbe valere anche per me.
    2) quando io colpisco, come già accadde, arriva di rimando un colpetto a pistillone per far degenerare il thread, sicuri del fatto che offendendolo risponderà; guarda caso schigi lo fa sempre
    3) la nazigrammaticata verso pisti è completamente OT, fatta per provocare, non hai parlato dell’argomento del post, altro indizio;
    4) cipi cipi pciù pciù con SR che ricambia affettuosamente il cipi cipi

    Ora, quanti
    appassionati di birra artigianale
    che scrivono su cronache
    che amano provocare
    che amano attaccare pistillone
    che amano farlo su argomenti distanti da quelli del post
    che amano farlo sulla grammatica e non su quello che scrive, sugli argomenti appunto
    che fanno pciù pciù con SR

    ci sono su cronache?
    Io restringo il cerchio.
    Potete dire quello che vi pare e in tutte le lingue del mondo, non ci crederò mai che zucchero non è un fake di schigi.
    E ovviamente non leggerò metri di discolpe e scuse varie su come scrive pistillone, ma cosa me ne importa? Sopravvaluti la mia attenzione verso simili questioni.

  98. faccio un favore al Turco riempiendo il messaggio n. 99
    si accettano scommesse sul n. 100

  99. sto a beve ‘na ceres

    100!

  100. Perdono Presidente, la tentazione era forte…egocentrismo…

    Comunque pare una riunione de condominio…

  101. @colonna

    maledetto, m’hai fatto perdere. totoscommesse?!?

  102. Eheh come lo sapevo… era tutta una strategia per ottenere una manciata di inutili commenti in più. Poi di fronte al patròn non posso che inchinarmi!
    W la ceres!

  103. Zucchero Sugar Frocianari

    Zucchina, più di darti skype e farti sentire la mia voce cosa vuoi che faccia? Vuoi il numero di cellulare? Le prove fotografiche? La questione non è così interessante da meritare più di un commento di spiegazione, figurati 20 minuti del mio tempo. Probabilmente dovrei esserci per birre sotto l’albero a Roma, se ci sei mi presento volentieri. D’altronde non ho certo detto che siete due eretici da bruciare, più che starti antipatico anche di persona non può succedere. Se consiglio a SR di interrompere i botta e risposta con lo sgrammaticato lo faccio perché SR parla e scrive in italiano. Siete fuori strada, se volete evitare le stesse critiche da altre persone in futuro vi consiglio di imparare come si usa il punto interrogativo e l’apostrofo invece di aprire la caccia al clone.
    Dici che sono OT.. non credo che criticare il modo incomprensibile e sgrammaticato di scrivere usando un mezzo di comunicazione in cui la stessa avviene scrivendo sia off topic. Se si vuole credibilità come prima cosa andrebbe mostrata una padronanza minima del mezzo di comunicazione. Tu dici che “colpisci”, io sinceramente non ho notato affondi o costruzioni degne di nota ma questa è un’altra storia ed è reamente OT. Io non ritengo di aver dato alcun colpetto, l’unica vittima qui è il povero italiano.

  104. Neanche l’iva zanicchi dei tempi d’oro!!!!
    Cento cento cento!!!

  105. @Colonna
    Eri dietro a bere questa ceres qua http://www.anchorfoods.net/retail-food/images/ceres_002.jpg Pfui, il tuo 100 è annullato!!!

  106. x zucchero
    diamo retta ad Andrea Turco e la finiamo qui, concordo!
    Dopotutto la questione non sussiste affatto, anche perchè non vorrei mai essere nei tuoi panni: tu cerchi di spiegare “punteggiatura sbagliata” a SR? 😀
    Dovresti forse prima spiegargli prima che la punteggiatura di fatto ESISTE, come le maiuscole dopo di essa in certi casi e anche sui nomi propri, ti stimo per il duro lavoro che ti aspetta e del quale ti stai sobbarcando per il bene della community.
    Perchè ovviamente non vorrai mica fare quello che va dal bue a dirgli “guarda quell’asino che razza di corna che ha in testa…!” 😛

    x colonna

    io bevo uno Skipper all’ananas, al momento. Le riunioni di condominio dalle mie parti sono noiosissime, non si presenta mai nessuno e si chiudono sempre con “vabè allora arrivederci” all’amministratore. magari fossero tutte così, sai le risate! 😀
    http://tinyurl.com/yg7waoz

  107. abuso di sillessi e anacoluto. googla
    soprattutto non rileggo mai…

  108. ma skipper e ceres li bevete nel bicchiere di carta da pic.nic?

  109. @Zucchero

    Embè ?
    Quale è l’utilità dei tuoi post?.
    Illuminaci con un intervento degno di essere preso in considerazione, sempre se ci riesci(cosa per nulla scontata).
    Prova a formulare un opinione che sia attinente all’argomento in esame, che non sia noiosa e logorroica e che non vada a finire con inutili e puerili accuse personali in stile bimbominchiadelasilo età probabile 5 anni.
    Ti meriti di appartenere a quella schiera di personagiuccoli che infestano questo blog con l’intenzione di distruggerlo o trasformarlo in una web rissa, ormai il copione lo conoscono tutti ,(prima discorsi senza senso, poi insulti , e successivamente gioco di sponda con i compari del rione ) Se non ti piace quello che scrivo puoi tranquillamente non leggerlo è la stessa cosa che faccio io nei tuoi confronti visto che non vado mai oltre la prima riga di quello che scrivi.
    Inoltre ti esorto di andare in MOBI, li puoi andare insultare chi ti pare (c’e’ un apposito spazio) e lasciare questo blog a persone che vogliono esprimere opinioni nel merito dell’argomento preso in esame.

  110. Dai su, è già successo una volta che ho dovuto togliere la possibilità di commentare un post. Al prossimo messaggio di questo tenore lo farò di nuovo, perché ne ho abbastanza le scatole piene. Evitate anche di scrivere “chiedo scusa… bla bla bla”, ne avete avuto l’occasione e avete preferito continuare ad alimentare la polemica.

  111. x Bienk
    a casa mia non entrano bicchieri nè piatti in plastica perchè detesto il rumore che fanno quando scrocchiano e per questioni di impatto ambientale, e di stile. Se ho 15 persone in casa preferisco lavare 30 piatti e 60 bicchieri che usare quella roba, hihi. 😀
    Tra l’altro i succhi skipper, sono gli unici che conosco che sanno di frutta e non di zucchero, gli altri non riesco praticamente più a berli… ho scoperto un mondo!

  112. no era una battuta per amici che mi han cazziato per dei bicchieri di carta (che tra l’altro odio) 🙂

  113. allora…purtroppo non seguo questo sito se no mettevo un mio pensiero un pò prima…non ho letto sta migliaia di commenti se no facevo notte ma ho letto quanto bastava…spero sia letto da gente come colonna…sono un distributore di birra…un appassionato prima di tutto..uno di quei dementi che non vende birre commerciali che se ne frega di vendere roba da bibitari e punta tutto sui prodotti di qualità…facendosi il mazzo tra produttori a cui manca il prodotto e ti danno materiale di consumo bicchieri sotobicchieri centellinati quindi poi per accontentare il cliente li devi prendere tu..tasse da pagare…trasportatori pazzi e birrerie che ogni settimana vorrebbero prodotti nuovi..ora ditemi…prendo della birra in belgio che pago € 2.2 al litro se sono bravo con i trasporti me la cavo tra andare e venire del fusto a € 0.4 al litro,SE SONO BRAVO, se no arriva anche a € 0.7 litro a questo ci aggiungiamo le bellissime tasse italiane più costi di sdoganamento ed arriviamo ad aggiungere altri 0.7/0.9 euro litro…parlo di birre importanti da 20/22 plato ora ditemi sono arrivato ad un costo di circa 3.6 da qui devo farci stare il magazzino, l impianto di spinatura al locale dato in comodato d uso, il mio stipendio, lo stipendio di una persona in azienda che cura ufficio e magazzino, il mezzo per portare la birra al locale…vogliamo metterci un 50% ricordiamoci che il 50% di 3.6 vorrebbe dire metterci su 1.8 € litro….che non faccio e sto più basso per stare nel mercato…lavoro 12/14 ore al giorno quando va bene per soddisfare tutti…ora ditemi porca boia se sono io il ladro oppure qualcuno che nel locale a birra media venduta ci mette il 300%…io non sto dando la colpa alle birrerie…ma secondo me ognuno dovrebbe fare i conti nelle proprie tasche…poi ognuno deve decidere cosa è meglio per lui… per me se comprare o no da quella tale birreria per il locale se comprare o no da me…ma AZZARDARSI a dare colpe a distributori mi fa veramente tristezza…con questo non sto dicendo che sono tutti uguali..anzi…sento gente che per lucrare ha cominciato a vendere i suoi “specialissimi” prodotti a doreca,partesa,t&c ancora un pò e troverò della westvletten nella gelateria sotto casa….quindi..ora..colonna…io non ti conosco di persona…ma che ognuno se vuole far conoscere prodotto di qualità ci metta del suo…io guadagno meno…tu guadagni meno ma sicuramente ho più soddisfazione che vendere beck s al pub “da gino”(nome ovviamente inventato) dove ne venderei di più…guadagnerei di più e me ne arrivano a motrici solo alzando la cornetta del telefono..

  114. @hopbe

    per quanto riguarda i prezzi non hai aggiunto molto su ciò che ho scritto, quindi sono d’accordo con te…me sa però che ti sono sfuggite un paio di cosette… comunque di piccoli distributori ne conosco molti, sono amici e conosco le loro problematiche (e anche le tue…) e importando fusti so cosa significa (e l’ho spiegato precedentemente), l’accusa era mirata a un gradino leggermente superiore e lì mi AZZARDO assolutamente a gettare la colpa e anche qualcos’altro…

    Comunque a vendere esclusivamente prodotti chiamiamoli “estremi” (provenienza scandinava e ammerigana) hai due scelte: ampliare la tua cantina per far contenti gli amici oppure cambiare lavoro nel giro di qualche mese, dipende se tutto questo è un hobby o ti serve pe magnà…

    Posso sapere chi sei? potrebbe interessarmi per lavoro 😉

  115. sono d’accordo con hopbe. IO invece trovo scandaloso che la birra fatta nei nostri birrifici, quindi senza importazione, prodotta praticamente solo per la spina, penso al Birrificio Torino, ma potrei citarne molti altri, sia cara a prescindere. Fai birra di qaulità, hai dei birrifici medio grandi? E allora stai sul mercato, se ci tieni al mercato vendi la birra al prezzo giusto, e allora insegni a tutti a bere bene. Questo è scandalorso. E poi si lamentano che la gente beve becks!

  116. Beh, non sono d’accordo con l’articolo. La Utopias resta la birra più cara attualmente. Non viene considerata infatti la capacità. La Vieille Bon Secours è vero che costa 790€ ma sono ben DODICI litri di birra. La Utopias costa “solo” 300€, ma la bottiglia è da 75cl.!!! Fate voi…

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