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La Birra Nazionale di Baladin e le altre novità italiane

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Quasi sicuramente saprete che oggi a Bra (CN) prende il via Cheese, la manifestazione di Slow Food dedicata al mondo del formaggio. Come vi ho segnalato negli scorsi giorni, durante l’evento sarà presenta la tradizionale Piazza della Birra, con diversi produttori italiani. Tra questi non mancherà il Baladin di Teo Musso, che sfrutterà la vetrina offerta dalla rassegna per presentare il frutto di un progetto partito anni fa: una birra interamente prodotta con ingredienti italiani. Il risultato è Birra Nazionale, che a Cheese sarà disponibile alla spina.

Perno del progetto è il lavoro sviluppato intorno a un luppolo sperimentale autoctono, realizzato in collaborazione con Tecnogranda e l’Istituto Agrario di Cussario. L’idea iniziò a concretizzarsi tre anni fa e a suo tempo fece abbastanza scalpore – la citai persino nel primo storico pesce d’aprile di Cronache di Birra 😛 . Non so se è la prima birra effettivamente prodotta con sole materie prime italiane, ma come al solito Teo Musso è riuscito ad anticipare tutti in termini di comunicazione, già dal nome di battesimo scelto per la sua ultima creazione. Mi è capitato di provarla sottobanco all’Open Baladin: non la ricetta più adatta a scoprire le caratteristiche del nuovo luppolo, visto che la birra punta decisamente alla dolcezza. Mi riservo di riassaggiarla in condizioni migliori.

Un altro evento del fine settimana sarà l’occasione per il lancio di una nuova birra, realizzata da Loverbeer. Più che un prodotto destinato a entrare regolarmente nella gamma del birrificio, si tratta di una ricetta one-shot, con cui il birraio Valter Loverier ha voluto rendere omaggio alla Zwanze 2011 di Cantillon, protagonista domani dello Zwanze Day. La creazione di Valter si chiamerà Borgna (cioè “cieca”) e sarà un blend di Dama Brun-a e Papessa, quest’ultima in versione maturata in barrique.

La Borgna sarà disponibile domani allo Sherwood Pub di Nicorvo (PV) e al The Dome di Nembro (BG), oltre che al Borefts Beer Festival, l’evento organizzato dal birrificio olandese De Molen. Se volete informazioni su quest’ultima manifestazione, potete consultare il relativo sito web. Intanto sappiate che si terrà venerdì 23 e sabato 24 settembre a Bodegraven e proporrà alcuni tra i produttori più à la page d’Europa. Unico rappresentante per l’Italia, appunto, Loverbeer, presente con la sua particolarissima gamma di birre.

Proprio negli stessi giorni del Borefts Beer Festival, il birrificio Rurale presenterà la sua nuova HopArt, durante un evento ideato appositamente. Di questo appuntamento vi ho parlato diffusamente, dunque non mi rimane che lasciarvi qualche nota degustativa per farvi venire l’acquolina in bocca:

Si presenta con un bel colore dorato carico e una schiuma bianca, fine e persistente. Al naso propone aromi fruttati ed erbacei, note dolci ed agrumate. In bocca si conferma con un ottimo equilibrio fra note dolci e maltate e il morbido amaro del luppolo, note di frutta dolce (mango e pesca) e un fresco agrumato. La piacevole acidità ben si accompagna all’equilibrio e al basso tenore alcolico di soli 4,4% rendendola estremamente beverina.

Nel medesimo fine settimana si terrà il party per i due anni dell’Open Baladin. Parlando della festa, ho sottolineato la presenza di diverse birre inedite. Tra i vari nomi si distingue la Prunus, ultima creazione dell’attivissimo Birra del Borgo. Come suggerisce il nome latino, nasce da una ricetta che prevede l’impiego di ciliege fresche, aggiunte a fine fermentazione. La base è quella della Duchessa, la famosa birra al farro di Borgorose, che Leonardo Di Vincenzo spesso utilizza per ottimi esperimenti estivi (Rubus docet).

Tra le altre novità dell’Open Birthday ci saranno la Zucca del già citato Baladin e la Birbetta di Troll. La prima ovviamente prevede l’aggiunta del frutto omonimo ed è stata creata in occasione della sagra della zucca che si tiene a Piozzo (CN), città natale del birrificio. La Birbetta invece appartiene al classico stile inglese delle Bitter: sarà interessante verificare se, seguendo la loro peculiarità produttiva, i ragazzi del Troll hanno voluto aggiungere qualche spezia particolare.

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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30 Commenti

  1. ma invece la Birra Italia 1906 che invenzione è ?

    Birra bionda di colore chiaro, ha un profumo moderatamente fruttato e un sapore rotondo con retrogusto amaro (Ebu 20.0).

  2. oddio se Troll ha messo le spezie in una bitter siamo a un passo da una crisi internazionale…che grandi!!
    🙂

  3. noi NECESSITIAMO DI LUPPOLO!! dunque mr musso aumenti l’ i.b.u. della nazionALE,,,,,!!!!!!!!! ciaooo

  4. Domani proverò La Nazionale, mi auguro di non trovarla dolce come dici perché sarebbe l’ennesima birra Baladin timida di luppolo.
    Per chi sarà al Cheese occhio a sbagliarsi e chiedere una brogna! Attenti all’ordine o/r 😉

  5. la nazionale, provata qualche giorno fa sempre sottobanco a piozzo e devo dire che il luppolo non è per nulla”timido”. Buona, beverina.

  6. La Birbetta del Troll non ha assolutamente nessuna spezia. Birra molto inglese, ben fatta, stupenda ieri a pompa a Cheese, i miei complimenti a Dano.

  7. Ho assaggiato la Nazionale sia in bottiglia sia alla spina, trovandola una birra interessante, che non definirei dolce, ma decisamente secca. Certamente non è, in perfetto stile Baladin, molto caratterizzata dal luppolo (non si può pensare di avere subito risultati incredibili, nella sperimentazione) e il lavoro del lievito (lo stesso dell’Elixir) si fa sentire, ma la birra a me è piaciuta. E, per rispondere a Turco, è fatta con 100% di malto pils di Melfi (anche l’orzo distico utilizzato viene da Melfi) e con due varietà di Hallertauer (in fiore) coltivati a Cussanio.

    • Ti e vi racconto la mia esperienza di comune mortale:
      oggi una ragazza sola allo stand Baladin, alle ore 18 circa, dopo avermi fatto aspettare 5 minuti (di orologio) di fronte a lei perché stava parlando con un conoscente, nonostante una grossa rivendicazione del prodotto con diverse spine e una bella bottiglia dinnanzi ad esse, mi comunicava testualmente: “accettiamo solo degustazioni mirate nel teku che forniamo noi, ora dobbiamo lavare i bicchieri, la prossima è programmata alle 21”.
      Dopo alcuni secondi di imbarazzo(per lei) per la risposta ho chiesto se trovandomi un bicchiere mi avrebbe potuto versare un pò di birra.
      Ora sono a casa e La Nazionale non l’ho bevuta, né in bottiglia né alla spina. Immaginate voi la risposta a quell’ultima domanda.

      • Come le barzellette della settimana enigmistica….SENZA PAROLE.Brava,buona,bella la nazionale(ribadisco il mio crescente prurito a stò ALE finale)ma ce la fate anche bere o si pole guardare e basta????
        Ma vaiavai….datevi un regola.

    • Io invece a Pilsen ho assaggiato un Fiano, lo fanno con uva locale e lo chiamano nazionale. Ricordo invece che in tedesco il suffisso er, sta ad indicare di o da nel senso proveniente da Hallertau, che sta nella hopfenland, proprio nei pressi di Cussanio, nel comune di Fossano. Quando si dice la tipicità.

  8. anche io non avevo voglia di aspettare….poi sta cosa della degustazione guidata obbligatoria non mi piace

  9. Ma i primi a usare luppolo autoctono non sono stati quelli del San Paolo con la Ipè Harvest?

    • Andrea Turco

      Non so se sono stati i primi, ma la risposta è sì: per la Harvest hanno usato Cascade coltivato il Liguria

      • Una birra di Scarampola (la N.8 ?) viene amaricata con Luppoli coltivati ed essiccati direttamente nel “monastero” in cui ha sede. Non so da quanti anni però..

  10. Pessimi.
    Niente da aggiungere.

  11. Due varietà di Hallertauer? Si prega Giacu (normalmente molto preciso ed informato) di chiarire meglio di quali varietà si stà parlando…
    Hallertauer stà per la Zona di Coltivazione (coltivato nell’Hallertau) per cui non mi sembra corretto definire così le varietà…..è come parlare di East Kent….cioè della zona di coltivazione …..
    Si tratta di Tradition ? Mittlefruh ? Hersbrucker? Saphir? Magnum? Perle? etc…
    Cosa è che differenzia i luppoli coltivati a Cussanio? Hanno una tipicità propria che li rende diversi da quelli coltivati nell’Hallertau? Che ne so….più spezia, floreale, resinoso, etc….oppure no. Sono diversi? E se si in che cosa?
    Come vengono utilizzati nella birra per far spiccare le proprie caratteristiche aromatiche? Late Hopping…Dry Hopping…..etc….
    So che rischio di essere un rompiballe …ma tanto ormai mi conoscete….fatevene una ragione….
    Sono curioso perchè anche noi abbiamo da 4 anni (prima del birrificio) un campettino sperimentale con 18 varietà….e su 18 solo 5 hanno delle caratteristiche veramente interessanti….le altre sono invece molto deludenti….
    Sul malto non intervengo per conflitto di interessi…..
    Infine il lievito è Italiano?

  12. Ciao a chi è interessato ho ripreso in anteprima la presentazione, a Bra, della birra nazionale di Baladin http://www.youtube.com/user/ilmangiaweb

  13. Domando scusa a Bruno per l’imprecisione.
    Si tratta di Mittelfruh e Tradition, utilizzati in fiori, in bollitura.
    Per quanto riguarda le loro caratteristiche aromatiche non saprei dirti, potresti fare una telefonata a Teo…

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