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Tanta Puglia nel buon risultato dell’Italia al Brussels Beer Challenge

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Logo-Brussels-Beer-Challenge_cmykCome annunciato la scorsa settimana, riprendiamo gli aggiornamenti di Cronache di Birra dopo la mia esperienza come giudice al Brussels Beer Challenge. E partiamo proprio dall’analisi dei risultati del concorso tenutosi a Lovanio nello scorso week end, dove i birrifici italiani sono riusciti a conquistare un discreto bottino di medaglie: 5 ori, 4 argenti e 3 bronzi, più una menzione d’onore. Un totale dunque di 12 riconoscimenti, che rappresenta una performance di cui restare solo moderatamente soddisfatti. Lo scorso anno infatti i nostri birrifici portarono a casa un oro in meno, ma complessivamente le medaglie furono di più: ben 19. Dunque possiamo considerarla per l’Italia un’edizione interlocutoria, più o meno sui livelli del 2013 e comunque in grado di confermare il nostro paese come terza forza del concorso subito dopo Stati Uniti e Belgio. Certamente le sorprese non sono mancate e questo vale anche per le medaglie italiane.

Il dato più interessante per l’Italia brassicola al Brussels Beer Challenge è stato l’ottimo risultato dei birrifici pugliesi, capaci di ottenere 3 ori, 2 argenti e 1 bronzo. In generale sono stati premiati alcuni nomi poco conosciuti, mentre si è sentita la mancanza di aziende ben più quotate tra i vari podi del concorso. Tra le sorprese va sicuramente menzionato il Murex – Birrificio Altamurano, che ha portato a casa la bellezza di due ori: uno con la Federiciana nella categoria English IPA e uno con la Superambrata tra le Bières de Garde. L’altro oro pugliese è invece arrivato con la Hirderga del birrificio Decimoprimo, capace di trionfare tra le Export Stout. Gli ultimi due ori, infine, sono stati conquistati da Il Mastio con la Rifle (categoria Extra Special Bitter) e dal Lariano con La Grigna tra le Pils di stampo tedesco. Da sottolineare che questo 2014 è stato per La Grigna un anno straordinario, che già l’aveva vista conquistare l’oro tra le Italian Lager durante lo scorso Birra dell’anno.

Alcune categorie sono state quasi completamente dominate dai nostri birrifici. È l’esempio delle Bières de Garde, dove gli unici riconoscimenti assegnati sono andati all’Italia: oltre al già citato oro di Altamurano, bisogna infatti segnalare l’argento di Mezzavia con la sua Gare de Roubaix e la menzione d’onore di Barley con la Sella del Diavolo. Discorso simile per le ESB, dove la Terrarossa di B94 ha ottenuto un argento piazzandosi subito dopo la Rifle de Il Mastio. Da notare che la stessa Terrarossa aveva conquistato l’oro nel 2014, segno che la creatura di Raffaele Longo è una delle migliori interpretazioni italiane dello stile. A proposito di conferme, segnalo il bronzo della Nocturna di Kamun nelle Dry Stout, che a Birra dell’anno aveva ottenuto l’oro nella sua categoria.

In questa panoramica a zig zag tra i riconoscimenti italiani bisogna ancora inserire gli argenti di Birranova con la Linfa (cat. Best Bitter) e di Cascinazza con la Cascinazza Blond (cat. Abbey Blond) e i bronzi del Birrificio Antoniano con Birra Antoniana (cat. Marzen) e di Valle dell’Itria con la Jonia (cat. Herb & Spice). Complimenti dunque a tutti questi birrifici, capaci di tenere alti i nostri colori in un concorso non facile come il Brussels Beer Challenge.

Oltre ai podi per categoria, quest’anno il contest ha assegnato due premi assoluti. Quello di migliore birra belga è andato alla Goudenband di Liefmans, appartenente all’antico stile delle Oud Bruin. Il premio di migliore birra in assoluto è stato invece assegnato alla Triple C (una Golden Ale) del birrificio britannico Thwaites. Tutti gli altri risultati sono ovviamente consultabili sul sito del Brussels Beer Challenge tramite un’ottima maschera di ricerca. Tra questi ci tenevo particolarmente a conoscere i responsi della categoria Lambic & Gueuze, che il mio tavolo ha avuto l’onore di valutare (tra gli altri). Ebbene la prima posizione è stata conquistata dalla Oude Gueuze Tilquin à l’ancienne del blender Tilquin, birra che ben conosciamo anche dalle nostre parti. Sorprendente uno dei due argenti assegnati, andato al semisconosciuto Montaigu – BIIR Brewer Association con la sua Oude Gueuze, mentre l’altro è stato ad appannaggio della ben più famosa Oud Geuze di Oud Beersel.

Per il resto i risultati del concorso hanno mostrato il grande exploit dei birrifici americani, superiore a quelli di casa del Belgio. Buone le performance per nazioni emergenti come Francia e Brasile, mentre sono rimaste sotto le aspettative quelle di superpotenze classiche, come Germiania, Regno Unito e Repubblica Ceca – ma il loro numero di birre iscritte è stato decisamente più basso. Come detto l’Italia ha portato a casa 12 medaglie, ma c’è anche da dire che ha iscritto 110 birre su un totale di 725. Considerando che le categorie totali sono state 50, era giusto aspettarsi qualcosa in più dai nostri birrifici. Rispetto ai nomi premiati lo scorso anno, l’impressionante è che siano mancati all’appello quelli più “anziani”.

Sulla mia esperienza come giudice internazionale scriverò qualcosa nei prossimi giorni. Intanto cosa ne pensate di questi risultati? Siete soddisfatti per i birrifici italiani?

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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11 Commenti

  1. perplesso anche io sulla mancanza dei nostri “vecchi”….
    e invece contento di aver scoperto nomi che dalla mia altissima niubbagine birraia non avevo mai sentito parlare e mai trovati in qualche evento!!!

    • Sono sicuro che qualche birra da medaglia d’oro è prodotta dai “vecchi” per conto dei nuovi, ed etichettata: una sorta di beer firm.

  2. La sottocategoria “Bières de Garde ambrée” dopo la voce “Pale&Amber Ale” che senso ha? Superambrata e Sella Del Diavolo sono forse Bières de Garde? La Gare de Roubaix non la conosco.
    Giuria ottima, ma inflazione di categorie e premi.

  3. Beh, ovviamente è solo uno, dei tanti, concorsi ma se sappiamo far Bitter \English IPA meglio di inglesi , pils meglio dei tedeschi e Biere de garde meglio di francesi sicuramente il movimento ha punte di eccellenza ormai conclamate (in un mare birraio ‘di base’ con molti bassi livelli direi)

  4. Concordo sull’inflazione di categorie e premi: se non ci stai “dentro fino al collo” .. ti perdi! Comunque sono contento per le pugliesi: Donato e Raffaele sono oramai una garanzia (così come Linfa e Terrarossa), ma il mio plauso va soprattutto a Murex (ha vinto nella mia categoria “indispensabile” …) e Decimoprimo (che spero di trovare a Eataly Bari prossimo w.e.). Per concludere .. una cosa che non c’entra molto: lasciamo stare premi, gastropub e saloni del gusto .. e andiamo tutti a bere e chiacchierare un po’ di più lì dove tutto ebbe inizio: un tempo erano le “stazioni di posta” (UK).. insomma i pub. Ma andrei, oggi come oggi, anche più in là: le free house .. i pub indipendenti! Meno “fighetteria”. Più “strada” (e prezzi accettabili ..).

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