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Selezione Birra 2012: il mio resoconto

sapore selezione birra

Puntuale come ogni anno, anche stavolta è il momento del report di Selezione Birra. Un Selezione Birra diverso per me, che paradossalmente ha rappresentato la parte rilassante della mia permanenza a Rimini dopo due giorni dedicati agli assaggi per Birra dell’anno. Come sempre è stato un evento molto interessante e, come sempre, avrei avuto bisogno di altri due giorni per tornarmene a casa con la soddisfazione di aver assaggiato tutto. In generale mi sembra che Selezione Birra nella sua nuova incarnazione continui a mostrarsi in buona salute, a differenza del resto di Sapore, che invece – complice probabilmente la crisi – mi è sembrata decisamente sottotono. Insomma, la birra artigianale continua a essere una piccola oasi felice nel panorama economico nazionale.

Selezione Birra è iniziata sabato mattina e io ero lì già di buon mattino. Tempo di un paio di assaggi veloci e poi mi sono incamminato verso lo spazio di Interbrau, per partecipare alla conferenza Italian Beer Blogger prevista tra gli appuntamenti di Birramoramento. Insieme a Alessio, Marco, Alberto e Nicola ho parlato del fenomeno dei blog birrari in Italia e credo che ne sia uscita una chiacchierata interessante. Per una futura edizione però suggerirei la partecipazione di altre figure operanti nel settore: magari un produttore o due, un consumatore/lettore e un publican. Secondo me il confronto con altri soggetti può essere più stimolante piuttosto che quello esclusivo con i “colleghi”. Già che ci sono segnalo l’impressionante sforzo di presenza di Interbrau: mezzo padiglione occupato, ogni referenza con il suo stand personale e l’organizzazione di incontri molto interessanti.

Chiusa la parentesi sulle chiacchiere, passiamo agli assaggi. Quest’anno a Rimini c’erano alcuni nomi nuovi e mancavano diversi birrifici blasonati. Tra gli assaggi per me completamente inediti devo registrare le birre del Birrone, ma esclusivamente per una mia mancanza: l’azienda è infatti attiva dal 2008, tuttavia fino a oggi non avevo ancora provato nulla. Che errore! Sono rimasto estremamente soddisfatto da tutta la loro linea, con una Helles (Vanity) semplice ma non banale, una Pils (Brusca) profumata e godibile e una Schwarz (Scubi) eccellente. Tutte basse fermentazioni molto in linea con i rispettivi modelli, ma con quel tocco di personalizzazione che riesce a essere caratterizzante senza oltrepassare i limiti della creatività. Ma anche quando si ricerca in modo più deciso la sperimentazione, il risultato è ottimo: la Gerica è una lager in stile tedesco che però utilizza anche luppoli americani, con un risultato gradevolissimo e lontano da certi estremismi. Bella scoperta questo Birrone, davvero.

Altri assaggi inediti sono stati per me quelli del birrificio Siebter Himmel, ma stavolta sono giustificato 🙂 . Il produttore è infatti attivo da pochissimi mesi relativamente poco ed era presente con le sue prime creazioni, entrambe in stile belga nonostante il nome possa trarre in inganno. Ricette ancora da perfezionare, com’è normale che sia, ma che già denotano l’abile mano del birraio Nicola.

Tante le nuove birre presentate da birrifici già consolidati. Toccalmatto era presente con la nuovissima linea di Barley Wine, che rappresenta la prossima intrigante novità della creatura di Bruno Carilli. La birra base è un buon “vino d’orzo” d’ispirazione anglosassone, ben realizzato secondo i dettami classici. Sarà disponibile nella sua forma “liscia” e successivamente nelle versioni passate in botte. Con frequenza costante, infatti, Toccalmatto rilascerà vari incarnazioni del Barley Wine in questione, affinato di volta in volta in botti diverse. A Rimini era presente quello passato in botti di Caol Ila e il risultato era davvero convincente.

Tra i vecchi amici incontrati a Selezione Birra non posso non citare l’immenso Mike Murphy, presente non solo in carne ed ossa, ma anche con una sua birra. Si tratta della Ryeccomi, una Rye Pale Ale (quindi con una percentuale di segale) prodotta in collaborazione con i fratelli Cerullo di Birra Amiata. Una birra estrema nella luppolatura, con un attacco “rustico” tipico della segale. Se parliamo di estremizzazioni, impossibile non citare l’Imperial Stout di Revelation Cat prodotta con Gadd’s (14% alcolici ben distribuiti) e la Pineau Lambic, finalmente uno degli esperimenti di Alex che mi gusta.

Restando ancora alle novità segnalo la Dude di Bad Attitude (la “non” vincitrice nella categoria 5 di Birra dell’anno), la Bender di Vecchia Orsa (un’American Wheat molto american e poco wheat), la X Ray di Brewfist (purtroppo non ricordo il nome…), la nuova cotta di Perle ai Porci di Birra del Borgo (un minerale clamoroso). Ho avuto modo di riassaggiare le birre di Math e devo ammettere che i problemi di carbonazione sono per fortuna un vecchio ricordo: la Blanche era davvero gradevole, finalmente valorizzata da una corretta frizzantezza. I riconoscimenti ottenuti a Birra dell’anno sono in questo senso un bell’incoraggiamento.

Concludo infine con altri assaggi a caso. Foglie d’Erba si conferma un birrificio ottimo, con un carattere unico nel panorama nazionale; Fratelli Trami è a mio parere cresciuto tantissimo, soprattutto negli stili belgi; Birrificio Sorrento e Maneba sono due splendide realtà del Meridione, che contribuiscono a rendere meno netto il divario qualitativo tra Nord e Sud; B&C con le sue birra al mosto d’uva ha imboccato una strada particolare, ma ben supportata dal prodotto; Menaresta continua a viaggiare su altissimi livelli; Birrificio Del Forte è già una sicurezza. Di birrifici ce n’erano ancora tanti ma, come già accennato, non sono riuscito ad assaggiare tutto.

In definitiva, Selezione Birra si rivela sempre un appuntamento imperdibile, dove oltre alla birra protagoniste sono le persone che frequentano questo ambiente. E’ proprio a causa delle chiacchiere con tanti amici che sono riuscito a bere solo una minima parte di ciò che mi ero prefissato, però se non fosse per quegli incontri, la fiera di Rimini sarebbe molto meno interessante. E ora non resta che aspettare l’edizione 2013.

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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18 Commenti

  1. soprattutto per capire se P.P. poi se lo sia comprato, quell’albero.

    l’imperial porter di brewfist si chiama X-Ray.
    😀

  2. Ma qualcuno che faceva cagare c’era?
    Giusto per curiosità, il tutto buono mi suona un po’ strano..

    • Andrea Turco

      Un po’ strano che significa?

      • Dal tuo report pare che le birre fossero tutte a posto, buone o ottime. Nessun giro a vuoto. Eppure da altri report ho letto di ottime birre e birre meno buone (per non dire pessime). Non essendoci stato ti chiedevo giusto se tu hai avuto fortuna o hai scelto (per linea tua) solo di parlare delle birre che hai apprezzato tralasciando di citare i giri a vuoto…

        • Andrea Turco

          Credo di non sbagliare facendoti notare che i giudizi di cui parli si riferiscono a Birra dell’anno e non a Selezione Birra. Nel primo caso il livello era effettivamente medio basso. Nel secondo invece no, anche perché ognuno può assaggiare ciò che preferisce e negli ultimi anni ho imparato a “orientarmi”. Tutti gli assaggi che ho citato mi sono piaciuti – chi più chi meno ovviamente – mentre fatico a ricordare birre che non ho gradito.

          • No no, parlavo proprio di Selezione Birra. Comunque grazie per la risposta, era giusto per capire il tuo metro. Come dicevo non essendoci stato non posso dare giudizi miei e sfrutto i report altrui per farmi un’idea di massima.

          • Andrea Turco

            Per curiosità, quali sono i report che citi? A questo punto sono curioso di incrociare le mie valutazioni con quelle di altri

  3. in realtà Siebter Himmel è attivo da prima dell’arrivo di Nicola Grande, che si sta occupando del “resyling” delle ricette

  4. Per me è stata la prima volta a Selezione Birra e devo dire che ‘esperienza è stata molto interessante. Confermo la tua opinione sullo stato di grazia dei due padiglioni brassicoli rispetto al resto della manifestazione: il movimento era tutto a SB!
    Purtroppo non ho avuto modo di assaggiare l’interessante barley wine barriccata di Toccalmatto, compensando però con l’interessante scotch ale,proposta one-shot alla spina. L’imperial stout di BrewFist è la X-Ray (se manterranno tale nome, letichetta mi pareva provvisoria) e per quanto mi riguarda (non sono esperto quanto te..) era un notevole esempio di interpretazione dello stile.

  5. noooo, ma c’era Mike? Non l’ho visto, l’avrei (ry)salutato volentieri! 🙁

  6. Mi ritrovo molto nelle tue impressioni a livello generale. Ho avuto il tempo di “saccheggiare” lo stand di Impexbeer, e solo su una IPA (forse la west coast) ho avuto qualche dubbio per un “formaggio” eccessivo. La Hezelnut una conferma, che gran birra. Altro ottimo ricordo la Last Witch di Toccalmatto, m’è sembrato di bere l’Irlanda. Ciao!

  7. fa piacere che ti sia piaciuta la linea del birrone. sono state fra le prime birre artigianali che ho bevuto e mi avevano felicemente soddisfatto, ma mi era sempre rimasto il dubbio del neofita

  8. Da Impexbeer ricordo meravigliose le nuove Harder,Better,Faster e Stronger…e l’incredibile I care because you do un frambooise notevolissimo…Hazelnut e Chocolate vabbe neanche a parlarne sempre ottime…l imperial stout era la Black Knight decisamente una delle due tre migliori birre presenti in fiera…
    Forse avete sbagliato momento o giorno per la West Coast perché io la ricordo in ottimo stato…

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