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Grazie Brassare Romano, mi hai fatto scoprire la dura vita del giudice di homebrewing

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Quella di ieri è stata una giornata molto particolare per il sottoscritto, dato che per la prima volta nella mia vita ho avuto il (dis)piacere – ok scherzo, togliete il prefisso tra parentesi 🙂 – di essere giudice in un concorso di homebrewing. Con questo termine si indica l’hobby di produrre birra in casa, attività possibile anche con un’attrezzatura molto semplice (esistono economici kit per cominciare), in grado però di regalare enormi soddisfazioni agli aspiranti birrai. L’occasione per il mio debutto nel fantastico mondo dei concorsi per homebrewer mi è stata offerta dal concorso Brassare Romano organizzato da Andrea “Barone Birra”, di cui vi ho parlato in passato. Ieri sera si è tenuta la prima tappa al Blind Pig, che ha visto la partecipazione di 32 produzioni casalinghe, valutate da Leonardo Di Vincenzo, Francesco Stefanelli, Mauro Pellegrini, Riccardo Vargetto, Raffaele Battista e me.

Partiamo con una premessa. La qualità finale di una birra fatta in casa può variare sensibilmente in base a una marea di fattori, ma nelle migliori delle ipotesi una produzione homebrewed avrà poco da invidiare alle creazioni di tanti microbirrifici. Nella peggiore delle ipotesi, invece, sarà una schifezza senza precedenti, un mostro fermentato che i poveri giudici ricorderanno loro malgrado per molto tempo. Considerando che chi fa birra in casa naturalmente non possiede la tecnologia di un birrificio, è chiaro che ritrovarsi a giudicare questi prodotti è molto diverso dal valutare birre commerciali. I criteri sono decisamente diversi, sebbene le caratteristiche che si vanno a considerare siano pressoché identiche. Insomma, in un contest del genere la “fauna” delle produzioni iscritte è estremamente variegata: non è raro imbattersi in vere e proprie tragedie brassicole, mentre nella maggior parte dei casi si incontreranno tante bestiole puzzolenti, più o meno potabili. Vi piace come panoramica? 🙂

In questa successione di assaggi, capita poi di imbattersi improvvisamente in un piccolo gioiello: una birra davvero ben fatta, pulita, con tutte le cose al posto giusto e un suo carattere ben definito. E in quei momenti ti si riempie il cuore: finalmente qualcosa di godibile! Vorresti baciare il suo creatore e ti rallegra sapere che un buon homebrewer è in grado di creare un ottimo prodotto nelle quattro mura di casa. Ieri questa “epifania” è accaduta due o tre volte, in particolare quando abbiamo assaggiato la Saison vincitrice, sulla quale siamo stati tutti concordi nel considerarla come la migliore creazione della serata. Una Saison davvero ottima, con un profilo aromatico simile a quello della Dupont (e scusate se è poco) e con un tocco agrumato molto intrigante.

Da quanto scritto potreste arrivare alla conclusione che la media delle produzioni di ieri sera fosse medio-bassa: inutile nascondere che avreste ragione. Non mi aspettavo niente di diverso – oddio, un livello leggermente più alto sì, in verità – ma a parte gli spiritosi messaggi di aiuto che ho postato su Twitter, devo ammettere che è stata un’esperienza molto bella, divertente e formativa. Sono contento che il numero di adesioni sia stato così alto: ritengo che sia importante per un homebrewer partecipare a questi eventi, in quanto ha la possibilità di mettersi in gioco e di crescere nel suo hobby. Molti ragazzi di ieri hanno preso il contest come un gioco, scherzando mentre leggevano le schede di degustazione: credo che sia questo lo spirito giusto con il quale approcciare i concorsi di homebrewing.

In aggiunta, devo riconoscere che ieri al Blind Pig si è creata una bellissima atmosfera. Molti dei partecipanti erano al locale e seguivano il nostro tavolo intento negli assaggi. Mentre compilavi le schede, potevi vedere quello che presumevi essere l’autore della birra guardare verso la giuria con un misto di divertimento, apprensione e curiosità. Ogni tanto qualcuno si avvicinava in un momento di pausa e chiedeva informazioni sulla sua birra, valutata poco prima. Credo e spero che siano tornati a casa tutti soddisfatti, ma di questo sono abbastanza sicuro vista la partecipazione entusiastica con la quale è stata accompagnata la cerimonia di premiazione.

Devo perciò complimentarmi con Andrea di Barone Birra per aver creato un evento molto piacevole: partecipazione numerosa, attenzione ai dettagli, ottima giuria, bella location. Complimenti anche allo staff del Blind Pig che si è fatto in quattro per consentirci di valutare al meglio le birre, il tutto mentre il pub lavorava come qualsiasi altro giorno. E complimenti soprattutto a tutti i birrai per passione che ieri hanno aderito al concorso con le loro creazioni. Spero di rivederli tutti alle prossime tappe, insieme ad altri nuovi iscritti. L’appuntamento con la seconda tappa è fissato per il prossimo 20 giugno, quando Brassare Romano andrà in scena al Maltese con le IPA. Datevi da fare con questi fermentatori!

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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30 Commenti

  1. Ho assaggiato anch’io la Saison e devo dire che meritava veramente!!!
    Bella serata, con un unico appunto: i giudici dovrebbero cercare di scrivere almeno due parole di commento……per noi è importante 😉

    • Andrea Turco

      Personalmente ho provato a commentare quante più schede possibili, ma in alcuni casi non mi è stato possibile a causa dei ritmi inevitabilmente elevati. Credo che lo stesso valga per i miei “colleghi”. La prossima volta mi riprometto di inserire un commento su ogni scheda 🙂

  2. Ovviamente per noi concorrenti è fondamentale avere un giudizio piuttosto che solo croci. Mi rendo conto che è difficile ma almeno per me è molto più importante avere un giudizio dal quale poter trarre spunti e miglioramenti, che essere nei primi tre.
    Alcuni giudici hanno scritto sulla mia scheda dei giudizi che mi hanno già messo in moto il cervello – per quel che posso 😉

  3. Dimenticavo: un ringraziamento speciale ai giudici

  4. Malgrado fossi veramente curioso di partecipare alla serata, non come homebrewer (non faccio birre da lunghi anni) ma solo per spiare come stavano andando le cose – e magari per scroccare un assaggio delle piu’ buone… 😉 – non ci sono proprio riuscito! Ci provero’ la prossima volta, e un grosso in bocca al lupo per i futuri partecipanti!

  5. Io proporrei di allargare il giudizio anche al pubblico; casomai dividendo due premi.

    CMQ sarà fortunato io ma di vere “ciofeche” HB (assaggiate e/o prodotte) me ne sono capitate poche. Più che altro noto che è difficile restare in stile o ottenere ciò che si progettava su carta. Le infezioni poi sono sempre una brutta bestia da domare 😀

    P.S.
    ma sono solo io a pensare che il mondo degli HB e quello degli appassionati di birre commerciali (in senso buono) viaggiano quasi su due binari paralleli che raramente si incontrano?

    • In che senso viaggiano su due binari paralleli?e come lo giustifichi il passaggio da un binario all’altro???Cioè da homebrewer a birrificio???

      • Andrea Turco

        No credo intenda che non sempre chi è un beer lover è anche un homebrewer e viceversa. E’ capitato anche a me spesso di incontrare birrai casalinghi che non sapevano niente del mondo della birra artigianale e mi ha sempre meravigliato molto.
        Credo che eventi come i concorsi possano proprio creare quel punto d’incontro per entrambi, soprattutto se sono organizzati come quello di ieri sera.

    • Se non ho interpretato male ciò che vuoi dire….non sono d’accordo!
      Quasi tutti gli homebrewers che conosco sono anche appassionati di birre di qualità, me compreso ovviamente.
      E’ anche vero, capita a volte, che l’homebrewer voglia fare in casa la “rossa doppio malto” e chiede indicazioni su come clonare una kilkenny strong 🙁

      • Sicuramente. ma il punto IMO non è la qualità del prodotto, obiettivo che credo accomuni i due mondi.

        CMQ non volevo distrarre la discussione dalla serata e dall’iniziativa che merita solo lodi 😀

      • Penso vari da zona a zona e da “compagnia” a “compagnia”. Ho un discreto numero di amici homebrewers, ma praticamente tutti la fanno perchè “fa figo farsi la birra in casa e farla assaggiare agli amici” “se ne fanno venti litri alla volta” “costa poco” (quella da kit intendo). Il problema è che quasi tutti difettano di attrezzature che facciano la differenza (esempio, una camera di fermentazione coibentata) o di know-how specifici riguardanti il procedimento.

        Io stesso non ho MAI bevuto (e nemmeno fatto, ad essere sinceri, ma mi prendo la scusa dell’inesperienza, visto che per ora ho provato solo 2 volte 😉 una birra hombrewed decente!

        Cmq complimenti in generale a chi ha il coraggio di mettersi in gioco in concorsi come questo, se poi con una buona birra ancora meglio.

  6. Vorrei ringraziare ancora Andrea Turco e tutta la giuria per aver partecipato a questo concorso alla sua prima edizione!!!Inoltre ringrazio tutti i partecipanti al concorso perchè erano loro i protagonisti di quella serata, perchè senza di loro il concorso non sarebbe mai potuto ingranare in questo modo!!!
    Mi auguro, di ritrovare tutti al prossimo appuntamento di giugno, e spero di avere il piacere della presenza di Turco e degli altri giudici nei prossimi incontri, casomai con qualche “Guest Star” nuova!!!

  7. “non è raro imbattersi in vere e proprie tragedie brassicole, mentre nella maggior parte dei casi si incontreranno tante bestiole puzzolenti, più o meno potabili”

    hai perfettamente descritto l’abominio che ho (spudoratamente) presentato ieri sera. Purtoppo non sono riuscito ad essere presente, mi sarei davvero divertito a registrare le vostre reazioni 🙂

    Mi sto impegnando in una IPA con dry hopping di calzettoni di spugna pluri-utilizzati in partitelle di calciotto estate ’06 e non ancora lavati.

    • Andrea Turco

      “Mi sto impegnando in una IPA con dry hopping di calzettoni di spugna pluri-utilizzati in partitelle di calciotto estate ’06 e non ancora lavati.”

      Sicuro di non averla presentata ieri? No perché è la descrizione perfetta di una delle birre assaggiate (scherzo 🙂 )

      • Bastardi m’hanno già fregato la ricetta.. poi dici perchè del dibattito “ricette segrete – ricette pubbliche”.. mi avranno intercettato.. le solite toghe rosse!!

  8. Una cosa interessante che ho notato, sia sulla mia scheda da valutazione che anche parlando con altri concorrenti, è stata l’ampia forbice che c’è tra il giudizio più basso e il più alto, in riferimento alla stessa birra. Vorrei sapere da Andrea (o anche dagli altri giudici se leggono) come si spiega questa diversità di vedute così accentuata.
    Aggiungo che lo sforzo di ogni giudice di scrivere le proprie osservazioni su ogni birra che assaggia contribuirebbe anche a rendere più comprensibile a noi concorrenti queste diversità di vedute.

    • Andrea Turco

      Mah direi che fondamentalmente dipende dal metro che ha ogni giudice: c’è chi è livellato su voti più alti, chi su voti più bassi.
      Poi considera che la tappa di ieri era molto particolare, perché a stile libero. In questi casi la forbice può subire molte più variazioni.
      Sui commenti hai ragione e come ho già detto mi sforzerò di inserirli in tutte le schede la prossima volta.

      • Raffaele Battista

        Mi associo ad Andrea nella risposta: la libertà di stile può aver influenzato i giudizi anche in base a gusti personali.
        Per quanto mi riguarda posso dire che, nonostante spesso mi si giudichi un “cattivo” (voci di malevoli infamanti…), ho cercato di essere non di manica larga, che sarebbe scorretto, bensì di valutare che non c’erano in gara birre di produttori professionali, ma HB degni comunque di rispetto per la loro passione e quindi bisognosi di sprone e gratificazioni per quanto possibile, piuttosto che di apodittiche stroncature, a parte i killer professionisti, ma quello è un altro discorso….

  9. Raffaele Battista

    In qualità di componente della (s)fortunata giuria di ieri sera mi sento in dovere di intervenire.
    Prima di tutto per ringraziare della gradita compagnia che ci ha fatto Manuele Colonna nell’assaggio dei vari prodotti: anche lui, pur non giurato, ha voluto provare l’ebrezza delle produzioni dei 32 magnifici (????) HB romani.
    In secondo luogo per rassicurare, chi fosse preoccupato, che siamo ancora tutti e sei vivi nonostante le 32 creazioni assaggiate e nonostante alcune fossero state appositamente presentate per eliminarci fisicamente (almeno questa è l’unica spiegazione logica che riesco a darmi…).
    Il livello che è venuto fuori da questa prima tappa non è sconsolante, ma effettivamente ci si aspettava un livello più alto, e questo dato, seppur non positivo, è la riprova della bontà e della utilità di questo concorso: serve a testare il reale stato dell’arte al di là di falsi miti od opinioni fondate solo sul passaparola, abbiamo finalmente uno strumento abbastanza oggettivo per affermare che il livello produttivo degli HB romani non è così alto come in molti (io compreso) credevamo e che di margini di miglioramento ce ne sono tanti.
    In questo contesto è corretta la critica che ho letto più sopra e per la quale molti HB avrebbero voluto più commenti oltre alle crocette nei vari giudizi sulle birre, ma devo anche far presente che i tempi per giudicare 32 birre sono ristretti e sarebbe stato veramente difficile dare commenti approfonditi per ogni birra, scrivere solo “fa schifo” o “è corretta, ma manca di corpo” (o magari fa andare di corpo…) lascia il tempo che trova ed aggiunge poco al birraio, credo sia molto più utile farsi quattro chiacchere al termine del concorso scambiandosi reciproche impressioni e commenti senza la barriera del giudizio (positivo o negativo) sulla birra presentata.
    Al di là di tutto devo dire che la serata è stata molto divertente e ben riuscita e quindi spero di esserci alla prossima!
    Prosit

    • Ringrazio ancora Raffaele per essere stato presente il 4 sera al concorso come giudice!!!
      Concordo su molti punti da lui espressi riguardo lo scopo del concorso; questo concorso da l’opportunità di presentare delle proprie creazioni,ricette, birre decidete voi come meglio chiamarle 😉 ad una giuria di esperti, quindi permette agli homebrewers in questo caso Romani, di testare le loro reali capacità brassicole.
      In sostanza questo concorso è uno strumento che serve per migliorarsi, essendo alla prima edizione è normale che forse alcune cose non possano andare per il verso giusto, ma se non si inizia un qualcosa di questo tipo non si potrà nemmeno creare un concorso ben fatto!!!
      Come organizzatore del concorso, il mio compito è quello di appuntarmi i punti di forza per mantenerli e consolidarli e di trovare i punti negativi per eliminarli e/o migliorarli…come ho sempre detto sono in ascolto di consigli e suggerimenti costruttivi per realizzare un concorso strutturato sull’Homebrewer!!!
      A concludere, durante la serata mentre i giudici stavano al tavolo a giudicare, io mentre valutavo le etichette delle birre, assaggiavo alcune delle birre, che venivano servite ai giudici, insieme ai partecipanti ed una cosa che abbiamo notato tutti è che la stragrande maggioranza delle birre era priva di olfatto e con un corpo molto fiacco!!!
      Però, e questo lo sottolineo, molti partecipanti hanno portato birre con ricette collaudate solo una volta, quindi non migliorate e testate più volte; così mi è stato detto da molti partecipanti e così riferisco; quindi il livello basso a mio parere è dovuto in parte a questo (non è una giustificazione) ed in parte al fatto che la giuria era costituita da esperti che si occupano di assaggiare birre artigianali commercializzate e forse non abituati a birre di questo livello, prodotte con una strumentazione non paragonabile ad un birrificio…
      Con questo chiudo, se l’homebrewer si concentrasse di più su una sola ricetta e la giuria potesse trovare un metodo di giudizio più consono ad un concorso per homebrewer, forse e dico forse, i risultati potrebbero essere diversi!!!
      Ma la differenza vera la devono fare gli homebrewers portando birre ormai collaudate e non avere la presunzione che la birra fatta una sola volta possa essere meritevole di un giudizio positivo, perchè la botta di culo ci può stare, ma non funziona così in un concorso costituito da più tappe ed infatti credo che alla fine il più meritevole si vedrà vincitore!!!
      Ringrazio ancora tutti e spero di potervi vedere anche prima della seconda tappa!!!

  10. a voler essere sinceri non di rado ho trovato birre HB che davano la paga alle birre “artigianali” ufficilali che tra infezioni, puzze e esperimento “o famo strano”non scherzano mica..
    tra l’altro mi sono sempre chiesto se portando una birra in macchina ad un concorso poi ci fosse il tempo per far sedimentare il lievito sballottato dal percorso, altrimenti si che le puzze fioccano

  11. é stato un piacere per me assaggiare tante birre e tante anime dei birrai in esse disciolte…. è quello che mi piace, poi si puo’ essere anche dei giudici cattivi o buoni, ma se questo serve a soffiare sulla brace dei birrai, ben venga…..
    Compagnia dei giurati piacevole, bella presenza di birrai che sbirciavano sulle schede, sorrisi e birra…. bella serata, punto.

  12. Belfiore Davide

    ciao ragazzi,sono un partecipante del concorso,e’possibile avere le schede di valutazione della mia birra? grazie

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