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Dagli USA arrivano nuove varietà di luppolo

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qualityHopsIl luppolo è senza dubbio l’ingrediente birrario principe degli ultimi anni, avendo acquistato un’importanza crescente – e spesso addirittura sproporzionata – rispetto alle altre tre materie prime: l’acqua, il malto e il lievito. La rivoluzione “craft” cominciata negli Stati Uniti negli anni ’70 ha ottenuto importanti vantaggi dai programmi di sviluppo di varietà locali. Luppoli come il Cascade, il Citra, il Simcoe o il Crystal hanno segnato vere e proprie stagioni brassicole e ancora oggi sono al centro delle ricette di birrai e homebrewer. Non è un caso dunque che negli States continuino a comparire regolarmente nuove varietà, tanto che nelle scorse settimane il sito Craft Beer ha voluto dedicare all’argomento un articolo specifico, che da noi è stato rilanciato da Brewing Bad. Ecco allora tutte le novità al riguardo…

Innanzitutto una premessa, molto interessante. Le varietà di luppolo in America si dividono un due tipologie: quelle “pubbliche”, risultato di programmi di sviluppo statali, e quelle “private”, frutto del lavoro di aziende agricole specifiche. Le prime sono accessibili a tutti i coltivatori e quindi più diffuse, le seconde invece si configurano come marchi registrati di proprietà della relativa azienda. Esistono poi delle varietà definite “locali”, sviluppate da piccoli coltivatori e destinati a homebrewer o produttori limitrofi.

Tra i luppoli “pubblici” bisogna segnalare le seguenti new-entry:

  • Cashmere – Si caratterizza per note di melone e frutti tropicali e al momento è usato dal birrificio Tripel Voodoo di San Francisco per la sua Stag Hop #2.
  • Tahoma – Gli aromi distintivi hanno sfumature citriche, resinose e di cedro. È impiegato dal birrificio Equinox di Fort Collins per la sua Midsummer Pale Ale.
  • Yakima Gold – Ha toni di buccia di limone e spezie ed è usato dalla Victoria Brewing per la sua Yakima Glory Dark IPA.
  • Triple Pearl – Si distingue per note citriche, pepate e di melone.

Tre invece le novità tra i luppoli “privati”:

  • Lemon Drop – Aromi che ricordano il limone e altri agrumi e frutti. È impiegato da Epic Brewing di Denver per la sua Hop Syndrome Lager.
  • Azacca – Speziato, con note di frutta da orto e molto indicato per le Saison. Ciononostante è protagonista di una APA single hop: la Azacca Single Hop American Pale Ale del birrificio No Label.
  • Multi-Head/Medusa – Non sono riportare caratteristiche aromatiche e tutte le varietà che rientrano in questo marchio sono utilizzate da Sierra Nevada per la loro Harvest Wild Hop IPA.

Molto interessanti anche alcuni nuovi luppoli “locali”, sviluppati nei seguenti Stati:

  • California – Qui sono state coltivate le varietà Ivanhoe e Gargoyle, che sono la riproposizione del vecchio California Cluster. Il Cluster fu un luppolo che in passato dominò il mercato americano, superando persino l’80% di tutte le tipologie vendute.
  • New York – Qui i luppoli locali sono venduti come cimeli del passato. In molti casi le varietà locali sono effettivamente degli autentici cimeli che si sono sviluppati in modo selvatico anche per un secolo.
  • New Mexico – I luppoli del New Mexico sono sei diverse varietà coltivate dai monaci del Monastero di Cristo e venduti a homebrewer locali e a birrifici del New Mexico e degli Stati confinanti.

In generale le nuove varietà puntano molto sui toni agrumati: riferimenti al limone e ad altri agrumi sono presenti in quasi tutte le descrizioni dei nuovi luppoli. Personalmente mi aspettavo una maggiore considerazione delle note esotiche e tropicali, ma probabilmente luppoli del genere risultano fin troppo caratterizzanti per risultare alla lunga commecialmente validi – aggiungerei per fortuna 😛 .

Come potete vedere tante new-entry sono già utilizzate da diversi birrifici, alcuni dei quali molto importanti. È dunque possibile che a breve i primi frutti del loro utilizzo saranno disponibili anche da noi e non è escluso che alcune di queste varietà siano utilizzati a breve dai nostri birrifici.

Cosa ne pensate di questi nuovi luppoli americani? Ce n’è uno in particolare che vi stuzzica?

 

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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10 Commenti

  1. mi sembra sempre la stessa roba, rimescolata. Torniamo al first gold e al northdown.

  2. concordo….. non mi sembra si cerchino strade tanto differenti… cambiano soloi nomi! (e i prezzi 😀 )

  3. Toni agrumati… bella novità… L’unico che desti una certa curiosità è l’Azacca.

  4. Ma non hanno ancora pensato a una collaboration tra i Monaci di Cristo nel New Mexico e i trappisti del Belgio?
    Secondo me il Vaticano sarebbe contento 😉

  5. Lemon Drop mi e appena arrivato dagli usa.
    Anno scorso usai il Lemon Zest e non mi piacque…molti AA (14).
    In teoria il Lemon Drop dovrebbe essere più “gentile” sotto quell’aspetto.
    Provai anche il Pine Fuit….che ad AA era pure più elevato (17), e nemmeno quello mi fece innamorare.
    Per Lemon Drop di quest’anno non ho idea dell’aroma perché e ancora sotto vuoto.
    Un altro mio amico hb ha preso invece sto Azzacca…mo mi avete messo curiosità…gli chiederò com’è quando lo userà, e ovviamente una bottiglia da assaggiare per testarlo sul campo! 🙂

  6. salve
    ma tutte queste novità dove sono acquistabili???
    che sia azacca o lemon ecc …come faccio a reperirne una confezione???
    non mi pare che su mr malt o birramia di turno vi sia.
    saluti

    • Nicola devi ordinarle dagli USA direttamente.
      Ma come detto, anche se forse non si comprende bene da mio intervento precedente, anno scorso non mi entusiasmarono per nulla, almeno quelli che provai io di experimental.
      Fantastici anno scorso invece altri luppoli già più conosciuti, tipo mosaic, simcoe e citra per citarne alcuni.
      Io quest’anno alla spartizione dei luppoli con altri hb purtroppo non ero presente, ma pare che cascade sia un po’ aglioso e non in formissima…ma dove abbiamo ordinato noi, magari in altre parti e spettacolo.
      Tieni conto però di tempi lunghi e non poco e qualche smadonnamento….devono passare dogana. 😉
      Saluti.

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