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A New York apre Eataly, con un Baffo di troppo

eataly-moretti

Negli scorsi giorni è stato inaugurato Eataly New York, l’impressionante filiale americana dell’emporio gastronomico di Oscar Farinetti. Non è una novità: dell’apertura se ne parlava da mesi sui più disparati organi di informazione, al punto che intorno al progetto si è creato un vero e proprio hype, assolutamente comprensibile. Su queste pagine scrissi di Eataly New York per la sua natura brassicola, poiché in futuro l’ultimo piano dell’edificio ospiterà un brewpub, in cui sono coinvolti anche Teo Musso (birrificio Baladin) e Leonardo Di Vincenzo (Birra del Borgo). E mentre rimanevo affascinato dai resoconti apparsi su blog e siti web, una notizia di stampo prettamente birrario mi ha lasciato a dir poco perplesso.

Ieri infatti ho letto su Beverfood che tra i partner di Eataly New York ci sarà anche Birra Moretti. Un marchio industriale nel tempio dell’eccellenza enogastronomica italiana? Esatto. Niente di nuovo a ben vedere, poiché tra i sostenitori del progetto appaiono altre multinazionali, come Barilla o Lavazza. E la presenza dei quali, accanto a prodotti legati a una concezione realmente di qualità, riesco persino a comprendere. Eppure… eppure la notizia sulla Birra Moretti mi lascia l’amaro in bocca (non da luppolo, visto che in questo caso scarseggia abbondantemente). Forse perché entriamo in un settore a me particolarmente caro…

Giusto per capire fino in fondo ciò di cui si parla, Birra Moretti innanzitutto non è un marchio italiano. Il nome è infatti di proprietà della multinazionale olandese Heineken, che ovviamente non ha bisogno di presentazioni. Se, a detta del suo ideatore, Eataly New York è “un grande mercato dedicato al meglio della produzione alimentare italiana”, nella partnership con Birra Moretti c’è qualcosa che stride decisamente.

Per di più con il progetto Birreria a cui ho accennato, in Eataly New York la birra giocherà un ruolo di primo piano. La partenership con Birra Moretti può creare molta confusione: il consumatore capirà la differenza tra la birra in questione e una Re Ale di Birra del Borgo? E’ giusto che la Birra Moretti venga percepita come uno dei frutti dell’eccellenza enogastronomica italiana? Insomma, se cercare supporto in marchi industriali non è un peccato, è però indubbio che a livello di comunicazione un po’ di caos si crei.

Anche perché Birra Moretti non entra certo nel progetto perdendo l’occasione di cavalcare l’argomento qualità. Ecco le dichiarazioni di Massimo Barboni, export manager di Heineken Italia:

Rappresentare l’eccellenza del made in Italy in questa nuova iniziativa di Eataly per noi è una sfida e allo stesso tempo un onore. Birra Moretti è un prodotto di qualità superiore, che racchiude tradizione, know how e soprattutto una lunga e approfondita cultura birraria. Siamo lieti che Birra Moretti venga annoverata tra i cibi e le bevande italiane di alta qualità che hanno contribuito a costruire l’identità gastronomica del nostro Paese.

E via di questo passo… Ovviamente con una partnership di questa natura si offre il destro per confondere il consumatore. Ho qualche problema ad associare concetti quali “alta qualità”, “cultura birraria” e “identità gastronomica” con Birra Moretti, soprattutto quando nello stesso edificio di Manhattan sono presenti prodotti brassicoli ben più indicati per simili definizioni. Che però non possono godere della stessa forza comunicativa e di cui proprio Eataly dovrebbe farsi garante. Oppure no?

Per par condicio, chiudo con le parole di Stefano Bonilli, che sul suo blog ha così risposto a critiche simili alle mie:

Eataly è un grande supermercato del made in Italy di qualità, mixando i grandi marchi con i piccoli produttori, grandi cantine e piccoli produttori, pane italiano con le grandi farine americane ecc… e il tutto a New York e sulla Quinta Strada dove può aprire di solito un negozio Armani o Tod’s o Prada, non certo un negozio di alimentari e per di più italiano.

Dire che si è ammainata la bandiera della qualità perché alcune delle più importanti e vendute marche del made in Italy alimentare italiano sono presenti sugli scaffali di Eataly New York mi sembra una di quelle estremizzazioni che ricordano gli slogan politici anni Settanta.

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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241 Commenti

  1. personalmente ho sempre pensato che tutta ‘sta storia del locale a niu iorc fosse solo un discorso di soldi. Le conferme stanno arrivando vedo.

  2. Eataly serve a fare soldi.

    Se devi far soldi, è sempre meglio avere alle spalle partner solidi, e le multinazionali dell’alimentare, notoriamente, lo sono.

    Quelli che molti pensano essere gli alfieri della birra italiana nel mondo non solo altro che figurine funzionali ad un progetto, oggi servono domani chissà probabilmente se ne potrà fare a meno.

    Uno dei due, comunque, potrebbe sempre riciclarsi come sosia del monnezza.

  3. Se Birra Moretti è un prodotto di qualità superiore, ci dica il dr. Massimo Barboni per quale mettono il granturco.

  4. O ce lo dica Bonilli, che almeno Barboni è pagato per parlare bene della Moretti.

  5. Andrea Turco

    @Indastria
    Io invece no, o almeno non solo. Nel senso che secondo me un progetto simile in partenza è una grande cosa, che poi sia fatto per soldi ci mancherebbe pure. Ma non per questo motivo deve essere a priori da censurare.

    @Superciccio
    Fai il bravo… 🙂

  6. Siamo alle solite insomma… non si smentiscono mai…
    Birra moretti emblema della qualità italiana made by holland… mah
    Il problema è che se si tratta di alimenti facciamo il c..o a tutti, mentre per quanto riguarda il settore economico e marketing come al solito facciamo schifo

  7. @turco: è ovvio che di partenza “potrebbe” essere una grande cosa. Ma era impossibile che finisse diversamente

  8. calacalatrinchetto

    Bello vedere i PREZZI delle dogfish vicino al borgo……..
    http://www.dissapore.com/gallery/you-are-what-you-eataly/attachment/pizzamenueataly/

  9. Nel menù parrebbe esserci pure la Menabrea…

  10. 15 bucks for an IPA?

  11. Andrea Turco

    Sì leggo Moretti, Menabrea, Birra del Borgo e Dogfish, due birre ognuno
    Dai va, che l’equivoco Menabrea = birra artigianale sbarca anche a NYC

  12. Volendo fare i pignoli il rapporto esatto è di 5 birette a 4 Birre

  13. “Niente di nuovo a ben vedere, poiché tra i sostenitori del progetto appaiono altre multinazionali, come Barilla o Lavazza. E la presenza dei quali, accanto a prodotti legati a una concezione realmente di qualità, riesco persino a comprendere.”
    Oddio la Barilla con grani che non si sa da dove provengono misà che è meno peggio della Moretti…non saprei cosa scegliere tra le due eresie…
    Ammazza la genziana 13 dollari.
    Staremo a vedere il concetto è favoloso, vedere questi marchi li un po meno.

  14. Ah è cmq grandissimo fotomontaggio, ce sta meglio il baffo tra i 4!!!Geniale!

  15. Andrea Turco

    @Mirko
    Almeno è italiana…

    Fotomontaggio semplice nell’idea e nella realizzazione 😉

  16. @ Mirko
    Il grano che usa Barilla oppure altre marche grandi o piccole (leggi di nicchia) proviene per matà -circa- dall’estero.

    Vedi Report
    http://www.report.rai.it/RE_stampa/0,11516,90122,00.html

  17. Scusate non capisco dov’è lo scandalo……il Farinetti è uno che pensa in grande ed è abituato ad essere ad alti livelli “commerciali/industriali”….

    Per quanto riguarda i nostri Birra del Borgo e Baladin devo dire che sono stati molto bravi nel proprio lavoro e fortunati nel trovare un “partner” come il Sig. Farinetti…che apporta idee (l’uomo è geniale) e capacità d’investimento (cioè soldi) Del resto è l’evoluzione normale di un produttore di successo…..si parte da “artigiani” e si diventa inevitabilmente “industriali”…… Quello che mi auguro è che continuino a fare qualità…..(la qualità non è affatto legata all’essere Artigianale)
    Quello che è certo è che non sono più “ARTIGIANALI”……
    I partner che si sono portati appresso portano grande capacità organizzativa…soldi…competenze…..etc.
    Non portano ovviamente qualità……

    Per me è comunque una “OCCASIONE PERSA”…..nel senso di avere uno spazio a New York dove proporre dei “veri ” grandi prodotti dell’artigianato alimentare italiano e della gastronomia italiana…..(del resto anche Eataly in Italia ha preso una certa deriva commerciale)…
    Purtroppo anche Slow Food si fà finanziare da Aziende Multinazionali o da Consorzi …anche ormai dequalificati (vedi Parmigiano Reggiano) che non garantiscono alcuna qualità……..

    In bocca al lupo ai nostri amici industriali !

  18. Bè l’indubbio vantaggio di passare da una concezione di tipo artigianale ad una cripto-industriale sarà quello di una distribuzione un po’ più capillare e di un auspicabile abbassamento dei prezzi al consumo per birre che, come le baladin, viene venduta mediamente a 10-15 euro a bottiglia. Vedremo.

  19. Sogno una bella vetrata con vista panoramica su Manhattan , al tramonto , all’ultimo piano di Eataly NY , io che mi sfoglio la Carta delle Birre che includa “special guest” anche la splugen 3 luppoli, un lcd 50 pollici in un angolo che trasmette a rotazione la sua ridicola pubblicita’ insieme allo spot della Moretti e il suo w la sincerita’….e magari ci salta fuori anche Tonino Guerra del w l’ottimismo dell’Unieuro…(non si sa mai , anche il buon Farinetti potrebbe avere nostalgia dei vecchi tempi…)

    Sogno americano…..o incubo???

    Non so , io mi sarei immaginato una proposta di birre differente.
    Evidentemente vivo ancora nel Paese dei Balocchi….

  20. è tu un vantaggio per i trader, io ti mando una menabrea ed una genziana, tu mi mandi 10 Ballast point… 🙂

  21. è tutto un vantaggio volevo dire

  22. soldi…soldi…soldi…..ottimismo raga….

    poi sempre con questa storia dei prezzi delle birre ….andate a comprare le birre al LIDL….ma non dovete pretendere che siano per forza degli artigiani a produrle…..
    gli artigiani hanno i costi più alti …se volete farvi una cucina artigianale costa un pò di più di quella dell’IKEA…..dipende dai gusti…..siete liberi di comprare la birra dove volete……

    Poi il problema non è essere più distribuiti ……anzi a causa della filiera un pò strana…una Heineken al bicchiere in un PUB costa quanto una Artigianale al bicchiere….al Pub…

    Tutti a bere la Splugen 3 luppoli …costa poco…e si trova dappertutto…..
    Continuate a parlare di prezzi della birra così Vi troverete a comprare solo dai grandi……cercate di selezionare i produttori bravi e seri…che non Vi propinano merdacce ….che fanno il lavoro con tanta passione e non potranno mai permettersi di fare gli sboroni…..difendete la qualità …..

  23. er pippatore de antrace

    Quindi sostanzialmente se vado da Eataly New York posso prende un bel piatto de spaghetti (Barilla) al sugo (Mutti) bevece sopra una Moretti “Bionda” (bionda!).E spendo 17 dollari e 80.Mo me chiedo no..ma se invece vado da Pippo er Pippatore (famoso ristorante italiano sulla 54° strada) magno diversamente? Non sarà sempre barilla+mutti?Al massimo me po capità na nastro azzurro invece della moretti ma voglio dì…che cambia?Forse spendo pure 5 dollari de meno. Ok Turco niente de male se fanno le cose pe soldi e bla bla bla vari però io vedo na bella differenza fra il progetto e la realizzazione.”Il meglio della produzione alimentare italiana”.Come se io domani inizio a rompe che voglio aprì un negozio di autoradio della madonna e me faccio pubblicità in tutto il mondo presentandomi come il migliore in qualità audio e poi quando apro sorpresa..vendo solo autoradio Jensen.Un must a Porta Portese negli anni ’90:leggi Alpine sulla scatola poi a casa apri e trovi Jensen.Così sulla quinta strada:leggi eccellenza dappertutto poi te metti a sede e bevi moretti..

  24. Si forse sarà un argomento ormai trito e discusso in 50 sedi diverse, e capisco pure che la qualità abbia un prezzo, soprattutto qui in Italia dove al produttore il 50% (e forse qualcosina in più) del costo di una cotta è composto da accise. Però dal momento che ci sono birrifici artigianali che vendono molto più di altri, e che hanno molta più visibilità di altri, e che fanno scelte di marketing da birrificio “industriale” (con tutti gli svantaggi (tra i beer geeks) e i vantaggi( economici) che ne possono conseguire), allora da questi ci si aspetterebbe un occhio di riguardo per il consumatore non solo puntando sulla qualità -che deve essere un must per qualsiasi birrificio artigianale, e non una concessione a chi dovrà bere il prodotto finito- ma anche sul prezzo di vendita. Dispostissimo a spendere qualche soldo in più per bere qualcosa che non sia una baffo doro o una industriale qualsiasi, ma fino ad un certo punto. Non ci trovo comunque nulla di male nell’affiancamento di due birre artigianali a birre da grande distribuzione quando la cosa può ovviamente ingenerare un maggior interesse verso l’artigianale made in Italy, ma è chiaro che lo scopo deve essere tutt’altro che quello di confondere il cliente americano facendo passare una moretti alla stregua di una birra del borgo o di una baladin. Allora li si che si sarebbe veramente disonesti.

  25. Che delusione !

  26. ma quale delusione, ma per favore! c’é la moretti ma anche quella del borgo, baladin ecc.ecc. Ma la moretti fa poi così schifo? So di certi fenomeni, consumatori consapevoli, che alla cieca hanno fatto certe figuracce, proprio con la baffo…

  27. @Vittorio
    Mettere una “Menabrea Ambrata” (sic!) nello stesso listino delle Borgo e Dogfish, a 7,80 dollari la bottiglia, si può spiegare solo con quello che dicevi tu alla fine del tuo intervento: “confondere il cliente americano facendo passare una Menabrea alla stregua di una Birra del Borgo.”
    Mettiamoci nei panni di mr. Smith, che entra in un luogo che propone i prodotti enogastronomici italiani d’eccellenza, e si trova nel menu una birra a lui sconosciuta, che costa la bellezza di 7,80 dollari, e che è proposta insieme a birre che conosce e stima come le Dogfish Head: ovviamente penserà che questa Menabrea Ambrata dev’essere per forza una birra di qualità, altrimenti perchè proporla ad Eataly e soprattutto a quel prezzo?
    Mi pare un po’ un raggiro…

    @lorec
    Hai ragione!

  28. Ahhhhh e della pizza di Rossopomodoro non dice niente nessuno ahhhhh eresiaaaaa

    “il consumatore capirà la differenza tra la birra in questione e una Re Ale di Birra del Borgo?”
    Se non riesce a capirla…è un pirla.

    Bentornati a tutti, dopo la lunga estate caldissima (cit.)

  29. @ marchetto
    sapessi allora quanti pirla ci sono tra i “consumatori consapevoli”

  30. A sto punto era meglio un salubre Chinotto..

  31. Moretti,Barilla e Mutti eccellenza Italiana?Allora perché non metterci pure la Poretti,la Peroni ecc????
    Ok lo so pure io che un attività commerciale serve a fare soldi ma c’è modo e modo e questo per me è il modo sbagliato….poi per chi parla di artigianalità e prezzi alti come se tutti quelli che se ne lamentano siano fessi gli chiedo:ma li conosci i prezzi alla distribuzione???Lo sai a quanto Interbrew vende la reale extra (7.5 euro più iva la bottiglia e manco si mettono il passamontagna)?sai i prezzi al litro di Baladin?Sai che allo stesso prezzo ci compro birre danesi o scozzesi prodotte con vagonate di luppoli aromatici (almeno si giustifica in parte,seppur minima, il prezzo) e poi scusa come fai a definire ancora artigianali Baladin e Borgo?Se loro sono artigianali allora perché non sdoganare pure la Duvel (ottima birra ma che di artigianale non ha nulla)?

  32. Andrea Turco

    @marchetto
    Di Rossopomodoro magari ne parleranno su Cronache di Pizza, qui per il momento si parla di birra

  33. Quante Bock artigianali italiane sono migliori di Moretti La Rossa?
    3 o 4?

  34. Andrea Turco

    @Marchetto
    Mi stai dicendo che ritieni Birra Moretti un prodotto dell’eccellenza agroalimentare italiana?

  35. Curioso che Heineken non figuri tra i “Partners” (http://www.newyork.eataly.it/index.php/partners/) con il proprio nome, bensì utilizzi un marchio che rappresenta una piccola fetta della sua produzione.

    Non è facile esprimere un concetto razionale su questa faccenda. Almeno non ci riesco. Troppi pensieri in conflitto tra loro.
    In definitiva però, perchè questa animosità per un fenomeno marginale come l’apertura di un supermercato per facoltosi newyorchesi?
    E perchè ci si preoccupa tanto dei poveretti che non sanno distinguere tra una Moretti e una Baladin?
    E perchè gli appassionati americani non sono preoccupati delle nostre preoccupazioni e dell’integrità di Sam Calagione?

    Non sarà che la ferita inferta all’rgoglio artigianale italiano dall’ingresso in Assobirra di alcuni che casualmente fanno parte della combriccola Newyorkese è ancora aperta?
    Non è che si cerca conferma dei propri sospetti in questa vicenda?

    Non è che si cerca nelle colpe di altri la giustificazione alla nostra incapacità di fare gruppo e di crescere?

    Da anni si critica e si demolisce.
    Ma si ha necessità di coesione e di progresso (birrario).

    …e dico questo cercando di razionalizzare un mio primo sentimento di delusione nei confronti dei signori oggi alla sbarra.

    Ma dobbiamo andare oltre.
    O finiremo come il dodo.

  36. @Turco

    Non rispondere ad una domanda con un’altra domanda.
    Sicuramente birra moretti non è un’eccellenza italiana, ma tu questa moretti la rossa l’hai provata?

  37. Per me possono vendere anche la FAX ad eataly, nessun problema; è una attività privata e di lucro. Quello che mi vien da criticare son giusto i gran proclami di “mission” (usiamo i termini che piacciono a ‘sta gente) smentiti poi dai fatti.

    Per il resto gli appassionati, geek o meno, newyorkesi di birra non penso sentissero poi la necessità della cosa (la birra italiana di qualità in USA non è difficile recuperarla e hanno anche ben altro da bere); mentre i consumatori “occasionali” potranno sempre rifugiarsi in una tranquilla peroni, limitando molto lo scopo che dovrebbe stare dietro un’operazione del genere.

  38. Andrea Turco

    @Marchetto
    Sì l’ho provata e probabilmente come tu dici di bock italiane migliori se ne contano poche (sarei piuttosto curioso di sapere quante ne hai assaggiate realmente). Ma il punto non è se una (una, lo sottolineo) delle produzioni di Birra Moretti sia buona, ma quanto questo marchio possa essere associato alla definizione di eccellenza agroalimentare italiana (italiana, lo sottolineo). Se come leggo ritieni che tale associazione sia fuori luogo, perfetto, la pensiamo allo stesso modo.

  39. 1) Birra Moretti è un marchio italiano che dal 1996 è stato acquistato da Heineken, ma rimane un marchio italiano.
    2) Non bisogna confondere il termine eccellenza agroalimentare con il luogo comune di voi cosiddetti appassionati che industrale = merda e artigianale = buono.
    3) I gusti e i giudizi sono sono puramente personali, ma dove sarebbe l’eccellenza agroalimentare nei birrifici artigianali? Onestamente tutte le volte che parlo con produttori e autodefiniti mastro birrai (e lo faccio quotidianamente per lavoro) mi sembra di parlare con alchimisti che non sanno cosa stanno mettendo a bollire nel loro pentolone!!! Se chiedo informazioni sui lieviti che usano mi danno la descrizione commerciale del sito di Mr. Malt, se chiedo informazioni sul malto mi danno ancora le informazioni del sito di Mr. Malt e spesso non sanno nemmeno da quale malteria arriva. Se chiedo di vedere le analisi chimiche dell’acqua mi guardano come se fossi un marziano!!! E sto parlando di cosiddetti mastri birrai affermati non dell’homebrewer Peppe che fa la birra in cantina.

  40. Polemica per polemica, come mai nessuno ha detto “che ci fa Dogfish Head a Eataly?”
    Mica è italiano…. almeno la Menabrea, forse, la fanno a Biella.

  41. @ Tyrser
    bhe, in questo caso hanno tirato in ballo il classico stereotipo Americano (pizza-spaghetti-mandolino), Sam Calagione è italo-americano 😀

    @ Marchetto
    Ci hanno fatto una capa tanta sulle eccellenze di Eataly New York e sulla salvaguardia dei prodotti alimentari nostrani…
    e poi tirano fuori Birra Moretti che è un ramo aziendale di un colosso industriale (colossi che hanno appiattito il sapore della birra e che usano succedanei a iosa).

  42. aggiungo
    colosso industriale “straniero”

  43. @Tyrser
    Ma dove sta scritto che ci sono solo prodotti italiani? Mai fatto un giro a Torino?

  44. @Paolo
    Non so tu come intendi le parole di Farinetti “un grande mercato dedicato al meglio della produzione alimentare italiana”, “l’America forse conoscerà di più l’Italia e la sue biodiversità agroalimentari regionali, il nostro vero petrolio. Credo fermamente che il Made in Italy si affermi nella varietà territoriale della nostra storia e cultura enogastronomica. Eataly New York vuole anche essere un piccolo contributo affinché ciò accada”
    Poi che ci trovi il caviale del Volga, i granchi del Maine o i Single Malt di Islay è un altro discorso.
    Comunque io se vado dal cinese e mi fa anche la pizza mi chiedo “Ma che cinese sei?” E’ come se in un ristorante francese sulla quinta avessero in carta il Barolo.

  45. @Tyrser
    Farinetti dice che il 37% dei prodotti è piemontese, il resto italiano ed americano

  46. Farinetti….detto il baffetto…è una macchina efficacissima per far soldi …..ovviamente in questo non c’è niente di male ….
    Ma non ci prendessero per i fondelli con le “trappole” che raccontano….non ci propinassero idiozie….
    Non so voi ma io non amo molto essere preso in giro…da chicchessia….

    Non mi incantano….

    Poi a new york possono fare quello che vogliono…il made in Italy è di moda in tutto il mondo…vedi il grande successo di nastro azzurro a livello mondiale….
    oltretutto il 70 % del made in italy che gira per il mondo è farlocco….
    Ma la qualità non la stanno facendo…questo è sicuro…

    Dove sono finiti i presidi ? Certo è che con i presidi ..a parte qualche libro venduto …non si fanno i soldi…..

    Ottimismo…….(mi sembra il Berlusca)…..

  47. @Branca
    ci sono i presidi, ci cono…

  48. Allora apriamogli di fianco ittameriga, e vendiamo solo eccellenze italiane.

  49. Tutto come previsto (devo essere pronipote di Nostradamus!!)
    Il perchè vi sia Moretti e non Henekein è chiaramente dovuto alla volontà di promuovere un prodotto “ITALIANO”. Per di più nel luogo deputato a rappresentare le nostre eccellenze. Mi tolgo il cappello di fronte a Farinetti, avevo intuito le sue strategie da tempo, ma non pensavo vi riuscisse così in fretta.

  50. Ma perchè la Forst a Torino non fa tutto questo scalpore?E’ eccellenza?

    -masturbazione + birra

    di bock italiane ne ho bevute in buon numero caro il mio moderatore.

  51. @ lelio
    cos’è che avevi previsto?

  52. @marchetto: la forst a torino non fa scalpore perche’ stiamo parlando dell’apertura a NY. E immagino che la “mission” di torino sia diversa da quella di NY. Poi sono d’accordo con te che magari ci sta piu’ il baffo a NY che la forst a Torino.

  53. @ Paolo dimmi se se solo 5 giorni fa non sembrava una rima di Nostradamus

    piccolo estratto dal mio blog. A proposito del post “La birra artigianale è Morta”.

    Morta vittima dello stesso business che inseguiva e che l’ha strangolata nella morsa del profitto e dell’apparire ad ogni costo.

    Morta con l’aiuto di chi, novello Davide, voleva farne una bandiera per combattere contro il “Golia industriale”.

    Traduzione meno sibillina:
    utilizzare l’alta immagine della birra artigianale italiana per meglio vendere le solite cose. Obbiettivo raggiunto!

    Più o meno quello che succede quando un cuoco di “fama” mette la sua faccia per promuovere un dado o una patatina.

  54. @ lelio
    e le solite cose, che sono? la moretti?

  55. @Paolo serve una conferma? of course…ovvero dove ci sono i soldi!

  56. @lelio

    quindi è stato un errore inserire una birra italiana (per modo di dire) a “prezzo” oltre le solite artigianali?

  57. Andrea Turco

    @Lembeek
    1) No, è olandese. E comunque Birra Moretti non c’entra niente con la definizione “un grande mercato dedicato al meglio della produzione alimentare italiana”.
    2) Trovo le generalizzazioni sempre strumentali e fuorvianti. Nella fattispecie se come partner ci fosse stato qualche sconosciuto microbirrificio di bassa lega, avrei pensato le stesse cose (ma almeno sarebbe stato italiano)
    3) Altra generalizzazione. Sicuramente ci sono anche casi come quelli da te descritti, ma anche birrai con una preparazione eccellente.

  58. @andrea
    “un grande mercato dedicato al meglio della produzione alimentare ITALIANA”
    La moretti è OLANDESE, quindi tutto fila. ah,ah eddai ci si scherza

  59. @lelio Hai assolutamente ragione…ma la strategia era evidente da un po’.
    Basta ri-vedere il comunicato stampa di MoBI di più di un anno fa sulla vicenda Assobirra. Al punto 3 dice:

    “MoBI vuole manifestare la propria preoccupazione per le potenziali future ricadute negative delle citate scelte imprenditoriali nei confronti dei consumatori. La commistione tra industria e produttori artigianali, così fortemente sbandierata da Assobirra, cela il pericolo di una deleteria disinformazione: il consumatore non sarà più messo in grado di comprendere le reali differenze tra prodotti realizzati tramite l’utilizzo di succedanei economici o tecniche di stabilizzazione forzata (pastorizzazione) ed altri prodotti di ben più alta qualità.
    Le impari potenzialità finanziarie e di accesso ai media messe in campo dalle multinazionali industriali nei confronti dei piccoli produttori e delle diverse associazioni, che si impegnano con pochi mezzi per diffondere nel nostro paese la cultura del bere birra di qualità (…)” (http://www.movimentobirra.it/scheda_news.aspx?IdNews=14)

    Alla fine, la birra artigianale diventa un “mezzo” per vendere più moretti rossa (per la felicità di Marchetto).

  60. Mah un bello sputtanamento per Slow Food, dall’idea originaria di Petrini è rimasto solo il nome, per di più i “prodotti slow” hanno un costo accessibile solo ad un “elite gastronomica”. Il cuore a sinistra ed il portafoglio a destra… quando inizi a fare soldi ne vuoi sempre di più!!
    Poi, la Barilla a NY la trovi ovunque….

  61. @Lembeek:devi fare i nomi dei birrai che ti hanno risposto con le descrizioni di mr.malt, mica puoi generalizzare così, saranno + di 200 i mastri birrai, sembrano una manica di caproni così come li descrivi te.
    Non sono mastro birraio 😀
    Ciao M.

  62. @darkav
    “Alla fine, la birra artigianale diventa un “mezzo” per vendere più moretti rossa”
    ma quante masturbazioni cerebrali! C’è la moretti che è (ex) un marchio storico italiano e ci sono tutte le altre. Ma soltanto i “consumatori consapevoli” italiani sanno scegliere? i nuiorkesi sono tutti rimbambiti?

  63. @Paolo
    si visto da quando Valentino Rossi si è messo a fare la pubblicità alla Nastro Azzurro le birre “italiane” più vendute negli USA sono :Nastro Azzurro,Peroni e Moretti (che notoriamente di Italiano hanno solo il nome).
    Non temere,anche in Italia abbiamo i nostri (tanti) consumatori “inconsapevoli” e del resto se non fosse così queste multinazionali non farebbero soldi a palate….

  64. @paolo Dal sito eataly (http://www.eataly.it/index.php/mondo-eataly/chi-siamo/):

    “L’obiettivo di Eataly è quello di incrementare la percentuale di coloro i quali si alimentano con consapevolezza, scegliendo prodotti di prima qualità e dedicando una particolare attenzione alla provenienza e alla lavorazione delle materie prime; (…)”

    Ma cos’è la qualità? Sempre sul loro sito, ci si rifà alla descrizione di Slow Food:

    “La concezione di qualità per Slow Food possiede tre precetti sostanziali, dai quali è impossibile prescindere: un alimento deve infatti essere organoletticamente buono, sostenibile dal punto di vista ecologico e giusto dal punto di vista sociale, all’insegna della ricerca di un piacere alimentare responsabile.”

    Se per te la moretti rossa rietnra in queste definizioni…
    Sono parole loro, mica le mie…se noti non si parla di “marchi storici italiani”.

  65. vabbé se è per questo Slow Food ormai si è sputtanata da un pezzo,qualcuno di voi ha visto la guida ai migliori vini con prezzo fino a 10 €????in mezzo c’è di tutto ci mancavano solo Ronco e Tavernello ed erano al completo

  66. @ Lembeek
    Credo che generalizzare come fai tu sia sbagliato,visto quanto affermi credo che dovresti rivedere la lista dei tuoi clienti….
    attento però che ai mastri birrai veri è più difficile vendere determinate cose,tu di cosa ti occupi?

  67. @Paolo (quoto che il discorso è andato avanto)
    —-quindi è stato un errore inserire una birra italiana (per modo di dire) a “prezzo” oltre le solite artigianali?—-

    No è stata una grande idea che frutterà tanti soldi!
    e mi vedo anche il riflesso in Italia con recupero d’immagine e conseguentemente di quote di mercato da parte Moretti. Ottima operazione di marketing che evidentemente non è riuscita alla Forst.

  68. @lelio
    Se non è stato un errore, allora non vedo tutti questi problemi. C’è la moretti che sarà mediocre, ma ci sono grado plato, pausa cafè, baladin, borgo, ecc

  69. Andrea Turco

    @paolo
    peccato che ci sia una bella differenza tra essere partner commerciale e essere una delle tante bottiglie presenti in esposizione

  70. @ andrea
    si, credo di conoscere la differenza.
    Concludo rubando un commento di Bonilli: ” Resta la follia tutta italiana di giudicare un’operazione come l’apertura di Eataly NY in base a una birra e a una marca di pasta.”

  71. @Paolo ..ma mica ho fatto problemi. Mi sono solo autoincensato per aver visto le mie previsioni avverarsi.

    A breve andrà a bermi una Moretti rossa, la bock italiana preferita dagli americani!

  72. @Paolo
    Ma insomma che vuoi sostenere?
    Vuoi davvero convincerci che spacciare Moretti,Mutti e Barilla come eccellenze Italiane non sia una frode (chiamiamo le cose con il loro nome x una volta)?Qui non si parla del fatto se sia giusto o meno vendere la Moretti,qui si tratta di una comunicazione fuorviante e volutamente mendace.Questo e non altro è il fulcro della questione

  73. @ andrea
    riconcludo sempre con il comm. di bonilli + qualcosa..
    ” Resta la follia tutta italiana di giudicare un’operazione come l’apertura di Eataly NY in base a una birra e a una marca di pasta.. e una passata di pomodori”.
    Sicuramente adesso ho aperto la strada, così altri potranno aggiungere altre cosette..

  74. Mi ripeto…il problema è che si è perso una grande opportunità…..quella di far conoscere la vera qualità artigianale italiana…..ed il gusto vero dei prodotti tradizionali italiani….volete mettere una pasta Faella o una pasta Verrigni (ma se vogliamo anche una Cocco )con la Barilla????
    E’ un peccato che abbia prevalso la logica da grande distribuzione rispetto allo spirito originario di slow food……
    Grande iniziativa dell’industria alimentare italiana……e grande opportunità per il Piemonte….
    Comunque per i Microbirrifici Italiani mi pare che si sia aperta una situazione in cui da un lato c’è il pianeta Farinetti/Interbrau/Amarcord leader di mercato delle specialità che tenderà a diventare “il padrone assoluto” ……e dall’altra parte una sequela di micro..che stenterà’ e in parte saranno cannibalizzati dal pianeta nero.. e in parte dovranno combattere una guerra commerciale seria ed impari per rimanere a galla …….
    Io preferisco la biodiversità birraria…..

  75. Andrea Turco

    @paolo
    Sì paolo, la citazione è chiara. Poi se magari citi anche qualche passaggio del mio post in cui giudico un’operazione come l’apertura di Eataly NY, allora siamo a posto

  76. @andrea
    se la citazione è chiara, allora siamo a posto.
    @Brancaleone
    ma scusa, la barilla fa schifo e vabbè, ma poi citi altre paste che non sono presenti e NON citi quelle presenti, ma che senso ha? Si può andare avanti all’infinito.

  77. Andrea Turco

    @paolo
    Ho scritto un’altra cosa, mi sembra chiaro. Resto in attesa da parte di un estratto del mio post in cui giudico negativamente l’apertura di Eataly NY

  78. er pippatore de antrace

    Fortunatamente a differenza di Bonilli noi possiamo scrivere quello che ci pare senza preoccuparci di ricevere rotture di cazzo (o di culo) da altri signori.Quindi si,mi permetto di giudicare un posto in base a quello che vende.Il fatto che abbia aperto a New York sinceramente non basta ad esaltarmi e non capisco questa celebrazione come se fosse successo chissà cosa.Un miliardario ha aperto un’attività a New York.Succede da chissà quanti secoli.
    @Lambicco:salutame Peppe l’ommbriuere.

  79. @ ok,ok, si fa per discutere, poi ognuno la pensa come crede. Michael Jackson addirittura pensò di inserire, in una delle sue guide, La Rossa della Moretti. Mah!

  80. Comm. 79 riferito ad andrea, ovviamente.scusate

  81. Andrea Turco

    @paolo
    sì sì certo si fa per discutere, ci mancherebbe. E’ che mi vedo bene dal giudicare un’intera iniziativa solo per la scelta di un determinato partner, salvo restando che la notizia mi invita a riflettere su che tipo di messaggio può arrivare al consumatore

  82. certo che, anche Michael Jackson, perdere il suo tempo a recensire una moretti…

  83. Certo che si fa per discutere…..ho citato le paste migliori d’Italia non quelle che ha già Eataly a Torino …che non sono le migliori d’Italia ma sono di proprietà di Farinetti….questo per dire che dietro alla gestione commerciale di Eataly non c’è una gestione dedicata alla qualità ma al business…..è ovvio che devono avere un mix valido dal punto di vista del marketing…..(dal loro punto di vista) …questo vale per la pasta ma vale anche per la birra…..vedi la presenza di Forst e Menabrea….o di Moretti/Heineken in USA…..
    Per la Moretti Rossa non ci sono problemi …è una ottima birra industriale di origine italiana, come è un ottimo prodotto la vecchia Splugen Bock che ora si chiama Poretti Bock……anche la Crystal della Whurer era una ottima birra….

    Michael Jackson ha scritto il suo libro qualche anno fà…..non c’erano ancora i microbirrifici……in Italia….

    La critica che faccio ad Eataly non è una critica di tipo talebano sulla qualità dei prodotti …..è che il messaggio che passano non è un messaggio sincero…… c’è un pò di ipocrisia di fondo….come nella pubblicità della birra ai tre luppoli della Splugen (che trovo abbastanza ridicola)…..o del mulino bianco Barilla….

    Viva la Birra Artigianale !!!!!!!!!!!!

  84. Anche Ichnusa è dell’Heineken e viene venduta come un prodotto tipico Sardo……….

    Svegliatevi gente !!!!!!!!!!!!!!

    Poi tanto Eataly Vi arriverà anche a Roma..sarà più grande di quella di Nuova Iorke…..e sò CAZZI……..

  85. birra alla birra

    In effetti sugli scaffali di Eataly a Torino c’è anche l’Ichnusa… ma, si sa, è un prodotto “esotico” che funziona sempre in continente con i nostalgici della vacanza in Sardegna.
    Piuttosto, Forst è partner commerciale per l’Eataly nazionale?

    Ricordo che le “Osterie Fuoriporta” spillavano Forst e Weihenstephaner Weiss, mentre ora le spine di “Rossopomodoro” a Cinzano secernono Nastro Azzurro che viene servita nel bicchiere cilindrico alto e stretto che è esattamente lo stesso bicchiere della Open Baladin (eccezion fatta per la serigrafia, ovviamente) :-/

  86. @ Paolo
    con tutto il dovuto e religiosissimo rispetto per Michael Jackson,
    ma nella guida di cui parli c’è anche la Tsingtao.

  87. Azzo, e chi vi ferma più! Nessuno dice che ci sono le migliori ( chi lo stabilisce poi..) paste d’italia, ma una buonissima qualità certamente si e mica sono tutte di farinetti. Se arriva eataly a roma, io dormo sempre tranqullamente, non c’é problema.
    @ velleitario
    c’é anche baladin…eh

    bye

  88. @ Andrea Turco.
    1) Ai fini legali è italiana e registrata in Italia. La produzione viene fatta in Italia (tranne la Grand Cru prodotta in Blegio). Se poi il proprietario è straniero questo non va contro l’italianità del prodotto.
    2) Come fai a definire un birrificio di bassa lega o di qualità?
    3) Purtroppo per motivi contrattuali non posso fare nomi, ma saresti più che sorpreso a vederli.

    @ Charles
    1) Progettista di impianti
    2) Consulente per l’Unione Europea sulle sofisticazioni alimentari
    3) Risolvo i problemi legati alla produzione per diverse industrie agroalimentari
    http://www.youtube.com/watch?v=mzCMs8JoUCc

    @ Tutti gli altri
    Il lavoro è lavoro, ci campo e voglio mantenerlo. Mi spiace ma non posso fare nomi

  89. Andrea Turco

    @Lembeek
    A fini legali è italiana… certo perché eccellenza italiana non significa anche tradizione e legame con la terra natia
    Anche questi a fini legali sono italiani http://www.repubblica.it/cronaca/2010/09/03/news/finto_made_in_italy-6722120/?ref=HREC1-6

    Dopo tutto questo discutere vado a farmi una birra… 🙂

  90. Volevo commentare un commento -scusate il bisticcio di parole-di Turco, letto ieri, ma vedo che il blogger è ritornato sui suoi passi usando la cancellina. Amen

  91. spero sia approvato. la correttezza avanti a tutto

  92. Buona bevuta……spero sia artigianale e viva……!!!!!!!!

  93. Andrea Turco

    @franco
    Ho un po’ di problemi a capire di cosa parli. Non mi sembra di aver cancellato commenti miei o di altri, magari se mi indichi qual è il messaggio in questione è tutto più chiaro. Per la correttezza… mah, anche qui non si capisce a cosa fai riferimento. Illuminami franco!

  94. @ franco
    hai sbagliato blog, é Delusa in tram che modifica i commenti. Approfitto, se deluso ci legge, potrebbe sempre spedirci una cartolina virtuale dalle vacanze.

  95. @ Andrea Turco
    Vero anche quelli sono italiani. Ma sei così sicuro che gli artigiani italiani non facciano merdate simili per le birre? Sei sicuro che le materie prime usate siano di alta qualità?

  96. Andrea Turco

    @Lembeek
    Ahah su dai non scherziamo
    In questo delirante gusto di creare maldicenze si arriverà persino a sostenere che la birra industriale è per definizione migliore di quella artigianale

  97. In Italia purtroppo sì e questo è dovuto sia all’incapacità dei mastri birrai, sia alla difficoltà nel reperire malti di buona qualità, sia alla mancanza di cultura birraia.
    Se puoi alcuni individui con grandi capacità di marketing ti fanno bere roba di bassa qualità spacciandola per eccellenza e se le persone ci credono non ci si può fare niente. A tale scopo ti consiglio la lettura di “La macchina dei memi” di Susan Blackmore.

  98. Andrea Turco

    @Lembeek
    Allora dicci quali sono questi microbirrifici, perché altrimenti stai spalando merda sull’intero movimento, che tra l’altro se non ho capito male è fonte del tuo lavoro.

  99. @Lembeek
    Scusa la domanda:ma sei per caso Cerevisia?
    Nulla di male nel caso,la mia è solo curiosità.

  100. Ma scusate non capisco tutto questo accanimento nei confronti di Moretti,
    e un’ottima birra che eccelle nel suo genere, sicuramente e meno ricercata rispetto ad un’artigianale, ma daltronde mangiare una pizza con un’IPA e come andare a fare la spesa con lo smoking!

    Provate a riflettere: Chi non ha mai goduto sorseggiando una morettona fresca davanti una bella pizza??? Con la pizza che ci bevete? Una trapista belga?

    Inoltre il fatto che Moretti sia posseduta da Heieneken, che c’e di male?

    Mi sembra una cosa razzista vedere con ostilita imprenditori esteri che credono nei prodotti italiani e li portano nel next level, Inoltre con capisco perche ci debba essere sempre il dualismo piccolo=bello grande=brutto, per esempio esistono birre “industriali” buonissime e birre birre artigianali pessime.

    Inoltre Eataly a NY e una societa formata da imprenditori americani, ebrei e italiani; io la trovo una cosa bellissima!

    W i prodotti di qualita indipendentemente da dove arrivano o da chi li fa!

  101. Wow, li ho letti tutti i commenti… E, forse, faccio il centesimo… Avevo voglia di scrivere anche io di Eataly e Birra Moretti, in questi giorni non ci sono riuscito (ma non dispero), però solo un paio di considerazioni veloci sull’argomento decisamente “caldo”:
    1) L’operazione Eataly è sempre stata, a mio avviso, una geniale idea di un genio del commercio (e scelgo la parola “commercio” non a caso e non la considero certamente offensiva)
    2) La genialità è stata soprattutto ammantarla del “buono, pulito e giusto” di Slowfoodiana memoria (sul perché bisognerebbe indagare un po’ più in profondità sui rapporti tra Eataly e SF – a proposito quale è l’acqua ufficiale del Salone del Gusto?)
    3) Tutti, ripeto, tutti i birrai hanno fatto un business della loro passione. Possiamo, è vero, discutere sulle differenze…
    4) Siamo proprio sicuri che per essere fornitori di Eataly si deve essere artigiani? Quanta birra bisogna produrre per garantirla agli ormai numerosi punti vendita? Chi la garantisce è ancora artigiano? E’ giusto (ma anche buono o pulito) produrre una birra in Italia ed esportarla negli Usa? Gli americani non hanno delle birre decenti da bere?
    Conclusione: Eataly è una formula commerciale intelligente che gode della “benedizione” o almeno dell’amicizia di un’associazione che in Italia, negli ambienti dominanti della comunicazione enogastronomica e non solo, gode di un’aura di santità. Perchè ce l’abbia io non lo so. Ma averla anche solo lontanamente immaginata come una crociata di piccoli produttori decisi a ricavare un giusto reddito per la salvezza del food italiano di tradizione, di limitata tiratura e di qualità ultracertificata è credere ancora in Mago Zurlì. Conosco un panettiere che, in un paesino di montagna, fa il pane più buono che abbia mai assaggiato. Anche lui vuole andare a New York. Però apre una bancarella in Central Park e dopo un giorno torna indietro.

  102. Andrea Turco

    @Vespa
    Perdona la franchezza, ma o stai facendo enorme confusione o non conosci bene l’argomento di discussione. Non saprei neanche da dove cominciare a rispondere…

  103. Andrea Turco

    @Maurizio
    Ma al di là dell’analisi del progetto/fenomeno Eataly, a te la presenza di Birra Moretti come partner commerciale (soprattutto dopo l’idea del brewpub all’ultimo piano) ti lascia perplesso o la trovi perfettamente normale?

  104. @Andrea
    La trovo perfettamente normale perchè rientra nelle legittime strategie di due imprenditori come sono Farinetti e Birra Moretti. Il primo ha creato Unieuro (ovvero elettrodomestici per tutti a prezzi vantaggiosi), il secondo fa birra che possa piacere al maggior numero di persone. Se vogliamo, a me quello che irrita un po’, è considerare Slow Food la diretta discendenza dei frati francescani… E’ l’ipocrisia quella che mi irrita. Eataly è un meganegozio e i meganegozi hanno bisogno di vendere tanto. A tutti. Ergo, devono avere tanto prodotto a disposizione. Chi glielo dà? Qualche birrificio artigianale italiano?

  105. forse sta sfuggendo il nocciolo della questione…
    Birra Moretti ha affermato che i loro prodotti sono a Eataly NY perchè rappresentano l’eccellenza del made in Italy.
    Se ci volete credere fate pure…

  106. @ Andrea Turco

    Caro Andrea,
    perdona pure la mia di franchezza; innanzi tutto diciamo “che non hai argomenti con quali risponedere” piu che non sapere “da che parte iniziare”!

    Perdonami ancora ma abito a due isolati da Eataly (a NY) e quindi ho ben chiaro di cosa sto parlando; quello che volevo dire e molto semplice: “L’italia e fatta da marchi artigianali e da marchi industriali, a parte questo non c’e nulla di male se alcuni marchi storici sono stati comprati da multinazionali straniere che sono interessati a farli crescere”.

    Quindi la chiave di tutto e: “Dove viene fatta Moretti?”
    Risposta: “In Italia”
    Conclusione e italiana!

    L’Italia e un paese di Santi, naviganti e inventori ma e anche un paese fatto di imprenditori intelligenti che accolgono a braccia aperte prtner stranieri che vogliono investire sul territorio valorizzando il “Made In Italy” creando opportunita e posti di lavoro.

  107. @vespa

    La Moretti è gruppo Heineken perciò la possono fare ovunque abbiano uno stabilimento,anche negli USA,quello che tu sostieni è errato nella stessa misura in cui sarebbe errato pensare che le sigarette statunitensi che si fumano qui siano prodotte negli USA.

  108. @Andrea

    Scusa prima di parlare dovresti informarti:

    Sulla bottiglia americana di Moretti c’e scritto a caratteri cubitali “Made In Italy” (lo so perche me ne sono comprato un six pack ieri)

  109. pure la vespa è made in Italy,peccato siano 20 anni che l’assemblano in India,anche la mutti è made in Italy peccato usasse il concentrato e semilavorati cinesi….se vuoi si può continuare all’infinito

  110. sopratutto credo ti sfugga il concetto di “eccellenze italiane” che Eatitaly (almeno a parole) si proporrebbe di diffondere,non credo che la Moretti possa rientrare nella categoria

  111. @vespa non mangio la pizza (rigorosamente campana) con la moretti da decenni. Preferisco prendere acqua in pizzeria.

    Mentre me la godo maggiormente proprio con le IPA/APA ben vestite.

    Al di là del gusto le moretti son anche costose in pizzeria; non ne vale proprio la pena…

  112. poi scusa ma gli USA sono o non sono uno dei paesi con il maggior numero di sofisticazioni del Made in Italy agroalimentare?te li devo proprio ricordare il pecorino e il parmiggiano del Wisconsin!?!?!?Che vuoi che sia fare una birra dietro casa tua e metterci sopra Made in Italy????si chiama marketing

  113. Andrea Turco

    @vespa
    Mah guarda, di argomentazioni per rispondere al tuo commento ne trovi quante ne vuoi in questa pagina e nelle altre del blog. Saprai cos’è Eataly, ma forse conosci poco il mondo della birra di qualità.

  114. @Vespa:
    “Chi non ha mai goduto sorseggiando una morettona fresca davanti una bella pizza???”
    Presenteeeeeeeeeee!
    “Con la pizza che ci bevete?”
    Oddio ce ne sarebbero e concordo a pieno con Indastria (che cn la pizza ci siamo bevuti dei veri mostri…)
    Forse mi viene il dubbio che abitando a 2 isolati da Eataly ti sei dimenticato anche il sapore della pizza…e cmq banalizzando sempre + l’esempio pizza+birra, citerei il maestro Kuaska dicendo che non esiste la birra ma le birre e non esiste la pizza ma le pizze, quindi direi che gli abbinamenti sono molteplici.
    Se poi abiti a new york e vuoi un paio di indirizzi dove andare chiedi pure e ti sarà dato alemno potrai cambiare la tua idea di “birra”.

  115. Io, il sapore della pizza non l’ho mai dimenticato, dire che quella di torino-eataly mi piace sarebbe banale, visto il post, e proprio con una banale forst. Qui, non ho quasi mai visto nessuno bersi una artigianale con una pizza eppure basta chiedere.
    Ma il top, ultimamente, per me, è stato a luglio, Da Michele a Napoli con una bella Nastro Azzurro!!

  116. da michele per me il top è con la coca cola nella bottiglia di vetro 😉

  117. A stretto giro di logica non è italiana neanche la mozzarella fresca fatta dai due laureati “ricondizionati”, nè la pizza sfornata lì.
    Come dice giustamente Maurizio Eataly è “una geniale idea di un genio del commercio” e non una crociata per difendere il microproduttore di microprodotto di qualità.
    Moretti è italiana per gli americani e fa italiano. Per quello è lì. Poi se ne vendono un po’ penso che troveranno modo di farla in loco invece che importarla, come già fanno con la Nastro.
    Non scandalizziamoci troppo. Se questo permette di trovare Troll a NY, forse, non è una cosa negativa. O sì?

  118. sicuramente è un po’ contraddittorio con la teoria del Km0.
    lo dico da socio Slow Food… mi convince molto poco.

  119. Andrea Turco

    @Tyrser
    sicuri che non sia una crociata per difendere il prodotto di qualità? No perché io in questi mesi ho letto solo dichiarazioni che parlavano di “eccellenza”, “qualità”, “tradizioni enogastronomiche”, ecc. Oh, ‘ste cose non le hanno inventate i giornalisti, sono dichiarazioni ribadite a più riprese.

    Poi sul progetto in sè non mi sbilancio, anche perché quantomeno dovrei fare prima un salto a Eataly NY. Però mi vengono diversi dubbi su un aspetto del progetto, che è quello della comunicazione. Comunicazione birraria, per l’esattezza.

  120. @drachen
    Sui km 0, certi km 0, (certi prodotti) ascolta qualche intervista di petrini e vedrai che tutto torna. senza contraddizioni.

  121. @ andrea
    comunque sia non mi puoi dire che non ci sia qualità (e anche tradizione), togli pure quei 3-4 marchi che fanno discutere, tutti gli altri che sono? non faccio la lista altrimenti non finirei più, cito solo, dato che sono golosissimo, Gobino, cioccolataio di torino

  122. calacalatrinchetto

    Con la pizza,poi dipende da quale pizza prendo,solitamente mi bevo una Brusca del BirrOne….a volte ho pure aperto una Rochefort

  123. peccato che alcuni di que marchi siano parner commerciali e non solo prodotti che trovi su uno scaffale,poi se non vedi la contraddizione in termini che dire….contento tu…

  124. Andrea Turco

    @paolo
    sarà merito dell’omonimia 🙂 , ma diciamo che andrea ha risposto per me

  125. @vespa

    Quasi dimenticavo,a Roma ci sono almeno 3 posti di livello assoluto dove mangiare (molto bene) abbinando cibo e birra artigianale e altri sono in giro per l’Italia.Poi se ti piace tanto la Moretti continua pure ma sappi che nei market USA troveresti delle ottime birre statunitensi molto più economiche e molto migliori (qualitativamente parlando) della birra con i baffi.

  126. @andrea 1 e 2
    ho scritto chiaramente “togli quei marchi che fanno discutere”, quindi tutto il resto é da buttare? E’ mediocre? Sinceramente non ho ancora capito se si mette in dubbio la qualità, perché questo é il termine che hanno usato nella comunicazione, di tutti quei prodotti, anche di piccoli artigiani – perché ci sono, a rotazione ma ci sono – che sono esposti. O non si imbarcavano “quei marchi” e allora la comunicazione era corretta oppure, allo stato attuale, la comunicazione é ingannevole. E’ questo il messaggio che intendete? Scusate ma sono un po’ duro di craniio.

  127. quello che intendo è che se uno dichiara di voler diffondere le “eccellenze italiane” poi non si mette in partnership con una o più multinazionali,non è che se butti del piombo in mezzo all’oro diviene oro anchesso.Poi che un’attivita commerciale serva a far soldi lo so pure io,ma c’è modo e modo di fare le cose e a me questo modo non piace.Le parole per me hanno ancora un valore e sinceramente si può fare numeri e qualità anche e sopratutto senza prodotti che con la qualità NON HANNO NULLA A CHE VEDERE

  128. Andrea Turco

    @paolo
    Non sto discutendo la bontà del progetto Eataly in toto.
    Però vedo questo: apre Eataly, viene definito come l’emporio dell’eccellenza enogastronomica italiana, all’ultimo piano apre un brewpub con Dogfish, Baladin e Birra del Borgo e con birre artigianali italiane e americane.
    Poi che leggo: Birra Moretti partner di Eataly? Ma come, si parla di eccellenza (e Birra Moretti, non lo è), si parla di Italia (e Birra Moretti non lo è), di birra artigianale, e poi alla fine Birra Moretti appare accanto al nome di Eataly NY? Sì credo che il messaggio che passa è quantomeno poco chiaro.

  129. Per me è inaccettabile che certe aziende dichiarano:
    di essere “l’eccellenza del made in Italy”;
    di essere un “prodotto di qualità superiore, che racchiude tradizione, know how e soprattutto una lunga e approfondita cultura birraria”;
    e per finire si vantano di essere tra coloro che “hanno contribuito a costruire l’identità gastronomica del nostro Paese”.

    Poi, succede che molti credono alle loro pubblicità e sono convinti che con una bella pizza non c’è niente di meglio che una birra fredda, gialla, molto gassata, pastorizzata, a base di granturco.

  130. @andrea
    ok, ho capito, però sembra che, secondo voi, il poco piombo faccia diventare tutto il resto… anche piombo. E non credo nella maniera più ASSOLUTA che la moretti (in questo caso) sputtani le altre artigianali o “confonda le idee” agli americani su cosa é qualità-mediocrità-schifezza. Basta leggersi qualche di blog di nuiorkesi che ci sono stati. Ma questa é la mia opinione e conta quasi zero

  131. @ paolo
    ma quale poco piombo, quale marchio vedi in questa pagina?
    http://www.newyork.eataly.it/index.php/partners/

  132. @andrea
    possiamo essere d’accordo che la moretti non sia “eccellenza” ma non si può fare un
    discorso generalizzato come mi é sembrato di capire. A parte che “l’italianetà” della moretti negli Usa la possiamo paragonare alla Lamborghini (questa si che é eccellenza). Storicamente italiana, ma proprietari stranieri.

  133. @velleitario
    lo vedo benissimo il marchio, e so benissimo cosa significa, ho solo fatto il ragionamento inverso a quello di andrea _non turco_

  134. @ paolo
    quindi, non è che birra moretti sta lì per caso o per riempire gli scaffali… (come sostiene qualcuno)
    se viene annoverata tra i partners vuol dire che ha un certo potere decisionale e di conseguenza una certa influenza sulle scelte e sulla politica di Eataly NY.

    A questo punto spero che abbiate capito…

  135. la lamborghini era nel gruppo ferrari fino a pochi anni fa ed è realmente eccellenza:ne fanno poche,curano tutto (anche i dettagli) e non usano materiali di scarso pregio.Non è più italiana in quanto di proprietà straniera ma la sua qualità è indiscutibile,sullaMoretti non credo si possa dire altrettanto.
    E solo per completezza ecco i “perché di Eatitaly” (presi dal loro sito)
    http://www.newyork.eataly.it/index.php/about/i-nostri-perche/
    e ora dimmi quali incongruenze noti tra gli intenti e i fatti

  136. “Quindi assolutamente d’accordo sul discorso dei prodotti del territorio, senza esagerare, senza estremismi e senza interrompere la libera circolazione delle merci.”
    – Oscar Farinetti

    un colpo al cerchio ed uno alla botte.
    “libera circolazione di merci” quindi è tutto lasciato alla sensibilità individuale.
    questi sono limiti enormi da un punto di vista “ideologico”.
    continua ad essere il discorso che se il Barolo in Giappone me lo pagano il triplo, il Barolo in Piemonte non ci rimane.
    o si regola il mercato, o si stan facendo delle gran pugnette mentali. je pense.

  137. Dubitare dell’italianità della Moretti è da fessi. E’ un marchio italiano e la birra è prodotta (quasi tutta) in Italia. Il capitale è straniero, è vero.

    Allora di White Dog cosa vogliamo dire? E’ italiana o no?

    E di quelli che tanto vanno di moda a Roma, che fanno (si fanno fare) le birre in tutti i pizzi del mondo tranne che in Italia?

    Discutere della qualità della Moretti e della sua adeguatezza a comparire in uno spazio che si definisce alfiere della qualità del made in italy è molto meno da fessi, ma sicuramente poco fruttuoso, visto che è il padrone a decidere cosa mettere sullo scaffale.

    Discuterei invece dei due “artigiani birrai” di grido che accettano senza battere ciglio di stare sullo scaffale accanto a Moretti.

    Chi fa più danno alla birra artigianale italiana, loro o Moretti?

  138. Sull’esempio lamborghini credo di aver scritto che si tratta di eccellenza, però é “straniera” come la moretti.
    Sul km 0 si discute da anni ed anche SF ( se qualcuno vuole approfondire o ha partecipato a convegni, riunioni ecc. lo sa benissimo)non ha mai estremizzato. Sul barolo e come per altri vini dipende dalla scelta dell’azienda, e ci mancherebbe, vende dove gli pare. E come fai ad impegirglielo. Quelle serie, e LO SO per certo, hanno un certo limite per il mercato straniero e stop. non ci piove.

  139. @superciccio
    evvabbé se adesso sono anche “i due artigiani birrai” fanno danni, allora, buonanotte…

    Mi dedico nuovamente a delusa, con lei si che ho avuto soddisfazioni!

  140. Sicuramente se non fossero stati i due “birrrai”…la cosa sarebbe stata molto meno interessante e “sdoganante” per la Moretti.
    Idem per la pasta di Gragnano e Barilla.
    Se vai con lo zoppo impari a zoppicare, recita un antico e mai smentito adagio…ma chi è lo zoppo? la birra di alta qualità (o supposta tale) o quella industriale??

  141. senza i 2 birrai perderebbe senso metà del progetto Ny più che altro

  142. @andrea
    progetto giusto o sbagliato, il senso lo perderebbe per te, non di sicuro per chi lo ha messo in piedi a ny ora ed iin futuro altrove. Con o senza i “due artigiani birrai”. notizie fresche fresche da ny mi dicono che dopo 6 giorni dall’apertura continua il pienone.
    buona notte, vado a “farmi” una rossa moretti (a)

  143. i due birrai hanno i loro motivi (condivisibili o meno. io non li condivido) per stare lì.

    Se poi eataly è da approvare per i soldi che fa, stiamo combinati bene…

  144. Non è da approvare per i soldi che fa, ma bisogna anche capire che probabilmente a uno che è diventato miliardario vendendo televisori e frigoriferi non interessa poi così tanto di savaguardare la cacioricotta di roccacannuccia o il salame di capra di souncazziodove.

    Che Farinetti abbia una visione cinica e puramente imprenditoriale di tutto questo ci sta, anzi direi che era prevedibilissimo.

    Ma i nostri amati artigiani? Forse non sono poi tanto diversi da Farinetti?

  145. “non estremizzare” mi sembra molto “rimane tutto nelle parole”.
    il discorso non è “come fai ad impedirglielo” che in un regime di libero mercato è ovvio che non puoi.
    il discorso è avere un’idea coerente e siccome Slow Food ha chiari connotati politici sarebbe bene che la linea fosse chiara.
    Se le aziende serie hanno delle quote per l’export, forse sarebbe auspicabile che per legge si costringesse tutte ad essere serie (ovviamente vedo la cosa in ottica slowfoodiana).

    sulla birra ovviamente il discorso ha variabili differenti.

  146. il problema che forse sfugge ad alcuni è che la birra artigianale non è solo passione ma anche buissines.

  147. Notizie non ufficiali dicono che per riequilibrare la situazione che si è creata con la birra, metteranno Ronco o Tavernello (sono in trattava per la Partnership) tra i vini.

    Resto in attesa di conferme o smentite, poi vi faccio sapere 😀

  148. Forse sfugge ai business man de noantri, che pensano all’america quando di strada da fare in italia ne avrebbero ancora tanta.
    Quando non serviranno più a chi comanda davvero in quel progetto ci faremo due risate.

  149. @Superciccio sono d’accordo con te. O salteranno sul carro dei “cattivi” (ma forse un piede già c’è) o verranno lasciati per strada.

    Nel nostro paese ci sono birrifici che ancor prima di produrre qualcosa di vagamente decente già pensano a piani di espansione, ristoranti, locali, tasting room (!)

  150. infatti è meglio formare la clientela che cambiare mentalità ai produttori.

    oggi tutti si improvvisano mastri-birrai. io non mi improvviso nemmeno degustatore.
    un pizzico di umiltà non guasterebbe in questo mondo.

  151. Ma di chi 2 birrai parlate? Io leggo di pausa caffè, troll, baldin, birra del borgo, menabrea,

  152. io parlo in generale.

    Mentre i due birrai coinvolti in eataly sono baladin e birra del borgo.
    non condivido tante loro scelte ma almeno trovo che producano birre valide (non che le baladin mi facciano impazzire ad essere sincero)

  153. idem. Birra del Borgo mi piace molto, Baladin no. ma non discuto sulla qualità.

  154. forse semplicemente ci prendiamo tutti un po’ troppo sul serio…
    E poi magari c’e’ anche l’eccellenza non solo nel gusto…il baffo e’ un bell’uomo, di gusto e di stile.
    PS: Lamborghini non mi pare sia mai stata della Ferrari, credo sia in mani straniere (varie proprieta’) da diversi decenni.

  155. @amarillo
    mai in ferrari
    “La casa di auto sportive Lamborghini, i cui stabilimenti sono a Sant’Agata bolognese, dopo essere stata un tempo della Chrysler, dal 1993 è controllata al 60 per cento da Tommy Suharto, il figlio minore dell’ex presidente indonesiano (attraverso due società) e il rimanente 40 per cento è detenuto dal gruppo immobiliare malese Malaysiàs Mycom.”
    http://www.repubblica.it/online/auto/lamborghini/lamborghini/lamborghini.html
    Adesso Audi.
    e parliamo di motori, dai, e di donne…

  156. Ecco cosa ne pensano gli americani
    tratto da qui http://www.stefanosnetwork.com/site/modules/news/article.php?storyid=1087

    Beer enthusiasts will be able to find a variety of Italian and domestic craft beers such as Menabrea, Moretti and Birra Lurisia.

    Se capisco bene…la stessa identica bevanda?
    La Birra artigianale è morta?? se ne parlava giusto una settimana fa!

  157. Andrea Turco

    @lelio
    Non sarà mica che l’autore del pezzo sia stato confuso dalla comunicazione di Eataly?
    Felice (anzi no) di scoprire che i dubbi sollevati non erano infondati

  158. Mi sembra ovvio che un progetto così grande abbia bisogno di partner in grado di metter su un capitale che nessun artigiano si sognerebbe mai di mettere su piatto. Si tratta di partnership, è ovvio che Farinetti se ha la possibilità di trovare sponsor non si tira certo indietro. Io non la vedo così negativa, la vetrina c’è comunque, e la Moretti è e rimane una cagata pazzesca anche per un palato totalmente imbecille…Ovviamente ci sarà una differenza di presso notevole che avrà due pesi: una qualità anche in apparenza più alta per il prodotto artigianale (che sugli scaffali apparirà a un prezzo decisamente più alto dellas Moretti) e un consumo ovviamente maggiore del morettone a causa del prezzo inferiore.
    Se poi alla Moretti sono così fieri del loro prodotto non è un problema nostro, però li rende molto ilari.

    Come ilare è ormai diventato il Sig. Bonilli e il suo papero che è diventato più un’oca da passeggio, pronto ad incensare ogni mossa del buon Teo (che io beninteso, stimo moltissimo). Ricordo una sua farneticante uscita commentando l’apertura dell’Open romano, rispondendo che Teo aveva creato già prima del Pizzarium di Bonci (!) una birreria uguale a Open in quel di Piozzo http://blog.paperogiallo.net/2009/09/open_baladin_a_roma.html ridete pure al suo commento numero 30…Probabilmente senza nemmeno esserci mai andato. Il Sig.Bonilli è un’altra rappresentazione che ognuno dovrebbe occuparsi del SUO campo, senza andare a sentenziare giudizi o informazioni errate su settori non loro, tanto òa birra gratis la rimediano comunque

  159. @colonna
    “una copia esatta” dice bonilli, mah, eppure sono certo che sia la birreria che casa baladin le ha visitate (ha fatto anche un post). forse intendeva lo stile “gitano”… boh, ho scritto una cazzata

  160. @Paolo: non sei l’unico ad averla scritta…anch’io ho scritto “presso” invece di “prezzo”, è la vecchiaia…
    “una copia esatta” con un tono saccente contro un tal Corradini, reo di aver scritto la verità, mi sa tanto di Emilio Fede

  161. @ lelio
    il tipo, che oltretutto é italiano, parla di birre nazionali e birre artigianali. la distinzione c’é.

    @ colonna
    se passa delusa dalle tue parti, salutala per me

  162. Beer enthusiasts will be able to find a variety of Italian and domestic craft beers such as Menabrea, Moretti and Birra Lurisia

    Perdonatemi ma a parte la Lurisia (che fa parte della linea Baladin) le altre 2(menabrea e moretti) come fanno ad essere definite artigianali???

  163. @Paolo
    la traduzione di quelle 2 righe è :”gli appassionati di birra potranno trovare una varietà di birre artigianali Italiane e nazionali come Menabrea,Moretti e Birra Lurisia”

    Ora ti chiedo nuovamente,a parte la Lurisia (liea Baladin) come si fa a definire “artigianali” le altre 2???

  164. Colonna, ma tu chi sei?
    Perché te la tiri in questo modo ridicolo? :-))

  165. ohohhhhh
    lupus in fabula

  166. Bah, veramente è lei, sig.Bonilli, che mi ha chiesto amicizia su facebook…
    Chi sono? Lo chieda a Teo, anche se sa benissimo chi sono…Pensi che Open Roma nasca da una mia ubriacatura, ma lei lo sa benissimo, no???

  167. @andrea
    il tipo intende “nazionali” moretti , menabrea e lurisia artigianale.

  168. Mi (ci) spieghi meglio quella sua uscita sul suo autorevole (e sono sincero) blog.

  169. Meglio un giorno da colonna che cento da bonilli.

  170. @Paolo
    credo di masticare sufficentemente l’inglese e dubito fortemente che “domestic” fosse riferito a menabrea e moretti.Poi se devi difendere a tutti i costi l’indifendibile fai pure

  171. Bonilli portace un po’ de Sahti dalla Lapponia!!!
    Tanto per tornare IT.

  172. @ andrea
    non voglio difendere l’indefendibile, però, al limite manda una mail al tipo e chiedi information.

  173. @Paolo
    Se fosse come dici te non avrebbe detto “Italian and domestic craft beer” difatti se “nazionali” fosse riferito a menabrea e moretti non avrebbe avuto necessità di scriverlo visto che prima ne aveva già detto la nazionalità (Italian)

  174. @Colonna
    Ma ieri non avevi meglio da fare? 🙂
    Comunque sa chi sei http://blog.paperogiallo.net/2009/11/una_festa_della_cucina_12_novembre_open_colonna.html

    @Turco
    Scusa se vado OT ma ti voglio portare a 200 commenti!

  175. @Tyrser
    Al Macche facevano 52gradi, qualche effetto lo fanno! Comunque ancora tace!!! Il problema è che il critico s’incacchia quando viene criticato, bella par condicio…E comunque rimango dell’idea che nel suo blog c’è un vassallaggio nei confronti di Teo che NON PUO’ sfociare in informazioni fasulle (che hanno toccato anche un mio locale), anche perchè il sig.Bonilli è conosciutissimo e molto apprezzato dai suoi molteplici lettori, e anche le sue ultime opinioni in merito a Eataly New York lo dimostrano. Le opinioni sono opinabili, le informazioni errate sono str***ate, TRE volte ho chiesto chiarimenti, basta ammettere i propri errori…Ma chi è, Dio??? -cit-

  176. Riguardo a cosa scritto da Stefano Spadoni sul suo sito http://www.stefanosnetwork.com/site/modules/news/article.php?storyid=1087
    si tratta di un comunicato stampa di Eataly, che in due spezzoni ho “recuperato” qui:
    http://www.pikky.net/images/abcd1.png
    http://www.pikky.net/images/abcd2.png

  177. Quindi non si tratta dell’ interpretazione errata di un blogger, ma della precisa comunicazione ufficiale di Eataly.
    Bravo Paolo bel lavoro, anche se a me resta molto amaro in bocca. Ci ho investito 10 anni della mia vita per far risaltare le differenze tra una birra artigianale ed una industriale…sono bastati pochi mesi..lasciamo perdere, ma che ognuno tragga le sue conclusioni.

  178. @Paolo
    lo so benissimo…infatti lo avevo letto tutto prima di postare quelle righe e relativa traduzione.Alla luce di quanto emerso pongo nuovamente la domanda:come si fa (se non volutamente e proditoriamente) a far passare delle birre industriali come artigianali???Qui non siamo al livello di mero errore ma di una comunicazione palesemente e volutamente fuorviante,mistificatrice,che riflette una volontà ben precisa.

  179. @andrea
    ripeto, si parla di nazionali e artigianali. punto. ho sentito alcuni blogger nuiorkesi ed anche stefano ( quello del sito) che, molto gentilmente, mi ha confermato che lui c’è stato all’ anteprima per i giornalisti e del comunicato.
    poi se birra artigianale é morta…amen

  180. io ed un paio di amici madrelingua non la vediamo così….poi sei libero di credere ciò che vuoi….

  181. “domestic” vuol dire americane. La frase si traduce con birre artigianali italiane e americane

  182. ricordiamoci che nel comunicato stampa si elogia (passatemi il termine) le “eccellenze” ed i prodotti italiani, e quel domesitc – scrittomi da due blogger- lo hanno interpretato come nazionali=italiane. Comunque sia, dopo aver letto un po’ di blog posso dire che non sono poi del tutto sprovveduti. Es. : ” My husband liked seeing craft brands in addition to the COMMON Moretti beers. Alongside the bottles from Birrificio Montegioco and Birra del Borgo, there were numerous bottles of Dogfish Head beers”
    http://www.highlowfooddrink.com/2010/09/batali-and-cos-eataly-part-i-grocery.html
    Forza che arriviamo a 200 commenti

  183. Confermo l’interpretazione comune a tutti tranne che a paolo (e sono traduttore da una vita). Qui non si tratta di stare tanto a voler indovinare cosa volessero dire, la frase è ben chiara e dice che si potranno trovare birre artigianali italiane e nostrane (americane, ndt). Vengono assimilati sotto l’ala “craft” tutte le birre presentate, senza distinzioni di sorta. Volutamente fuorviante.

  184. @tutti

    ergo si pone la Moretti e la Menabrea tra le birre artigianali…ed indovinate quali tra le birre artigianali tireranno di più??
    Ovviamente Moretti e Menabrea (che costeranno molto meno delle nostre “vere” artigianali).Brava la Moretti per la partnership utile alla conquista di nuove fette di mercato,ma non mettiamo una factory sullo stesso piano di quella che è la realtà birraia artigianale.

    P.s. a casa mia un comunicato del genere si chiama con un nome specifico:false comunicazioni

  185. Allora, basta fare un po’ di telefonate e contattare le persone giuste e si esce dal tunnel. Di quel comunicato (spedito a me da un blogger), all’anteprima dell’apertura, nessuno l’ha visto, mi dicono che gira qualcosa di simile su feisbuk. Ma il punto più importante, almeno credo, è che nel reparto birre, la comunicazione, o meglio la cartellonistica è estremamente corretta. Due cartelloni spiegano il tutto: a sinistra uno per la moretti con tutto il bla-bla che si merita o che non si merita, fate voi. A destra, un’altro cartellone così titolato:CRAFT BEERS FROM ITALY e sotto tutti i marchi delle artigianali che conosciamo.
    Secondo me, tra non molto, Delusa, ci farà un bel report su Eataly NY

  186. Niente da fare, non si arriva a 200

  187. @lelio
    @andrea

    Ma allora eataly non dice che é la stessa identica bevanda.
    Spariti?

  188. Mi pare che la comunicazione, pur suscettibile di diverse interpretazioni, non lasci molte alternative.
    Sono reduce da due giorni al SANA di Bologna…anche li non è stata presa benissimo e molti amici passati a salutarmi allo stand delle fattorie Fiandino hanno espresso commenti anche coloriti e drastici. Onestamente e sinceramente mi spiace molto che alla fine tutto si riduca ad un “fare più soldi possibile” non importa come, avevo ed ho altre visioni di vita e di lavoro (e probabilmente sbaglio)

  189. @lelio
    Si può discutere se la moretti debba essere presente estaly ny, quello si, ma non mi puoi dire che nel reparto birre la comunicazione sia “falsa”. Un cartellone con scritto CREAFT BEERS, come ho citato sopra, é ben in mostra, e con tutti i loghi delle nostre artigianali. E la moretti NON è presente. Anche in questo caso ” la comunicazione non lascia molte alternative”? Non mi pare. Non spacciano la moretti per artigianale.

  190. @paolo
    se lo dici tu allora sono io che ho capito male (anche se mi sembra di essere in buona compagnia). e comunque si parlava del comunicato stampa ripreso da altri blogger. a me resta l’amaro in bocca è non è di buon luppolo.

  191. @ lelio
    Io sto dicendo semplicemente che davanti al cliente, oltre agli scaffali, ci sono due cartelloni. Il primo con le birre moretti, l’altro (CRAFT BEERS FROM ITALY) con quelle artigianali. A prova di scemo.
    Non é abbastanza chiaro? Ripeto: spacciano la moretti per artigianale? Io non credo. A me l’ha confermato chi ci é stato, ma basta cercare un po’ di foto e si vede.

  192. fondamentali gli ultimi interventi di paolo, e no, non siamo spariti, solo che sta cosa l’hai anche fatta uscire tardino 😉

    oltre il fronte della corretta comunicazione (eataly salvo) potremmo comunque pensare a noi stessi che se in un ipotetica fiera del texmex in italia trovassimo una vendutissima lager americana a 2 euro la bottiglia, e una reale a 4 tanto per dire, provata *una* lager tipica ma poverissima, sicuro in errore non ci si ricade.

    ed è lo stesso motivo per cui non tiene la considerazione per cui dogfish head e moretti vicine fanno percepire tutto allo stesso livello. io ci casco al massimo *una* volta con una miller (se non sapessi cos’è) se affianco ho una reale, credo che gli ammericani, forse più ditinculo mi si permetta, di noi, provata una moretti di sicuro dopo si buttano su una draco. perchè il target del baffo è l’homer di turno, non il cliente di eataly.

  193. @ tutti
    “sta cosa l’ho fatta uscire” quando ho deciso di sentire qualcuno più informato di me (di noi), così, tanto per evitare di scrivere cazzate.
    E siamo a 194.

  194. @paolo
    scusa la curiosità, ma tu di lavoro cosa fai?

  195. @lelio
    Vendo trapani. Trapano il cervello a tutti. E 196

  196. @Paolo
    meglio così perchè al mio cervello un poco trapanato è capitato di leggere una mail (anonima…ma tant’è anche tu non sei così trasparente, ma evidentemente qualcuno ti conoscerà) dove si dice che invece fai il “ghost-blogger”, ma tu vendi trapani…sono tranquillo. Ne avrei bisogno anche io (di un ghost blogger, di trapani ne ho a sufficienza) scrivimi in privato (qui mi sembrerebbe molto ot) che troviamo un accordo.
    (scusa il cazzeggio Andrea, ma qui a quanto pare ci tengono ad arrivare a 200)

  197. Quando ero giovane io la trasgressione, per noi già trasgressivi bevitori di birra in una regione intrisa di vino, era una Moretti Sans Souci. La mancanza di pecunia era una ulteriore ragione per scegliere quella birra che ti offriva un nome esotico, a quei tempi la territorialità non andava ancora di moda, a basso prezzo. All’inizio del mese, a volte, ci scappava anche una isolata Bonne Esperance, da dividere in tre o quattro, con quel fondazzo di lieviti che sembrava tanto alchimia.

    Oggi ad Eataly forse si è voluto celebrare quel passato di beata ignoranza brassicola.

    Siamo sicuri di non esserci rovinati la festa?
    La birra, l’ultima volta che ho controllato, era meglio berla che parlarla.
    E Eataly. l’ultima volta che ho controllato, è un supermercato d’alto bordo. Come certe signorine. Cambia il target ma il mestiere è sempre quello…

  198. @lelio
    ghost-blogger? e che é? No, no, io ho iniziato a cazzeggiare da queste parti capitando per caso sul premiatissimo blog di delusa e per scommessa con un “consumatore consapevole” (diciamo del centro italia, più nord che centro) ho scovato il deluso. Scommessa vinta, ma premio non ancora incassato. Forza lelio, il 200esimo é per te
    PS ma era mica mia la mail? No perché nel periodo buono del cerca-delusa sono stato invaso da mail e a qualcuna ho pure risposto. Ciao

  199. scusate ma nessuno trova nulla da dire dei due birrai artefici del rinascimento della birra artigianale italiana che magicamente sdoganano l’industria al grido di “tanto è la stessa bevanda?” (cit 14 luglio 2009)

  200. @ Marcos
    Perchè, che c’è di nuovo da dire?
    Vogliamo piangerci addosso fino alla fine del tempo?
    Su, facciamoci del male!

  201. Non ho nulla da dire, siamo arrivati a 200 commenti ed a me basta. Avanti il prossimo.

  202. nulla mi sembrava che 200 commenti per disquisire su un’operazione comerciale lecita, discettando s farinetti fosse un magnate o meno, se moretti è artigianale o no mi sembravano troppi.
    ma davvero niente da dire su che so eatalye i finanziamenti pubblici, eataly e coop, eataly ed i pagamenti ai fornitori? non so …niente di meglio? e che so le partecipazioni di farinetti nei micro italiani? e open? non so …conta solo valutare se l’operazione niuiork sia lecita o meno?
    ma ancora stiamo a discutere del nulla?
    coraggio…sig. birrai ornitori di eataly vogliamo sapere quali sono le condizioni di fornitura. ma davvero eataly non è GDO? e a che titolo può fare il paladino dell’artigianalità uno patecipato da farinetti (mi riferisco a teo) dopo l’operazione niuiork? nulla da dire?
    per esempio risponde al vero che eataly abbia conizioni di pagamento a dir poco difficili? e i finanziamenti pubblici ad eataly a quanto ammontano? e l’affitto a torino risponde al vero che non verra pagato per 70 anni? eil 40% di etaly in mano a coop non vuol dire nulla? e non vuol dire nullache moretti (heinecken) sia presente in tutte le coop? davvero la presenza di farinetti nell’assetto societario di tre birrifici, i alcune societa di distribuzione e le colleganze con eataly, non influenzano il mondo dei micro in italia?
    coraggio sforziamoci un podi piu…
    perchè della caccia a delusa ne abbiamo pieni i coglioni..
    coraggio andiamo a fondo delle cose….

    • Vedo ora questo commento perché sto facendo delle ricerche sulle origini di eataly, l’ho trovato molto interessante soprattutto la parte: “ma davvero niente da dire su che so eatalye i finanziamenti pubblici, eataly e coop, eataly ed i pagamenti ai fornitori? non so …niente di meglio? e che so le partecipazioni di farinetti nei micro italiani? e open?”….
      ecco a me la cosa interesserebbe…

  203. scusate le colleganze erano con slow food

  204. @ Marcos
    Non penso che quello che dici sia privo di senso nè che tu sia il problema.
    Penso solo che l’attenzione generale sia rivolta nella direzione sbagliata.

    Mi spiego meglio.

    Quando un problema affligge un tessuto sano intervengono gli anticorpi e le difese naturali. Il problema viene sconfitto.
    Quando un problema affligge un tessuto debole non ci sono difese. Allora può essrere la fine.

    Su cosa si deve concentrare l’attenzione, sul problemino in corso o sullo stato di salute generale, reo di non aver contrastato l’insorgere del problema?

    Se non rafforziamo la salute generale del paziente a questa infreddatura seguiranno problemi ben più seri.

    Su Delusa invece…
    Vedi, ormai Teo, Farinetti e compagnia di merende fanno parte dell’esterno del nostro mondo.
    Delusa invece lavora all’interno.
    Contribuisce a debilitare il nostro organismo.

    Almeno questa è la mia lettura delle cose.
    Quasi certamente sbaglio.
    Questo mi rassicura un po’.

  205. @ marcos
    mi angosci.

  206. Ho letto qualche commento sparso , interessanti , l’ultimo di marco mi ha colpito: non è che angosci, parli da persona angosciata. Conosco parecchie risposte alle tue domande (una veloce è che gli anni sono 60 e non 70) ma voglio vedere cosa salta fuori.

  207. @Marcos
    Di quali tre birrifici è socio anche il Farinetti?

  208. @Livingstone
    non credo che delusa abbia tutta questa importanza. lavora in un universo molto ristretto. credo che per il futuro dei micro l’operato di delusa sia abbastanza ininfluente. diverso è il caso di player cosi importanti ed introdotti come è il caso di farinetti ed eataly.
    a me incuriosisce comprendere la galassia farinetti a te no?
    @Paolo
    ognuno ha le sue angosce. pensa che tu ci hai stressato con la tua caccia alle streghe per mesi, quando sapevamo tutti benissimo chi fosse delusa. ma non ti abbiamo rotto il giochino perchè ti divertivi cosi tanto che facevi tenerezza
    @Marchetto
    prova ad andare in camera di commercio e fai una visura e potrai scoprirlo. non vorrai mica che ti dica tutto ora….

  209. @Marcos
    Che tutti sapessero di delusa può darsi, sta di fatto che ho ricevuto almeno una quindicina di mail ( da anonimi e da “insospettabili”) e tutti “stressavano” per avere notizie precise. Si mi facevo tenerezza persin da solo. Ecchecivuoifare.
    Sui tre birrifici, dicci qualcosa subito, mica voui fare come me, che ho “fatto uscire la cosa tardino” e siamo arrivati a 200 commenti. Dai che la visura si può fare anche online, 10-12 euro.A me non serve…Vediamo, vediamo…

  210. @Marcos

    Come sempre…parli parli parli…

    Si può chiedere visura di società in sffffizzera?

  211. @ paolo

    la visura è anche gratis se ti iscrivi al sito del registro delle imprese (le prime 3 o 4 sono gratis, le successive le paghi 3 euro).

  212. @ Marcos

    Sono d’accordo con te, ma io intendevo un’altra cosa.
    Disperdere energie per combattere qualcosa che è più grande di noi, Farinetti, Coop ecc, è un po’ come andare contro i mulini a vento.
    Un solo Don Chisciotte non riesce ad abbattere un mulino a vento.
    Un gruppo ben coeso di persone magari ci può riuscire.

    Come dire…l’unione fa la forza.
    L’unione è la vera forza assente oggi nel mondo della birra.

    La coesione non può essere fondata su valori negativi come il “tutti insieme contro il cattivo di turno”. Messaggio che traspare, a mio avviso, da quello che dici.
    La scena politica italiana ne è un esempio lampante (ma non voglio entrare in quell’argomento).
    La vera forza aggregante deve essere positiva, se vogliamo creare qualcosa di positivo.

    Lo so, è molto più difficile condividere un’idea o un ideale piuttosto che un nemico.
    Ma le scorciatoie non sempre portano al risultato voluto.

  213. @marcos
    La visura, a parte il baladin (20%) che tutti sanno, su quale birrificio la faccio? Mica posso provare su tutti 200-300 che sono?

  214. Io a intuito direi Birra del Borgo.
    Minchia, il tenente colombo mi fa un baffo.

  215. su Borgo e Baladin è di dominio pubblico che siano partecipate da Farinetti,il terzo chi è???io a naso direi Ducato….

  216. naaaa!! è un po piu semplice.

  217. @ paolo
    e farla sulle società di farinetti ? magari è piu semplice.
    dai ti ricordavo piu reattivo come indagatore…

  218. @marcos Dogfish Head?

  219. er pippatore de antrace

    io direi eylenbosch.

  220. allora facciamo cosi:
    quali birre vengono prodotte a piozzo ( aparte baladin e lurisia ovviamente)?

  221. troll se non ricordo male

  222. @ marcos
    sulle società di farinetti? e tu conosci tutte le società di farinetti? ih,ih,ih. Ho già scritto che non mi serve la visura, attendo oltre.
    Sui pagamenti a “dir poco difficili” ci sarebbe sempre lelio che potrebbe dirci qualcosetta, parte in causa o sbaglio? i

  223. scarampola mi pare la distribuisca ma non ricordo che brassi lì

  224. Ragazzi Ragazzi non cascate nel giochetto di Marcos…
    E’ una vecchia volpe che si è tramutata in castoro…

  225. @marchetto
    infatti mi angoscia. io stresso con delusa e lui mi angoscia con le sue domande di approfondimento. ma che vuoi approfondire? adesso che sappiamo che per 60 anni farinetti non paga l’affitto cosa cambia. Marcos, se avevi 12 milioni di euro per ristrutturare l’ex Carpano, forse, forse te lo avrebbero dato pure a te, che dici? Ah già, tu non sei amico del Chiampa, allora a te nisba… e avanti così
    E quando scopriamo se eataly é GDO oppure no, che ti cambia? Io non lo so cos’è, so per certo che alcuni microproduttori presenti a torino, non potrebbero MAI essere presenti in qualsiasi vera GDO per ovvie ragioni di piccole quantità di prodotto. E dei finanziamenti pubbllici? E delucidami su questo che mi interessa particolarmente.
    Marcos, nulla di personale eh

  226. @Marchetto e Paolo
    con calma…aspettiamo un pochino.
    il fatto che ci sia qualcuno che puo gestire il mercato della birra artigianale da una posizione di predominio non interessa? a me si.
    o vogliamo continuare a parlare di delusa e delle sue folli scorribande?
    facciamo una cosa, io smetto di postare qui su questo argomento (tanto il commento n° 200 é ormai mio!!) e mi riservo di “illuminarVi” in seguito (entro la settimana) su cosa vuol dire la liason tra Eataly ed il paladino della birra artigianale italiana.
    Poi se non interessa sono fatti vostri.
    Io so solo che almeno 4 aziende produttrici fanno riferimento a baladin (partecipate o no ed una 5 sembra che affidi loro parte della produzione), che il “gruppo” è contemporaneamente produttore, distributore e maggior cliente di molti birrifici.
    che questo avviene in parte con soldi pubblici, che la GDO partecipa al giochino e che il “gruppo” ha contribuito (non so quanto deliberatamemnte e/o con premeditazione) “sdoganato” la birra industriale come birra di qualità.
    che l’uomo immagine del gruppo (Teo) ha fatto una sparata (14 luglio 2009 andate su birradio se volete ascoltare) nella quale ha dichiarato di essersi speso per i micro, che lo stesso ha dato origine ad iniziative a mio modo di vedere contrarie all’interesse dei micro (consobir e marketing associativo di Assobirra) etc. etc. …
    Questo per me è sufficiente a sentirmi preso per i fondelli.
    ed io da buon castoro (grazie marchetto) o da fuorilegge frontaliere (cit. f. ) continuo a trovare interessante andare a scoprire cosa sta succedendo.
    pero magari voi preferite altri cazzeggi…
    a presto

  227. @marcos-castoro
    se vuoi illuminiarci in seguito fai pure, (specialmente su “soldi pubblici”, questo mi interessa) ma sappi che scopri l’acqua calda. Ma il bello, secondo me, deve ancora arrivare e qui non c’entra “il gruppo”, eataly ed i vari farinetti.
    ciao

  228. @Paolo….dai rendici partecipi di questo bello in arrivo, non tenerci così sulle “trebbie!

  229. @Livingstone “La vera forza aggregante deve essere positiva, se vogliamo creare qualcosa di positivo.
    Lo so, è molto più difficile condividere un’idea o un ideale piuttosto che un nemico.”
    Concordo al 100%

  230. @ lelio
    no, ma era una sparata, diciamo così… ih
    a volte mi lascio prendere la mano…
    Però sui pagamenti “a dir poco difficili” citati da marcos, potresti dirci qualcosa te
    ciao

  231. @Marcos

    Ma sei hai così a cuore la birra artigianale italiana, perchè sei andato a produrre in svizzera?

  232. @Paolo
    l’acqua calda? sei proprio sicuro? e dai evita sparate …qual’è questo bello che deve ancora venire? sono curioso …
    @Livingstone
    @Simone Monetti
    la forza aggregante deve essere positiva ma bisogna anche aver il coraggio di riconoscere i problemi connaturati al proprio essere e rimuoverli. Simone non puo dimenticare che parte in causa nel creare la situazione di oggi è stato l’immobilismo di Unionbirrai e la scarsa partecipazione degli associati professionali, proprio coloro che hanno timore di esporsi per non uscire dalle grazie di chi pensano possa garantire loro un ritorno in termine di visibilità, vendite.
    Comunque qui si allarga troppo la cosa e forse andiamo fuori tema (e magari altre dovrebbero essere le sedi nelle quali fare queste discussioni).
    Inoltre ho la sensazione che Paolo aka Norman Bates tiri a fare il record dei 300 commenti.

  233. no, 300 sono troppi, mi fermo

  234. Andrea Turco

    Sì, forse è il caso di seguire il consiglio di paolo, anche perché siamo andati ampiamente OT 🙂

  235. @Marchetto
    Andrea mi perdonerà ma non voglio che sembri che eluda una domanda che mi era sfuggita.
    Sono venuto in Svizzera perché la mia famiglia si è trasferita qui ed i miei figli sono piu importanti di un paese sperduto tra i bricchi della Liguria. La cosa non è stata indolore ma tant’é..
    Questo per dovere di cronaca.
    Invece mi sta a cuore la birra artigianale italiana perché è il mio mercato di riferimento, perché sono socio di Unionbirrai e perché credo che abbia bisogno di sostegno.
    Tanto ti dovevo.
    A presto

  236. Siete stati di grande aiuto. Dante Colombo

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